Storia moderna
Corso 9 CFU
Luca Lo Basso
Anno accademico 2023-2024
Appunti di Ilaria Emma Chindamo
Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Storico-Artistico
18/09/2023
Obbligo
14 novembre prova scritta con 2,3 domande a risposta: il manuale di storia moderna (le prime 2 parti dell'insegnante). Su programma fatto, domande con risposte aperte generali. Prova che dal primo voto che insieme all’ultimo voto forma il voto finale. Importanza a contenuti e non italiano.
Parti
- Parte strutturale: cosa è storia moderna, caratt, cronologia
- Parte tematica e cronologica
- Parte approfondimento sulla questione dei furti d’arte di età napoleonica (che sono andati a fondare pezzo museo del Louvre). Parte oggetto del colloquio finale.
Date esami
07/12/2023. Colloquio informale. La prova scritta non scade mai. Ricordarsi comunque la storia in generale.
Cos'è la storia moderna?
Cerchiamo di studiare la storia moderna facendo luce sui giorni d’oggi. Perché studiamo storia? Noi viviamo in un mondo che per una bella percentuale viene fuori da Napoleone, quindi forse tutto quello che noi oggi vediamo (mangiato, vestiamo) non sono casuali, sono l’espressione di una storia delle persone che ci hanno preceduto. Spesso la maggior parte di noi non si fa domande.
Perché oggi noi viviamo nel cosiddetto mondo occidentale, siamo tendenzialmente consistenti e non magrolini? Come mai alcuni hanno gli occhiali, una volta come facevano a vedere se non ci vedevano? Noi siamo il derivato della storia, perfino nelle nostre persone singole. Come il nostro cognome, perché abbiamo il cognome del papà?
Napoleone ci racconta tantissime cose, come da dove veniamo e chi siamo. Noi magari siamo italiani, ma abbiamo pezzetti di noi non italiano. Secondo degli studi di Milano, quelli delle valli vicino a Bergamo che sono morti di più rispetto agli altri del mondo per il Covid, perché avevano una percentuale di geni dell’uomo di Neandertal rispetto al sapiens sapiens. Vuol dire che molti di noi sono addirittura incrocio di due razze diverse.
Oggi si parla molto del tema dell’immigrazione, noi per la maggior parte essendo sapiens sapiens (loro arrivavano dall’Africa). Quindi noi siamo eredi di loro. Vedremo l’epoca di un mondo in cui nessuno si poneva il problema che ci poniamo noi oggi. Il problema è il contrario, mancano gli uomini.
Vedremo quanto l’attualità oggi appartenga al passato. Se dicessimo la storia non serve a niente, non esisterebbe il presente. Per noi che studiamo storia dell’arte, non è possibile studiarla senza la storia.
La storia ci spiega anche il modo di ragionare in molti contesti. Studieremo un pezzo di storia, la guerra, nella quale l’Europa ha avuto un ruolo molto dinamico anche con un dinamismo che ha portato ad effetti negativi. Ecco perché oggi c’è una discriminazione. Il protagonismo dell’Europa porta ad una mentalità di superiorità nei confronti del resto del mondo.
Ci sono pezzi di paesi del mondo orientale che hanno costruito la storia con un capo supremo. Il fatto che questo piaccia a molti, non è detto che piaccia agli altri. In Russia vedremo che fin dalle origini delle Russia c’era un capo supremo (Zar … presidente della Federazione Russa). Non sempre la storia spiega il presente e il viceversa.
Un buon storico è anche un buon conoscitore della sua epoca.
Cronologia
Per prima cosa dobbiamo individuare la CRONOLOGIA. Siamo abituati a studiare storia per cronologie ed età: età medievale, moderna, contemporanea - queste sono invenzioni degli storici che hanno spiegato i passaggi tra un'epoca e un'altra, passaggi che nel corso del tempo si sono sedimentate. Il primo problema è che le cesure sono artificiali, quindi esiste una sola storia. Da quando è arrivato l’uomo, questo ha lasciato tracce fino ai giorni d’oggi. Ci interessa vedere il periodo di inizio e fine dell’età moderna.
L’altro problema è che esistono n cronologie del mondo, quindi non uguali in tutto il mondo. Noi in Europa abbiamo la fortuna che il calendario è uguale tra noi, ci troviamo in una parte del mondo con una storia specifica (n cronologie, n suddivisioni e n modi di cambiare il calendario).
19/09/2023
Ma storia moderna, tra le storie europee, è quella meno individuabile.
Nome
Deriva da “modernus”, latino tardo antico (V-VI sec) e deriva dall’avverbio che vuol dire “modo=adesso”, la contemporaneità. Se questo nome è stato dato per individuare epoca contemporanea, perché noi abbiamo dato un nome per individuare storia moderna e contemporanea? Un importante storico italiano, Giuseppe Carasso, storico del regno di Napoli, in un suo libro “la prima lezione della storia moderna”, ci spiega che non dovremmo inventarci una cesura tra storia moderna e contemporanea, perché quella che inizia tra fine 400 inizio 500 dell’età moderna non sarebbe più finita. Ci segnala già un pericolo terminologico, per esempio per il fatto che gli storici si sono inventati questa cesura. Questa modernità non finirebbe. Mentre noi sappiamo che in molti casi a una storia antica segue una storia medievale, poi moderna e contemporanea. Ogni stato ha una propria divisione. Gli inglesi individuavano una prima età moderna (fino a metà 18 sec), poi diventa moderna. Esistono diverse cronologie che arrivano dalla storia stessa e dalle scelte politiche.
Quando inizia?
La data di fine dell’età antica e la fine dell’impero romano d’Occidente 476 d.c. Solo alla fine dell’età moderna è stato definito il medioevo tra età antica classica (civiltà classiche) e la riscoperta delle civiltà classiche e quello che ha definito il rinascimento, che ha definito dal loro punto di vista (nei secoli di mezzo) un periodo di grande difficoltà e decadenza culturale. Gli storici del Medioevo hanno in larga parte modificato questo approccio che era però agli inizi del 700. Quindi sono stati gli uomini di quell’epoca a coniare il termine medioevo. Quegli stessi uomini hanno individuato ad un certo punto l’età moderna, con riscoperta dei classici e un cambio di paradigma che faceva dimenticare i secoli bui e tornare a riscoprire l’antichità. Gli storici successivi hanno ragionato su questa data d’inizio e a seconda delle tradizioni culturali si sono individuate date d’inizio. La data convenzionale è il 1492: scoperta America. Data che diventa simbolo di un cambiamento epocale. È la prima volta che gli Europei scoprono il mondo, all'inizio della nostra umanizzazione. Gli europei avevano scoperto altre realtà vicine, ma diverse da loro, come quando andate nel vicino oriente (medio oriente: termine improprio inventato da americani). Già avevano scoperto altre realtà, era l’inizio della prima espansione fuori dall’Europa. La maggioranza degli oggetti che compriamo arrivano dall’Asia. Storia di lunga data, per secoli, dall’antichità, gli europei compravano prodotti dall’Asia (soprattutto Cina). L’Europa ha fame di oggetti di oriente, da sempre gli orientali non vogliono niente dagli europei. Da sempre c’è uno sbilanciamento tra i 2 mondi: uno che vuole qualcosa, l’altro che non vuole niente.
Il viaggio di Colombo apre nuovi orizzonti. Nessuno immaginava che ci fosse un continente, Colombo voleva andare in Cina. Si è trovato in quel terreno senza sapere di cosa si trattasse. I navigatori successivi hanno capito che si trovata di altro. Colombo muore in disgrazia. Se il continente si chiama America non è certo intitolato a lui, anche se si può accontentare della Colombia. È stato detronato da Amerigo Vespucci e che poi un geografo tedesco, nel 1507, ha intitolato questo nuovo continente America per la prima volta. In realtà per tutta l’età moderna nessuno la chiama america, ma indie occidentali - perché gli europei volevano andare in oriente e non in occidente.
Con il tempo gli storici hanno individuato altre date, come il 1494 (in alcuni vecchi manuali all'inizio del 900), perché iniziano le guerre in Italia (Carlo VIII e la sua discesa). Altri storici hanno ragionato su altre date come il 1454 - pace di Rodi, voluta da Lorenzo il Magnifico de Medici che cristallizza una lunga lotta tra stati Italiani. La penisola italiana nel medioevo era divisa in staterelli, ognuno fa guerra e cerca di ingrandirsi per sognare un unico stato italiano, che fallisce a causa della disgregazione. Ci sono andati vicini il ducato di Milano e Venezia. Fino a quel momento il grosso stato è stata la presenza di uno stato con capitale Roma e il re con caratteristiche particolari che era il papa (guida spirituale e capo della lega cattolica, fa il re al posto di Dio).
1453 con la caduta di Costantinopoli, Maometto II conquista Costantinopoli e finisce il neobizantino, ormai piccolissimo, ma che ancora esisteva. Gli Europei useranno sempre il nome Costantinopoli. Cambia il paradigma della storia, quando gli ottomani mettono mani nel vicino oriente.
1433 scelta storiografica che guarda la storia globale. Storia figlia della nostra globalizzazione, ha data un'accelerazione alla dinamica iniziata da Colombo. Ci permette di studiare da prospettiva Europea e dal resto del mondo, con le diverse connessioni che ci sono state nella storia. Oggi non bisogna studiare le singole storie, ma guardare la globalità con sguardo completamente diverso. Ora viviamo ancora nelle leggi nazionali, ma all’interno di un ampio contenitore che influisce sulle leggi nazionali dei diversi stati (unione europea). Guardiamo gli stati nazionali, o puntiamo in un qualcosa di più grande? Un paese come Italia come può essere un interlocutore al pari della Cina? Come sempre uno stato piccolo dipende da uno più grande. Il piccolo sopravvive in una simbiosi con un grande. L’Italia tratta con i grandi paese in modo subordinato.
Nel 1433 ci si rifà alla fine di 7 viaggi compiuti da flotte cinesi, con ammiraglio Zheng He su sollecitazione da imperatore. Viaggi verso noi, per prendere contatti commerciali, per connettersi con una bella fetta di mondo. Imperatore, Hao Dong, della Cina che ha ospitato Marco Polo. La Cina definisce un unico e solo impero cinese (fine 200). Tra l’altro i cinesi erano convinti che nel mondo esistessero solo un numero molto basso di imperi del mondo come quello Cinese. Infatti quando con l'età moderna arrivano i primi gesuiti in Cina proveranno a spiegare da dove arrivano, come è fatta Europa e come è suddivisa e si sentono rispondere che non può essere che esistano così tanti piccoli staterelli. I Cinesi prendono contatti, non commerciano. Non faranno come gli europei conquistando, ma trattavano con l’autorità locale chiedendo se vogliono diventare sudditi della Cina. Per la Cina esistono altre realtà, ma solo se sono sotto la sua sudditanza. Nel 1433 nell’ultimo viaggio, viene interrotto con morte ammiraglio (origine musulmana). Ad un certo punto arriva altro imperatore che decide di smettere con questi viaggi, che la Cina può esistere anche senza altri contatti con il mondo. Una ventina di anni dopo gli europei hanno iniziato a fare i viaggi in senso contrario. Cosa sarebbe successo se i cinesi avessero messo le basi nella parte occidentale, come sarebbe finita? La storia del mondo sarebbe completamente diversa.
Possiamo dire che tra il 1492 e il 1433 è nata l’età moderna, quello che ci ha condotto ad abbandonare il medioevo.
Definire 3 secoli
La scelta di creare l’età contemporanea è dovuta all’università. Gli inglesi dicono attorno al 1750 con la fase dell’industrializzazione 1789 con la rivoluzione francese che effettivamente ha cambiato l’Europa. 1815 viene vista come data che trasforma l’Europa è con Napoleone, quando finisce l’epopea Napoleonica e con il famoso Congresso di Vienna per la spartizione della carta geopolitica ed europea con la fine di Napoleone (inizio restaurazione). Nelle epoche successive, gli storici dell’età contemporanea si sono indirizzati verso lo studio eccessivo del 900. Prima del 1914 che epoca è? Il secolo che ci sta in mezzo è via via diventato appannaggio della storia moderna che si è allungata fino al 1848, per alcuni anche dopo fino al 1914. Siamo in una fase di transizione che ci fa capire quanto la data di fine di fatto non c’è. Abbiamo sostanzialmente tre secoli (16, 17, 18 secoli). Secoli che sono lo zoccolo duro di quella che viene chiamata l’età moderna. Ecco perché nella percezione popolare non si capisce bene a cosa sia riferita l’età moderna.
I rivoluzionari francesi, con l’inizio della rivoluzione, hanno immaginato un mondo nuovo e hanno chiamato quello vecchio “ancien regime” (14 luglio). Questa definizione usata dagli storici come sinonimo dell’età moderna, perché quell’antico regime abolito dai francesi aveva delle caratteristiche particolari che fanno di questi 3 secoli una compattezza strutturale. Regime che sovrapponiamo all’età moderna. Perché è un periodo compatto? Si tratta di caratteristiche diverse dal nostro mondo (mondo nuovo). Molto dell’antico regime ancora oggi esiste ancora, ma gran parte con la presa della bastiglia è finito. Una delle regole che impariamo è che in questi 3 secoli notiamo che quello che succede a Parigi si allarga in tutta Europa, poi vedremo perché.
Piano storiografico
Quando parliamo di storia, ci riferiamo a come sono accaduti alcuni avvenimenti in senso assoluto. Ma noi anche sappiamo che questa storia che raccontiamo è la narrazione che di quegli avvenimenti hanno fatto gli storici (opere scritte principalmente). La storiografia è la ricostruzione degli storici sulla base delle fonti trovate. Alcune narrazioni sono più scientifiche, altre sono più fantasiose, spiega perché è una disciplina ancora oggi oggetto di studio. La narrazione cambia da studioso a studioso, da luogo a luogo e da periodo a periodo, sensibilità dello storico - questo fa nascere dibattiti storiografici, leggendo con il proprio punto di vista.
21/09/2023
QUESTIONI RELATIVE AL TEMPO DELLA STORIA, introdotto da storico del 900 Fernand Braudel. Storico che ha segnato un metodo di paradigma del modo di studiare la storia. Questa suddivisione dei tempi ci permette di capire anche alcune questioni non solo cronologiche. Questo storico ha influito negli studi anche in altre discipline. Storico del 900 che insieme ad altri avevano fondato un importante rivista francese “Annales” (1929) aveva caratteristiche particolari. Gruppo con una serie di individui, i 2 padri fondatori erano Marc Bloch (medievalista, ucciso durante seconda guerra mondiale) e Lucien Febvre (modernista, docente di Fernando). Rivista che proponeva di studiare la storia non solo come sequenza di avvenimenti, perché fino a quel momento principalmente si faceva storia guardando solo i grandi personaggi (no bottegai, mercanti etc). Quindi idea di storia totale, tutto andava studiato. Ovviamente era più facile fare storia solo sui grandi personaggi, di cui abbiamo più fonti. Ecco perché questa parte storiografica tocca anche altre discipline umanistiche come la storia dell’arte.
Questo storico Fernand, che nasce nel 1902, si occuperà molto dello sviluppo del capitalismo e con lui viene coniata questa parola, fa una rapida carriera. Va a lavorare a scuola e inizia a lavorare sul periodo di Filippo II, ma invece che lavorare sul re, mette al centro il mediterraneo alla sua epoca. La maggior parte del lavoro è stato scritto quando è stato prigioniero dei tedeschi in un campo di prigionia francese in Germania. Scrive usando un certo numero di quaderni di scuola e in più poteva accedere a un certo numero di libri della biblioteca. Quaderni che spediva in Francia a Lucien. Finita la prigionia sistema i quaderni e scrive questa opera “Il Mediterraneo e il mondo mediterraneo all'epoca di Filippo II”. Pubblica nel 1949 e poi altre riedizioni. Pubblicata in Italia nel 53 nonostante l'opposizione di alcuni storici. È il testo più famoso degli storici del 900.
Libro che propone diverse cose importanti. Proponeva di studiare guardando alcuni fenomeni, non in una cronologia ristretta, ma in secoli e millenni. Perché alcune cose si percepiscono solo se si guarda in lunga durata. Infatti il libro è diviso in tre parti: storia immobile (di lunghissima durata, strutturale), parte congiunturale (economia e situazione del 16 secolo ed epoca di Filippo II - storia che si muove + velocemente), storia frenetica (rapida). Tre tempistiche utili per guardare alla nostra età moderna.
Fino a quel momento ci sono questioni che spalmiamo su tutti i tre secoli. Questioni: relativa alla popolazione:
- Le persone si sono mosse da una parte all’altra del mondo per evitare guerre, cataclismi, terremoti. Dalla fine del 19 si inizia a controllare sempre di più il movimento delle persone, non + libere di spostarsi. C’è una sproporzione tra il mondo di oggi e il mondo dell’età moderna. I numeri contano. Il trend europeo della popolazione ci fa vedere come l’Europa si sia spopolata rispetto a 5000 anni fa.
- Ecco perché oggi c’è il fenomeno migratorio. A noi ci raccontano che in Europa la popolazione è in crescita. Se non c’è una popolazione giovane, non ci saranno abbastanza persone che pagano le tasse. Conta l’indice di natalità che in età moderna era 35 e 40 %, oggi 10-20% - fenomeno che colpisce i paesi più ricchi (?).
- Anche l’aspettativa...
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