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Napoleone

Il retaggio della rivoluzione

Napoleone fu figlio della rivoluzione. Si definì “difensore dell’ordine” verso le monarchie europee, affermando che i sovrani europei gli erano debitori per aver fermato lo spirito rivoluzionario che stava minacciando i loro troni.

Cause della rivoluzione

  • Rigida gerarchia sociale, 3 ordini: clero, nobiltà, terzo stato. Diritti e prerogative diversi in base al ceto = la legge non era uguale per tutti. La nobiltà godeva di privilegi e del monopolio delle cariche più importanti dello Stato, della magistratura e della Chiesa. Recentemente si era formata una nuova nobiltà, la nobiltà di toga, diventati ricchi acquistando cariche finanziarie e giudiziarie. Il clero era costituito da un élite di alti prelati reclutati tra i nobili. La distribuzione della proprietà fondiaria era distribuita tra nobili e clero (ancora aggravato da sistemi feudali e signorili: si doveva un corrispettivo al proprietario = terzo stato ostile a ciò). Terzo stato composto da ben 28 milioni di francesi, tra i quali la potente e attiva borghesia.

  • Grave crisi finanziaria aggravata dal sostenimento delle spese di guerra e dall'irrazionalità del sistema finanziario che presentava un forte debito pubblico. La soluzione era far pagare le tasse anche ai nobili e al clero che ovviamente si opposero in una rivolta aristocratica degli anni 1787-88 che finì con la convocazione degli Stati generali (non convocati da 175 anni).

La riunione degli Stati generali fu anticipata da una campagna per le elezioni dove ne uscì protagonista il terzo stato, anche grazie ai volantini che giravano “Qu’est-ce que le Tiers état? tutto. Che cos’è stato finora l’ordinamento politico? nulla. Che cosa chiede? Di diventare qualcosa!”. Così ottenne una rappresentanza doppia (578 deputati: letterati, scienziati, avvocati, commercianti) in assemblea ma rimaneva un problema: la modalità di voto per ordine. Provarono a cambiare questa modalità di voto che li schiacciava in ogni scelta sebbene fossero la maggioranza ma non ci riuscirono così il 17 giugno 1789 si proclamarono Assemblea nazionale.

L’obiettivo dell’assemblea era quello di dare una nuova costituzione alla Francia. Il re Luigi XVI, spaventato, circondò Parigi da truppe e formò un governo che avrebbe dovuto scioglierla.

Il 14 luglio presa della Bastiglia (castello ex carcere simbolo dell’assolutismo). Da qui si formarono municipalità fedeli all’Assemblea e una nuova organizzazione armata, la Guardia Nazionale. Rivoluzione estesa anche nelle campagne dove ebbe carattere antifeudale.

Il 26 agosto 1789 adottata la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”.

Il 20 giugno 1791 fuga di Varennes: famiglia reale, camuffata, provò a fuggire da Francia a venne scoperta e rimandata a Parigi (sarà il funerale della monarchia).

Il 3 settembre 1791 nuova Costituzione: monarchia costituzionale su modello inglese (re conservava potere esecutivo + veto). Eletta nuova Assemblea legislativa (da 3 milioni in meno di elettori, voto censitario). Nuova amministrazione del Paese in dipartimenti, distretti, cantoni e comuni. I beni della Chiesa divennero di proprietà nazionale. Nuova riorganizzazione ecclesiastica: vescovi e parroci erano cariche elettive, stipendiate dallo Stato che dovevano giurare fedeltà (molti rifiutarono). Precarietà Francia visibile anche dal fenomeno dell’emigrazione (circa 100.000 persone) + guerra Francia vs Austria (esercito francese disorganizzato).

In questo periodo nascono i “brissotini” o “girondini”, gruppo capeggiato dal giornalista Brissot, che pensavano che la guerra avrebbe indebolito il potere monarchico.

Il 10 agosto 1792 Parigi insorge e deposita il re = necessaria una Repubblica (I) così fu proclamata la Convenzione, assemblea che doveva stabilire il nuovo governo. Ala destra con i girondini, ala sinistra il gruppo della Montagna (con Robespierre). Fu decisa la condanna a morte del re (gennaio 1793) per tradimento inconfutabile.

Nella guerra nacque una coalizione anti-francese. La Montagna si allea con i sanculotti (movimento popolare di popolani parigini, protagonisti di tutte le giornate di rivoluzione).

Nel 1793 nuova Costituzione Repubblicana, in poco tempo sospesa e sostituita da un governo rivoluzionario → dittatura del Comitato, diretta da Robespierre e meglio nota come la Terreur. Fu proclamata la leva di massa per creare un nuovo esercito nazionale e popolare. Occupazione Belgio. Consolidamento del governo tramite l’attacco ai gruppi che lo mettevano in pericolo. Fine terrore con la congiura di Robespierre e dei suoi collaboratori il 27 luglio 1794. Convenzione si affrettò a chiudere il movimento della Montagna.

Nel 1795 nuova Costituzione: Dichiarazione dei Doveri, sistema bicamerale (Consiglio dei 500 + Consiglio degli anziani), potere esecutivo al Direttorio (5 membri). Approvata con plebiscito popolare. Fu tentato un assalto armato contro la Convenzione da parte dei monarchici.

  • Instabilità politica e istituzionale → ripetuti colpi di Stato
  • 1797 tre direttori con appoggio esercito, cacciarono due loro colleghi
  • 1798 direttorio annulla elezione dei candidati di sinistra = direttorio era diventato un regime duro che aveva alla base interessi e aspirazioni di natura diversa.

C’era il problema delle vendite dei beni nazionali, che potevano essere di:

  • Prima origine: da nazionalizzazione delle proprietà ecclesiastiche
  • Seconda origine: da terre sequestrate agli emigrati

Questi beni erano quasi completamente nelle mani dei contadini ricchi, borghesia urbana, notabili. Questo problema era centrale nella politica del Direttorio e fu essenziale anche nella politica di Napoleone (presente nel suo giuramento).

Nel 1799, colpo di Stato di Napoleone che all’inizio del suo governo tese molto a seguire le linee guida del Direttorio, almeno fino al 1802 anno in cui facciamo iniziare età napoleonica e finire rivoluzione francese (stabilimento Consolato e trattato di Amiens).

Gruppi che sostennero il direttorio seguirono e accettarono la dittatura militare di Napoleone.

La vita

Il 15 agosto 1769 nasce a Ajaccio (Corsica) come quarto di 12 fratelli (8 sopravvissero). Bambino vivace e turbolento. Famiglia di origini toscane finché non si trasferirono in Francia e iniziarono a far parte del Consiglio degli anziani di Ajaccio → nobiltà di toga (estranea a privilegi dell’aristocrazia).

Corsica era, prima in mano a Repubblica di Genova, poi cedette i diritti sull’isola alla Francia (1768). Con Paoli la popolazione si oppose all’annessione finché Paoli non dovette fuggire in UK. Padre Napoleone aderì al partito francese e ottenne la protezione del governatore dell’isola.

Nel 1778 Napoleone va in Francia con il fratello Giuseppe per frequentare il collegio di Autun, poi la Scuola militare di Brienne e Paris divenendo sottotenente di artiglieria.

Gli anni in Francia furono complessi: aveva difficoltà a imparare la lingua, a integrarsi (condizione di straniero e atteggiamento diffidente) e gli mancava la sua famiglia nella sua isola. Sembrano non essere mancati momenti di profonda nostalgia e depressione (in un passo del suo diario scrisse che la sua malinconia lo portava all’idea della morte).

Si rifugiò nella lettura: testi di strategia militare ma anche classici, teatro francese, storici, geografici e vari autori a lui contemporanei. I suoi scrittori preferiti erano Rousseau e Raynal, entrambi sostenitori della causa corsa (liberazione dei francesi dall’isola, molto cara a Nap.). Era un attento lettore e un suo primo obiettivo fu di diventare scrittore (scrisse delle opere ma ci ha lasciato perlopiù abbozzi) e scrivere la storia della Corsica (mai compiuta, solo frammenti).

Ostile ai conquistatori francesi, colpevoli di aver rinnegato all’isola la sua indipendenza.

Scoppia rivoluzione → Nap. la vede come l’occasione per eliminare la monarchia francese. Importante è il fatto che con la rivoluzione francese riscoppiò in Corsica lo spirito rivoluzionario e si ebbe uno scontro tra paolisti (sostenitori di Paoli = dell’indipendenza della Corsica) e realisti (guidati da Buttafuoco, si erano ormai integrati in Francia). Vinsero i paolisti e nel 1789 la Corsica veniva proclamata parte integrante della Francia = fine occupazione militare francese.

Rapporto con Paoli → era il suo idolo, portatore di ideali rivoluzionari e gli scriveva spesso. Dopo la fine dell’occupazione, Nap. fu tenente colonnello in Corsica e fu parte della fallita spedizione in Sardegna. Paoli fu accusato di aver contribuito all’insuccesso dall’Inghilterra e venne condannato dalla Convenzione. Non fu mai arrestato ma i paolisti si accanirono con Napoleone e tutta la famiglia Bonaparte tanto da distruggere la loro casa ad Ajaccio e costringerli a trasferirsi a Marseille. Così si ruppe anche il rapporto Bonaparte-Paoli.

Dal successo della presa di Tolone, Napoleone fu contattato da Maximilien Robespierre (fratello) per diventare generale di brigata e iniziò a prepararsi per una campagna militare nella penisola. Dopo la caduta di Robespierre, essendo amico del fratello, fu sospetto di giacobinismo e dovette patire un breve periodo nel carcere di Nizza.

Contribuì alla sconfitta dell’insurrezione realista che gli valse la reintegrazione nell’esercito. Poi, sapientemente, cercò di dimostrare che le sue simpatie giacobine appartenevano al passato: chiuse il circolo del pantheon, luogo di riunione della sinistra.

Inizia in questo periodo una relazione con l’ex amante di Barras, Josephine, vedova di un generale ghigliottinato. La relazione, seppur sincera, fu molto utile a Nap. per rafforzare i legami con Barras (entrato a far parte del primo Direttorio). I due si sposarono proprio mentre egli otteneva la nomina di comandante generale dell’armata d’Italia.

In Italia

Aveva un’armata molto più piccola di quella austriaco-sarda ma agì astutamente: attraversò le Alpi, colse di sorpresa il nemico e divise l'armata austriaca da quella sarda, sconfiggendole entrambe. Il Re di Sardegna si affrettò a firmare l’armistizio dove cedeva alla Francia 4 piazzeforti e lasciava che il Piemonte diventasse una base per il proseguimento della sua campagna. Poi sorprese nuovamente gli austriaci violando la neutralità di Parma, fino ad entrare a Milano nel 1796. Si garantì con poco il controllo dell’Italia Settentrionale. Difficile fu l’assedio di Mantova, protetta dagli austriaci, che capitolò solo nel febbraio del 1797 (caduta dell’ultimo baluardo austriaco in Italia).

Dopo la vittoria francese, avvenne la democratizzazione della repubblica di Venezia. Infine incoraggiò le ispirazioni dei democratici, consentendo la formazione delle “Repubbliche sorelle” che sembravano essere indipendenti ma non ebbero alcuna autonomia, bensì rimasero solo uno strumento della politica francese. La Pace con l’Austria fu sancita con il Trattato di Campoformio che stabilì l’assegnazione di Venezia, Istria e Dalmazia a Vienna (sarà molto criticato dal popolo). Nel contempo Nap. aveva inviato per mesi a Parigi denaro, viveri e opere d’arte.

Crescente popolarità per Nap. che spaventò il Direttorio, il quale decise di incaricarlo innanzitutto di preparare la spedizione in Inghilterra, poi, comprendendo la difficoltà, decisero di orientarsi verso l’Egitto.

In Egitto

Provincia ottomana. L'obiettivo francese era mirare il commercio inglese con l’Oriente. La spedizione, che fu preparata in segreto, partì da Tolone il 19 maggio 1798 e dopo aver occupato Malta, sbarcò ad Alessandria. In Egitto dominava la casta dei Mamelucchi (mercenari) e, grazie alla sofferenza del popolo verso i dominatori, Nap. occupò subito El Cairo. Subito la flotta inglese di Nelson annientò la flotta francese in Abukir, lasciando Nap. prigioniero nella sua conquista.

Introdusse nel Paese la stampa, il servizio postale, i mulini a vento, abolì la feudalità e incentivò lo sviluppo economico. Inoltre, la spedizione in Egitto ebbe molta importanza anche in campo scientifico poiché portò con sé 187 scienziati, artisti, studiosi di discipline varie, i quali tra le tante cose fondarono l’istituto d’Egitto e ritrovarono la stele di Rosetta (che poi Champollion avrebbe usato per decifrare il geroglifico). Ostentò rispetto verso l’Islam e i suoi capi ma nonostante ciò i musulmani gli rimasero ostili (anche a causa della permanenza dell’armata francese che portò a rivolte represse col sangue).

Per effetto dell'attacco contro l’Egitto, si formò una coalizione tra Austria, UK, Russia, Turchia e Svezia che fece riprendere la guerra, dalla quale la Francia uscì sconfitta e perse i territori in Italia.

Nap. lasciò l’armata in Egitto e fece ritorno a Parigi dove, nonostante il fallimento della campagna, godeva di un’ampia popolarità. In Francia si respirava aria di cambiamento istituzionale che ponesse fine al regime dittatoriale del Direttorio e il fautore di maggior spicco di quest’idea era l’abate Sieyès, secondo il quale era necessario un Colpo di Stato (per revisionare Cost. si avrebbero impiegato 9 anni) armato. Sieyès e Nap. si incontrarono e si accordarono.

Colpo di Stato

Il 9 novembre 1799 (18 brumaio) i membri del Consiglio degli anziani convocarono un corpo legislativo per il giorno seguente a Saint-Cloud e nominarono Bonaparte comandante delle truppe di Parigi. Sieyès, Ducos e Barras si dimisero della loro carica di direttori mentre gli altri due venivano imprigionati. Il giorno seguente i consigli sembravano aver cambiato idea e manifestarono una vivace opposizione tant’è che Nap., spazientito dalla lunga attesa, intervenne nelle Camere per sollecitare l’elezione. Eppure la situazione la cambiò suo fratello Luciano (presidente del Consiglio dei 500) che uscì dall’aula e denunciò i deputati corrotti (che sembrava si fossero scagliati contro Nap. con i pugnali, falso) ai soldati di guardia del corpo legislativo così che intervennero nella sala e dispersero i deputati. La sera venne nominato un triumvirato formato da Bonaparte, Sieyès e Ducos e vennero sostituiti i Consigli con 2 commissioni incaricate di redigere una nuova Costituzione.

Fine 1799 approvata la nuova Costituzione che sanciva il predominio di Bonaparte. In testa allo Stato c’erano 3 consoli (eletti per 10 anni, rieleggibili senza limiti) e venne affidata la carica di primo console a Nap. che aveva tutto il potere nelle sue mani (esclusiva di iniziativa legislativa, controllo del potere esecutivo e nomina dei ministri e funzionari pubblici). Veniva indebolito il potere legislativo, affidato a 2 assemblee:

  • Tribunato (100 membri) che discuteva le proposte di legge e le elaborava
  • Corpo legislativo (300 membri) che approvava o respingeva i progetti senza discussione

Poi c’era il Senato (60 membri) che era un corpo elettorale che nominava i legislatori e i consoli e esercitava un controllo di costituzionalità. Esso rappresentava la roccaforte del gruppo dei “brumariani” che avevano organizzato il Colpo di Stato. Si ebbe poi un voto popolare di accettazione della costituzione che si risolse in un plebiscito sulla persona di Nap. (risultati manipolati) dove ci furono più di 3 milioni di sì.

Nuovo regime era orientato contro la sinistra

Luigi XVIII scrisse più volte a Nap. per indurlo ad abbracciare la causa della restaurazione della monarchia (ovvio a Nap. non interessava).

Nel 1800 drastica limitazione della libertà di stampa → soppressi 60/73 giornali soppressi + divieto di criticare il governo e fondare nuovi giornali. Nap. fece giungere a conclusione la guerra controrivoluzionaria in Vandea e Bretagna.

Nuovo obiettivo per Nap.: conquistare Genova. Egli fece passare le sue truppe per il Gran San Bernardo, occupò Milano e Genova capitolò. Si trovò di fronte all’esercito austriaco (maggiore in numero) e fu sconfitto a Marengo. L’armistizio sancì la rioccupazione della Francia di Piemonte, Repubblica Ligure e Repubblica Cisalpina. L'Austria fu costretta a riconoscere le Repubbliche Batava, Elvetica, Cisalpina e a rinunciare al Belgio. L’Inghilterra anche firmò la pace di Amiens dove restituiva alla Francia le colonie occupate, evacuava Malta e l’Egitto. L’Europa sembrava finalmente in pace (in realtà era una tregua).

Politica interna: colpi duri furono riservati alla sinistra. Furono denunciate in questo periodo diverse congiure giacobine verso il primo console (tutte false) fino alla sera del 24 dicembre 1800 quando esplose un ordigno mentre Nap. si stava recando all’opera. Ci furono 22 morti e 56 feriti e la colpa fu data alla sinistra, verso cui si abbatté una forte repressione (poi si scoprì che l’organizzatore era un monarchico). Opposizione di sinistra quasi annientata mentre quella di destra (es. monarchici) fu repressa solo in parte con la forza (arrestati e a volte, giustiziati), perlopiù con il suo programma di pacificazione nazionale (perché combattere se al trono c’è qualcuno che dona ordine e pace?).

Pacificazione religiosa → prese contatti con Roma per giungere ad un accordo insieme a Papa Pio VII. Dopo lunghe trattative fu firmato un concordato (1801) dove il Papa ottenne il cattolicesimo come religione della maggioranza dei francesi e la ristabilizione dei diritti sul clero francese; in cambio egli riconosceva la Repubblica Francese e rinunciava ai beni venduti durante la rivoluzione. La nomina dei vescovi fu attribuita a Nap. mentre l’istituzione canonica era lasciata al Papa. Fu ridotto e rinnovato il corpo episcopale. Il concordato rispose al desiderio dei francesi di avere un unico culto e al riconoscimento degli equilibri politico-sociali usciti dalla rivoluzione. Bonaparte promulgò poi gli articoli organici del culto cattolico, una sorta di attuazione del concordato, che sottoponevano al controllo statale tutta l’organizzazione della vita ecclesiastica e che riducevano i membri del clero a.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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