Appunti delle lezioni del prof. Valerio Cutini
Questi appunti riprendono esattamente ciò che il prof. Valerio Cutini spiegherà nelle sue lezioni. Il prof usa le slide, le legge e commenta. Fidati che non ti servirà scrivere quello che spiega perché tutto quello che ti serve lo troverai nelle slide e di conseguenza lo trovi in questo testo. Non dico che puoi non seguire le lezioni, dico solo che con questo potrai non scrivere (o al massimo scrivere qualche nota) risparmiando tempo.
Esame di tecnica urbanistica
Tre esercitazioni (civili ed edili)
- Piano regolatore generale: In gruppo di due persone. Dovrai semplicemente confrontare l’attuale (quindi controllare con Google Earth o Maps) con stato fatto, cosa è stato fatto in variante non le previsioni del PRG e annotare ciò che è e cosa è stato fatto e scrivere una relazione.
- GIS (Geographic Information System): In gruppo di due persone. Elaborazione di un file "QGIS" con varie esercitazioni. Queste sono spiegate sempre con delle slide. Seguile passo dopo passo e non avrai problemi. Dovrai scrivere una relazione del lavoro svolto.
Solo edili
- Elaborazione di un PL (Piano di Lottizzazione): Singolo. Questa esercitazione viene assegnata dalla prof.ssa Ing. Raffaella D’Agata. Dovrai redigere un PL consistente in n.5 tavole:
- Pianta dello stato di fatto
- Pianta di lottizzazione
- Pianta plano-volumetrica
- Pianta dei fili fissi
- Elaborazione tipologie edilizie
Il prof spiegherà le varie tipologie edilizie (che troverai in fondo a questi appunti) e dovrai svilupparne almeno 2 delle 4 che dovrai pensare per il tuo PL. Dovrai con Autocad calcolare la superficie territoriale e ipotizzare la strada e procedere coi vari calcoli e l’elaborazione delle tavole.
!! LE PROVE HANNO SCADENZA COME TI ANNUNCERÀ IL PROF ALLA PRIMA LEZIONE, SE NON LA RISPETTI DOVRAI RIFARLE DA CAPO. !!
Scritto
Il prof non distribuisce testi d’esame. Le possibili opzioni che potresti trovare sono:
- Calcolo di un PL (calcolo del volume, strade, altezze, n.tipologie edilizie ecc)
- Calcolo dell’indennità d’esproprio nelle varie leggi
- Valutazione di un terreno edificabile
- Sperequazioni
C’è la possibilità che il prof combini le varie tipologie insieme.
Orale
L’orale dura circa 30 minuti. Nel quale ti verranno fatte 3 / 4 domande da entrambi i professori (Cutini e D’Agata). Cutini è molto pignolo soprattutto sulle date (imparale a memoria) e sull’esposizione delle risposte. D’Agata invece è molto più tranquilla.
Processo pianificatorio
L'urbanistica è la scienza che studia i fenomeni urbani, pianifica lo sviluppo e la trasformazione del territorio. Si occupa della città e fuori città. L'urbanista è il tecnico, l’esperto, che riesce a proporre un disegno della città in cui i diversi oggetti, le diverse funzioni necessari alla comunità (gli edifici e le strade, i ponti e le ferrovie, le residenze e le fabbriche, gli ospedali e i parchi: quel complesso di cose che oggi chiamiamo “urbanizzazione”) abbiano ciascuno la propria collocazione giusta in rapporto agli altri elementi che compongono il territorio.
Piano
Documento, composto da carte e testi scritti, che disciplina l’assetto di un determinato territorio.
Pianificazione
Attività che si sviluppa attraverso la redazione e approvazione di piani, la loro valutazione, il monitoraggio della realtà che il piano si propone di modificare, la valutazione di tali modificazioni, la conseguente modifica degli obiettivi e la stesura di nuovi piani, di nuovi documenti composti da carte e testi scritti.
Strategia
Insieme di manovre finalizzate al raggiungimento di un obbiettivo prefissato al lungo periodo.
Piano strategico territoriale
I piani strategici agiscono attraverso la costruzione ampia di un impegno collettivo che incorpora la molteplicità dei centri decisionali a partire dal basso e la fa convergere su una visione socio-politica della città e del suo territorio proiettata in un futuro anche lontano, ma realizzabile sulla base di partenariati, di risorse, di tempi individuati, di interessi convergenti, del monitoraggio dell’efficacia dei tempi di attuazione.
Nel PST non vi è una centralizzazione dell’autorità e le decisioni non possono essere “imposte”. In un regime democratico e in una società ad economia di mercato con una pluralità di attori, qualunque strategia deve in qualche misura basarsi sul “consenso”.
Finalità: Da una parte vi sono gli obiettivi specifici del piano, generalmente articolati in funzione delle specificità dell’area e della “visione” del suo futuro: la riconversione, il rilancio, l’internazionalizzazione, il recupero, la competitività, l’innovazione, la decongestione, la qualità della vita, etc. Da un altro punto di vista, però, il piano strategico va inteso come un processo, non solo tecnico ma anche e soprattutto sociale. Tra gli obiettivi più ambiziosi della pianificazione strategica – intesa come processo – va menzionata la costruzione o il rafforzamento del capitale sociale locale, attraverso un processo di apprendimento collettivo.
Fasi e strumenti
- Programmazione urbanistica: Strumenti direttori (piani coordinatori) ambito sovracomunale.
- Definizione dell'assetto del territorio: Strumenti regolatori (piani regolatori) ambito comunale.
- Attuazione: Strumenti attuativi (piani particolareggiati) ambito infracomunale.
Il processo pianificatorio - LUN (Legge Urbanistica Nazionale) - Legge 1150/1942
Nel corso degli anni, sono stati condotti - senza successo - vari tentativi di approvare una legge organica di riforma urbanistica che portasse al superamento della legge 1150. La struttura impostata dalla legge 1150 è stata tuttavia largamente modificata da leggi emanate nei decenni compresi fra il 1942 e i nostri giorni. Due elementi, caratteristici dell'impianto originario, restano tuttavia inalterati:
- La tripartizione del processo pianificatorio
- La centralità, al suo interno, del Piano Regolatore
Storia del PRG
Il Piano Regolatore dalla legge 2359/1865 alla L.U.N. Il primo Piano Regolatore in Italia - Legge 2359/1865 - si suddivideva in due piani:
- Piano Regolatore Edilizio: Ambito aree interne, finalità risanamento urbanistico.
- Piano di Ampliamento: Ambito aree esterne, finalità gestione della crescita urbana.
Limiti: Territorio urbano
Cogenza: Facoltativo
Durata: 25 anni
Contenuti: Elaborati planimetrici fino alla scala architettonica.
Attuazione: Direttamente attuativo
Piano regolatore generale (P.R.G.)
Il Piano Regolatore della Legge Urbanistica Nazionale Legge 1150/1942. Il P.R.G. non è più uno strumento attuativo, ma è uno strumento quadro, che solo eccezionalmente ha attuazione diretta.
Finalità: Strumento di disegno e di controllo della crescita della città. A partire dagli anni ‘70, assume la veste di strumento di gestione dell'assetto e dello sviluppo del territorio.
Limiti: Territorio comunale
Cogenza: Obbligatorio solo per comuni in apposito elenco redatto dal Ministero dei Lavori pubblici. Dal 1971, l’elenco è a cura della Regione
Durata: Tempo indeterminato (fino all’entrata in vigore del nuovo PRG)
Attuazione: Non è preordinato dall’esproprio dei terreni
Contenuti: Previsioni generali, che dovranno essere dettagliate in successivi strumenti, di ambito inferiore.
I contenuti del P.R.G.C. sono fissati dall'art.7:
- La rete principale delle infrastrutture
- La zonizzazione del territorio comunale
- L’indicazione delle aree destinate a spazi di uso pubblico e quelle a fabbricati pubblici
Elaborati:
- Tavola di inquadramento regionale
- Stralcio di PTC
- Descrizione dello stato di fatto (generale e particolare)
- Progetto di PRG (piano di azzonamento; piano delle viabilità)
- Delimitazione e computo delle aree (destinate alla residenza, alle attività produttive e all'uso pubblico)
Le NTA, tramite la leggenda, sono la chiave di interpretazione del PRG
Relazione tecnica illustrativa, con riferimento agli obiettivi della pianificazione iperscalare ed agli obiettivi dell'amministrazione
- Stima sommaria dei costi
- Tavola delle zone omogenee
- Tabella di verifica dell L 765\1967
*Le Regioni non esistevano fino al 1970. Di conseguenza, la trasmissione avveniva al Ministero dei Lavori Pubblici
La zonizzazione e gli indici urbanistici
Infrastrutture: Si dicono infrastrutture gli impianti a rete, ovvero gli impianti che operano un servizio di distribuzione (del gas, del traffico, dell'acqua, dei liquami, etc).
Le opere di urbanizzazione
Definizioni: Si dicono opere di urbanizzazione le opere finalizzate a: dotare un insediamento di servizi e di attrezzature raccordare un insediamento all'aggregato urbano esistente. Le opere di urbanizzazione si suddividono in:
- Primaria: Opere finalizzate a rendere possibile l'edificazione del suolo e l’uso degli edifici. Es. strade, fognature, parcheggi, verde attrezzato.
- Secondaria: Le opere finalizzate a rendere possibile la vita di quartiere. Es. scuole, centri di quartiere, centri di assistenza sanitaria.
Zonizzazione: Si dice zonizzazione (o azzonamento, o zoning) la suddivisione di un ambito territoriale in zone, e l'attribuzione a ogni singola zona di proprie specifiche caratteristiche in ordine alle previsioni insediative.
Zoning funzionale: Suddivisione in zone, con attribuzione ad esse di specifiche caratteristiche in ordine alla destinazione funzionale. Solitamente si individuano le seguenti classi funzionali: residenze, attività commerciali e direzionali, attività.
Zoning edilizio: Suddivisione in zone, con attribuzione ad esse di specifiche caratteristiche in ordine ai connotati fisici dei fabbricati.
Zoning qualitativo: Tipologie edilizie.
Zoning quantitativo: Indici edilizi ed urbanistici.
Indici urbanistici e morfologia edilizia
Indici urbanistici ed edilizi: Valori numerici che identificano la potenzialità edificatoria di un’area. I comuni hanno piena discrezionalità nell’adottare quelli che ritengono più efficaci.
- Edificabilità territoriale: [mc/mq] volume edificabile massimo per unità di superficie territoriale [mc/mq]
- Superficie territoriale: [mq] superficie complessiva di un’area del P.R.G. (Area interessata all'intervento)
- Edificabilità fondiaria: [mc/mq] volume edificabile massimo per unità di superficie fondiaria [mc/mq]
- Superficie fondiaria: [mq] superficie complessiva di un'area del P.R.G., al netto dell'area destinata alle opere di urbanizzazione.
- Rapporto di copertura: [mq/mq o %] rapporto fra la superficie coperta di un fabbricato e la superficie (fondiaria o territoriale)
- Superficie coperta: [mq] superficie della proiezione verticale del fabbricato sul terreno (mq)
- Indice di utilizzazione: [mq/mq] rapporto fra la superficie utile di un fabbricato e la superficie (fondiaria o territoriale)
Superficie utile: [mq] somma della superficie di tutti i piani edificabili, al lordo delle murature esterne [mq]
- Densità insediativa: [ab./mq] numero di abitanti per unità di superficie territoriale
- Altezza del fabbricato: [m] misura lineare di un edificio, presa sulla verticale fra la quota del punto A e la quota del punto B
- Distanza fra fabbricati: [m] Distanza lineare o radiale tra edifici.
Verso una unificazione: la regione Toscana
Allo scopo di unificare l'utilizzazione dei parametri urbanistici ed edilizi. il DPGR 11.11.2013 n.64 ha fornito le definizioni dei seguenti indici, da adottare in tutti gli strumenti di governo del territorio regionale:
- Superficie utile: [mq] superficie effettivamente calpestabile di un'unità immobiliare, corrispondente alla somma della superficie utile abitabile o agibile (Sua) e della Superficie Non Residenziale o accessoria (Snr)
- Superficie utile lorda (SUL): [mq] somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati, comprensive di muri perimetrali, pilastri, tramezzi, scale e ascensori ad uso esclusivo di singole unità immobiliari.
- Superficie convenzionale complessiva: somma della superficie utile abitabile o agibile (Sua) con il 60% della superficie non residenziale o accessoria (Snr)
Indice di utilizzazione: [mq/mq] superficie utile lorda edificabile per unità di superficie.
- Volume: [mc] prodotto della superficie utile lorda (Sul) dei singoli piani per l'altezza di ciascun piano.
- Volume lordo: [mc] l'ingombro occupato dalla sagoma dell'edificio, delimitata dall'estradosso della copertura e dal filo esterno delle pareti perimetrali dell'edificio fuori terra, compresi eventuali bow-window e ballatoi in aggetto ed al lordo di logge, portici o porticati.
- Altezza massima: [m] la maggiore tra le altezze dei vari prospetti, misurate in riferimento, in alto, alla linea d'intersezione tra il filo della parete perimetrale esterna e la quota di imposta della copertura, e, in basso, alla linea di base di ciascun prospetto, corrispondente alla quota del terreno del marciapiede o della pavimentazione.
Regolamento edilizio comunale (R.E.C.)
Il Regolamento Edilizio Comunale è un corpo di norme finalizzate alla regolamentazione di ogni settore direttamente connesso con l'attività fabbricativa e con l'ordinato sviluppo urbanistico nell'ambito del comune. Le norme del REC sono a-spaziali, prive di riferimento con il territorio. Per essere ancorato al territorio, il R.E.C. necessita di un P.R.G. o, in sua assenza, di un P.F.
Il R.E.C. non contiene previsioni riguardo alla destinazione del territorio, né alla definizione del suo assetto. Non è pertanto uno strumento urbanistico. È uno strumento di disciplina edilizia, e non fa parte del processo pianificatorio.
La disciplina edilizia esistente fino alla legge 1150/1942. Fino dagli ultimi decenni del XIX secolo, i regolamenti igienico-sanitari del Comuni dettavano norme di natura edilizia finalizzate ad assicurare la salubrità agli aggregati urbani.
Nel 1915 il Regolamento Edilizio viene introdotto nella normativa con il Testo Unico sui Comuni e le Province e con il Codice Civile. Nel 1942 la legge 1150 accoglie il Regolamento Edilizio strutturandolo come il principale strumento di disciplina edilizia dei Comuni.
Finalità:
- Assicurare un ordinato sviluppo edilizio dell’abitato nei riguardi della funzionalità, dell'estetica, dell'igiene;
- Assicurare il contemperamento degli interessi privati che possono trovarsi in contrasto, mediante la disciplina dei rapporti di vicinato, che integra in ambito comunale le disposizioni del Codice Civile.
Limiti: Territorio comunale
Cogenza: Obbligatorio
Durata: Tempo indeterminato
Contenuti: Determinati dall'art.33 della legge 1150/42
La definizione della disciplina dell'attività edilizia, mediante norme igienico-tecniche (decoro urbano, estetica dei fabbricati); La definizione delle norme organizzative e procedurali (norme di calcolo degli indici edilizi ed urbani).
La procedura:
- Adozione da parte del Consiglio Comunale
- Trasmissione alla Regione*
- Recepimento da parte della Giunta Regionale; - non lo approva, motivando il rigetto, - apporta con modifiche sostanziali, e lo ritrasmette al comune per le opportune correzioni; - apporta modifiche non sostanziali, lo modifica e lo approva - lo approva senza modifiche
- Pubblicazione della delibera della G.R. sul B.U.R. ed entrata in vigore.
Problemi: Strumento di derivazione ottocentesca, oggi il REC è talvolta considerato arcaico e superato. Nei Comuni italiani si manifestano oggi in linea generale tre tendenze:
- Lo si abolisce, lasciandolo atrofizzato e inserendo le misure normative in esso tradizionalmente contenute all'interno delle NTA del PRG;
- Si inseriscono nelle NTA le sole norme tecnico-igieniche, lasciando al REC la funzione di strumento di definizione dell'assetto organizzativo e procedurale;
- Si continua ad utilizzarlo nel modo tradizionale.
Legge Ponte
La metà degli anni ’60 sono gli anni in cui si riesce a portare al concreto l'unica riforma della legge urbanistica che è stata possibile realizzare negli 80 anni di vita della legge 1150. Le condizioni del territorio nazionale rendono urgente un intervento nel campo della pianificazione. Nel 1967 venne emanata una riforma parziale dalla legge 1150 la cosiddetta legge "ponte" perché avrebbe fatto da ponte tra la 1150 e un'eventuale nuova legge.
Le motivazioni di questa riforma furono:
- Scarsa qualità insediativa (assenza di verde pubblico attrezzato, di parcheggi e altri servizi pubblici come scuole, ospedali, parchi, acqua corrente, illuminazione pubblica, infrastruttura stradale, etc);
- Scarso numero di PRG approvati, nonostante l'obbligatorietà.
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Riassunto esame Tecnica urbanistica, prof. Petroncelli
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