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Ripasso storia medievale esame

Come si evolve la Chiesa e il ruolo del papa nel corso del Medioevo?

Le prime comunità organizzate prevedono una divisione tra laici e clero. Una figura importante che acquisisce sempre più importanza è quella del vescovo (talmente importante da determinare un conflitto tra laici e clero per la lotta per le investiture che si concluderà solo nel 1122 con il concordato di Worms che stabilisce la divisione degli spazi temporale-spirituale e l’elezione dei vescovi riservata al clero) e quella del papa, il quale diverrà sempre più potente e assumerà i connotati di re (l’apoteosi di questo processo di legittimazione papale si avrà con il pontificato di Innocenzo III massima teocrazia).

Un primo passo importante per la legittimazione papale si ha con la fine della guerra greco-gotica nel 553 e soprattutto con l’avvento della dinastia franca legata indissolubilmente al papa.

  • 754 sacra unzione da parte di papa Stefano II a Pipino Il Breve e ai suoi figli, Carlomanno e Carlo Magno.
  • 800 incoronazione di Carlo Magno da parte di papa Leone III.
  • À774 lotta di Carlo Magno contro i Sassoni il papa legittima la guerra à se fatta in nome della cristianità legittimazione reciproca imperiale Carlo Magno e papale.

Organizzazione della Chiesa e potere ecclesiastico

La Chiesa si organizza anche in diversi modi oltre al raggruppamento di diocesi comandate da un vescovo (all’inizio il papa è semplicemente vescovo di Roma, vicario di Pietro e poi diverrà vicario di Cristo con la riforma ecclesiastica dell’XI secolo, ma non è immediato): regolari e secolari.

Soprattutto nei primi monasteri l’influenza dell’aristocrazia è fondamentale: si tratta infatti di veri e propri centri di potere e di proliferazione politica e culturale: aziende agricole (curtensi).

Le famiglie aristocratiche hanno infatti il possesso delle cariche ecclesiastiche e il trono imperiale sarà legato a quello papale fino al 1058 quando Nicola II riserva l’elezione dei papi ai soli cardinali.

  • Dal X secolo: volontà di accentrare il potere ecclesiastico, iniziano riforme secolari (Silvacandida, Pierdamiani) e regolari (910, Cluny). Alberico prende il potere a Roma autodefinendosi princeps dei 1 romani e in questo momento il papato nobiliare riconosce all’aristocrazia la guida della città.
  • ÀDall’ XI secolo Riforma della Chiesa ed inizia paradossalmente con un imperatore, Enrico III (1039-1056), il quale è l’unico in grado di coordinare un periodo di instabilità in cui vengono eletti più papi allo stesso tempo. Egli depone nel 1045 i tre contendenti appartenenti a famiglie romane (questo è il momento in cui il papato nobiliare è alla sua estrema dilatazione, i contendenti al trono sono infatti i conti di Tuscolo, i Crescenzi).

Nel 1049 si tiene così il Concilio di Sutri in cui vengono eletti i papi riformatori:

  • Leone IX (1049-1054) con lui abbiamo la saldatura tra impero e struttura religiosa. Durante il suo pontificato si avrà la scissione con la chiesa d’Oriente.
  • Nicola II nel 1059 nel concilio di Melfi 1- condanna eresia 2-sancisce il celibato 3-riserva l’elezione pontificia ai soli cardinali. Durante questo pontificato avviene un accordo (di Melfi) con la dinastia degli Altavilla di stirpe normanna: Roberto Il Guiscardo giura fedeltà, divenendo vassallo, al papa e in cambio questi gli riconosce il titolo di duca di Puglia e di Calabria e l’avallo per la conquista della Sicilia, che sarà nelle mani dei normanni sino alla dinastia sveva, quando Costanza d’Altavilla porterà in dote il Regno a Enrico VI, padre di Federico II.
  • Gregorio VII (1073-1085) scontro papato-impero: con Ildebrando di Soana entriamo nel cosiddetto periodo della guerra civile, poiché inizia la lotta per le investiture dei vescovi. Con Gregorio siamo al cultime del processo di riforma e si instaura un modello fortemente gerarchizzato con il papa al vertice (questo modello vedrà il culmine con il progetto teocratico di Innocenzo III). Egli infatti mina l’autorità imperiale e rivendica la libertas ecclesiae Nel 1075 nel Dictatus papae egli pone l’autorità superiore del papa sulla Chiesa e soprattutto sui poteri laici, elaborando così un progetto di monarchia universale (progetto già iniziato nel 1059 in seguito ad un appoggio importante, quello dei normanni dichiarati fedeli al pontefice). Da questo momento inizia il problema della designazione dei vescovi, la cosiddetta lotta per le investiture. L’imperatore Enrico IV infatti non accetta volentieri le disposizioni contenute nel Dictatus pape, per questo motivo intraprende una guerra con il pontefice nel 1076: dichiara un concilio di 2 vescovi in cui si depone il papa. Gregorio VII di risposta lo scomunica e nel 1077 l’imperatore sarà costretto a recarsi al castello di Matilde di Canossa chiedendo di essere rilegittimato. Una volta rilegittimato però, decide di eleggere un antipapa, Guiberto (arcivescovo di Ravenna) portandolo a Roma nel 1084. Gregorio VII rifugiatosi in Castel Sant’Angelo, verrà salvato dai normanni nel 1085 e morirà poco più avanti. Saccheggio dei normanni (perché non fanno accordo?). I personaggi cari di Gregorio sono due esponenti di due importanti lignaggi che avranno importanza per un secolo: Pierleoni e Frangipane. Queste due famiglie hanno politica di assoluto appoggio al papato riformatore. Ed è proprio questa collaborazione a farli diventare potenti.
  • 1122 trattato di Worms: elezione dei vescovi fatta dal clero e distinta consacrazione spirituale da quella temporale. (Callisto II-Enrico V): accordo definitivo tra papato e impero sul piano della investitura dei vescovi: a sud delle alpi controlla l’imperatore, nella Francia il papa. Spartiacque tra le due fazioni e cambia profondamente l’equilibrio dei rapporti politici di alcune aree e soprattutto della Italia centro settentrionale Roma compresa.

À da questo momento: 1-le ambizioni universalistiche degli imperatori sono ridimensionate 2-la chiesa romana inizia ad operare come curia 3-ridimensionata autonomia delle chiese locali, accentuata verticalità.

  • Nuovi ordini religiosi: francescani (San Francesco fa la rivoluzione da fuori non da dentro ai monasteri), domenicani e cistercensi. I nuovi monasteri non sono più centri di dominio signorile ma centri agricoli con sistema delle grange (centro gestione padronale).

Esiti della riforma dell’XI secolo

Gli esiti della Riforma dell’XI secolo porteranno alla volontà di sacralizzazione di qualsiasi aspetto della convivenza umana producendo una biforcazione: da un lato una chiesa che afferma in modo rigoroso la propria libertà (distinzione e indipendenza dai poteri laici) e dall’altra parte la volontà di intervenire sulle vicende politiche. contraddizione. La potenza sacerdotale diventa ierocrazia nella misura in cui la chiesa romana si fa sempre più sacerdotale ossia episcopale in quanto i vescovi sono ritenuti pieni detentori della pienezza del sacerdozio. Su tale base si inseriscono i processi di esaltazione del papato. processo di centralizzazione e burocratizzazione del 3 potere ecclesiastico (apice sarà infatti la costituzione di una militia in grado di difendere i vescovi).

Tensioni e divisioni esplosero nuovamente n

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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