Storia delle religioni e delle filosofie dell’India
Oggetto dello studio/temi= India, “religione” e pensiero(filosofia) in India, la cultura più antica del sub-continente indiano e il 1° documento storico è la civiltà della valle dell’Indo(circa 3300-1300 a.C., età del bronzo).
India= si trova in Asia meridionale ed è un sub-continente, dal punto di vista storico l’India non corrisponde all’odierna Repubblica dell’India, ma comprende tutti i territori da ovest ed est, che hanno formato la cultura indiana: attuale Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Bhutan, Bangladesh, Maldive e Sri Lanka, inoltre l’India ha avuto relazioni commerciali ed ha influenzato culturalmente Medio Oriente antico, Mesopotamia, Grecia, Roma, Persia, Cina, Birmania e sud-est asiatico, quindi l’India è un paese che è sempre stato crocevia di popoli ed è un territorio esteso dagli altipiani iranici fino alla Birmania ad est.
Noi tendiamo ad identificare nazioni e paesi con la lingua parlata, ma in India vi sono 122 lingue maggiori e 1599 altre lingue, la famiglia più grossa è quella delle lingue indo-iraniche(lingue indoeuropee orientali), che si dividono in antico indoario(sanscrito), medio indoario(pracrito) e neo indoario(lingue attuali, tra cui la lingua ufficiale= hindi), altri famiglie di lingue sono le lingue dravidiche(diffuse nella parte meridionale dell’India), sino-tibetane(parlate lungo la catena himalayana), austro-asiatiche(diffuse nel centro e legate a comunità tribali), tai-kadai, andamane, isolate e bantu.
Vi sono diversi gruppi etnici, ovvero nel territorio indiano vi sono popoli con diverse origini: indoiranico, iranico, nuristani, dravidico, austroasiatico, tibeto-birmano, andamane-nicobare, semitico, tali, turco, afro-asiatico, europeo/euroastico, austronesiano e cinese, inoltre dopo la Cina l’India è il 2° paese del mondo per popolazione, in India le religioni più diffuse sono: induismo(circa 80% della popolazione), islam(14%, infatti l’India è il 2° paese islamico al mondo, mentre il 1° paese islamico al mondo è l’Indonesia), cristianesimo(2%), sikhismo(1,75%), buddhismo(0,7%), jainismo(0,37%), zoroastrismo, ebraismo e religioni tribali= varie religioni, che ripercorrono la storia dell’India, dove vi sono tradizioni considerate indigene, ovvero nate e sviluppate all’interno del sub-continente: induismo, sikhismo, buddhismo e jainismo, mentre lo zoroastrismo proviene dalla Persia e l’islam dall’Arabia Saudita, la chiesa cristiana dell’India discendente da san Tommaso è martoma= situazione politica, religiosa, linguistica ed etnica varia e complessa.
Cronologia culturale e religiosa dell’India
Cronologia culturale e religiosa dell’India= scheda, invece cronologia politica essenziale dell’India:
- 3300-1300 a.C.= 1° fase di urbanizzazione indiana della civiltà della valle dell’Indo, che è un periodo circoscritto, ma interessante, infatti vi sono enormi città estremamente avanzate in un periodo molto antico, che poi scompaiono nel nulla, invece la 2° fase di urbanizzazione indiani si ha con i grandi imperi negli ultimi secoli a.C.;
- 1750-1000 a.C.= migrazione dei clan Arya(significa nobile in sanscrito ed il modo attraverso cui questa cultura tribale chiama se stessa, utilizzavano la svastica= simbolo del dio del sole) dall’Iran-Afghanistan al Punjab, quando collassa la civiltà della valle dell’Indo iniziano le migrazioni dei clan tribali pastorali e guerrieri, che discendono dagli altipiani iranici e dalla valle del fiume Kabul e giungono nel Panjab(area delle 5 acque tra India e Pakistan, 5 affluenti dell’Indo);
- 1000 a.C.= mahajanapada= grandi confederazioni tribali;
- 332-184 a.C.= impero Maurya;
- Regni indo-sciti, saka e regni indo-greci(200 a.C.-400 d.C.) e regno Gandhara(1500 a.C.-535 d.C.)= vi sono realtà politiche molto diverse, infatti si formano regni buddisti, jainisti e controllati da potenze centro-asiatiche= diverse culture;
- Impero Kusana(I-III secolo d.C.), impero Pallava(275-897 d.C.), impero Gupta(IV-VI secolo), impero Pala(750-1161), impero Sena(1070-1230) ed impero Chola(300 a.C.- 1279);
- Sultanato di Delhi(1206-1526) e del Bengala(1352-1576);
- Stati Rajput;
- XVI secolo-1857= impero Moghul;
- India olandese(1605-1825), danese(1620-1869), francese (1668-1954), austriaca(1778-1785) e portoghese(1505-1961);
- East India company(1621-1757) e British Raj(1858-1947);
- 1721-1949= regni indipendenti indiani;
- 1947= indipendenza e partizione dell’India: India e Pakistan orientale ed occidentale;
- 1971= indipendenza e partizione del Bangladesh(Pakistan orientale);
- Dal 1200-XVII/XVIII secolo l’India è stato un emirato e uno dei paesi più ricchi al mondo(impero Moghul PIL più alto del mondo), poi declino economico a partire dalla colonizzazione.
Storia delle religioni e definizioni
Lo storico delle religioni della scuola di Chicago, Bruce Lincoln, definisce la storia delle religioni analizzando i diversi termini: come la preposizione delle che unisce i 2 sostantivi nell’etonimo disciplinare storia delle religioni non è neutrale, ma indica la relazione tra storia come metodo e religioni come oggetto di studio, inoltre la storia è ciò che è successo sulla base di ciò che è stato tramandato, ma non sempre ciò che ci è stato tramandato è il quadro completo(il testo più antico indiano è Rgveda(rigveda), veda= conoscenza, datato al 1750-1200 a.C. , è un testo ieratico/sacerdotale, più alto e legato alla cultura sacrificale, non si conoscono le tradizioni delle donne e minoranze, quindi nel periodo vedico ed antico vi sono buchi enormi, è un testo elitario legato ai “sacerdoti” poi è diventato un testo religioso con valenza politica), la storia è anche rappresentazione(antica, classica, medievale, premoderna, moderna e contemporanea) di ciò che è successo e di cui ci è stato tramandato.
Religione= termine derivante dal latino(religare= legare insieme da Lucrezio, che dà una connotazione negativa come superstizione, Lucrezio crea questo neologismo per indicare ciò che unisce e tiene insieme= aspetto culturale condiviso), quindi non si applica alle tradizioni religiose indiane, dal latino religio= obligatio= dovere/obbligo e si collega al termine dharma, che viene tradotto in religione, ma in realtà significa dovere/obbligo morale e anche legale, invece Cicerone interpreta la parola religio= da relegere= ripercorrere, tornare indietro e ripensare, quindi per lui superstizioso è inteso come difetto, mentre religioso come un pregio, quindi il termine religione non è un termine indigeno, ma imposto dal colonialismo europeo-nordamericano.
Per l’antropologo Clifford Geertz la religione è un sistema di simboli(abilità unica dell’essere umano di creare ed avere sistemi simbolici, la religione è uno di questi sistemi simbolici), che agiscono per stabilire negli uomini stati d’animo e motivazioni forti, pervasive e durature formulando concezioni di un ordine generale di esistenza(sono legati alla metafisica ed essere, non sono legati solo a qualcosa di pratica) e rivestendo queste concezioni con una tale aura di fattualità(le tradizioni religiose cercano di esprimere concetti altissimi in modo molto semplice) che gli stati d’animo e le motivazioni sembrano straordinariamente realistici, infatti il fedele non si pone il dubbio in cui in quello in cui crede sia impossibile dal punto di vista fisico, ma ci crede dal punto di vista metafisico, quindi la religione è una questione di simboli, che hanno rilevanza ed esprimono concetti che hanno effetti sul quotidiano ed extraordinario in modo realistico.
Documenti etici ed emici
Documenti etici(esterno): India= 1° riferimenti del termine India negli ultimi secoli a.C. e primi secoli d.C. da parte di geografi greci, che fanno riferimento all’India come terra solcata dal fiume Indo(in proto-indoeuropea significa fiume/corso d’acqua, che divideva 2 terre), quindi per i greci l’India era la terra oltre il fiume Indo, nel XI secolo il geografo, esploratore e filosofo arabo parla degli usi e costumi religiosi dei popoli dell’India, poi con la dominazione persiana si trova il termine hindustan(stan= terra, territorio regione in persiano, Pakistan= terra dei puri), invece il termine induismo viene utilizzato per esclusione nei registri dei primi censimenti inglesi della popolazione assoggettata, per segnalare la differenza con le altre religioni, ovvero per indicare coloro che non si definivano musulmani, buddisti, jainisti, sikhismo e cristiani, quindi il termine induismo è termine nato nei registri dell’impero britannico per indicare chi non è identificabile dal punto di visto religioso, inoltre non esiste un’unità hindu(oggi creazione politica), è una cultura che non ha mai avuto un interesse nel definirsi in modo unitario, non vi sono date certe solo dal punto di vista filologico(lingua dei testi), vi sono riferimenti nei documenti greci, romani, iranici, tibetani e cinesi, quindi non interessa culturalmente il tempo storico.
Documenti emici(interno)= vi sono alcuni riferimenti nei Rgveda, gli Arya cominciano a chiamare la terra da loro controllata Aryavarta(terra degli Arya), che dal II millennio a.C. è occupata dalle 5 nazioni/confederazioni tribali organizzate in clan controllati da re/capi tribù, che controllava diverse alleanze tribali e si sono stanziati in un’area dove al centro vi è il fiume Indo, gli Arya sono seminomadi, infatti vivono in villaggi che smontano e ricostruiscono seguendo le mandrie per cercare pascoli migliori, quindi sono popoli guerrieri, che in breve tempo sottomettono tutte le popolazioni dall’Afganistan alla foce Gange, poiché avevano una tecnologia bellica avanzata rispetto alle altre popolazioni e tribù indigene, non vi era ancora il ferro(età del bronzo indiana), ma gli Arya avevano i cavalli e carri da guerra con ruote con i raggi, che permettevano di andare molto veloce, non vi era una cavalleria e i carri da guerra servivano per trasportare i guerrieri e poi tornare indietro col bottino o portare i guerrieri a casa(tipo di guerra come incursioni), non era una conquista, ma un’assimilazione nel clan delle popolazioni, non vi era alcuna discriminazione etnica, ma si chiedeva una sorta di giuramento fatto di fronte agli altari sacrificali, in cui le popolazioni assoggettato o che si alleavano si votavano a sacrificare allo stesso modo del clan Arya, ma potevano mantenere le loro divinità e lingue, una delle 5 nazioni Arya era legata al capotribù Bharata del clan Kuru, oggi la repubblica indiana, chiamata da noi India, in realtà si chiama governo delle genti discendenti da Bharata, le popolazioni giuravano di difendere il clan egemone, quindi non era tanto un’alleanza stabile, ma un patto di non aggressione.
1750-1200 a.C.= periodo vedico, tra 1200-1000 a.C. Il nomadismo vedico si ferma e diventa una cultura non più pastorale e seminomade, ma agricola e stazionale, infatti nei Veda non compare la parola riso, poi quando si parla di riso e altre colture vuole dire che sono diventati agricoltori.
Altre religioni e tradizioni
Le altre religioni sono facilmente identificabili anche a partire dalla loro storia e testi, per esempio nel corano si definisce la religione nuova come islam(din= religione come sistema di norme non solo legate al culto, questioni sociali, economiche e culturali a partire dalla predicazione di Maometto da parte del dio Allah), il sikhismo muove dalla predicazione di un maestro iniziale/guru, che fonda un sistema di trasmissione di conoscenze, per cui il sik è colui che impara da un guru riconosciuto della comunità, il buddhismo è legato alla figura storica di Siddharta Gautama, ovvero il Buddha(saggio del clan guerriero Sayka), il jainismo prende il nome da colui che è vittorioso, lo zoroastrismo da Zaratustra, le religioni tribali vengono spesso definite animismi, ovvero come tradizioni isolate, che di solito non hanno scritture e sacerdoti e spesso sono a base sciamanistica.
Ganesha è il dio con la testa di elefante, figlio del dio Shiva, è colui che rimuove gli ostacoli, ha la testa di elefante, zanna spezzata, 4 braccia e occhi socchiusi, inoltre nel mondo induista sono tipici gli asceti(rinuncianti), già dal I millennio a.C., inizialmente considerati come individui reietti da emarginare e non considerare), voto di castità inaccettabile per la cultura tribale vedica per la quale vi deve essere un continuo passaggio di essenza vitale tra padre e figlio, per l’induismo è importante l’ultimo sacrificio= funerale, se il defunto non riceve il giusto funerale la sua anima/spirito non riesce ad andare nel regno degli antenati/padri(pitr), altrimenti viaggia e ritorna in varie forme di demone vampiro vendicandosi dei membri della sua famiglia, si offre da mangiare agli antenati per mantenerli in vita, non vi è il concetto di bene e male, ma giusto e sbagliato relativo, gli asceti non hanno famiglia, quindi non hanno funerali, ma fanno pratiche per andare oltre l’esistenza umana e divina, i monaci jainisti fanno voto di nudità assoluta, poiché abbracciano il concetto di non violenza assoluta, i sikh si identificano come leoni del Panjab(gruppi di immortali derivanti dai guerrieri immortali persiani), il sikhismo è una religione monoteista.
Cultura, società e studio delle religioni
Cultura= riguarda l’antropologia(dal greco discorso/studio sull’essere umano), il termine cultura deriva dal latino colere(coltivare), la cultura è la totalità dei prodotti sociali, storici e creativo degli esseri umani come parte di un gruppo sociale, tali prodotti includono: lingua, arte ed architettura, stile di abbigliamento, cibi, comportamento sociale, musica, patrimonio intellettuale, etica, sistema legale, governo, religione e filosofia, la cultura dovrebbe sempre essere pensata come: distinta ed opposta a natura, costituita da forme di conoscenza socialmente distribuite, comunicazione e sistema mai statico di mediazione, pratiche e partecipazione, inoltre il termine società etimologicamente deriva dal sostantivo latino societas(da socius= compagno) ed è attestato da metà del XVI secolo con il senso di compagnia ed associazione amichevole con altri, quindi una società è l’insieme di persone che vivono insieme in una comunità più o meno ordinata.
Studio delle religioni= disciplina, teoria, metodologia ed approccio.
La disciplina è un sistema di regole o branca del sapere scientifico, che determina lo studio scientifico di una certa materia: etnologia(antropologia sociale e culturale), economia, filologia, linguistica, letteratura, musica, politica, psicologia, sociologia, storia, storia dell’arte e delle religioni, invece la teoria è un sistema di idee sviluppato per fornire una serie di spiegazioni che funzionino dal punto di vista generale e non necessariamente applicativo, le teorie sono spesso associate a studiosi.
Orientalismo= approccio critico che fornisce un modello per un’analisi critica dei processi di conflitto religioso e dialogo religioso, dell’espansione missionaria e della cooperazione ecumenica, del proselitismo e dei fenomeni di conversione, della ricerca della fede e della capacità di comprendere in relazione a epoche, luoghi e culture differenti, ì orientali si studia i modi di pensiero e scrittura che hanno creato un divario manicheo ed essenziali sta tra oriente ed occidente, infatti per lo studioso Said l’orientalismo è un’elaborazione non solo di una distinzione geografica di base, ma anche di tutta una serie di interessi creati e mantenuti attraverso mezzi come le scoperte scientifiche, ricostruzione filologica, analisi psicologica, studio del paesaggio e descrizione sociologica, quindi è una manipolazione o volontà di incorporare ciò che è un mondo manifestamente diverso(o alternativo e nuovo).
Parole chiave per lo studio delle religioni
Parole chiavi per lo studio delle religioni= il teismo è la credenza nell’esistenza di una o più divinità in particolare di un creatore che interviene nell’universo, l’ateismo è la teoria o convinzione che Dio non esiste, il monoteismo è la dottrina secondo cui esiste una sola ed unica divinità, il politeismo è credere o adorare più di una divinità, l’enoteismo è la credenza in un dio superiore tra molti altri, l’agnosticismo è la convinzione che nulla sia noto o possa essere conosciuto dell’esistenza o della natura del divino, il monismo è la teoria o dottrina che nega l'esistenza di una distinzione o dualità in una sfera particolare, come quella tra materia e mente o Dio e il mondo, il dualismo è un sistema religioso che riguarda la comprensione del mondo in termini di 2 realtà indipendenti.
Civiltà della valle dell’Indo
Civiltà della valle dell’Indo= enorme documento culturale rimasto a noi e all’epoca del colonialismo britannico per costruire delle ferrovie si utilizzavano dei mattoni, ma nel 1924 Sir Johannesburg Marshall(direttore generale dell’indagine archeologica dell’India) si accorge che i mattoni provenivano da antichissime mura, sono cominciati gli scavi ed è emersa una cultura dell’età del bronzo e di cui non si sapeva nulla, ovvero un sito databile al III millennio a.C., ma abitato molto prima(7000 a.C.), la fase matura della civiltà della valle dell’Indo coincide con 2 grossi centri Harappa nella valle dell’Indo superiore e Mohenjo-daro nella bassa valle dell’Indo, è una cultura urbana, quindi vi erano veri i propri centri urbani di notevole dimensione e segni tecnologici notevoli per una società agricola, vi erano case a più piani e un sistema funzionante di fogne e irrigazione dei campi, quindi è una cultura molto avanzata di cui sappiamo poco con certezza.
econ
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