Estratto del documento

Teoria e pratica dell’argomentazione digitale

L’argomentazione può essere definita come quell’attività umana simile al ragionare, attraverso la quale le considerazioni escono fuori con la parola, con i gesti, con le scritte o con le immagini, con l’obiettivo di convincere o persuadere qualcuno e far sì che questo qualcuno capisca e accetti fino in fondo la nostra opinione e riveda la propria posizione in merito a quell’argomento.

L’elemento che ci permette di distinguere il processo della convinzione da quello della persuasione è innanzitutto la consapevolezza della persona a cui ci stiamo rivolgendo.

Inoltre, nella convinzione può prevalere una sorta di distacco rispetto all’interiorizzazione che avviene attraverso la persuasione, in quanto io posso essere convinto di qualcosa, ma agire comunque in modo diverso: so che fumare fa male per la mia salute ma fumo comunque.

Se nell’ambito della convinzione prevale la logica e la razionalità, nell’ambito della persuasione prevalgono la non razionalità, le emozioni e la manipolazione.

Convincere è stata definita come quell’attività di argomentazione che ha come target un uditorio universale, mentre il persuadere ha a che fare con un uditorio specifico e limitato nel tempo e nello spazio e con un obiettivo contingente, permettendo alle persone di interiorizzare concetti e argomenti anche di cui queste non sono pienamente convinte.

I due valori fondamentali dell’argomentazione digitale sono brevità e intensità.

Contenuti del corso

  • Lo scenario: la conversazione digitale generalizzata e la sfida di comunicazione per le organizzazioni, le aziende e i cittadini.
  • Il criterio dell’engagement e il suo effetto sulle interazioni digitali.
  • Dall’argomentazione analogica a quella digitale: cosa cambia?
  • Questioni di contenuto. Breve, ma intenso: cosa è davvero efficace online.
  • Questioni di forma. Online il “come” conta quanto il “cosa”.
  • Questioni di modo. Rendere un’idea interessante, coinvolgente e dialogica.
  • Il dissenso nelle interazioni digitali. Odio online, polarizzazioni, flame e polemiche sterili.
  • Il dissenso nelle interazioni digitali. Prima dell’odio: le critiche, le lamentele, le recensioni negative, i conflitti e le situazioni di crisi.
  • Dissentire senza litigare online, una scelta strategica.
  • Strategie di moderazione digitale: quando rispondere? Quando lasciar cadere? Quando scoraggiare attivamente?
  • Come intervenire: strategie di risposta efficaci online.
  • Le 5 virtù del disputatore felice.

Esame

Ogni gruppo:

  • Presenta un caso online da discutere ogni lunedì.
  • Sceglie un’azienda, un’organizzazione, un personaggio pubblico.
  • Studia la sua presenza sui social: tono, modalità di interazione, ecc.
  • Elabora una policy di gestione e moderazione dei commenti.

Consegna: 29 maggio.

Feedback intermedio: 26 aprile.

Introduzione al digitale

Nel corso del tempo si è passati attraverso diversi livelli retorici per definire il digitale:

  • Strumento —> utilizzo: come funziona la rete?
  • Medium —> effetti: quali sono gli effetti dei mezzi digitali?
  • Ambiente —> presenza: quale posto occupo in rete?
  • Dimensione relazionale —> effetto vita.

Il cosiddetto effetto triceratopo consiste nella tendenza delle persone a prendere una posizione su qualcosa e ad esprimere la propria opinione al riguardo, ancora prima di capire realmente di cosa si sta parlando. Quando si argomenta nel digitale bisogna essere consapevoli del fatto che si sta comunicando con folle sottoposte a questo effetto.

Da sempre l’essere umano ha a che fare con un sovraccarico di conoscenze che deve saper organizzare e gestire nelle interazioni con gli altri e nella presa di decisioni, ma non sempre è facile da sostenere e per questo si fa affidamento ad altri che hanno maggiore padronanza di tale sovraccarico. Questo effetto di sovraccarico è stato però accentuato dalla disgregazione e disintermediazione creata dall’avvento del digitale, per cui il soggetto oggi è direttamente esposto agli infiniti sovraccarichi esistenti.

Tale sovraccarico di informazioni generato dalla rete determina un sovraccarico di valutazioni, dato dalla tendenza delle persone ad esprimere un giudizio su qualsiasi cosa, aspetto che richiede la consapevolezza di essere sempre giudicati nel momento in cui ci si espone. Inoltre, vi è un sovraccarico di discussioni, dato dalla tendenza delle persone a discutere su qualunque argomento.

Il vero medium ormai consiste nelle notifiche.

I limiti cognitivi

Fino ad un certo livello di contenuto il nostro cervello è in grado di avere una conoscenza immediata del fenomeno, ma quando si aumenta la complessità del fenomeno o dell’oggetto da conoscere si verifica un doppio problema:

  • Il bisogno di tempo.
  • Il bisogno di un metodo per scegliere quale criterio utilizzare per interpretare il fenomeno.

Per elaborare una adeguata strategia di argomentazione digitale occorre muoversi all’interno del frame, dobbiamo rispondere prima alle domande: quale parte del mondo vediamo? Di quale parliamo? Su quale incidiamo? In comunicazione ciò che è nella percezione del mio pubblico è un fatto da cui partire per lavorarci sopra.

Pragmatica del linguaggio

Il linguaggio può essere analizzato sotto diversi punti di vista:

  • La sintassi ci parla della relazione tra i segni, studiando il modo in cui questi vanno collegati tra loro per costruire frasi di senso compiuto.
  • La semantica si occupa della relazione tra segni e oggetti, studia il significato.
  • La pragmatica ci parla invece della relazione tra segni e parlanti, studia il contesto sociale e comunicativo dell’uso dei segni.

Il contesto comunicativo può essere determinato da diversi elementi:

  • Il resto della conversazione.
  • L’ambiente/il mezzo in cui avviene l’interazione.
  • L’identità degli interlocutori: chi dice cosa.
  • La posizione degli interlocutori: professionale, accademica, nello spazio, culturale.
  • La rete di scopi, credenze e conoscenze degli interlocutori, che condiziona il nostro modo di conoscere e intendere l’altro.

Non esiste mai un contenuto senza gli elementi di relazione, così come non esiste mai una relazione senza gli elementi di contenuto. La relazione in un contesto comunicativo ci aiuta ad esplicitare le nostre intenzioni ed incide su quello che vogliamo intendere attraverso il contenuto che comunichiamo: ad esempio se entro in mensa e dico “oggi a pranzo ci sono gli gnocchi”, il significato cambia a seconda che io nel dirlo indichi il bancone o un tavolo dove sono sedute delle persone.

Ci sono quattro principali modalità comunicative:

  • Consenso —> mettere da parte il contenuto per avere una buona relazione con l’altro.
  • Scontro —> mettere da parte sia il contenuto sia la relazione.
  • Ragione —> mettere al primo posto il contenuto rispetto alla relazione.
  • Comunicazione felice, astrazione —> riuscire a costruire delle relazioni ottimali sempre senza fare sconti sul contenuto della mia comunicazione. Nella realtà è più opportuno parlare di disputa felice.

Il livello del contenuto è quello locutorio e include informazioni, argomentazioni e limiti del mezzo, mentre il livello delle relazioni è quello illocutorio/perlocutorio e include intenzioni/scopi e anch’esso i limiti del mezzo.

Google CV

L’identità diacronica è definita dalla costanza della percezione e memoria di sé nel tempo e si differenzia dall’identità sincronica, che è data dalla percezione di sé nel confronto con altri oggetti o individui. Il Google CV contribuisce alla costruzione dell’identità diacronica, in quanto determina la sua permanenza in rete ed è liberamente consultabile da persone presenti in diversi luoghi e in tempi diversi.

Diversità aumentata

L’interconnessione ha cambiato il nostro rapporto con la differenza: prima incontravamo la diversità culturale, linguistica, emotiva in momenti specifici e circoscritti della vita, mentre oggi l’incontro con il dissenso, cioè con il diverso modo di sentire altrui, pervade gli spazi di connessione in cui interagiamo. Si tratta di un effetto di “diversità aumentata” che porta ad uno scontro/incontro amplificato con le differenze degli altri, che vengono percepite molto più vicine di quanto non sarebbero nella convivenza fisica. Pertanto, la diversità aumentata sottopone tutti a una prova costante: quella di saper costruire relazioni attraverso le divergenze.

Come leggere i dati

Video. Gli scopi quando si genera un contenuto sono molteplici e diversi a seconda che l’intenzione sia quella di attirare l’attenzione o di costruire relazioni.

Interazioni analogiche vs digitali

Passando da un’interazione analogica ad un’interazione digitale i canali comunicativi che si possono utilizzare si riducono progressivamente:

  • Faccia a faccia: i canali che compongono un atto di interazione sono molteplici, volto, voce, gesti, turni, parole e impliciti —> la maggior parte di questi canali fa parte del linguaggio non verbale, che accompagna le parole influendo sull’efficacia della comunicazione.
  • Interazioni mediate: nelle interazioni mediate invece i canali di comunicazione non verbale sono vincolati da alcuni limiti imposti dal mezzo —> l’inquadratura vincola il volto e i gesti, mentre il microfono vincola la voce e i turni.
  • Chat: nelle chat la comunicazione è ancora più limitata —> rimangono i turni, le parole e gli impliciti.
  • Email: nelle email scompaiono anche i turni —> rimangono solo le parole e gli impliciti.
Perdite Guadagni
Relazione Contenuto
Sincronia Diacronia —> permette di fruire di un contenuto in tempi diversi.
Compresenza Telepresenza, presenza a distanza.
Irripetibilità Riproducibilità.
Unicità Permeabilità dei contesti.
Personalizzazione —> dovuta al fatto che non si può vedere l’altra persona e per iscritto non è facile interpretare le emozioni. Disinibizione —> dovuta al fatto che è la nostra rappresentazione mediata che interagisce con gli altri nel digitale.

L’unico elemento che rimane costante nel passaggio dall’interazione dal vivo alle interazioni digitali è l’uso delle parole e degli impliciti, cambia però l’intensità di ciò che si dice ed è per questo che più si vanno digitalizzando le interazioni più diventa importante la padronanza nell’uso del linguaggio.

Scopi dell’uso degli impliciti:

  • Parsimonia —> dire di più usando meno parole, ma nel caso in cui non vi sia una comunanza di codici può avere un effetto manipolatorio, di superiorità rispetto all’altro.
  • Coinvolgimento.
  • Aggiunta di conoscenze.

Sfide nel digitale

  • Diminuiscono i segnali di contesto e la telepresenza determina spazi di attenzione che entrano in altri spazi di attenzione —> come far rientrare i miei spazi negli spazi degli altri in maniera proficua?
  • Aumenta il peso delle parole e degli impliciti.
  • Il “resto della conversazione” non è immediatamente disponibile, ma lo è diacronicamente.
  • L’identità degli interlocutori è sia diacronica sia sincronica.
  • Non c’è più solo gerarchia nelle interazioni, alto e basso e viceversa, ma anche uno schema a rete: il cambiamento viene da e verso ogni nodo.

Parliamo del cosiddetto “effetto cozza” per descrivere come in rete gli algoritmi formino un certo tipo di acqua a cui le cozze si adeguano.

Quattro massime:

  • Il contesto comunicativo è il messaggio.
  • Il non detto è il messaggio.
  • Il tempo è il messaggio.
  • Le persone sono il messaggio.

Crisi di comunicazione

Quando c’è un problema l’istinto umano porta le persone ad agire in due diversi modi:

  • L’atteggiamento dello struzzo —> allontanarsi dal problema, non metterci la faccia: “non era mia intenzione…”.
  • L’atteggiamento scaricabarile —> scaricare la colpa su altro, sempre per allontanarsi dalle proprie responsabilità: “sono stato frainteso…”.

Il modo migliore per gestire una crisi di comunicazione è invece quello di assumersi le proprie responsabilità mettendoci la faccia pubblicamente, comunicando con chiarezza e sincerità. Bisogna saper comunicare con sensibilità, cercando il più possibile di assumere il punto di vista della persona più debole che è stata vittima dei miei atteggiamenti o delle mie affermazioni.

Risposta alla crisi in 6 passi:

  • Ricordati chi sei —> di fronte all'errore commesso devo saper riformulare la mia identità personale o aziendale.
  • Individuare qual è il problema principale.
  • Capire di chi è il problema e chi deve assumersi le responsabilità.
  • Capire come può evolvere la crisi.
  • Scegliere chi dovrà intervenire.
  • Risposta alla crisi —> solo alla fine decido cosa fare.

Per fronteggiare bene una crisi è necessario dunque non agire subito di istinto, ma riflettere prima sui punti che abbiamo visto e solo alla fine decidere in che modo intervenire. La cosa più importante è saper prendere l’iniziativa e non lasciare che le cose peggiorino da sole, per evitare che si crei un vuoto informativo che porterà le persone a trovare da sole le risposte che cercano.

È necessario diventare l’interlocutore primario e spiegare chiaramente la situazione, evitando lo scontro, concentrandosi sulle soluzioni e cercando alleati.

Ironia online

L’ironia online va dosata sempre con cura, vista la situazione di iperconnessione in cui ci si muove. Ironizzare richiede che ci sia una certa confidenza e corrispondenza di sensibilità tra gli interlocutori, cosa che in rete è quasi impossibile tenere sotto controllo.

Ancora più rischioso è quando l’ironia diventa sarcasmo: si ride di qualcuno o di qualcosa per un suo difetto o una sua caratteristica. Nell’interconnessione quel qualcuno sarà in un modo o nell’altro raggiunto dal messaggio senza grandi spiegazioni e contestualizzazioni, e se ne risentirà di sicuro. Il punto è sempre lo stesso: nella dimensione online non possiamo controllare le cerchie entro cui far rimanere i nostri atti di comunicazione.

Specifichiamo la differenza tra ironia e sarcasmo:

  • L’ironia è umile, è rivolta anzitutto a se stessi e non se la prende con nessuno.
  • Il sarcasmo consiste nello sfruttare una debolezza o un difetto altrui per riderne.

Allora una strada più percorribile è quella dell’autoironia: ridere e far ridere gli altri dei difetti e delle mancanze che appartengono a noi stessi. Portare l’ironia nel proprio campo, nelle proprie convinzioni, nei propri atteggiamenti, diventa un atto universale: chiunque è disposto, per quanto abbia una differente sensibilità, a riconoscere un essere umano che ha distacco da sé ed è capace di prendersi in giro. Ride di sé solo chi ha una certa consapevolezza delle proprie capacità e, di conseguenza, ne conosce i limiti e non ha alcuna paura di mostrarli e questo viene socialmente apprezzato e rappresenta pertanto una buona strategia per utilizzare l’ironia online.

Il litigio è un errore

Il litigio è da considerarsi un fallimento della discussione, perché nasce dall’espressione di una differenza di opinioni, gusti o idee, ma finisce per non sostenerla fino in fondo.

Sono tre gli effetti che un litigio produce:

  • Perdita dell’argomento —> quando iniziamo a litigare smettiamo di parlare di ciò da cui era partita la discussione.
  • Trasparenza —> quando litighiamo, a causa della “pressione psicologica”, nelle nostre parole e nei nostri atteggiamenti appaiono le nostre caratteristiche più negative, soprattutto le debolezze e le fragilità.
  • Spettacolarità —> assistere a un litigio dà un certo piacere, intrattiene.

Tutto ciò comporta un triplo fallimento nella comunicazione:

  • Non permette di far capire qualcosa in più sull’argomento.
  • Gli interlocutori litigando deteriorano il loro rapporto e provocano un danno di reputazione a se stessi.
  • Trascina in basso chi assiste al litigio suscitando sentimenti di superiorità, dominanza e discredito.

Il concetto di petròdio deriva dal fatto che il litigio come forma “spettacolarizzata&rd

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Riassunto esame Teoria e pratica dell’argomentazione digitale, Prof. Mastroianni Bruno, libro consigliato La disputa felice. Dissentire senza litigare.  e Litigando si impara. Disinnescare l’odio online con la disputa felice. , Bruno Mastroianni  Pag. 1 Riassunto esame Teoria e pratica dell’argomentazione digitale, Prof. Mastroianni Bruno, libro consigliato La disputa felice. Dissentire senza litigare.  e Litigando si impara. Disinnescare l’odio online con la disputa felice. , Bruno Mastroianni  Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria e pratica dell’argomentazione digitale, Prof. Mastroianni Bruno, libro consigliato La disputa felice. Dissentire senza litigare.  e Litigando si impara. Disinnescare l’odio online con la disputa felice. , Bruno Mastroianni  Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria e pratica dell’argomentazione digitale, Prof. Mastroianni Bruno, libro consigliato La disputa felice. Dissentire senza litigare.  e Litigando si impara. Disinnescare l’odio online con la disputa felice. , Bruno Mastroianni  Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria e pratica dell’argomentazione digitale, Prof. Mastroianni Bruno, libro consigliato La disputa felice. Dissentire senza litigare.  e Litigando si impara. Disinnescare l’odio online con la disputa felice. , Bruno Mastroianni  Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia.mazzaggio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e pratica dell’argomentazione digitale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Mastroianni Bruno.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community