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La sociologia

La sociologia è la scienza che studia la società umana, si sviluppa nella metà dell’800 in Europa e si serve di un approccio scientifico per analizzare i fenomeni sociali concreti, i loro effetti e le loro cause.

Fu influenzata da 3 avvenimenti principali:

  • La rivoluzione scientifica.
  • La rivoluzione industriale, che vede l’affermarsi di una società capitalista e classista.
  • La rivoluzione francese, che insieme a quella inglese e americana costituiscono le rivoluzioni politiche.

Il paradigma dell’ordine

Il paradigma dell’ordine: coloro che aderiscono credono che la società segua un preciso ordine e bisogna capire come essa debba procedere in modo funzionale. La società si configura come un organismo. Un tema è la divisione del lavoro che produce differenziazione sociale accentuando l’individualizzazione, ma che approfondisce le relazioni di interdipendenza tra gli individui, le quali sono alla base della società. Il problema dell’ordine, ossia di individuare ciò che tiene unita la società, è affrontato da Durkheim. Ulteriore tema collegato a quello dell’ordine è la variazione dell’organizzazione sociale.

Il paradigma del conflitto

Il paradigma del conflitto: coloro che aderiscono credono che la società sia invasa da innumerevoli conflitti (Marx e Weber). Per Marx, i rapporti tra le classi sociali, di natura prettamente economica, sono conflittuali e pertanto porteranno alla lotta di classe. Per Weber conduce anche alla creazione di strutture istituzionali chiamate “ordinamenti sociali”, che hanno il compito di regolare il conflitto secondo i rapporti di forza provvisoriamente consolidati. Ogni assetto istituzionale è solo provvisoriamente stabile, il conflitto genera sia ordine, sia mutamento.

Il paradigma della struttura

Il paradigma della struttura: coloro che aderiscono credono che sia la società a dettare i comportamenti degli individui (Durkheim). Parte dalla struttura sociale per arrivare e spiegare l’attività e i comportamenti dell’individuo. Esso concepisce la società come l’unità prioritaria di analisi e gli individui come veicoli attraverso i quali la società si esprime.

Il paradigma dell’azione

Il paradigma dell’azione: coloro che aderiscono credono che per comprendere la società bisogna partire dagli individui (Weber). È l’approccio che riconduce i fenomeni sociali macroscopici alle azioni individuali, analizzando anche le motivazioni che spingono gli attori a tali comportamenti attraverso un processo di comprensione.

Tipologie di ricerche sociologiche

2 tipologie di ricerche sociologiche:

  • Esplicativa, volta a verificare un’ipotesi teorica.
  • Descrittiva/esplorativa, finalizzata alla rappresentazione accurata dei fenomeni oggetto di interesse del ricercatore. In essa rientra anche la statistica sociale, cioè la raccolta sistematica di informazioni quantitative, e le ricerche su opinioni e atteggiamenti; inoltre è consigliabile che il ricercatore adotti un atteggiamento di “serendipity”, ossia che sia aperto a risultati a effetto sorpresa.

Tra gli ambiti odierni a cui la sociologia orienta la sua attenzione vi sono: l’economia, il lavoro, la politica sociale, i processi e le istituzioni culturali, il diritto, il territorio, l’educazione, la religione, la medicina, i fenomeni politici, gli studi di genere, le trasformazioni sociali, la vita quotidiana in generale.

Capitolo I: nascita e l’evoluzione delle società umane premoderne

L’essere umano moderno appartenente alla specie dell’homo sapiens, apparso circa 42mila anni fa, si distingue dalle altre specie animali e ominidi per le capacità di produrre e utilizzare strumenti, per saper utilizzare il fuoco, e per saper usare il linguaggio.

L’organizzazione sociale è una caratteristica propria anche di altri animali, ma che si distingue per via del suo fondamento, la cultura e valori che vengono trasmesse socialmente. L’evoluzione socioculturale umana è svincolata dall’evoluzione biologica della specie umana.

Società di cacciatori-raccoglitori

Società di cacciatori-raccoglitori:

La società di cacciatori-raccoglitori predilige un’attività essenzialmente predatoria, basata sulla raccolta e sulla caccia, ed è caratterizzata dal nomadismo. Per ciò che concerne l’organizzazione, l’insieme di famiglie costituiscono una banda, un gruppo autosufficiente dal punto di vista produttivo, ma non autosufficiente dal punto di vista riproduttivo, fattore che obbliga il contatto con altre bande per la creazione di nuove famiglie. Tipico delle tribù sono anche i clan, gruppi di individui discendenti da un capostipite comune, i totem, oggetti centro delle pratiche rituali della tribù che detengono lo stesso nome della tribù di rappresentanza; gli sciamani, figure che godono di prestigi e privilegi e che sono in grado di entrare in contatto e neutralizzare le forze naturali e spiritiche in balia delle quali vive e dipende questa società.

Società di coltivatori e pastori

Società di coltivatori e pastori:

Tra il 1000 e il 6000 a.C avviene la rivoluzione neolitica, la quale segna il passaggio da una società predatoria ad una produttiva. Nella sua prima fase si colloca la società di agricoltori-orticoltori, i quali contribuirono ad un’innovazione delle tecniche di coltivazione e costruzione, all’ampliamento dei gruppi sociali grazie ad una maggiore densità di popolazione e alla sedentarietà di tali. La pressione demografica aumentò però anche il livello di conflittualità tra i vari villaggi vicini che miravano all’espansione, comportando il verificarsi di molte guerre. L’attività militare era destinata agli individui di sesso maschile ed era un comandante militare a ricoprire la carica di capo del villaggio. I rapporti che intercorrono tra i villaggi potevano essere stabilizzati da scambi economici che assumevano anche un significato politico e rituale. I matrimoni avvengono prevalentemente tra persone dello stesso villaggio con la proibizione di sposarsi con parenti stretti. Parallelamente alla domesticazione delle piante si sviluppa quella degli animali. In queste società i capi di bestiame sono fonte di sussistenza, simbolo di ricchezza, prestigio e potere.

La società di agricoltori

La società di agricoltori:

È caratterizzata dall’uso dell’aratro, un’innovazione tecnologica comparsa inizialmente nel Medio Oriente e in Asia minore, che permise di risolvere il problema del rapido esaurimento della fertilità del suolo provocata dagli strumenti utilizzati dagli orticoltori e che, grazie all’uso della forza animale, favorì un rapido aumento della produttività agricola e conseguenzialmente la produzione di surplus. L’instaurazione di un governo teocratico, cioè divino, permise la formazione di gruppi sociali che non partecipano direttamente alla produzione del cibo. Il centro dell’organizzazione economica, amministrativa e politica era il tempio, luogo in cui si sviluppò la scrittura cuneiforme e la professione dello scriba. Intorno al tempio si svilupparono veri e propri centri urbani costituiti dalla popolazione urbana, che dipendeva dai villaggi agricoli, ma che svolgeva mansioni differenti. Con la nascita delle città si accentua in modo significativo la disuguaglianza sociale che vede contrapporsi il lavoro intellettuale, legato alle funzioni di governo e il lavoro manuale, nei confronti del quale si sviluppa un disprezzo che caratterizzerà le classi dominanti. La differenziazione sociale comportò anche l’esigenza di ordinamenti per regolare le attività e organi per il rispetto di alcune regole fondamentali: nasce nel II millennio a.C il Codice di Hammurabi, re babilonese. La ricchezza e vastezza dei regni accentuò le mire espansionistiche e gli scontri tra regni che, in ambito sociale, portarono alla formazione di vere e proprie caste militari. Le guerre inoltre comportarono la nascita del fenomeno della schiavitù.

Le società agrarie dell’antichità greco-romana

Le società agrarie dell’antichità greco-romana:

Anche in Occidente, dall’800 a.C, si svilupparono società agrarie tra cui quella Greca e quella Romana. In esse, la popolazione contadina si componeva di una classe di contadini indipendenti che possedevano il terreno coltivato, affittuari, che coltivavano un terreno di proprietà altrui e schiavi, sui quali si basava l’intera economia. Tra città e campagna intercorreva un rapporto politico, in quanto la prima, sebbene ne fosse dipendente, la dominava e ne prelevava fiscalmente il surplus. Possedere un terreno era il requisito del diritto di cittadinanza. In Grecia sussistevano molteplici città stato che oscillavano tra monarchia, tirannide, oligarchie e democrazia. Roma attraverso tre differenti fasi per poi costituirsi come Impero e fondò la sua forza sull’esercito.

La società feudale

La società feudale:

Il disgregamento dell’Impero romano determinò il disfacimento di sistemi ad esso collegati e portò alla nascita del feudalesimo. Il feudo è un’unità territoriale frazionata di un regno più vasto amministrata e difesa da un feudatario. In esso è presente la popolazione servile, composta da servi della gleba, cioè i contadini che appartengono alla terra e che sono soggetti a prestazioni nei confronti del feudatario e servi domestici, che abitano nel castello insieme ad altri lavoranti. L’economia propria di questa società viene denominata curtense ed è un’economia chiusa, volta all’autosufficienza e che effettua scambi commerciali. Con l’affermarsi del ceto mercantile si sviluppa il commercio che entrerà spesso in conflitto con l’aristocrazia terriera.

Capitolo II: trasformazioni economiche, politiche e socio-culturali

Tra il 16esimo e il 19esimo secolo le società occidentali entrano in un’epoca di mutamento sociale che coinvolge la sfera economica, politica, sociale e culturale, che porterà alla nascita della società moderna, la quale si differenzia dalla precedente per il fatto di essere dinamica.

Ambito economico

  • In ambito economico vi è la nascita del capitalismo, un’economia di scambio (merci e prestazioni lavorative) e monetaria, finalizzata all’accumulazione del profitto e al reinvestimento di tale, la cui organizzazione della produzione e gestione d’impresa si fondano su criteri di razionalità economica.

La trasformazione dell’agricoltura fa riferimento al passaggio da una tipologia di struttura agricola statica e feudale ad una forma di agricoltura moderna, che volge il suo interesse alla massimizzazione del profitto e della produttività. Tale transizione si verificò a partire dal 17esimo secolo, quando la nobiltà terriera e i contadini benestanti iniziarono a privatizzare le terre d’uso comune intorno ai villaggi (enclosures). Questo gravò sui contadini più poveri e provocò “l’espulsione dei contadini dalle terre”, le quali furono prese in possesso dagli stessi nobili terrieri e contadini indipendenti, che divennero così capitalisti agrari.

La trasformazione delle attività mercantili si riferisce alla transizione da un sistema di lavoro a domicilio ad un vero e proprio capitalismo mercantile, un’evoluzione del precedente con la fondazione di una manifattura e la retribuzione di un salario ai lavoranti.

La trasformazione dell’artigianato concerne con la nascita di veri e propri imprenditori industriali di stampo capitalistico mediante l’astensione dalle regole delle corporazioni ed un processo di accumulazione ed espansione delle botteghe.

Ambito politico

  • In ambito politico vi è la nascita dello Stato moderno, caratterizzato dal possesso del monopolio della forza esercitato dall’esercito nazionale; del monopolio fiscale sotto la regolamentazione di norme e destinati al mantenimento dello Stato stesso; del monopolio monetario; dell’amministrazione della giustizia. Lo stato si configura pertanto come sovrano e il potere da esso esercitato come legittimo. La fonte di sovranità dello Stato, considerata la figura del monarca/imperatore, viene messa in discussione a seguito delle tre grandi rivoluzioni, inglese, americana e francese, che possiedono come obbiettivo l’emancipazione dell’individuo come membro del popolo e detentore di diritti. Nasce così l’idea di stato di diritto, una forma di organizzazione politica in cui tutti gli organi dello stato, che si basano sul principio della separazione dei poteri, sono vincolati al rispetto della legge, la quale inoltre garantisce e tutela i diritti individuali. Il re pertanto non è più un sovrano assoluto né l’unica fonte di sovranità.

Ambito culturale

  • In ambito culturale hanno rilevanza le correnti culturali dell’individualismo e razionalismo:
  • L’individualismo esalta i concetti di uguaglianza e libertà. L’uomo viene considerato un soggetto detentore di diritti “naturali”, attribuiti della specie umana.
  • Il razionalismo pone le sue basi sulla ragione umana, concepita come strumento in grado di far approdare alla verità e alla conoscenza. Dal punto di vista sociologico ci si sofferma maggiormente sulla razionalità piuttosto che sulla ragione, concepita come un attributo dell’azione umana che pone l’accento sulla riflessività, sulla capacità di compiere scelte e che permette di valutare il grado di coerenza tra fini e valori diversi e di scegliere la combinazione di mezzi più adeguata per agire e realizzare i propri scopi.

Capitolo III: le forme elementari di interazione

Capitolo III: Le forme elementari di interazione: definizione dei concetti di azione, relazione e interazione sociale; analisi delle proprietà dei gruppi sociali.

Dal punto di vista dei concetti fondamentali della disciplina sociologica è possibile individuare l’azione sociale, la relazione sociale e l’interazione sociale.

  • Azione sociale = un agire dotato di senso (Weber). Per classificare le azioni bisogna poi tenere conto della situazione nella quale gli individui si trovano, la conoscenza che ne hanno e il punto di vista che adottano.
  • Relazione sociale: rapporto tra due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni. Possono essere stabili, transitorie, superficiali, e soprattutto vengono distinte quelle di carattere cooperativo, in cui l’azione è orientata verso il raggiungimento di uno scopo in comune, e quelle invece conflittuali, nel caso in cui le azioni sono orientate verso il tentativo di affermare la propria volontà contro quella degli altri.
  • Interazione: il processo secondo il quale due o più persone in relazione tra loro, orientano le loro azioni in reazione al comportamento di altri attori.
  • Gruppo sociale: un insieme di persone fra loro in interazione secondo schemi relativamente stabili e che si definiscono membri del gruppo e sono definiti tali anche da altri. I caratteri dei gruppi cambiano a seconda della loro dimensione. Il gruppo composto da 5 componenti è individuato come quello in cui si registra il massimo di soddisfazione dei membri.

Ruolo: l’insieme dei comportamenti che in un gruppo tipicamente ci si aspetta da una persona che fa parte del gruppo. All’interno di un gruppo i ruoli possono essere più o meno differenziati. Si distinguono principalmente due tipologie formali di ruoli:

  • Specifico, che riguarda un insieme di comportamenti limitati e precisi.
  • Diffuso, in cui i comportamenti attesi sono più ampi e meno definiti.

I gruppi si possono anche distinguere in base ai diversi caratteri tipici delle relazioni interne a un gruppo: nel caso dei gruppi primari si parla di gruppi di piccole dimensioni, personalizzati, a ruoli diffusi (famiglia); nel caso dei gruppi secondari invece vi sono grandi dimensioni, ruoli specifici, relazioni più fredde e meno spontanee (rapporto tra operai e dirigenti). I ruoli rappresentano schemi per l’interazione, ma il contenuto di un’interazione non può mai essere completamente compreso nella definizione dei ruoli.

I conflitti risultano essere essenziali per la formazione dei gruppi.

Collettivo: l’insieme di individui sottoposti a uno stesso stimolo, che reagiscono e interagiscono fra loro in situazioni senza sicuro riferimento a ruoli definiti e stabilizzati. Nel comportamento collettivo è ritrovabile una maggiore fluidità nei rapporti tra le persone, più spontaneità e maggiore coinvolgimento emotivo.

I legami fra le persone collegate nelle reti variano per: intensità, durata, frequenza e contenuto. Nel primo caso si distinguono se le

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MattiSait di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Massa Agostino.
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