Sociologia di Karl Marx
Marx e il marxismo
Esiste una differenza tra ciò che scrisse Marx e il marxismo; Marx non è marxista. Ha una mente tanto complessa che all'interno del suo pensiero ci sono delle contraddizioni. È un critico dell'economia politica, la sua figura più rilevante per la sociologia. I moti rivoluzionari del 1848 furono l’occasione per Marx di scrivere, assieme ad Engels, il Manifesto del Partito Comunista, con l’obiettivo di trasformare la società in senso utopico, utilizzato per alcune rivoluzioni; poi diede vita a sistemi politici che differiscono da ciò che scrisse.
Contributo di Marx alla sociologia
Marx come sociologo individua rapporti di dipendenza tra sfere del sistema sociale: economia e cultura, mette in luce quegli aspetti disumanizzati della produzione industriale e culturale (fabbrica come istituzione cronofoga che si mangia il tempo del lavoratore) e pone le basi per le successive teorie critiche. Come sociologo introduce anche il metodo storico-comparativo, mostrando lo sviluppo di alcuni fenomeni attraverso la comparazione tra diverse epoche storiche: età tribale, semplice, con uomini che procacciano e donne procreatrici, età classica dell'antica Roma e Grecia con le prime realtà urbane e lo schiavismo, età feudale con il sistema latifondiario e il sistema capitalistico. In ogni epoca è presente la classe dominante, che dispone dei mezzi di produzione e il proletariato, poi ci sono le sottoclassi e gli esclusi.
Sociologia critica
La sociologia critica si rivolge ai saperi e alla società. È una sociologia che vuole rimanere quanto più scientifica possibile, perché la scienza è oggettiva e permette al soggetto di comprendere la sua posizione nel mondo. La critica scientifica si basa sull’analisi scientifica per scoprire cosa non va nella società attuale, mentre l’etica parallelamente definisce la società ideale. La sociologia marxista include il materialismo storico, il modo di produzione e il rapporto capitale-lavoro.
Approccio umanistico/critico
La società dovrebbe mirare a dare ad ognuno la possibilità di esprimere il suo valore e la sua umanità, ma il sistema ci impedisce di usare tutto il nostro potenziale (critica all’economia politica classica). La società migliore è quella che permette ad ognuno di realizzare il massimo fine egoistico per la realizzazione collettiva (egoismo + solidarietà); in altre parole, una società comunista.
Materialismo storico e dialettico
Cos'è la società? La risposta di Marx è di stampo materialista-storica: “è il prodotto dei rapporti di produzione” i quali generano un mutamento sociale e, di conseguenza, il cambiamento storico. Marx riduce tutti i fenomeni a qualcosa che è determinato dall'economia: ogni rapporto sociale è determinato da rapporti economici. Cos'è la cultura? È ideologia, illusione, consapevolezza, è quello che so e dipende dal mio posto nel mondo. L'individuo non è concepito come essere che può liberarsi dalle catene della propria posizione sociale; Marx vede tutto statico, fermo nella sua posizione.
Il materialismo storico: la storia dell’uomo è l’evoluzione dei modi di produrre (struttura) mentre tutte le altre manifestazioni dello spirito sono sovrastrutture (riduzionismo materialista). L'economia è il campo più importante che trasforma le altre sfere. Ha uno stabile rapporto con cultura e politica. Il Materialismo storico sottolinea l’importanza dell’azione politica fondata sulla coscienza di classe. Al Materialismo storico si ispirano le teorie del marxismo revisionista.
Il materialismo dialettico: un nuovo modello economico e organizzativo può portare al progresso, ma si arriverà sicuramente a una trasformazione nella società, perché strettamente legati. Soluzione: società comunista, egualitaria e integrata.
Interpretazione della dialettica
Marx interpreta la dialettica come principio attivo, e pensa che l'evoluzione sia determinata dalle contraddizioni legate alle strutture materiali e ai rapporti di produzione, che generano un conflitto interno alla società e determinano la trasformazione. Con “strutture materiali” vengono comprese le risorse disponibili, le conoscenze, strumenti tecnici, i rapporti di produzione e il modo di produrre del sistema. Strutture materiali e rapporti sociali determinano la sovrastruttura: insieme delle rappresentazioni culturali e sistemi normativi presenti nel sistema sociale. Le trasformazioni nei metodi di produzione e nei rapporti di produzione determinano un cambiamento delle forme sovrastrutturali. Al Materialismo dialettico si ispireranno le teorie marxiste ortodosse.
Classe sociale
Classe sociale: insieme delle persone caratterizzate dalla stessa posizione rispetto ai mezzi di produzione. L’appartenenza a una classe è determinata dai rapporti sociali dei primi anni di vita e dalle scelte in ambito lavorativo.
Classe in sé e classe per sé
Quando non ci rendiamo conto della classe sociale a cui apparteniamo, quando non siamo soddisfatti ma non ci rendiamo conto di poter migliorare la nostra condizione, non sviluppiamo alcuna coscienza di classe: classe in sé. Una volta che si è presa coscienza della propria condizione, si comprende che c’è la possibilità di cambiare e la classe può diventare soggetto politico, promotore di cambiamenti: classe per sé. La presa di coscienza è più probabile se un gruppo è omogeneo e in comunicazione.
Lotta di classe
La lotta di classe è concepita da Marx come antagonismo tra chi dispone dei mezzi di produzione e chi no. Giustificazione del dominio di classe: dicotomia tra chi ha i mezzi di produzione e chi non li possiede, di conseguenza si genera l’antagonismo, che può essere la scintilla per l’azione rivoluzionaria del proletariato, concepita come forza che può davvero cambiare radicalmente le strutture sociali. Vengono riconosciute anche delle sottoclassi: la terza macro-classe, meno rilevante dal punto di vista politico, è il sottoproletariato (lumpen proletariat), a cui è precluso ogni rapporto sociale e quindi non gode di uno status giuridico, i membri rimangono ai margini del sistema. Da Baumann sono definite "vite di scarto".
La borghesia
La borghesia è secondo Marx la prima forza rivoluzionaria della storia, che spinge al mutamento sociale e alla globalizzazione. La borghesia venne criticata perché sostituì la religione con la nuova illusione di prosperità (promessa di ricchezza e consumo) che si realizza nella forma dello stato liberale borghese. Questa ideologia è una propaganda che giustifica la disuguaglianza e preserva i privilegi borghesi; compito del comunismo è smascherare le ideologie.
Stratificazione sociale
Stratificazione sociale: studio di come le disuguaglianze sociali assumono un carattere stabile. La società è costituita da strati ordinati gerarchicamente. Cause delle differenze sociali: differenze di genere, orientamento sessuale, età, appartenenza religiosa, il prestigio e il potere. Il potere è illusione ideologica, è la giustificazione dello sfruttamento economico.
Ideologia
Ideologia: rappresentazioni e razionalizzazioni illusorie della realtà, che nascondono le contraddizioni e legittimano il potere costituito. Religione, filosofia, teorie politiche, teorie economiche servono a giustificare l’ordine costituito e orientare l’individuo verso ideali astratti. Stato e religione fanno partecipare l’individuo a un mondo irreale e armonico, ma la vita vera si svolge nella sofferenza. Il potere, invece, è illusione ideologica e giustifica lo sfruttamento economico. Al pensiero ideologico, Marx contrappone la teoria scientifica, basata sull'analisi oggettiva delle dimensioni reali.
Il Capitale
L’opera di fama mondiale che influenzerà il movimento dei bolscevichi e la dittatura del Partito Comunista in Russia. “Capitale” si riferisce al sistema economico reso possibile grazie a grandi accumuli di ricchezza. Origine capitalismo: accumulazione originaria, permette di arrivare alla costituzione di monopoli ed oligopoli. Si sviluppa con la costituzione di una classe manageriale, che finanzia il processo produttivo e si arriva alla globalizzazione del capitale. In questo sistema, le crisi economiche sono cicliche e generate soprattutto dalla sovrapproduzione. Il sistema capitalistico porta l’individuo a perdere il controllo di sé stesso (alienazione), si perdono gli aspetti spirituali in favore di quelli materiali (reificazione) e si genera una lotta fra classi sociali, che porterà ad una rivoluzione.
L'uomo è consapevole di sé stesso (esistenza) all'interno dell'umanità (essenza). L'uomo è appagato quando la sua esistenza è capace di partecipare a un progresso della sua essenza. L'uomo realizza sé stesso oggettivandosi, manifestando la sua universalità come produttore. Il lavoro produce un’alienazione, che può essere positiva, vedendo il frutto del proprio lavoro, o negativa (lavoro estraniato) quando si perde il controllo sui prodotti del proprio lavoro: espropriazione dell’essenza dell’uomo. È necessario creare le condizioni per cui l’uomo possa mantenere un legame con l’oggetto; in questa prospettiva, il comunismo appare come la vera soluzione del conflitto tra esistenza ed essenza.
Critica al capitalismo
Il capitalismo viene criticato da Marx come sistema di produzione, perché il lavoratore vive la doppia alienazione: produce merci da vendere ed è mercificato a sua volta come persona sotto datore di lavoro. (Critica alla mercificazione)
Per quanto riguarda la merce, distinguiamo il valore d'uso (utilità, uguale tra tarocco e ufficiale) dal valore di scambio (rispetto ad altre merci, diverso tra la tarocca e quella ufficiale). MDM = valore di una Merce, in Denaro, rispetto a un’altra Merce. Nella società, però, compriamo una merce nella prospettiva di vendere per ricavare altro denaro: logica dell'accumulo senza senso; obiettivo della plusvalenza, quindi il vero modello è DMD, Denaro, Merce, Denaro. Questo produce un accumulo della merce invenduta nei magazzini: sistema cumulativo; i proprietari dei sistemi di produzione trattengono sempre di più una parte della plusvalenza.
A Londra studia la condizione degli operai e dei bambini in fabbrica, dove l'individuo è schiavo della macchina (processo di de-soggettivazione): sistema reificato dalla macchina. Marx racconta "la giornata lavorativa" in cui descrive i piccoli istanti di tempo che avevano le persone in una vita dominata dal lavoro: iper-sfruttamento lavorativo nelle fabbriche. Di questa esperienza della sua vita si distinguono due fasi: critica verso gli stati conservatori post congresso di Vienna e critica verso la scienza economica vista come sapere ideologico.
Critiche a Marx
- Non ha tenuto conto del ruolo dei sindacati nel difendere i lavoratori;
- Non ha valutato a pieno gli effetti anche positivi delle tecnologie sulla produzione;
- Non ha potuto prevedere l’effetto degli stati a supporto dell'economia;
- Ha peccato di idealismo, contraddicendo così il suo modello storicista;
- Ha previsto che il capitalismo sarebbe stato solo un’epoca, cui sarebbe succeduto il socialismo;
- Non ha previsto le ibridazioni capitalistico-socialiste (es. Cina, ex. URSS);
- Non ha compreso che il conflitto di oggi sarebbe stato fra capitalismo e ambiente.
Auguste Comte
Filosofia positivista
Eccesso di fiducia nella scienza, che si trasformerà poi in culto della scienza: è sicuro che la filosofia positivista sostituirà la religione e verrà predicata nei luoghi di culto. Vede la scienza come fonte di emancipazione sociale: la scienza è un sapere neutrale che fornisce fondamenti certi, anche se in continua evoluzione. Positivismo: scienza venerata senza la giusta critica. Comte crede nello scientismo: scienze umane e sociali devono produrre un sapere omologo alla fisica, alla chimica, alla medicina.
Approccio positivista
Approccio macrosociologico che si occupa dell’umanità come una storia continua, non considerando le differenze storiche; utilizza un metodo storico-comparativo. La Sociologia, per Comte, è la scienza delle scienze, perché è la fisica sociale che studia la natura umana, unendo tutte le altre conoscenze scientifiche. Comte considera la sociologia una scienza sintetica (come la biologia) che presenta due diverse branche:
- Dinamica sociale. Studio dei processi dinamici, del cambiamento e del movimento. Viene studiata attraverso la legge dei tre stadi e attraverso il rapporto bisogni umani-azioni per soddisfarli. Il quadro dinamico è completato dalla dimensione morale, in cui domina il sentimento, che unifica i progressi dell’intelletto.
- Statica sociale. Studio dei processi stabili, degli elementi che non cambiano attraverso la storia e la loro coesistenza (Costanti strutturali, ad es. culto religioso, famiglia, proprietà privata, linguaggio). Studio dell’ordine umano come se fosse immobile.
Legge dei tre stadi
Secondo Comte tutta la storia umana attraversa tre fasi, attraverso cui l'uomo si relaziona ai fenomeni del proprio ambiente:
- Fase teologica, l'uomo si relaziona al mondo tramite pensiero religioso, che aiuta l'uomo a spiegare quel che accade. Durante l'epoca primitiva si pensava che ogni oggetto della realtà avesse uno spirito. L'uomo è subordinato rispetto ai fenomeni naturali, l’attività prevalente è quella della conquista di popoli. Epoca politeista, Epoca Monoteista.
- Fase metafisica, un periodo di riflessione sulla natura in termini critici, affidando la spiegazione alla ragione naturale, non ancora verificabile tramite esperimenti. È una fase di transizione.
- Fase positiva, momento storico in cui la società affida alla scienza la propria bussola. Scienziati sostituiscono sacerdoti come guide spirituali, l’attività prevalente è il lavoro. La solidarietà sociale è il prodotto della libera competizione economica. I grandi regnanti dell'epoca affidano a filosofi le redini della propria corte.
Comte concepisce la società come insieme di componenti dinamiche e statiche, ognuna con la propria funzione: funzionalismo, perché ogni elemento dà un contributo al mantenimento del sistema, a realizzare l’ordine sociale (es. La famiglia collabora al mantenimento dell'affetto, religione e cultura servono ad organizzare la componente intellettiva dell'uomo, le istituzioni politiche ci danno la sicurezza per perseguire i nostri fini).
Spencer
Teoria dell’evoluzionismo sociale
Teoria dell’evoluzionismo sociale, si forma prima della teoria darwiniana, ma risente comunque della sua influenza: Spencer + Darwin = teoria dell'evoluzionismo, con due diverse accezioni:
- Darwin racconta i risultati raccolti durante il suo viaggio intorno al mondo, raccontando l'evoluzione dell'uomo come processo di adattamento alle condizioni di vita sulla Terra.
- Spencer disse che tutti gli elementi presenti del mondo attraversano un processo di evoluzione, migliorando le proprie capacità funzionali rispetto al sistema: evoluzionismo generalista.
Spencer considera la società come insieme super organico di strutture e funzioni: organi e cellule connesse a formare degli "arrangiamenti persistenti". La società cambia, cresce e si struttura adattandosi all'ambiente: gli organismi formano un insieme concreto, mentre la società è un insieme discontinuo di elementi. L’elemento sociale elementare per Spencer è l’individuo singolo. L’unità sociale è resa possibile grazie allo scambio di sentimenti e pensieri, ma è condizionata da fattori esterni (ambiente) e fattori interni (caratteri intellettuali, idee, rappresentazioni). Più la società evolve, più diventa complessa…
Darwinismo sociale
Grande paradosso dell'evoluzione: più diventiamo capaci a fare le operazioni più dettagliate, più diventiamo interdipendenti dagli altri. A partire dalla teoria evoluzionista generale, si sviluppano teorie politico-economiche che privilegiano chi ce la fa da solo, vince il più tenace, lasciando indietro gli altri (influenza dell’individualismo): potere politico, Stato e burocrazia sono fonte di tutti i mali.
Emile Durkheim
Teoria sociologica
L’uomo che ottenne prima cattedra di sociologia della storia e che scrisse i primi testi di sociologia al mondo. La sua teoria sociologica si colloca tra le teorie olistiche, che trattano la società come organismo, dotato di vita propria e non riducibile alla somma degli individui (visione organicista della società). Durkheim dà poco spazio alla soggettività perché troppo complessa da studiare (ogni uomo è un infinito), ma si focalizza di più nella struttura culturale e morale, che influenza il comportamento umano.
Influenze teoriche
Teoria positivista di Comte + Teoria evoluzionista di Spencer = sfondo della teoria durkhemiana. La dimensione culturale e normativa permette di comprendere il modello funzionalista, che presenta i problemi sociali in termini di ordine e integrazione, ottenuti tramite assimilazione di valori e norme dominanti nel contesto sociale.
Presupposti fondamentali del funzionalismo
- Gli elementi sono subordinati rispetto al sistema, devono adattarsi.
- Il sistema sopravvive mantenendo l’equilibrio interno e nel rapporto con altri sistemi.
- Ai bisogni di sistema, devono sempre corrispondere le funzioni di sistema.
Fatto sociale: ogni modo di fare che esercita coerci... (il testo si interrompe qui).
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