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Congresso di Vienna e patto Santa Alleanza

1° novembre 1814 – 9 giugno 1815: Congresso di Vienna; vi parteciparono le principali potenze europee, dopo gli avvenimenti napoleonici, allo scopo di ridisegnare la carta dell’Europa e ripristinare l’Ancien Regime, ovvero, il sistema di governi che precedeva la Rivoluzione francese (gli imperi orientali rimasero praticamente uguali).

26 settembre 1815: Patto Santa Alleanza, con lo scopo di garantire la restaurazione dell’Ancien Regime.

  • Viene reintrodotta la schiavitù e i principi nobiliari
  • Il principio neo-patriarcale diventa dominante
  • Base della restaurazione è il principio di stabilità; in realtà non ci fu nessuna stabilità poiché ci furono nel corso di pochi decenni 3 rivoluzioni che si dispersero in tutta l’Europa, nel 1820-21; in Belgio o in Francia nel 1830-31 e nel 1848 in Italia, Francia, Berlino e Praga.

Idee antagoniste del periodo

Le idee antagoniste in questo periodo sono principalmente 3:

  • Liberalismo; un atteggiamento riluttante nei confronti dell’assolutismo; fondato sul principio che il potere dello Stato doveva essere limitato per favorire la possibilità al singolo individuo di dar la propria ed essere quindi un elettore; (solo maschi ricchi poiché più informati grazie al denaro).
  • Democrazia; forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo (tutti i maschi).
  • Idea di nazione

Significato di nazione

Il termine nazione ha un duplice significato:

  1. Paese in cui si nasce
  2. Sistema politico-istituzionale al quale una persona deve fedeltà

Inoltre, questo termine attira nel suo spazio semantico anche la parola patria, che esiste da ben prima, diventando quasi sinonimi.

Idea di nazione

L’idea di nazione ha un’enorme forza dirompente e ha componenti strutturali permanenti; dopo il 1850 comincia ad essere chiamata ufficial-nazionalismo. Questo termine è al centro di numerosi libri come:

  • “La normalizzazione delle masse” di George Mosse; uno storico tedesco.
  • “Comunità immaginate” di Benedict Anderson; uno scienziato politico; il titolo del libro è di forte impatto poiché si riferisce al fatto che le Nazioni sono invenzioni concettuali ed hanno a che fare con l’immaginazione poiché naturalmente non esistono le nazioni.

Ogni leader nazionalista pensa che gli interessi nazionalisti abbiano radici che risalgano anche alla notte dei tempi (un passato lontano), ma questo non è affatto vero; per esempio: Dante NON parlava affatto di nazionalità italiana, ma di unione delle regioni in un unico Stato. Fatto sta che l’idea di nazione ha grande adattabilità e successo ed ha una forza comunicativa impressionante. Si distinguono due dinamiche:

  • Dinamica imitativa: fare come i rivoluzionari francesi e parlare a nome della nazione.
  • Dinamica reattiva: dove inizia a parlare il linguaggio della nazione chi reagisce alle azioni napoleoniche.

(“Le lettere di Jacopo Ortis”; Ugo Foscolo, Vincenzo Cuoco; Manzoni, Verdi, Byron; le loro opere romantiche sono molto importanti nel sostenere questa idea di nazione)

Caso italiano

Nei vari giornali patrioti italiani le persone cominciano a parlare di nazione, ma è un concetto molto frammentato e personale poiché parlano di: “Nazione cispadana”, “Nazione piemontese”, “Nazione napoletana”.

Successivamente si opta per la nazione italiana poiché trovano come riferimento principale la propria lingua e soprattutto la propria cultura che viene espressa in lingua italiana. L’unione nazionale diventa un'operazione del tutto impossibile, poiché, i vari dialetti rendevano impossibile la comprensione tra le persone delle varie regioni e a quel tempo l’italiano veniva parlato davvero da pochi. (21% alfabetizzati);

Invece, l’operazione si dimostra possibile eccome, poiché in Italia si viene a creare un movimento nazional-patriottico, dove decine di migliaia di persone si uniscono per protestare volontariamente; che tra il 1859 e il 1860 porta alla costruzione di uno stato nazionale italiano.

Modalità di diffusione

  • Movimenti nazionalistici clandestini; come i 7 carbonari che agiscono nell’ombra o Mazzini che fonda la Giovine Italia a Marsiglia dove la prima regola era soltanto essere giovani volontari sotto i 40 anni.
  • Strumenti di propaganda; come giornali, volantini o stampe.
  • Propaganda face-to-face; la più importante, poiché il parlare fisicamente con una persona spiegando di essere tutti figli di una stessa patria a cui scorre un medesimo sangue, accendeva nel cuore delle persone questo desiderio di rivalsa nei confronti delle oppressioni straniere; questo metodo era molto rischioso poiché si rischiava di imbattersi in qualche spia della polizia e finire in carcere.

[George Mosse spiega che i tedeschi utilizzavano piattaforme mediatiche; teatri, immagini e raccolte poetiche, per far passare e far capire il concetto di nazione anche agli analfabeti; concetto che a quel tempo non era semplicissimo]

Politica delle emozioni

Attraverso questi strumenti si crea una Politica delle Emozioni articolata in 5 elementi fondamentali: (anche se i concetti nella realtà non son separati)

Nazione come comunità culturale

La base comune è la lingua, la storia e talvolta anche la religione; Hanno rilevanza la lega lombarda, i vespri siciliani (Palermo contro angioini, interpretata come una ribellione degli italiani contro gli stranieri), disfida di Barletta, assedio di Firenze, Balilla nella rivolta di Genova.

Nazione come comunità genealogica

Descrivere la nazione come se fosse una famiglia, ci nasci non la scegli, dà facile comprensibilità della metafora, da qui nascono termini come madre-patria o padri della patria, termini che vengono rafforzati dall’uso di parole come: Razza, Sangue, Stirpe.

(Mazzini, infatti, considera i cosmopoliti dei traditori poiché scelgono altre comunità rispetto a quella in cui si nasce o scelgono il mondo intero come loro patria). Grazie a questo cominciano a irrigidirsi i confini tra le comunità biopolitiche (termine coniato da Michelle Fugeau, un filosofo). Federico Chabod, uno storico e politico italiano nel suo libro “L’idea di nazione” esprime che esistono 2 modi di concepire la nazione:

  • Naturalistico; come nel caso dei tedeschi
  • Volontaristico; esprimendo la volontà di far parte di una nazione, come il caso italiano o francese

Manzoni scrive Marzo 1821, un componimento patriota, definendo che una nazione si crea combattendo con le armi, attraverso la propria lingua, il sangue dei figli di quella terra e il cuore di ognuno di loro; Il termine giurare è di forte impatto poiché in quel periodo “giurare” era una cosa importantissima e se fosse stato infranto il giuramento si sarebbe perso il proprio onore; cosa bruttissima.

Nazione come comunità sessuata

Se vuoi raccontare l’idea di nazione in modo romantico parli sicuramente di una storia di ribellione con un amore romantico tra un uomo e una donna. Ugo Foscolo, infatti, è il primo che separa amore romantico con amore patriottico.

Diventano importantissime le figure delle donne, considerate sante e pure e fondamentali poiché son le madri dei figli e li educano.

Durante i Gran Tour, ovvero dei viaggi d’istruzione, i ricchi stranieri viaggiano in Italia, abusando sessualmente le donne povere italiane, al ritorno del viaggio, cominciano a scrivere dell’Italia come un paese sporco moralmente, infangando il paese e le donne; gli speakers nazional patriottici fanno leva proprio su questo, parlando di storie di stupri; cercando di accendere il cuore degli italiani spiegando che il loro onore è stato infangato da questi ricchi stranieri ma, soprattutto che le loro donne sono state disonorate e che quindi c’era la necessità di una reazione.

Esempi artistici

I vespri siciliani

Un quadro, dipinto da Francesco Hayez nel 1846, ispirato alla ribellione avvenuta a Palermo, all’ora dei vespri (preghiera del tramonto) contro l’aggressione straniera degli Angioini. La storia del quadro parla di una famiglia che, andando in chiesa, viene fermata da un soldato francese, accusandola falsamente di aver un coltello nascosto tra il seno e oltraggiandola fisicamente; il marito allora sguaina la spada e lo trafigge per difendere l’onore della sorella, che nel mentre sviene tra le braccia dei fratelli. (insulto sessuale anche all’onore nazionale e a tutte le donne) Il seno scoperto rappresenta la nuova comunità politica. Al centro del quadro troviamo una croce che serve a creare un’aura parareligiosa e nobile per chi difende il proprio onore e quello degli altri.

La repubblica

Quadro dipinto da Jean Gros; È raffigurata una donna con il seno scoperto; la donna rappresenta un’allegoria della Repubblica; il seno scoperto rappresenta la Madre-patria che allatta e quindi nutre i figli con il sangue nazionale e i valori di libertà. La lancia rivolta verso il basso rappresenta la non-ostilità ma la prontezza nel difendersi in caso di necessità. Infine, il cappello frigio è un simbolo francese, usato dai giacobini nel corso della Rivoluzione Francese. Grazie a questo fatto, oltre al suo significato di libertà, fu poi adottato come simbolo della rivoluzione stessa.

La meditazione

Francesco Hayez in questo suo capolavoro, ora esposto a Milano, ha saputo fondere lo spirito e i tormenti del suo tempo. Il sogno e l’aspirazione di quel tempo è proprio la libertà dagli oppressori che veniva per l’appunto rappresentata da una donna con il seno scoperto (SEMPRE LA PATRIA). A sinistra abbiamo il quadro del 1850 dove la ragazza tendeva il viso verso il basso, segno che l’Italia è a terra; fa parte di una collezione privata, furono stampate successivamente molte copie in bianco e nero, il quadro manca di dettagli come la croce. A destra abbiamo la meditazione del 1851, avente più dettagli; Il significato politico dell’opera è sottolineato da due scritte in rosso, la prima è “Storia d’Italia” che compare sul dorso del libro che la giovane donna tiene in mano, la seconda sono le date delle cinque giornate di Milano “18.19.20.21.22 marzo/1848” che sono state dipinte sulla croce. Il dipinto si sarebbe dovuto intitolare: “L’Italia nel 1848” ma, per la censura austriaca fu mutato in: “La meditazione”. Importantissimo è lo sguardo della ragazza adirato in penombra e tendente verso l’alto, sta a simboleggiare che l’Italia è sconfitta ma pronta a risollevarsi dopo la disfatta del 1849. Hayez vuole incoraggiare gli italiani accendendo in loro questo desiderio di rivalsa allo scopo di conquistare la libertà che tanto bramano.

Matilde

Un’opera di Giovanni Bechet a contenuto patriottico, stampate a Lugano e messe in casse di legno; Matilde, la protagonista, ha un incubo; il padre la vuol far sposare con un austriaco e lei, provando soltanto odio nei confronti dell’austriaco, si dispera a tal punto che cerca di convincere il padre, ricordando gli affanni dell’Italia e di non mescolare il sangue italiano con quello austriaco, creando un meticcio.

Foglio volante

Questo foglio che circolò a Bologna ad agosto 1848, dopo il tentativo di liberarsi contro l’oppressione austriaca con il titolo: L’Italia ai suoi figli. Dopo il tentativo di liberarsi contro l’oppressione austriaca nel 1848, appare un volantino di propaganda che incoraggiava e dava un pretesto ai figli della patria per combattere; vengono illegalmente stampati con su scritto: L’Italia ha i suoi figli e l’onore della vostra madrepatria è in pericolo, tutto dovete a chi vi ha dato la vostra vita (come una sorta di debito); chi tra di voi non sarà degno, io lo ripudio. Se non combattete, perderete tutto, case; figli, ma ciò che conta di più: il vostro onore. I barbari vittoriosi vi rapiranno, incendieranno le vostre case e stupreranno le vostre mogli. Se verrete sconfitti andando a combattere, il vostro onore sarà salvo e si avrà memoria di una città gloriosa che combatté per il proprio onore e per la propria gloria. (LINGUAGGIO FAMILIARE OSSESSIVO PERCHE’ MOLTO POTENTE).

Mazzini invece scrive “Doveri verso la Patria”; parla di Dio ma si riferisce al Dio della Storia (Deus ex Machina); scrive: Noi viviamo disonorati; nessun popolo in Europa soffre gli oltraggi che soffriamo noi (ad eccezione della Polonia) Nessun popolo sopporta che una gente straniera distrugga ed onori un terreno non suo. Nessun popolo più di noi ha millantato tanto odio verso i barbari(abbiamo chiacchierato tanto ma ora dobbiamo agire) retorica che tocca le corde del cuore della penisola e che tocca le corde del cuore della penisola, la accende, come se desse legna da ardere)

Nazione come comunità sacrificial

I leader nazionalisti richiamano continuamente la sicurezza che alcune persone moriranno a sacrificio della patria, il sacrificio è visto come qualcosa che rende sacra quella persona, come se avesse fatto la cosa più onorevole che potesse aver mai fatto; con questo richiama un’aura religiosa che tanto contraddistingue questo periodo (la croce nel quadro nei vespri siciliani).

Usa termini come martiri per paragonare quelle persone che son morte sacrificandosi a dei veri e propri martiri, richiamando sempre quell’aura para-religiosa; persone pronte a sfidare la morte e il dolore, nobilmente, per i propri ideali e per confermare la propria fede politica. È geniale perché quasi la totalità delle persone hanno ricevuto un’educazione cristiana e quindi capiscono perfettamente il valore del martirio e l’importanza di ribellarsi.

Inoltre è importantissimo dare una memoria ai caduti cosi che vengano ricordati gloriosamente e abbiano un motivo in più per sacrificarsi; questo perché senza la memoria; la morte si limiterebbe a un'azione suicida insensata (Ugo Foscolo anticipa i tempi con: “I Sepolcri”); inoltre viene data al combattente una connotazione eroica dove anche dopo sua morte, verranno i propri fratelli o le proprie sorelle a combattere finché la causa non sarà vinta. Questo è importante perché dà al nazionalismo una forte connotazione funerea, un esempio dato anche dal fatto che Mazzini si vestiva sempre di nero per mostrare il proprio lutto nei confronti dei caduti per la patria.

Lessico parareligioso

Fede politica; apostolato; guerre sante; crociate.

Inno patriottico

Viene creato un inno patriottico da Giuseppe Verdi e Goffredo Mameli che incita le persone a combattere per la causa.

Suona la tromba --> Comincia il combattimento. Bandiera gialla e nera --> si riferisce agli austriaci. Incita i suoi compagni a non fermarsi finché anche il più piccolo angolo della penisola sotto il controllo austriaco non sarà liberato; e che non importa se anche 1000 di noi moriranno, perché siam 26 milioni riuniti per la stessa causa e desiderosi di vedere lo stesso sogno realizzato. Noi lo giurammo per i martiri --> Il giuramento è un elemento importantissimo poiché infrangibile e “sacro”; i martiri si riferisce sempre ai caduti che hanno affrontato con onore la morte; viene richiamata sempre quest’aura religiosa che viene rafforzata dal termine “risorgere” che rievoca il Cristo della Passione.

Garibaldi

Nel 1850 comincia a circolare il ritratto di Garibaldi; una sorta di simbolo della liberazione; ma somigliante al Cristo della Passione e quindi come una sorta di persona da seguire.

Nazione come “sistema di differenze”

Noi siamo noi e siamo diversi dagli stranieri; tale sistema tende a proiettare le tensioni all’esterno dello spazio nazionale e a vietare qualsiasi tipo di scontro tra di loro; presuppone quindi un'acoesione organicistica. In altre parole tendono a celare o negare tutte le differenze sociali, economiche e territoriali e giudicare gli oppressori stranieri come la causa di tutti i loro problemi interni. Considerano gli oppressori stranieri talmente diversi che vengono stampate foto degli austriaci raffigurati come maiali in divisa.

A chi si rivolge il discorso nazionale?

  • Chi sa leggere e scrivere: CETI MEDIO-ALTI
  • Anche ai contadini, ma non riescono a diffondere pienamente il discorso nazionali poiché nelle campagne erano presenti controllori a cavallo che potevano insospettirsi ed arrestarti o bastonarti
  • A tutti i ceti urbani: attraverso pitture, di grande impatto; le canzoni popolari; e i melodrammi; i più importanti poiché le opere liriche diventano fondamentali come strumento di propaganda; questo perché vengono costruiti 613 teatri tra il 1815 e il 1868, raggiungendo la totalità di 942 teatri in 650 comuni. (Come la Scala, a Milano che conteneva 2800; o le Penne che contenevano 200 posti ma il cui biglietto costa molto poco) I teatri si riempivano di ricchi e poveri, che potevano permettersi il biglietto prendendo un posto più lontano dal palcoscenico. Un altro punto importante è che in questo periodo i teatri cambiano, vengono messe delle sedie sulla platea che ti portano a mantenere la tua attenzione sull’opera lirica che viene recitata.

Ernani (parte terza, scena 4)

Un esempio di opera lirica importante in questo periodo è l’Ernani di Giuseppe Verdi, tratto dall’opera di Victor Hugo (Hernani); La prima rappresentazione fu inscenata al teatro “LA FENICE”, a Venezia nel 1844. L’opera gira attorno a questo gruppo di scongiurati spagnoli; in pratica dei banditi ribelli, figura di successo in questo periodo; che desiderosi di uccidere Carlo D’Asburgo, fanno a sorte per vedere chi sarà il fortunato ad adempiere a questo compito. Il sorteggiato è il nostro protagonista: Ernani. La melodia di quest’opera è molto orecchiabile e quindi facile da memorizzare; ovviamente vi sono elementi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kevinzerilli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Banti Alberto.
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