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Mod-1introduction del corso

Cosa studia la storia e quali sono gli elementi caratterizzanti della storia

- Studia la società umana e le interazioni

- Tempo

- Spazio (volgarmente geografia)

La storia è quindi uno studio della società passata, ossia si propone di capire l’uomo nel passato ma senza finalità predittive ossia senza pensare che lo studio del passato generi una conoscenza delle dinamiche che si caratterizzano nel presente. L’idea che però lo studio del passato possa portare a delle costruzioni politiche nel presente è fuorviante, ed è diverso rispetto allo studio della storia. C’è sicuramente una direzione determinata del flusso storico e quindi lo studioso deve studiare il passato e capire quale sia la tendenza. Chi utilizza gli esempi del passato per giustificare la sua visione ideologica del mondo non fa storia, ma storia della filosofia.

Ex: Marx faceva socialismo “scientifico”, che si basava sul fatto che non si ripetessero le dinamiche di “fruttati e sfruttatori”. Fece quindi sì di ripercorrere le dinamiche del passato e sviluppare la sua teoria del socialismo. Conoscendo il passato, si hanno sicuramente degli elementi per interpretare il presente, ma non danno delle “linee guida” per la costruzione degli avvenimenti. Lo storico necessita di fonti (diari, filmati, lettere ecc.) che in molti casi richiede decenni per essere messa a disposizione dello storico. La produzione di documenti è costante e prodotta anche da noi (basti pensare alla scrittura di un diario personale). Noi quindi possiamo fare uno studio storico su un avvenimento perché abbiamo a disposizione una serie di documentazioni storiche che ci consentono di farlo e consente di avere la certezza degli avvenimenti. Deve esserci quindi una sorta di lasso temporale che permette allo storico di “metabolizzare” i fatti e far sì che si siano acquisite le necessarie conoscenze e fonti per poterne parlare.

La storia studia prevalentemente ciò che cambia, ma quello che si analizza per capire il cambiamento e quindi l’eccessiva generalizzazione provoca generalismo che fa perdere precisione e dettaglio della storia. Sicuramente della generalizzazione è richiesta, non si può pretendere di ricavare dettagli generali dal passato.

È corretto parlare di eurasia? O forse è meglio distinguerle?

Dal punto di vista geografico è corretto distinguerle, ma effettivamente sono separate dalla Russia. Questa è maggiormente asiatica rispetto alla frazione europea e fino al XVIII secolo, la Russia non rientrava nel gioco politico diplomatico dell’Europa, ma veniva considerato asiatico quanto quello ottomano. Parlare di Eurasia o separarle dipende dal tipo di discorso che facciamo a riguardo.

→ Said, per esempio, faceva riferimento alla visione “fantastica” che c’era dell’oriente. La ricostruzione di Said è di tipo intellettuale, ma non storica. Per lui il potere politico e della cultura collaboravano nell’Asia. L’orientalismo, non è quindi una “versione standard” del termine, ma per lui indica colui che dell’oriente dà un’immagine utile alla politica che tende a controllare la fetta orientale.

Gli studi post-coloniali sono una corrente di studi che mira a scoprire gli uomini di cultura che non sono stati ben rappresentati a causa del problema colonialista e che ancora mantengono questa mal rappresentanza. Alcune false caratteristiche dell’oriente sono date dalla rappresentazione politica colonialista che ne derivava.

Principali punti degli studi post-coloniali

  • Criticare e sfatare il mito del determinismo storico con la loro chiave razzista
  • Idea di Eurasia come geografia e socioculturale secondo un’accezione costruita dall’antropologo Jack Goody.

“Non ci si accontenti di raccontare le cose così come sono”. Spesso ci si riferisce ai fatti con l’espressione “non poteva non accadere”. Utilizzarlo in ambito storico porta a non riflettere sufficientemente su quanti elementi imponderabili ci siano nelle popolazioni ed i loro rapporti. L’idea che il fenomeno del rinascimento europeo (processo di separazione fra cultura e religione tra 400’ e 700’) e la rivoluzione industriale, secondo il determinismo sono peculiari dell’Europa e determinano il successivo dominio nella parte asiatica del 19’secolo e 20’secolo.

Anche in questo caso non ha origine fra gli storici ma tra un filosofo (Marx e marxismo) e di un sociologo (Weber). Sono stati loro i primi ad identificare nel capitalismo mercantile ed industriale due fenomeni totalmente europei che hanno creato un processo di crescita continua. Il rinascimento e la rivoluzione, contribuiscono a quello che Erik Johns definiva “miracolo europeo”, ossia la comparsa di due elementi come laicismo e sviluppo industriale che hanno favorito l’egemonia dell’Europa. Più di vent’anni dopo di Johns, Pomeranz formula la teoria caratterizzata da elementi di determinismo storico che attualmente ancora viene usata da studiosi moderni. Goody invece sostiene che il suo “miracolo” non ha coinvolto solo il continente europeo, ma l’intero continente. Le affinità presenti, identificano una loro comune radice che è presente dall’età del bronzo fino ad ora. Secondo la visione di Goody, oriente e occidente si sono alternati conoscenze e sono state nella storia dell’umanità in posizione di dominio in maniera alternata, senza che ci sia stata mai una sola direzione di cultura, ma anzi, c’è stato uno scambio biunivoco.

Colonialismo e conquista

  • Colonialismo→ i conquistatori si sentono diversi dai conquistati e viceversa. Ex: Conquista inglese dell’India.
  • Conquista→ i conquistatori e i conquistati sono simili fra loro. Ex: Conquista inglese del Galles.

Con il colonialismo otteniamo la definizione di “razzismo”, sono paralleli ma non sono la stessa cosa. Il colonialismo che ha a che fare con la conquista, si differenzia in maniera significativa e generalizzare induce all’errore, se parliamo di colonialismo dobbiamo stare attenti a cosa facciamo riferimento.

Tipologie di colonialismo secondo Reinhard

  • Mercantile: colonialismo di commercio e dominio delle tratte marittime. I massimi esponenti sono i portoghesi che conquistavano i porti per le sole attività legate ad esse ma si fermavano lì.
  • Di popolamento: un paese scopre un territorio sottopopolato che presenta condizioni favorevoli all’agricoltura e lo conquista al fine di popolare la regione. Un esempio di colonie di popolamento sono quelle che nel Nordamerica creeranno gli Stati Uniti.
  • Di dominio: una potenza sconfigge e si sovrappone ad un impero locale cambiando le élite al potere. Un esempio è la conquista dell’India da parte dell’Inghilterra.

La storia in generale, occupandosi dei 3 elementi precedentemente elencati, se portati all’estremo parlando di economia e società vanno a ridurre gli elementi “epocali” a due:

  • Rivoluzione agricola del neolitico→ smette di essere nomade e si sedentarizza formando villaggi (coltura e cultura). Per 10mila anni gli uomini vivono di agricoltura e allevamento.
  • Rivoluzione industriale→ segna la fine della società dominata da sola agricoltura ed allevamento.

Si deve quindi ricordare ciò che ha caratterizzato le civiltà euroasiatiche per moltissimo tempo. Per gran parte del passato la ricchezza era l’uomo e non la terra stessa (gestione delle servitù→ schiavitù).

Nella fase di passaggio della periodizzazione eurocentrica (medioevo ad età moderna) avvengono dei cambiamenti importanti che portano le potenze europee ad interessarsi del mondo asiatico. Nel 1453, cade l’Impero Romano d’oriente e gli ottomani, la ribattezzano Istanbul. Conquisteranno anche i Mamelucchi d’Egitto, constatando come loro siano una potenza militare elevata. Nel bacino del mediterraneo si compiono diverse azioni militari, sia per esempio la riconquista portoghese, che libera i territori cristiani dalla presenza musulmana.

→ Moro: persona musulmana ≠ turco. Analogamente i musulmani indicavano i cristiani in base alla loro provenienza (rom→ di derivazione greco ortodossa e franchi→ date dalla questione delle crociate dove i cavalieri erano spesso franchi ortodossi). Il fatto che questi cambiamenti in termini di forza, ossia il consolidamento dell’Impero Romano, porta a cavallo del 500’ le due principali potenze cristiane (Spagna e Portogallo) a trovare vie alternative per raggiungere l’Asia per motivi commerciali, legati alla questione della riconquista. L’idea espressa è quella di riuscire a trovare un punto per raggiungere l’oriente ma senza toccare i territori musulmani. Saranno i sovrani di Castiglia che daranno fondi per finanziare due navi che potessero portare in Cina (incidente di Colombo). Il Portogallo invece, meno ricco ma sempre nell’ottica del commercio, sceglie di arrivare in oriente con un’impresa ben più rischiosa, scendendo la costa occidentale africana arrivando dall’oceano Indiano (mare indicum). Troveranno quindi il capo di buona speranza dove si fonda una delle basi portuali del Portogallo.

Due direzioni di esplorazione

  • Finalizzata al commercio
  • Rivalità religiosa
  • Trovare risorse per la guerra ed indebolire un nemico politico, religioso ed economico.

Un importante storico polacco, ha fatto 30 anni fa una considerazione molto efficace, ossia diceva che se prendiamo un contadino di qualsiasi regione europea dell’anno 1000 e lo portiamo nel 1700, questo trovandosi nel suo stesso villaggio ma anni dopo, non troverà differenza in quanto le abitudini non erano cambiate molto. Al contrario, portare un contadino del 1700 nei giorni nostri, si troverà spiazzato perché le cose sono totalmente cambiate sia a livello sociale (mezzi e strutture) ma anche a livello di abitudini e cibi consumati.

Il cambiamento che avviene ha una sostanziale distribuzione su tutto il continente euroasiatico. I cambiamenti che avvengono all’inizio della nostra età moderna hanno a che fare con le esplorazioni marine fatte da Spagna e Portogallo. La nuova attenzione per l’Asia ha una serie di concause (tutti gli avvenimenti importanti hanno delle cause diverse, mai una sola):

  • Interesse per i prodotti coloniali ed esotici→ le spezie erano i prodotti più richiesti sin dai tempi dell’Impero Romano. Il desiderio dei mercanti era quello di acquistare le spezie senza passare per i territori turchi (in Italia erano i veneziani e genovesi che acquistavano ad Alessandria e rivendevano ai mercati europei).
  • Questione religiosa→ modi per aggirare ed indebolire il nemico mussulmano con l’aiuto del “prete Gianni”.
  • Idea che le ricchezze sarebbero servite per terminare la riconquista dei territori una volta cristiani e sotto il dominio turco (Gerusalemme liberata→ Torquato Tasso testimonia la questione delicata dei luoghi santi).

Le direttrici dell’espansione sono gli spagnoli che seguono le rotte di Colombo per raggiungere l’oriente di Polo (ricchezze del Cattai). Quando Colombo raggiunge le Bahamas, è convinto di essere arrivato in Giappone perché per la sua misurazione risultava essere arrivato in Giappone (Chipangu). I portoghesi invece nel loro regno più piccolo ma sempre impiegato nella lotta contro i turchi, puntano sul passaggio a sud. Nel 400’ nessuno conosceva con certezza la fine dell’Africa (molti sostenevano che l’Africa fosse connessa con l’Australia e che allora il mare indicum fosse un lago enorme ma chiuso, ossia non permettesse connessione con l’oceano. Altri invece sostenevano che c’era e infatti circola la leggenda che i fenici avessero fatto il perimetro dell’Africa). I sovrani finanziano la spedizione e nel corso dell’800 comincia la tratta, dove i portoghesi hanno lasciato le loro tracce sotto forma di porti (alcuni esistenti ad oggi). Nel 1489 scoprono la fine dell’Africa e si dirigono verso nord, partendo da Nairobi fino a Calicut. I portoghesi entrano quindi nel mercato di Calicut.

L’oceano Indiano che arriva dalla costa orientale dell’Africa fino alla costa occidentale dell’Australia, bagnando 3 continenti è immenso, che fin dall’antichità era al centro di traffici che lo rendevano una delle aree più commercialmente rilevanti del mondo. Fin dal VII secolo i commercianti islamici stessi, si spingevano fino alle “isole delle spezie” (Indonesia e i suoi arcipelaghi). L’oceano Indiano, all’approccio dei portoghesi è nei fatti una sorta di spazio geopolitico dominato dai mercanti musulmani ma non solo, perché una parte di mercanti proviene dalle regioni:

  • Araba, Yemen ed Egitto→ commerciavano nell’oceano Indiano occidentale
  • Islamica→ commerciavano con l’Asia meridionale contribuendo all’espansione della religione.

Nelle regioni dell’Asia orientale e dell’Africa centrale dove arrivavano i mercanti musulmani, arrivavano anche i dotti della stessa religione, portando alla conversione delle popolazioni (Sudan, Cyad ecc.).

Un viaggiatore del Medioriente Ibn Battuta, che scrive una testimonianza dei suoi viaggi dal Marocco fino alla Cina. Ovunque lui viaggi, dal Mediterraneo occidentale fino alla Cina, trova sempre comunità musulmane pronte ad accoglierlo. L’arabo era la lingua di mediazione culturale di buona parte dell’Eurasia occidentale, ma anche l’ebraico (Colombo, quando parte si porta degli interpreti di lingua ebraica ed araba, in quanto leggendo Marco Polo sapeva che arrivato in Cina avrebbe trovato mercanti che erano parlanti di quella lingua).

→ Una leggenda vuole che all’arrivo nel mercato di Calicut dei portoghesi, trovano un mercante che in veneziano o in genovese gli chiese che cosa ci facessero lì. Le direttrici dei traffici ovest-est e di conseguenza una est-ovest toccano diverse popolazioni e lingue ma la lingua araba rimane la principale.

Direttrice Ovest-est

Arrivano in Asia orientale il buddismo che è una delle religioni prevalenti. Nasce in India in epoca precristiana e portato in Asia orientale da monaci e mercanti buddisti che fondano le loro comunità fino al Giappone (buddismo zen→ variante giapponese). Arriva anche il cristianesimo dalla Palestina arrivando in Asia centrale (India→ comunità cristiane nate dalla predicazione dell’apostolo Tommaso che ha predicato in quelle zone ).

→ Ammiraglio Zheng He: ammiraglio noto e conosciuto. Tra il 1405 e inizio degli anni 30’ del 400’ compie delle spedizioni finanziate dal governo imperiale cinese dove tocca la Persia (porto di Ormunz) risale le coste arabe (porto della Mecca) arriva nell’Africa orientale (corno d’Africa) e Madagascar. La Cina nella prima parte del 400’ aveva una rete mercantile molto diffusa e importante. Alla fine del secolo, La Cina smette di finanziare spedizioni pubbliche e di fatto “si richiude in se stessa”. È in parte errato in quanto continuano ad esserci molti mercanti cinesi come imprenditori privati, non chiudono i commerci, ma vengono meno le spedizioni navali finanziate dall’impero. In Indonesia per esempio a Giacarta, il quartiere cinese era allora molto importante perché la richiesta di spezie era molto elevata. Le spezie erano un bene di lusso sia in Europa che in oriente. Provenivano in maggioranza dall’arcipelago indonesiano quelle più pregiate, mentre le altre erano di provenienza sudindiana. Salvo la cannella ed il pepe, tutte le altre erano di origine indonesiana (Filippine al Borneo). I mercanti europei del 500’ erano sconosciuti alla loro origine. Non si commerciavano però solo le spezie:

  • Importante il commercio giapponese→ esportava metalli grezzi. In età antica fino alla moderna il Giappone aveva importanti miniere di rame che scambiava con prodotti come la seta dalla Cina. Il bronzo ricavato dalla lega con il rame era una delle migliori costituzioni per le armi da fuoco (migliore del ferro e resistente alla ruggine).
  • Cina come nucleo orientale del commercio→ importava il pepe dall’India e oppio fornendo la seta e prodotti come la porcellana (alta tecnologia che poche popolazioni manipolavano come loro).
  • India→ esportava pepe e cotone. La pianta del cotone è originaria dell’India ed è il tessuto principale così come per noi lo era la lana. La seta invece era di lusso che circolava da molti secoli ma comunque era presente. Oltre a questo, esportava metalli e spezie.
  • Indonesia come esportatore per eccellenza di spezie.

All’arrivo dei portoghesi in questo scenario commerciale, si trovano ad avere a che fare con un sistema di scambi ben consolidato inserendosi a fatica. Il loro punto di forza era la robustezza delle navi (simil caravelle→ galeoni). Erano prodotte con legni robusti ma maneggevoli di grandezza poco più grande di una scialuppa di salvataggio di un moderno transatlantico capaci di risalire fiumi e potevano imbarcare parecchie armi da fuoco. Entrano nel mercato dell’oceano Indiano con navi di potenza e tecnologie superiori, ma al tempo stesso la debolezza maggiore era il numero esiguo di navi e la distanza da casa (grande richiesta di porti per creare depositi ed avere arsenali). Vivono quindi di pirateria mista a mercanteggio.

La base su cui si costruisce il commercio portoghese è oro e argento, perché i mercati asiatici, non hanno bisogno di stima o considerazione dei loro prodotti manufatturieri perché non producono nulla di raffinato per gli orientali, cosa che era contraria per la manifattura europea. Gli unici prodotti commerciabili erano quindi scambiabili erano sostanzialmente:

  • Armi da fuoco→ come fucili o altre armi di dimensioni tali da essere facilmente trasportabili.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche SPS/14 Storia e istituzioni dell'asia

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