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Venerdì 15 agosto 2025

Schema generale di microeconomia

Domanda

  • Individua la quantità domandata a un determinato prezzo.
  • Decrescente.
  • All’aumentare del prezzo essa diminuisce per effetto di reddito o di sostituzione (beni normali e inferiori).
  • L.d.D. prezzo alto, domanda bassa.

Offerta

  • Crescente.
  • L.d.O. prezzo alto, offerta alta.
  • Nel breve periodo: S.d.P. - Per ogni Q ci dice C’ di produrre l’unità successiva.
  • La distanza tra O e Peq rappresenta la differenza tra ciò che si guadagna producendo un’unità aggiuntiva e quanto costa produrla.
  • Sommando tutte le distanze tra 0 e Qeq si ottiene la differenza totale tra ciò che le imprese ricavano e il loro costo di produzione.
  • Nel lungo periodo: S.d.P. - Se è piatta = il surplus del produttore è zero.
  • Se è crescente = applichiamo la stessa logica del breve periodo.

Equilibrio

  • Stabilità: no forze che favoriscono il cambiamento (domanda = offerta).
  • Variazione studiate tramite la statica comparata:
  • Stabilire se un evento x provoca una variazione.
  • Individuarne la direzione.
  • Confrontare il grafico prima e dopo.
  • In caso di disequilibrio:
  • Eccesso di offerta: eccedenza.
  • Eccesso di domanda: penuria.
  • In un mercato concorrenziale ha un profitto pari a 0, se fosse > 0 allora tutte le imprese si sposterebbero in quel mercato riportandolo in equilibrio.

Vincolo di bilancio

  • Esso riassume tutti i panieri di beni che si possono comprare in combinazioni un’unità di tempo spendendo x €.
  • Decrescente: per consumare di più di un bene, bisogna consumare di meno di un altro.
  • Ogni cambiamento dell’ambiente circostante risulta in uno spostamento del vincolo di bilancio:
  • Una variazione del reddito sposta il vincolo di bilancio in parallelo, perché i prezzi relativi dei due beni non sono cambiati.
  • Una variazione di un prezzo fa ruotare il vincolo di bilancio, perché cambia i prezzi relativi.

Preferenze

  • Utilità di un paniere: è una misura ordinale e non confrontabile tra i consumatori.
  • Comparabilità: dati due panieri A e B, il consumatore sa sempre se preferisce A a B, B a A, o se è indifferente.
  • Transitivitá: dati tre panieri A, B, e C, se il consumatore preferisce A a B e B a C, allora preferisce anche A a C.

Curve di indifferenza

  • Unisce tutti i panieri che danno la stessa utilità al consumatore.
  • Data la proprietà ordinale delle utilità, possiamo concludere che il consumatore è indifferente tra tutti questi panieri.
  • Esse hanno 4 proprietà:
  • Maggiore è la distanza dall’origine degli assi cartesiani maggiore è il livello di utilità.
  • Hanno pendenza negativa.
  • Non si intersecano mai.
  • Sono convesse rispetto l’origine degli assi.
  • Rigide, elastiche.
  • Se sono verticali si chiamano mentre se sono piatte si chiamano.

Utilità marginale decrescente

  • Utilità aggiuntiva che otteniamo dal consumare una unità in più di un bene.
  • È una proprietà, di tutte le preferenze rappresentabili da curve di indifferenza convesse, per cui l’utilità marginale di un bene tende a diminuire con il numero di unità consumate.
  • Esistono due estremi:
  • I perfetti sostituti ( ).
  • I perfetti complementi ( ).

La scelta ottima

  • Vincolo di bilancio che incrocia la curva di indifferenza in un unico punto.
  • Essa fluttua intorno alla variazione di prezzo:
  • Effetto di sostituzione: si consuma di più del bene il cui prezzo è aumentato, diminuendo il consumo dell’altro bene il cui prezzo è rimasto invariato.
  • Effetto di reddito: se il prezzo di un bene diminuisce è come se il reddito generale fosse aumentato, dunque si consuma di più di tutto.
  • Legge di Engels: all’aumentare del reddito, la quota di quest’ultimo destinata al cibo diminuisce (I Paesi molto ricchi per ricordare meglio: chi è ricco non mangia hanno poca forza lavoro in agricoltura).

Teoria dell’impresa

  • Relazione tra costi di produzione (costo contabile e costo opportunità) e quantità prodotta. Ciò dà origine alla funzione di produzione:
  • Concava.
  • Cattura il prodotto marginale decrescente del lavoro.
  • Costo totale, composto da costi fissi (CT) e variabili (CV), quest’ultimi aumentano all’aumentare della quantità prodotta.
  • Il costo marginale (C’) serve a capire il costo di produrre un’unità aggiuntiva di un bene.
  • Il costo medio totale (CMT) è la somma verticale di CMV e CMF, ed è applicato anche al lungo periodo:
  • Se diminuisce, economia di scala.
  • Se rimane costante, rendimento di scala costante.
  • Se aumenta, diseconomia di scala.
  • I principali fattori di produzione sono la terra, e soprattutto il K, sia fisico che intellettuale: macchinari, capannoni e altri immobili usati nella produzione. Strade e ponti che permettono di trasportare i beni e servizi prodotti. Brevetti.
  • Il capitale finanziario, è una grandezza derivata dagli altri fattori di produzione che rappresenta la proprietà del reddito da essi generato:
  • Azioni: con le di un’impresa, possedete parte della sua terra e del suo capitale fisico.
  • Obbligazioni: con emesse da un’impresa o da uno stato (e.g. BOT) possedete parte del suo reddito futuro.
  • Titoli finanziari: con altri (depositi bancari, quote di fondi comuni, etc.) fate entrambe le cose in modo indiretto.

Il ricavo

  • Il profitto economico è il vero indicatore di salute di un’impresa in quanto include il costo opportunità: in concorrenza perfetta è pari a 0 (profitto normale).
  • Le imprese vogliono massimizzare i profitti o minimizzare le perdite (dato Qmax).
  • Profitti massimi quando P = C’.
  • R’ e RM sono uguali a P.
  • Mai andare sopra R’, se non si vuole andare in perdita.

L’efficienza

Concetto ambiguo con + significati:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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