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Sommario di storia delle religioni

Prima parte – la disciplina

Religione e cultura

Indirizzi storico religiosi:

  • Storico religione = tra i principali fattori di qualificazione di una determinata unità culturale
  • Fenomenologico ricerca di un “religioso” non condizionato da alcuna cultura.

Indirizzo storico e religioso si influenzano vicendevolmente in maniera inevitabile.

Presupposti allo studio della storia delle religioni

  • Religione = componente culturale
  • Ogni cultura ha la sua religione
  • Ogni cultura ha un complesso di teorie e pratiche che prendono senso se recepite mediante la categoria del “religioso”.

Da ciò:

  • Categorizzazione del “religioso” comporta un distacco formale della religione da ogni altro prodotto culturale
  • Distacco rende possibile l’astrazione di singole religioni dai loro contesti culturali a un contesto ideale
  • Formulazione pratica di questo contesto ideale = manuali di storia delle religioni.

Manuali di storia delle religioni

1° manuale di storia delle religioni = Pierre-Daniel Chantepie de la Saussaye (fine 1800) 4° edizione = completamente rinnovata da A. Bertholet e Edv. Lehmann.

Manuale di Bertholet e Lehmann esclude:

  • Ebraismo e cristianesimo impostazione eurocentrica per gli studiosi occidentali cristianesimo = la religione
  • Aztechi, Maya e Inca problema nell’elaborazione sistematica di tipo manualistico: sono oggetto di archeologia o etnologia? O sono da inserire tra i “primitivi” o tra le grandi civiltà del mondo antico?

Manuali successivi seguono lo stesso modello = esigenza di astrarre le religioni dal proprio contesto culturale per raccoglierle nel contesto ideale del manuale.

Due domande:

  • Esistono criteri oggettivi per includere nel “religioso” fatti di culture diverse da quella occidentale?
  • Perché la categorizzazione dovrebbe comportare il distacco formale tra le religioni e il loro contesto culturale?

Raccolta dei fatti “religiosi” = affidata ai singoli specialisti es. il classicista si occupa della religione greca e romana. La varietà di specializzazioni ha portato una quasi assenza di criteri oggettivi es.:

  • Archeologo Sylvanus Griswold Morley “The ancient Maya” dedica un capitolo alla “religione Maya”, ma non riesce a isolarla in nessun fattore religioso si ripresentano in tutti i capitoli partendo dalla cultura Maya per arrivare alla religione.
  • Etnologo Franz Boas monografia sui Kwakiutl parte dalla religione (mitologia) per spiegare la cultura dei Kwakiutl.

Conclusione = raccolta dei fatti “religiosi” non dipende da criteri oggettivi, ma dalla personalità del ricercatore.

Condizionamento culturale

Isolare la religione da un determinato contesto culturale impossibile ≈ abbiamo ugualmente acquisito l’abitudine a distinguere la religione tra altre componenti culturali.

Come nasce questa consuetudine? Consuetudine = condizionamento culturale riassumibile in:

  • Cultura occidentale isola la religione nel suo sistema di valori e la contrappone a una realtà “civica”
  • Religione = conservazione, “realtà civica” = innovazione, religione = passato, sviluppo civico = modernità.

Contrapposizione religioso/civico contrapposizione sacro/profano.

Problematiche di questo condizionamento culturale:

  • Impossibilità di isolare un “religioso” in culture diverse da quella occidentale
  • Risultato di simili tentativi = riduzione arbitraria di realtà altrui nella realtà storica occidentale.

Ignorando le problematiche, si vede come fissare per le religioni una temporalità indipendente da quella del loro contesto culturale (perché delle religioni si ricerca solo il passato = le origini antiche) porta a comparare le religioni tra loro piuttosto che con il contesto culturale in cui sono documentate origine della storia comparata delle religioni.

Comparative religion

Comparative religion = termine usato per indicare la futura storia delle religioni a partire dall’opera di Friedrich Max Muller:

  • Influenzato dalle idee romantiche
  • Convinto dell’esistenza di un “monoteismo primitivo”

Principali obiezioni alla scienza delle religioni:

  • Religione = oggetto troppo sacro per una trattazione scientifica
  • Religione = alchimia e astrologia.

Max Muller risponde che lo studioso delle religioni debba tenere presenti entrambi i fattori: riconoscere la sacralità dell’argomento, ma anche i suoi aspetti negativi.

Riguardo la comparazione tra religioni Max Muller dice che: conoscere le altre religioni significa conoscere meglio anche la nostra stessa religione.

Impegno scientifico e impegno religioso

Per Max Muller concetto di religione =

  • Corpo di dottrine si ha una determinata religione quando si segue un determinato corpo dottrinario, si cambia religione quando se ne adotta uno differente
  • Facoltà umana tra quelle che distinguono l’uomo dagli animali.

Secondo i 2 significati, la scienza delle religioni si divide in:

  • “Comparative theology” = forme storiche della religione = storia comparata delle religioni
  • “Theoretic theology” = condizioni che rendono possibile la religione = filosofia delle religioni o fenomenologia religiosa.

Ogni religione dovrebbe essere studiata da uno specialista del popolo a cui essa appartiene; studioso ideale di storia delle religioni = sa leggere molte lingue antiche e contemporanee.

Secondo Max Muller per capire il significato originario delle antiche tradizioni è necessario avere familiarità con il “genio del linguaggio” da cui tali tradizioni traggono origine.

Genio del linguaggio = complesso di caratteri particolari che distinguono una lingua dall’altra.

Linguistica e antropologia

Per Max Muller mitologia = “malattia del linguaggio” presenza del genere grammaticale = causa di mitologia es.:

  • Perché certi popoli venerano gli antenati e altri i corpi celesti?
  • Perché se manca il genere grammaticale nella denominazione dei corpi celesti, non ci può essere la loro personificazione.

Tylor confuta Max Muller sostenendo che:

  • Prima c’è la tendenza antropomorfica ad attribuire personalità e sesso
  • Poi c'è la regolamentazione grammaticale dei generi
  • La mitologia è un prodotto posteriore.

Max Muller porta un esempio tratto dalla testimonianza di indigeni della popolazione Zulu:

  1. Da una prima analisi essi erano risultati senza religione
  2. In seconda analisi “facendo le domande giuste” si viene a sapere che:
    1. Gli Zulu credono in un antenato comune a tutta la razza umana
    2. Antenato = Unkulunkulu
    3. Unkulunkuli = trisavoro
  3. Proseguendo con altre domande per dimostrare la tesi (mitologia = malattia del linguaggio) Muller apprende che Unkulunkulu sarebbe “spuntato da una canna”
  4. Secondo Muller la canna sarebbe poi stata personificata diventando l’antenato mitico della razza umana

Conclusioni di Max Muller:

  • Unkulunkulu da nome comune di persona diventa nome proprio di un personaggio mitico il primo uomo e poi il creatore
  • Uthlanga (=canna) da nome comune di cosa, passa a indicare “la stirpe” e dopo diventa nome proprio mitico della progenitrice della specie
  • Data la mancanza di genere grammaticale Uthlanga diventa prima donna in conseguenza del fatto che Unkulunkulu era diventato primo uomo.

Errore nella conclusione di Muller = “diventa” sviluppo di una mitologia fatto subito da una popolazione.

Arriviamo a capire che: mentalità europea = tendente alla personificazione sono gli europei che facendo le “domande giuste” e reinterpretando le risposte forzano la religione degli Zulu a rientrare nei loro paramenti preesistenti.

Ricerca dell’originario

Max Muller = spesso accusato di “uranismo” (=tendenza a ridurre tutto a personificazioni di cielo e fenomeni celesti).

Uranismo = forma di riduzionismo, riduzionismo = inevitabile quando si cerca di ridurre tutti i fenomeni alle loro origini. Coloro che accusano Muller di uranismo, spesso gli oppongono altre forme di riduzionismo (es. chiave di lettura “ctonia” = Lehmann).

Max Muller = fondatore della storia delle religioni, ma Emile Burnouf (Science des religions) indica meglio il passaggio dalla teologia alla storia delle religioni = scienza.

Burnouf = indicativo dello spirito anticlericale dato che non si crede più, la scienza sostituisce la religione.

Burnouf condivide con Muller la “problematica delle origini” il vuoto lasciato dalla rivelazione (a cui non si crede più dopo Darwin) viene colmato dalla ricerca di un “originario”.

In questi stessi anni in Inghilterra nasce un’antropologia che non distingue l’uomo naturale dall’uomo culturale. L’antropologia critica aspramente la storia delle religioni di Muller; in realtà antropologi come Tylor, trattando le religioni dal loro punto di vista e opponendosi a Muller, creavano a loro volta una storia delle religioni, che correggeva quella edificata da Muller.

Storia delle religioni = fondata in duplice possibilità:

  • “Romantica” = Muller originario = completezza dell’esperienza religiosa
  • “Positivista” originario = forme religiose primitive.

Originario e primitivo

Scienza delle religioni si apre ai primitivi Max Muller distingue coloro che studiano i primitivi in:

  • Antropologi
  • Etnologi partono dalla domanda “cosa rende un gruppo di essere umani un ethnos?” soluzione = tratta da Schelling = linguaggio e religione fanno un popolo (religione = più importante).

Storia delle religioni si apre ai primitivi con impostazione da etnologi. Oggetto storia delle religioni = etnia = religione in quanto capace di determinare un'etnia.

Schelling dice che “un popolo esiste quando ha definito se stesso con riguardo alla sua mitologia”, Muller concorda ma sostituisce a “mitologia” “religione”.

Per Muller, dato che selvaggi = infanzia dell’umanità, mitologia = linguaggio infantile di una religione infantile. Si tratta, però, lo stesso di un “linguaggio vero” di una “religione vera”.

Mitologia = prodotto di un’esperienza vissuta alle origini se non viene tramandata nella poesia, può essere ricostruita a partire dalle radici (etimologia) dei nomi mitici e divini.

Max Muller spinge la sua ricerca dell’arcaicità religiosa fino a ricostruire una religione originaria indoeuropea.

Analogamente Tylor ricostruisce la sua teoria sull’animismo originario.

Concetto di religione

Si crea una sorta di legge per cui progresso storico = passaggio dal religioso al laico si inizia a distinguere:

  • Civiltà inferiori = ancora nella fase religiosa tutto è religioso
  • Civiltà superiori = posteriori al momento religioso la produzione religiosa è bilanciata (se non soverchiata) dagli altri prodotti culturali.

Storia delle regioni nasce dalla categorizzazione acritica della religione, ma da subito inizia a concentrarsi sul definire e ridefinire il concetto di “religioso” (domanda = che cosa è la religione?).

Con l’avanzare della ricerca concetto di religione = ampliato fino a diventare funzionale alle singole culture studiate.

Concetto di religione si è ampliato con l’aumento dei termini di confronto con le origini cristiane in proposito notiamo che:

  • Il cristianesimo ha adottato il termine religio per definire sé stesso
  • Parola latina religio ≠ religione
  • Termine religio = ripreso da tutte le lingue europee, non solo romanze conseguenza non della latinizzazione, ma della cristianizzazione.

Religione = tutto ciò che trova riscontro analogico nel cristianesimo. Storicitza il concetto di religione = relativizzarlo alla nostra cultura facendo ciò serve riconoscere che:

  • “Religione” acquista significato quando definito a una denominazione (es. religione cinese, religione mussulmana...) e quindi quando si parla di “religioni” e non di “religione”
  • “Religione” utilizzato al singolare e senza denominazione, indica un campo d’azione individuabile solo in contrapposizione a quello di “civico”
  • Contrapposizione religioso/civico = peculiare della cultura europea.

Domanda = perché il cristianesimo ha adottato il termine religio per definire sé stesso? Romani chiamavano religio i culti dedicati a una divinità esclusiva; se cristianesimo = religio, cristiani = religiosi = qualità positiva secondo i romani religio = termine che suonava positivamente e quindi accettabile.

Per i cristiani religiositas verso lo stato (e le sue divinità) = inutile, mentre religiositas verso Dio = utile anche per lo stato e l’imperatore. Possibili rapporti dei cristiani con lo stato:

  • Disubbidienza allo stato e ubbidienza religiosa
  • Ubbidienza civile e disubbidienza religiosa
  • Ubbidienza civile e ubbidienza religiosa

Con il cristianesimo si formalizza il dualismo civico/religioso tuttora presente nella nostra cultura.

Paganesimo come prodotto culturale cristiano

Bipolarità civico/religioso lascia fuori i non cristiani non cristiano ≠ civico, perché prega.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ellyfly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle religioni 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Saggioro Alessandro.
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