STORIA DELLA MODA 1
Che cos’è il design?
Il design è tutto ciò che riguarda il prodotto industriale (progettazione, produzione,
commercializzazione, comunicazione).
Il prodotto moda, cioè tutto ciò che fa parte dell'abbigliamento (vestiti e accessori), fa parte del
design quindi è un prodotto industriale.
Il design:
● è un’attività strategica di problem solving
● è un’innovazione
● costruisce un business di successo
● porta ad una qualità migliore della vita (attraverso un prodotto/servizio/sistema/esperienza)
(es: shopping online, apps, ecc…).
Progettare vuol dire non solo pensare all’estetica e alla funzionalità del prodotto, ma a tutte le
conseguenze del mettere quel determinato prodotto sul mercato (costo di produzione,
imballaggio, trasporto, promozione, ecc…)
→ nel settore moda è essenziale però anche la folgorazione creativa da contestualizzare in base
alle specifiche necessità del contesto.
La moda non esiste a livello universale: è imprescindibilmente legata all’evoluzione sociale,
economica e culturale, al luogo e al tempo del contesto in cui nasce e si manifesta. La moda
influenza l’evoluzione socio-culturale del contesto in cui è posta e il contesto influenza l’evoluzione
della moda che evolve in esso. →la moda è un prodotto culturale →l’abbigliamento è un prodotto
industriale e materiale
DIFFERENZA TRA MODA E COSTUME
- La moda è simbolo e modo di appartenenza ad un gruppo sociale attraverso i prodotti che
si scelgono→ è imitazione con il fine di appartenere ad un gruppo sociale. La moda e la sua
evoluzione storica sono legate alle scelte individuali e al sentire intimo di una persona
- Il costume è fisso e riguarda un comportamento collettivo di una specifica società,
territorio, tempo, stile artistico e rimane pressoché invariato per lunghi archi di tempo.
L'elemento di continuità è un valore per il costume ma un disvalore per la moda. Per
Barthes la moda è una realtà individuale, un modo personale di vestirsi e di atteggiarsi, di
indossare gli abiti, valorizzandone e disvalorizzandone i singoli aspetti.
PERCHÉ SONO OGGETTI DI DESIGN?
Esempi di capi moda che sono prodotto di design:
impermeabile Burberry, 1901:
● origine militare è un cappotto ideato per i generali
dell’esercito inglese, in “gabardine”, materiale non pesante ma leggero, traspirante e allo
stesso tempo impermeabile e caldo. Il cinturino sulle maniche permette di chiuderle
ermeticamente contro il vento e quello sulle spalle di portare oggetti senza usare le mani
(agganciare cappello o guanti)
di Thayaht, 1920:
●tuta origine lavoro è un indumento comodo ispirato all’abito da lavoro
e per la prima volta progettato in maniera sostenibile (minimo costo, minimo utilizzo di
stoffa), altra novità è un capo unisex
●borsa 255 Chanel, 1955: introduce per la prima volta la tracolla e quindi la possibilità per
la donna di usare entrambe le mani, portare con sé ciò che vuole mentre fa ciò che vuole.
Questa borsa dona indipendenza e libertà alla donna, inoltre introduce la cucitura “a
losanga o materasse”.
Nel 1900 le persone iniziano a cambiare il loro modo di vestire per differenziarsi→ si inizia a dare
un significato all’abbigliamento= è un mezzo per interpretare chi si vuole essere. L’abbigliamento
diventa l’oggetto che permette di comunicare noi stessi agli altri. “La moda passa lo stile resta”
Chanel= sono le persone a dare valore a ciò che indossano.
Il concetto di abbigliamento nasce nel 600 ed esplode nel 900, secolo dell’industrializzazione e
della meccanizzazione. Nel 1851 all’Esposizione Universale di Londra prende piede il mito della
“macchina”, strumento fondamentale anche per l’evoluzione dell’abbigliamento= nato come
artigianato in piccoli laboratori, progredito in sartoria come forma d’arte e approdato in prodotto
industriale.
Invenzioni che hanno permesso l’evoluzione dell’abbigliamento in prodotto industriale:
Tra 600-700 le Compagnie delle Indie inglesi, francesi e spagnole contribuiscono alla circolazione
di
manufatti cinesi, la cosiddetta cineseria, che trova un ambiente favorevole in Italia
1733
● John Kay inventa la spoletta mobile
1765
● James Hargreaves crea il filatoio
metà del 700:
● Genova, Torino e Milano acquistano importanza nella produzione di parati
(richiesta di maggior lusso negli arredamenti delle case)
1801
● Nel a Parigi il lionese Jacquard costruisce il primo prototipo di telaio automatico che
permette di accelerare il lavoro del tiratore che fino a quel momento doveva utilizzare il sistema
delle schede perforate. Il processo di fabbricazione venne quindi molto semplificato, permettendo
di realizzare innumerevoli formule di decorazione; anche se inizialmente i tessitori si opposero al
nuovo telaio preoccupati di perdere il proprio lavoro, poi, verso il 1830, questo telaio prese piede
in tutta Europa.
● Il design dei tessuti, in Gran Bretagna, si sviluppa secondo due correnti parallele: quella della
tradizionale Arts and Craft di William Morris in cui il disegnatore è l’artigiano che produce prodotti
per pochi clienti raffinati, e quella della produzione commerciale caratterizzata da disegni facili da
eseguire meccanicamente
Nell’800 gli aristocratici si omologano per appartenere al loro ceto sociale e dettano le regole della
moda; mentre la classe operaia tenta di omologarsi all’aristocrazia. Nel contemporaneo la stampa
(riviste e giornalisti) detta le regole e la società “sceglie” per imitazione= gli oggetti selezionati
dalla stampa (distinzione), diventano tendenza e vengono sempre più replicati (omologazione)
perdendo valore.
IL SISTEMA MODA NELLA STORIA
L’abbigliamento è espressione della società, infatti i suoi prodotti, come ogni prodotto di design,
sono innovazioni che portano con sé un cambiamento in un determinato contesto storico-
geografico.
La moda è una forma di innovazione.
Esistono diverse tipologie di sistema moda, che variano nel corso del tempo:
1. sistema moda tradizionale (haute couture) 1858-1968=
Nel 1858 Worth apre il primo negozio di abbigliamento (atelier) e cambia radicalmente i
rapporti all’interno del sistema moda: non sono più i sarti ad andare a casa dei clienti
(nobili), i ruoli si invertono. Le opzioni di abbigliamento però rimangono stabili: i modelli
dei
vestiti sono predefiniti, il cliente sceglie solo il tessuto.
La moda non è più concepita come artigianato ma vuole essere riconosciuta come arte
2. sistema moda riformato (pret-à-porter-I fase) 1968-1994=
Il 1968 è l’anno delle rivolte giovanili che porta ad una rivoluzione dei comportamenti e dei
costumi. Si introduce un nuovo concetto e relazione di consumo: i prodotti sono pronti per
essere usati e disponibili per tutti.
3. post fashion (pret-à-porter-II fase) 1994-1998
4. fast fashion 1998-2001=
Ciò che appare in sfilata viene replicato a basso prezzo e venduto in grandi quantità nei
negozi di fast fashion (nuova fascia di mercato).
5. (Con)fusion dal 2001=
Con l’avvento della tecnologia nasce il concetto di globalizzazione, multiculturalità,
mescolamento e scambio tra culture e religioni; si creano gruppi di persone o subculture
che
esprimono la loro comune identità attraverso l'abbigliamento.
I DISTRETTI INDUSTRIALI
La moda è un sistema industriale socio-economico vero e proprio, inteso come un’organizzazione
di enti, aziende e ministeri, strettamente legata alla produzione e alla ricchezza del contesto in cui
è inserita.
In Italia= Il sistema industriale italiano (made in Italy) nasce dopo la Seconda Guerra Mondiale con
i distretti industriali→ sistemi di rapporti articolati tra piccole, grandi aziende e professionisti, nati
ed evoluti in specifici luoghi del territorio italiano in cui storicamente si trasformano determinati
materiali grezzi in prodotti di alta qualità.
Il modello italiano dei distretti industriali è fortemente radicato nei loro specifici territori e
presenta due punti di forza:
● stretta connessione con il territorio basata non solo sulla condivisione delle conoscenze
tecniche/produttiva, ma anche sull’identificazione di un sistema comune di valori che si
esprimono in termini di etica del lavoro e dell’attività, della famiglia, della reciprocità, del
cambiamento…”
● approccio sistemico nelle relazioni tra le aziende che collaborano all’interno di un’unica
filiera.
(es. Murano: vetro; Como: seta; Biella “culla della lana”* )
*a Biella l’acqua del fiume Dora ha una composizione chimica che dona una specifica
qualità tattile alla
lana dopo il lavaggio LUIGI XVI E LA NASCITA DELLA MODA
Quando si affronta lo studio dell’abbigliamento nella storia, è fondamentale
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