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Manuale di linguistica italiana

PARTE 1: LA STRUTTURA SINCRONICA DELLA LINGUA

Capitolo 1: La struttura della lingua

Linguaggio e lingua.

La facoltà del linguaggio e la proprietà della biplanarità

Per comprendere i fondamenti della linguistica, gli autori introducono

innanzitutto una distinzione netta tra il concetto generale di "linguaggio" e

quello specifico di "lingua".

Il linguaggio viene definito come la facoltà innata di associare un

contenuto mentale (un pensiero, un'idea o un'entità astratta di per sé

inesprimibile) a una particolare modalità di espressione sensoriale

(acustica o visiva) allo scopo di manifestarlo esternamente e comunicarlo ad

altri individui.

Da questa definizione deriva la prima proprietà cardine del linguaggio: la

biplanarità. Il linguaggio non è un blocco unico, ma è strutturato e vive

simultaneamente su due piani (o ordini di entità) differenti ma

interconnessi:

1. L'ordine del contenuto: che comprende tutto ciò che fa parte del

pensiero, dell'astrazione e dei significati mentali.

2. L'ordine dell'espressione: che comprende la materia fisica e

sensoriale attraverso cui quel pensiero si manifesta (suoni fonetici, segni

grafici scritti, gesti del corpo, emissioni luminose). L'unico vincolo

tassativo affinché si possa parlare di espressione è che essa sia costituita

da materiale sensoriale percepibile dagli organi di senso.

La macro-categoria dei linguaggi e il concetto di "Segno"

Proprio perché l'espressione sensoriale può assumere forme infinitamente

diverse, il linguaggio forma una categoria estremamente vasta ed

eterogenea. Al suo interno non rientra soltanto la parola umana, ma qualsiasi

sistema che metta in comunicazione un mittente e un destinatario: il

linguaggio dei fiori, la segnaletica stradale, le coreografie nuziali delle api, i

sistemi di programmazione informatica o i segnali di fumo.

L'elemento atomico, ovvero l'unità minima di comunicazione comune a

ciascuno di questi codici e linguaggi, è il segno. Nel manuale, il segno viene

definito come un'entità fondamentalmente dotata di tre caratteristiche

intrinseche:

Intenzionalità: si produce un segno con la precisa volontà e lo scopo di

 veicolare un messaggio o generare un effetto informativo nel

destinatario.

Arbitrarietà: non esiste alcun legame logico, naturale, necessario o

 motivato dal punto di vista biologico/fisico tra una determinata

espressione e il suo rispettivo contenuto.

Convenzionalità: poiché il legame è arbitrario, l'associazione tra

 l'espressione e il contenuto non è data dalla natura, ma viene stabilita e

accettata storicamente tramite un accordo, una convenzione sociale

tra i membri di una specifica comunità di parlanti o utilizzatori.

La specificità della "Lingua" e il Segno Linguistico

Mentre il linguaggio rappresenta la facoltà biologica generale e astratta, la

lingua (o lingua verbale umana) costituisce l'attuazione storica e specifica di

quella facoltà. La lingua è, a tutti gli effetti, un codice di comunicazione

storico-naturale per eccellenza, il cui funzionamento si basa su una classe

specifica di segni: i segni linguistici.

Nel contesto della lingua verbale umana, i due piani della biplanarità

(contenuto ed espressione) assumono i nomi tecnici coniati dalla linguistica

strutturale:

Il contenuto prende il nome di Significato (l'immagine mentale, il

 concetto astratto di un oggetto o di un'azione).

L'espressione prende il nome di Significante (la sequenza dei suoni

 linguistici emessi dalla voce o la sequenza di lettere tracciate su un

foglio).

Un aspetto cruciale sottolineato da Assenza, Rossi e Ruggiano è la natura

prettamente astratta del segno linguistico. Quando pronunciamo o

“cane”),

ascoltiamo una parola (ad esempio, il segno linguistico non è l'animale

fisico in carne e ossa che cammina per strada, e non è nemmeno l'esatta e

singola vibrazione acustica prodotta in quel preciso istante dalle corde vocali. Il

segno linguistico è il risultato di un'operazione puramente mentale: è

l'unione psichica tra un concetto astratto condiviso (il significato di "cane") e

un'immagine acustica o grafica altrettanto astratta memorizzata nel nostro

cervello (il significante della parola "cane").

È proprio grazie a questo livello di astrazione codificata e interiorizzata che gli

esseri umani riescono a capirsi, a superare le variazioni fisiche della voce o

della grafia e a dare vita a quel sistema articolato, flessibile e potente che è la

lingua italiana.

Il segno linguistico e le sue proprietà.

La natura del segno linguistico: l'eredità di Saussure

Il manuale approfondisce la definizione del segno linguistico ricollegandosi

direttamente alle fondamenta della linguistica moderna e alla figura di

Ferdinand de Saussure. Come anticipato, il segno linguistico non unisce una

cosa a un nome, ma un significato (il concetto) e un significante (l'immagine

acustica).

Gli autori sottolineano che queste due facce sono assolutamente inscindibili,

proprio come le due facce di un foglio di carta: non è possibile ritagliare il foglio

(modificare il significante) senza ritagliare contemporaneamente anche il retro

(il significato). Il segno linguistico esiste solo ed esclusivamente nella sintesi e

nella contemporaneità di queste due componenti astratte e psichiche.

Le proprietà fondamentali del segno linguistico

Il funzionamento della lingua verbale umana si basa su una serie di proprietà

uniche ed esclusive che differenziano il segno linguistico da qualsiasi altro tipo

di segno (come i segnali stradali o i versi degli animali). Il testo esamina

capillarmente queste proprietà:

1. L'Arbitrarietà radicata (I quattro livelli di arbitrarietà)

Il manuale non si limita a definire l'arbitrarietà come la semplice assenza di un

legame naturale tra significante e significato, ma va più a fondo, spiegando che

l'arbitrarietà si sviluppa in realtà su quattro livelli distinti:

Tra segno e referente: Non c'è alcun legame naturale tra l'oggetto

 reale e concreto della realtà (il referente, ad esempio l'animale fisico in

carne e ossa) e il segno linguistico nel suo complesso.

Tra significante e significato: Il legame tra la forma fonica /'ka:ne/ e il

 concetto mentale di "cane" è puramente convenzionale. Lingue diverse

(dog

usano infatti significanti diversi per lo stesso significato in inglese,

chien in francese).

Tra forma e sostanza del significato: Ogni lingua ritaglia la materia

 concettuale (la sostanza) in modo differente, creando forme diverse. Ad

bosco, legno

esempio, l'italiano distingue tre concetti diversi come e

foresta, bois

mentre il francese utilizza la parola sia per il bosco che per il

materiale ligneo, organizzando la sostanza del significato in una forma

differente.

Tra forma e sostanza del significante: Ogni lingua organizza e ritaglia

 lo spazio dei suoni fisici (la sostanza) in modi unici. Ad esempio, la durata

di una vocale (lunga o breve) in italiano non cambia il significato di una

fato fatto

parola (la differenza tra la "a" di e la "a" di risiede nella

lunghezza della consonante, non della vocale). In altre lingue, invece, la

lunghezza vocalica seleziona parole completamente diverse.

(Nota del testo sulle eccezioni): Il manuale evidenzia come le onomatopee

tic-tac, fruscio) boom, splash)

(es. e i ideofoni (es. sembrino parzialmente

motivati e meno arbitrari perché imitano la realtà. Tuttavia, anche questi suoni

sono in gran parte convenzionali e integrati nel sistema fonetico di ogni singola

chicchirichì, cock-a-doodle-doo).

lingua (il gallo italiano fa quello inglese

2. La Linearità

Il significante linguistico si sviluppa in modo lineare nello spazio e nel

tempo. I suoni linguistici non possono essere pronunciati

contemporaneamente, ma devono essere emessi uno dopo l'altro, in una

successione temporale lineare. Di conseguenza, nella scrittura, i grafemi si

dispongono uno dopo l'altro in una successione spaziale.

Questa proprietà è fondamentale perché l'ordine degli elementi determina il

“Il gatto mangia il topo”

significato del messaggio: dire è radicalmente diverso

“Il topo mangia il gatto”,

da ed è la successione lineare a stabilire i ruoli

sintattici.

3. La Doppia Articolazione

È una delle proprietà più potenti e specifiche della lingua umana, teorizzata da

André Martinet. Significa che il significante di un segno linguistico è articolato

(scomponibile) su due livelli (o articolazioni) nettamente distinti:

Prima articolazione: Il segno viene scomposto in unità minime che

 sono ancora dotate sia di un significante sia di un significato. Queste

gatti

unità si chiamano morfemi (o monemi). Ad esempio, la parola si

gatt-

scompone in (morfema lessicale con il significato di "felino

-i

domestico") e (morfema grammaticale con il significato di "plurale

maschile").

Seconda articolazione: Ciascun morfema di prima articolazione può

 essere ulteriormente scomposto in unità ancora più piccole, le quali sono

però prive di significato proprio e possiedono soltanto un significante.

Queste unità minime sono i fonemi (i singoli suoni, come /g/, /a/, /t/, /t/,

/i/).

Questa struttura a due livelli permette il principio dell'economia linguistica:

combinando un numero piccolissimo e finito di elementi privi di significato

(poche decine di fonemi), la lingua può generare un numero infinito di unità

dotate di significato (parole e frasi).

4. La Trasmissibilità culturale

A differenza dei segnali di comunicazione animali, che sono per lo più innati e

trasmessi geneticamente, la lingua umana viene appresa per trasmissione

culturale e sociale. Ogni individuo impara la lingua specifica dell'ambiente in

cui cresce, attraverso l'esposizione ai parlanti e lo stimolo sociale, e non per via

biologica ed ereditaria.

5. La Produttività (e Creatività)

Con la lingua è sempre possibile produrre messaggi completamente nuovi, mai

pronunciati prima, o modificare messaggi già esistenti applicando le regole del

codice. La creatività linguistica non è caotica, ma è regolata da regole: siamo

in grado di formulare e comprendere un numero infinito di enunciati partendo

da un inventario limitato di parole e regole sintattiche.

I livelli dell'analisi linguistica.

L'architettura della lingua: i livelli di analisi

Nel manuale, la lingua viene presentata come un sistema complesso ma

rigorosamente organizzato. Per poterla studiare scientificamente, la linguistica

suddivide questo sistema in quattro livelli d'analisi fondamentali (chiamati

anche sotto-sistemi o componenti).

Gli autori sottolineano un concetto teorico importantissimo: questi livelli non

sono compartimenti stagni che operano in modo isolato. Nella realtà della

comunicazione, essi agiscono in perfetta simultaneità. La separazione in livelli

è un'operazione metodologica e astratta che i linguisti compiono per poter

osservare le regole specifiche che governano ogni piano della lingua.

I quattro livelli di analisi vengono identificati in base a due criteri: la natura del

piano della biplanarità (espressione o contenuto) e la dimensione delle unità

prese in esame (minime o complesse).

1. Il livello della Fonetica e della Fonologia

Questo livello si occupa del piano dell'espressione e prende in esame le unità

minime della seconda articolazione, ovvero quelle prive di significato.

La Fonetica: Studia la componente fisica e materiale della

 comunicazione verbale. Si concentra su come i suoni linguistici (i foni)

vengono prodotti dall'apparato fonatorio umano (fonetica articolatoria),

come si propagano nell'aria sotto forma di onde sonore (fonetica

acustica) e come vengono percepiti dall'apparato uditivo (fonetica uditiva

o percettiva).

La Fonologia: Studia i suoni non nella loro fisicità, ma dal punto di vista

 della loro funzione astratta all'interno di uno specifico sistema

linguistico. L'unità di studio è il fonema, ovvero quel suono che ha un

valore distintivo, capace cioè di differenziare tra loro due parole (ad

/p/ane /v/ane).

esempio, la differenza tra e

2. Il livello della Morfologia

La morfologia rappresenta il punto di passaggio tra l'espressione e il contenuto.

Studia la struttura interna delle parole e le regole che determinano la loro

forma.

L'unità di analisi fondamentale è il morfema, la più piccola unità

 linguistica dotata di significato (prima articolazione).

Il manuale spiega che la morfologia si divide tradizionalmente in due

 grandi ambiti:

Morfologia flessionale: Studia come le parole modificano la loro

o desinenza per esprimere le categorie grammaticali (genere,

ragazzo

numero, tempo, modo, persona), come nel passaggio da a

ragazzi.

Morfologia derivazionale (o formazione delle parole): Studia

o i meccanismi attraverso cui, partendo da parole già esistenti, si

creano vocaboli nuovi mediante l'aggiunta di affissi (prefissi e

leale s-leale fiore fior-ista).

suffissi, come in o

→ →

3. Il livello della Sintassi

La sintassi si occupa dell'organizzazione e della combinazione delle parole

all'interno di strutture più ampie e complesse.

Questo livello analizza come le parole si raggruppano in sintagmi (le

 unità minime della sintassi) e come questi si combinano tra loro per

formare le frasi e gli enunciati.

L'obiettivo della sintassi è individuare i ruoli e le funzioni delle parole

 (soggetto, predicato, complementi) e le regole che determinano l'ordine

dei costituenti e i legami di subordinazione e coordinazione tra le diverse

proposizioni.

4. Il livello della Semantica (e della Pragmatica)

Questo livello si concentra interamente sul piano del contenuto.

La Semantica: Studia il significato delle parole (semantica lessicale) e

 delle combinazioni di parole (semantica frasale). Analizza come i concetti

mentali vengono codificati nella lingua e quali rapporti si instaurano tra i

significati delle varie parole (sinonimia, antonimia, iperonimia, ecc.).

La Pragmatica: Spesso associata alla semantica, studia il significato dei

 messaggi non in astratto, ma nel momento in cui vengono usati in un

contesto comunicativo reale. Analizza l'intenzione del parlante, gli

effetti del testo sul destinatario e le modalità con cui la lingua diventa

un'azione concreta (gli atti linguistici).

Capitolo 2: Fonetica e fonologia

Foni e fonemi.

La distinzione tra Fonetica e Fonologia

All'inizio del secondo capitolo, gli autori entrano nel vivo del primo livello di

analisi della lingua, riprendendo e approfondendo la distinzione tra la

dimensione materiale e la dimensione funzionale dei suoni linguistici.

La produzione linguistica è un continuum sonoro, ma per essere compresa e

studiata deve essere analizzata attraverso le sue unità minime, prive di

significato (seconda articolazione). A seconda della prospettiva teorica

adottata, queste unità minime assumono due identità e nomi diversi: foni e

fonemi.

Il Fono: l'unità minima della fonetica

Il fono rappresenta la realizzazione concreta, fisica e materiale di un

qualunque suono del linguaggio umano.

Ambito di studio: È l'oggetto di studio della fonetica.

 Caratteristiche: Ogni volta che l'apparato fonatorio umano emette un

 suono articolato, produce un fono. I foni hanno una consistenza fisica

misurabile in termini di frequenza, durata e intensità.

Rappresentazione: Nel sistema di trascrizione, i foni si scrivono

 racchiusi tra parentesi quadre (es. [t], [d], [a]).

Universali e infiniti: Potenzialmente, i foni producibili dall'apparato

 umano sono infiniti, poiché la voce di ogni individuo introduce variazioni

fisiche minime (dovute all'età, alla conformazione biologica o alla rapidità

dell'eloquio). Tuttavia, ogni lingua seleziona solo una porzione limitata di

questi foni per costruire le proprie parole.

Il Fonema: l'unità minima della fonologia

Il fonema non è un suono fisico, ma un'unità astratta, psichica e mentale,

langue)

che risiede nel sistema (nella di una specifica comunità di parlanti.

Ambito di studio: È l'oggetto di studio della fonologia (o fonematica).

 Valore distintivo: La caratteristica fondamentale del fonema è il suo

 valore distintivo. Un fonema, pur essendo privo di un significato

proprio, ha la capacità di distinguere i significati delle parole. Se la

sostituzione di un suono con un altro all'interno di una parola produce

una parola diversa, allora quel suono è un fonema di quella determinata

lingua.

Rappresentazione: Nel sistema di trascrizione, i fonemi si scrivono

 racchiusi tra barre oblique (es. /p/, /b/).

Inventario finito: Al contrario dei foni, i fonemi di una lingua

 costituiscono un sistema chiuso e un inventario limitato (l'italiano

standard ne conta tradizionalmente 30).

La prova di commutazione e le "Coppie Minime"

Il manuale spiega in modo molto pratico il procedimento scientifico che i

linguisti utilizzano per dimostrare se un fono ha valore di fonema in una lingua:

la prova di commutazione.

Questa prova consiste nel prendere una parola e sostituire un singolo fono con

un altro nella stessa identica posizione. Se la

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pegasus.21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Rossi Fabio.

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