SONDA ELETTRONICA
Il punto di partenza concettuale per la realizzazione di una sonda elettronica è
il principio di Huygens-Fresnel. Per generare un'onda ecografica, lo spazio
dovrebbe essere teoricamente riempito da infinite onde sferiche, ciascuna
emessa con un preciso ritardo. L'interferenza costruttiva e distruttiva di queste
onde sferiche crea zone di massima e minima pressione, formando un fronte
d'onda piano che può essere angolato (inclinato) di un angolo rispetto al
θ
piano del trasduttore.
L'ingegneria si scontra però con un limite fisico: è impossibile suddividere un
cristallo piezoelettrico (PZT) in infiniti elementi puntiformi, poiché ciò
richiederebbe di pilotarli con infiniti canali in trasmissione (infiniti pulser) e
infiniti canali in ricezione (amplificatori). La soluzione è un'approssimazione del
principio di Huygens: il trasduttore viene suddiviso in un numero limitato N
di piccoli elementi (solitamente tra 100 e 200), disposti uno di fianco all'altro e
separati da una distanza definita "passo" ( ).
d
Per deflettere (Steering) il fascio e creare un fronte d'onda angolato di , è
θ
necessario calcolare la differenza di percorso acustico generata da ciascun
( )
trasduttore, che è pari a . Affinché i fronti d'onda si incontrino in fase,
d∗sin θ
questi percorsi acustici devono differire di o di un suo multiplo. L'ecografo
2 π
deve quindi imporre una legge dei ritardi di tipo lineare: i ritardi di
attivazione dei cristalli devono essere linearmente crescenti o decrescenti, con
uno scarto temporale costante tra un elemento e il successivo basato sulla
( )
formula . Nel caso particolare in cui (nessuna deflessione), non
θ=0
d∗sin θ
vi sono differenze di ritardo e tutti i cristalli emettono simultaneamente.
Le aziende costruttrici partono tipicamente da una singola piastrina di PZT. La
sua forma è rettangolare per le sonde a scansione lineare, oppure pressoché
quadrata per le sonde cardiologiche (sebbene il principio di taglio non cambi).
2
Non si effettuano tagli incrociati a matrice (che richiederebbero elementi,
N
usati oggi solo per il 3D per ragioni di complessità), ma si esegue una serie di
tagli paralleli lungo una sola direzione. Questa scelta ingegneristica definisce
due piani ortogonali con comportamenti fisici completamente diversi:
Piano dell'Azimut: È il piano ortogonale alla direzione dei tagli. In
questo piano, il cristallo è frammentato, il principio di Huygens è
approssimato e l'ecografo
può eseguire in modo del
tutto elettronico e
automatico sia la deflessione
(steering) che la
focalizzazione e la scansione.
Piano dell'Elevazione: È il piano parallelo ai tagli. Lungo questa
direzione il cristallo non è stato sezionato, comportandosi a tutti gli effetti
rect
come una sonda monoelemento (una singola funzione che genera
sinc
una in campo lontano, studiabile con la teoria di O'Neil). In questo
piano non c'è focalizzazione elettronica o deflessione: è il medico che
orienta fisicamente la sonda.
La costruzione della sonda prevede di assemblare prima tutti gli strati e di
successivamente
testarli per escludere riflessioni interne, e solo procedere con
il taglio Dall'alto (lato paziente) verso il
basso, il sandwich è così composto:
1. Lente acustica (continua, non viene
tagliata).
2. Matching layer frontale (esterno).
3. Matching layer interno.
4. PZT (spesso ).
λ/2
5. Backing (smorzatore).
Per garantire il massimo trasferimento di energia dal PZT ai tessuti e
minimizzare le riflessioni parassite, le impedenze acustiche ( ) dei due
Z
matching layer devono essere calibrate "a scalare": l'impedenza più grande è
quella adiacente al PZT, mentre quella più bassa è rivolta verso il paziente (
>Z >Z >Z
Z ).
PZT 1 2 paziente
Ciascuno strato deve soddisfare la rigorosa condizione di risonanza ad un
quarto di lunghezza d'onda ( ). Questa geometria fa sì che le onde
λ/ 4 ∘
rifratte e riflesse all'interno dello strato subiscano uno sfasamento di ,
180
generando un'interferenza distruttiva che annulla le riflessioni all'indietro.
Poiché i materiali con impedenza più alta hanno tipicamente anche una
Z matching layer
velocità di propagazione del suono ( ) maggiore, nel primo
c
(più interno) gli ultrasuoni viaggiano più velocemente rispetto al secondo (
>
c c /
). Ricordando la relazione , una velocità maggiore implica una
λ=c f
1 2
lunghezza d'onda più grande. Di conseguenza, il valore teorico di per il
λ/ 4
primo strato è fisicamente maggiore rispetto a quello del secondo strato.
I tagli (kerf) devono essere idealmente infinitamente sottili per non asportare
troppo materiale utile. Vengono eseguiti con una microscopica sega circolare
dotata di una lama spessa appena 20-30 . Affinché i sottoelementi
μm N
rispettino il principio di Huygens, essi devono essere rigorosamente
indipendenti dal punto di vista elettrico e meccanico. Se si tagliasse solo
il PZT, nel momento in cui a un elemento viene dato l'impulso elettrico per
oscillare, la sua vibrazione verrebbe trasmessa al matching layer superiore e al
backing inferiore, che a loro volta farebbero vibrare gli elementi adiacenti.
Questo fenomeno è il cross-talk (i vari elementi "si parlano" tra loro). Per
minimizzare il cross-talk e garantire che un cristallo oscilli da solo, la lama deve
penetrare e tagliare non solo il PZT, ma anche tutti i matching layers e
scendere in profondità all'interno del backing.
Questi pilastri isolati (alti complessivamente 4-5 cm) sono strutture
N
estremamente sottili e fragilissime. Tra un elemento e l'altro non può esserci
aria, altrimenti non avrebbero stabilità meccanica. Gli spazi vuoti lasciati dalla
lama vengono riempiti con un materiale chiamato filler. Il filler è un polimero
delicatissimo e inizialmente fluido, che penetra nelle micro-fessure per
capillarità (sfruttando la tensione superficiale). Il filler deve possedere due
caratteristiche antitetiche: deve essere sufficientemente consistente da
conferire robustezza strutturale alla sonda, ma al tempo stesso deve essere
cedevole per attutire le sollecitazioni meccaniche tra elementi vicini.
Paradossalmente, benché necessario per tenere insieme la sonda, l'inserimento
del filler funge da "ponte" acustico e fa aumentare fisiologicamente un po' il
cross-talk rispetto al vuoto ideale
DIRETTIVITA’: array),
Per comprendere la direttività di una sonda a schiera ( è utile iniziare dal
confronto con una classica sonda monoelemento. Se la sonda fosse
monoelemento con un'apertura rettangolare di larghezza , la sua
W
direttività in campo lontano sarebbe caratterizzata da una singola funzione
.
sinc
Ma in questo caso, abbiamo inciso sul cristallo dei tagli ripetitivi a distanza
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Sonda elettronica, parte 1
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La risoluzione assiale della sonda ecografica
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La sonda spaziale verso Marte
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Teoria elettronica