LEZIONE 27/02
I criteri diagnostici del diabete che è dovuta a una condizione di iperglicemia
cronica, i criteri sono:100 mg/dl glicemia dovrebbe essere inferiore a DIGIUNO
non c’è differenza di genere, dopo un carico orale di glucosio ovvero 75 g di
glucosio disciolto in 50/100 ml di acqua in mochi minuti, dev’essere inferiore a
140 mg/dl se è superiore siamo in condizione di diabete.
Ci sono diversi tipi di alterazioni della glicemia nell’essere umano, la prima è la
pear fasting glucose, ovvero alterata glicemia a digiuno ovvero compresa tra
100 e 126 mg/dl è in una condizione di alterata glicemia a digiuno condizione
di prediabete, che nel corso degli anni se non viene trattato sviluppa il diabete.
Un’altra condizione in cui la glicemia a digiuno è normale inferiore a 100 e la
glicemia post carico orale di glucosio e compresa tra 140 e 200 questo è un
soggetto con alterata glicemia a causa di alterata tolleranza al glucosio.
Poi c’è un’altra condizione che è la combinazione tra alterata glicemia a
digiuno ed alterata glicemia post carico orale di glucosio, è importante
distinguerle perché sottendono due effetti fisiopatologici differenti.
Poi c’è un gruppo diabetico che ha una glicemia a digiuno uguale o superiore a
126 mg/dl a digiuno e una glicemia post carico superiore a 200 mg/dl.
I carichi di glucosio non si fanno all’intera popolazione ma solo a
soggetti che si sospettano essere diabetici,
un altro criterio che si utilizza per la diagnosi del diabete senza fare la glicemia
è il dosaggio dell’emoglobina glicata, è una variabile che si misura in
laboratorio di biochimica, nei soggetti normali è inferiore a 5.7% mentre nei
soggetti con pre diabete l’emoglobina glicata è compresa tra 5.7 e 6.49% tutti
quelli che hanno em glicata superiore a 6.5% ha il diabete di tipo 2.
COME CLASSIFICHIAMO INIZIALMENTE IL DIABETE?
È diviso in 2 grandi gruppi maggioritari diabete di tipo 1 insulino-
dipendente malattia che si sviluppa dall’età pediatrica o giovanile o alcuni
anche in età adulta è una malattia autoimmune che vuol dire che il sistema
immunitario riconosce una componente del nostro organismo estranea in
questo caso le cellule beta del pancreas che non sono più in grado di produrre
insulina(parte minoritaria circa il 5% nel mondo); e diabete di tipo 2 (90%
nel mondo) non insulino dipendente malattia che si sviluppa in pazienti più
anziani comincia generalmente intorno ai 50/60 anni e per i primi anni non c’è
bisogno di trattamento insulinico ultimamente si utilizzano gli agonisti simili al
glp1 e gip, poi esistono malattie più rare dove c’è una mutazione di proteine
che sono deputate alla secrezione insulinica ovvero glucochinasi, in rarissimi
casi di difetti genetici del recettore dell’insulina quindi mutazioni del
recettore dell’insulina, bambini che riescono a sopravvivere per alcuni mesi
perché non è possibile vivere senza recettori per l’insulina; c’è poi un gruppo di
pazienti che sviluppano un diabete secondario a una pancreatite siccome
il difetto genetico del trasportatore del cloro è presente in bambini con fibrosi
cistica a livello delle ghiandole esocrine dei bronchi dove condiziona una
maggior suscettibilità alle infezioni respiratorie a un certo punto questi bambini
devono essere trapiantati e le stesse ghiandole esocrine si trovano a livello del
pancreas, dove avviene pancreatite esocrina dove si produce un danno alle
isole di Langerhans
Poi ci sono altri casi di diabete secondario, per esempio, la ROSOLIA e altri casi
di diabete associati alla sindrome di down, alla sindrome di Turner e sindrome
di Prader Willy associati a obesità grave.
C’è infine, una categoria molto importante del diabete gestazionale una
certa percentuale delle donne in gravidanza sviluppa una glicemia alterata, non
trattare diabete gestazionale produce macrosomia e danni alla donna durante il
parto.
Esiste una connessione molto stretta tra presenza di obesità e presenza di
diabete di tipo 2 nella popolazione generale,
Negli USA in 15 anni si vede un aumento progressivo di obesità e di diabete,
esiste una differenza tra stato e stato che dipende da etnia e da stile
alimentare, c’è un aumento progressivo dell’obesità e in modo speculare c’è un
aumento del diabete di tipo 2. Questa indagine fa pensare che esiste una
connessione di tipo patogenetico tra obesità e diabete di tipo 2 fortunatamente
mentre l’obesità è molto diffusa non tutti i pazienti con obesità sviluppano
diabete ma anche se non lo sviluppano molto probabilmente sviluppano
prediabete.
OBESITA’ CRITERI: formula peso/altezza al quadrato.
Un soggetto normale ha un BMI compreso tra 18.5 e 24.9
Sovrappeso tra 25 e 29.9 anche i soggetti sovrappeso hanno un rischio di
sviluppare comorbidità di tipo cardiovascolare e tumori aumentata rispetto alla
popolazione generale.
Obesità di classe 1: BMI tra 30 e 34.9 il rischio di altre comorbidità è aumentato
Obesita di classe 2: BMI tra 35 e 39.9
Obesità di classe 3: BMI Superiore a 40 altissimo rischio di sviluppare
comorbidità e malattie..
INSULINA: Molti anni fa tre scienziati hanno scoperto l’insulina, hanno fatto
una serie di esperimenti nel cane, in cui facevano una pancreasectomia totale,
lo rimuovevano e il cane diventava diabetico, loro sapevano che nel pancreas
esistevano delle cellule che producevano una sostanza che