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Architettura greca (VII-IV a.C.)

La storia del mondo greco si sviluppa lungo un arco cronologico molto ampio e complesso, che precede di molto le fasi tradizionalmente studiate. Già a partire dal III millennio a.C. esistevano popolazioni che possiamo definire greche, protagoniste delle prime civiltà dell’Egeo. Il periodo che va dal III millennio fino all’età arcaica viene generalmente suddiviso in due fasi: l’età del bronzo e l’età oscura. Tuttavia, per la scarsità di fonti scritte e per la minore influenza esercitata sullo sviluppo dell’architettura greca, lo studio sistematico della civiltà inizia convenzionalmente dall’età arcaica.

  • 1. L’età arcaica segna l’uscita dall’età oscura e termina con l’ascesa di Atene e le guerre persiane. Si afferma la polis con diverse forme di governo (monarchia, oligarchia, prime democrazie). È il periodo della colonizzazione (Asia Minore e Magna Grecia) e dell’espansione commerciale marittima. Dal punto di vista artistico e architettonico compaiono i primi templi in pietra, ancora caratterizzati da proporzioni grezze e da una limitata ricerca della simmetria, insieme alle prime sculture monumentali.
  • 2. L’età classica va dalle guerre persiane alla morte di Alessandro Magno. È caratterizzata dal conflitto tra Atene e Sparta e da un grande sviluppo culturale. L’architettura raggiunge il suo apice formale e concettuale, come dimostra la realizzazione del Partenone, considerato il tempio per eccellenza per equilibrio, proporzioni e perfezione tecnica.
  • 3. L’età ellenistica inizia con la morte di Alessandro Magno e termina nel 31 a.C. con la Battaglia di Azio. L’impero si divide in regni e la cultura greca si diffonde ampiamente. L’arte ellenistica si distingue per il suo forte realismo e per l’attenzione alle emozioni e al movimento, superando l’ideale di perfezione astratta dell’età classica. Dal punto di vista architettonico diminuisce l’interesse per il tempio tradizionale, mentre si realizzano grandi progetti monumentali e celebrativi, come il Faro di Alessandria e l’Altare di Pergamo.

Sistema costruttivo

Dal punto di vista costruttivo, l’architettura greca si basa prevalentemente sul sistema trilitico, utilizzato per templi e edifici monumentali. Questo sistema è composto da tre elementi fondamentali: la colonna, l’architrave e la trabeazione decorativa superiore. La colonna è un elemento verticale portante, realizzato in pietra o marmo e generalmente composto da più blocchi sovrapposti; solo in rari casi era monolitica, come il Tempio di Apollo a Siracusa. Essa è formata da base, fusto e capitello, con caratteristiche differenti a seconda dell’ordine architettonico adottato.

L’architrave è una trave orizzontale che poggia sulle colonne e trasmette il peso della struttura superiore. Quando realizzato in un unico blocco risultava più resistente, poiché garantiva una distribuzione uniforme delle forze senza punti di concentrazione dello stress. Sopra l’architrave si sviluppano il fregio e il frontone, elementi prevalentemente decorativi.

Il funzionamento strutturale del sistema trilitico si basa quasi esclusivamente sulla resistenza alla compressione, qualità nella quale la pietra eccelle, mentre è debole nella trazione. Per questo motivo le architetture greche evitano grandi luci e flessioni: la distanza tra le colonne, intercolunnio, raramente supera i sei metri. Le colonne sono progettate con una base più larga e una sommità più stretta per resistere non solo ai carichi verticali, ma anche alle spinte laterali dovute a vento e terremoti. Gli elementi costruttivi non erano legati da malte, ma semplicemente appoggiati con grande precisione; talvolta venivano utilizzati perni metallici per migliorare la stabilità. I greci, a differenza dei romani, non riescono a concepire un’architettura che non sia basata su linee ortogonali, usano le curve solo per scelte di tipo funzionale.

Ordini architettonici greci

All’interno di questo sistema si sviluppano i tre ordini architettonici greci: dorico, ionico e corinzio.

  • 1. L’ordine dorico è il più antico e semplice. Le sue colonne, robuste e prive di base, poggiano direttamente sullo stilobate e presentano scanalature a spigolo vivo. È caratterizzato dall’entasi, un leggero rigonfiamento del fusto che in origine aveva valore simbolico, evocando lo sforzo muscolare, e che nell’età classica diventa una raffinata correzione ottica. Il capitello è composto da un echino convesso e poco decorato e da un abaco quadrato. La trabeazione dorica è massiccia: l’architrave è liscio, mentre il fregio alterna triglifi e metope, spesso scolpite con scene mitologiche. Le proporzioni sono compatte, con un rapporto altezza/diametro di circa 5:1 o 6:1.
  • 2. L’ordine ionico si distingue per maggiore eleganza e raffinatezza. Le colonne poggiano su una base articolata e sono più slanciate, con un rapporto altezza/diametro che può arrivare a 8:1 o 9:1. Le scanalature sono smussate e manca l’entasi. Il capitello è decorato da volute laterali, spesso arricchite da motivi floreali o geometrici. La trabeazione è più leggera rispetto a quella dorica: l’architrave è suddiviso in tre fasce orizzontali e il fregio è continuo, frequentemente decorato con rilievi scolpiti.
  • 3. L’ordine corinzio rappresenta l’espressione più ricca e ornamentale dell’architettura greca. Deriv
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