Cavalieri e cittadini in Italia rispetto al resto dell'occidente
I cavalieri e i cittadini in Italia presentano caratteristiche diverse rispetto al resto dell'occidente, con un esempio evidente nel loro stretto legame con le città. Il comune nasce all'inizio del XII secolo, quando questo ceto sociale decide di emanciparsi dai signori che esercitavano il potere sulle città in quel momento. I cavalieri e i cittadini sono eredi di una vecchia tradizione cittadina, con l'Italia che ha conservato città dinamiche anche nel IX e X secolo. Queste città si sono rapidamente rese autonome nei confronti dei poteri superiori.
Fino all'XI secolo
Fino all'XI secolo, gli abitanti dovevano riconoscere di dipendere dal vescovo, che si appoggiava proprio ai cavalieri, un ceto di antica tradizione militare. La militia doveva imporsi come ceto dirigente, non solo come ceto superiore. Durante la prima fase del comune, chi era al governo era appunto la militia.
La cavalleria in Italia
La cavalleria nasce in Italia in modo totalmente diverso rispetto alle condizioni di formazione del ceto francese, tedesco e anteriore. La cavalleria è nata prima in Italia e ha conservato caratteristiche proprie. Non è solo un ceto sociale, è prima di tutto un gruppo di combattenti che usano il cavallo da combattimento durante il XII-XIII secolo, periodo comunale.
- Ogni tanto, i comuni utilizzavano l'exsercitus (insieme delle forze militari: fanti pedoni e cavalieri). Ad esempio, a Perugia c'erano circa 800 cavalieri e 8000-9000 fanti. Era difficile da manovrare poiché richiedeva la messa in moto di tutte le forze militari del comune. Per questo motivo veniva convocato raramente, assumendo un ruolo quasi esclusivamente difensivo nelle grandi battaglie del Duecento.
- Le grandi battaglie opponevano principalmente due cavallerie, con meno fanti e pedoni.
Esempi di battaglie:
- Battaglia di Legnano del 1176
- Battaglia di Cortenuova tra Federico II e i milanesi
- Battaglia di Montaperti 1360
- Battaglia di Benevento tra Carlo d’Angiò mandato dal papa alla conquista del Regno Meridionale nel 1266
- Battaglia di Tagliacozzo nel 1268, dove Carlo sconfigge Corradino. Su questa battaglia siamo bene informati sui 5.000 cavalieri di Carlo d’Angiò e i 6.000 di Corradino. Conosciamo lo svolgimento della battaglia, con 3 linee di cavalieri che si confrontano dopo un intervallo, e Carlo d’Angiò vincerà.
Caratteristiche della militia
- Espeditiones o cavalcate: gruppo di cavalieri, decine e centinaia, che organizzano una spedizione contro i nemici del comune. Ogni comune in quel momento è circondato da città nemiche. Le occasioni di organizzare cavalcate erano tantissime e l’obiettivo era prendere prigionieri e bottino. L’iniziativa partiva dagli stessi cavalieri e il comune dava approvazione tacita.
- Metodo di combattimento: i cavalieri disposti in una o più file caricano l’avversario. Poi, in ordine serrato e compatto, quasi gomito a gomito, raggiungono la massima velocità. In questo modo hanno la possibilità di girare e stringere di nuovo le file. Seguono duelli che si concludono spesso con la cattura di uno dei due contendenti, con riscatto. "Io m’arrendo, io sono tuo prigione".
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