Introduzione
Sociologia classica — cambiamenti della cultura che hanno portato a chiedersi che cosa fosse questa "società"? Si prova a studiare scientificamente la realtà sociale.
Sociologia e relazioni sociali
La sociologia, di cosa si occupa? Delle relazioni tra individui, il focus sono i rapporti sociali. Cosa vuol dire in concreto? Fenomeni microsociologici e macrosociologici come il comportamento all’interno dei gruppi, le dinamiche familiari, la devianza, la criminalità.
Criminalità: studiato sia a livello macro: statisticamente la diffusione di certi reati in relazione alla densità di abitanti e al tasso di disoccupazione. Qual è il percorso di vita che ti porta a questo? (microsociologia). Carriera deviante = percorso a queste realtà sociali si può arrivare o dalla struttura sociale o da comportamenti individuali.
Autori e soluzioni per il rapporto con le scienze sociali
Ci sono autori che privilegiano lo studio della società in quanto tale e derivano il comportamento taledalla società, altri partono dall’agire sociale e considerano la società come il prodotto delle azioni degli individui. Vari autori hanno indicato soluzioni per il rapporto tra sociologia e le altre scienze sociali:
- Soluzione gerarchica (A. Comte)
- Soluzione residuale (W.G. Runciman)
- Soluzione analitica/formale (G. Simmel)
Fenomeno delle relazioni sociali
La sociologia è lo studio di un fenomeno molto vicino a noi, ci viviamo dentro. Studia ciò di cui siamo parte in modo scientifico, oltre il linguaggio di senso comune. Società: insieme degli individui che vivono in un contesto comune.
Ambito conoscitivo della sociologia
(Crespi): "L’ambito conoscitivo della sociologia sono le interazioni tra i soggetti in quanto costitutivi di unità sociali (gruppi, organizzazioni, istituzioni, sistemi sociali) nel loro rapporto con le forme di mediazione simbolica (linguaggio, rappresentazioni, valori, norme, istituzioni, ecc.) e con le condizioni materiali dell’esistenza (ambiente naturale, modi di produzione, risorse e la loro distribuzione, ecc.)".
(Un gruppo non esiste in natura, diventa gruppo quando sono associati ad una etichetta, il gruppo è creato dalle interazioni sociali).
La sociologia come scienza
La sociologia è una scienza orientata all’osservazione empirica dei fenomeni sociali concreti e all'interpretazione dei processi che li determinano. L'uomo si interroga da molto su cosa succede nella società ma fino alla nascita della sociologia non l’aveva mai fatto in modo scientifico. Si comincia nella cultura europea di metà XIX secolo quando si consolidano 3 rivoluzioni:
- Scientifica: avanzamenti nello studio della fisica, chimica, anatomia, medicina, astronomia, …
- Industriale: conseguenza di quella scientifica, il modo di produrre è cambiato, capitalismo
- Politica: rivoluzioni gloriose, rivoluzione americana, rivoluzione francese, fanno capire che la società non è una realtà immutabile, no dinastie messe da Dio ed intoccabili, ci possono essere cambiamenti
Per la prima volta la realtà in cui le persone vivono viene percepita come qualcosa di dinamico e non statico. La società è cambiata, cambia e cambierà.
Radicali trasformazioni sociali
Cos’è questa realtà sociale che è venuta a manifestarsi dopo questi cambiamenti? La sociologia vuole rispondere a questi interrogativi posti dalla più radicale trasformazione delle società umane dalla rivoluzione del Neolitico (10.000-6000 a.C. circa) in poi.
La società è cambiata ma la gran parte dell’attività rimane quella agricola, la grande trasformazione avvenne con la rivoluzione industriale, è un cambiamento epocale. Quindi la società emerge come oggetto di studio quando i suoi fondamenti sono posti in discussione, i suoi ordinamenti non appaiono più stabili, i suoi assetti non possono più essere dati per scontati, cambiano i rapporti tra gruppi ed individui.
Nasce il mercato
Saltano i rapporti sociali preesistenti perché nasce il mercato cioè tutto ciò che era dato per scontato dal punto di vista economico, politico, sociale e certi autori si chiedono il perché. La sociologia come studio scientifico della società.
Paradigmi della sociologia
Come lo hanno fatto in modo scientifico? Erano consapevoli di non poterlo fare come gli scienziati studiano le scienze naturali (scienze dure).
"Non mono-paradigmaticità della sociologia come scienza sociale", cioè? Paradigmaticità: la sociologa ai suoi inizi non si è basata su un unico paradigma, non come le scienze naturali che si sono mosse su paradigmi successivi, ma secondo due paradigmi o paradigmi diversi nello stesso momento, non c’è stato un solo paradigma.
I primi autori classici si sono mossi all’interno di queste due coppie di paradigmi: struttura (Marx) / azione (Weber), ordine / conflitto (Marx).
Marx anche quando vede la società pacifica dice che il conflitto c’è, è pronto ad esplodere, sta covando, altri vedono una tendenza ad un ordine.
La sociologia e le rivoluzioni
La sociologia è una scienza che si propone di studiare i fenomeni sociali, essi riguardano le persone, le generazioni. È orientata all’osservazione empirica dei fenomeni sociali concreti. Nel momento in cui c’è la prima riflessione sulla società, le domande poste sono riguardanti il cambiamento, avvengono infatti 3 rivoluzioni che portano al cambiamento.
Il problema nasce quando per la prima volta dopo millenni di sviluppo sociale più lento senza salti così forti ad un certo punto verso la fine del 700, 800 ci sono questi cambiamenti forti (ad esempio economici, si afferma l’economia monetaria, niente più baratto, se io contadino in età pre-moderna ho più uova del previsto, vado nella fattoria e le baratto con un coniglio, ma richiede troppo cose, il denaro rende tutto semplice, non è detto che ci sia nei paraggi una fattoria con un coniglio, i soldi mi danno più possibilità).
Secondo T. Kuhn, scienziato che fa un salto paradigmatico nuovo, la comunità scientifica si riconosce in questo nuovo paradigma per studiare la realtà ("non mono-paradigmaticità della sociologia come scienza sociale"). L’idea che esistano coppie di paradigmi è data dai sociologi contemporanei, che guardano al presente al passato possono ricondurre autori ad ognuna di esse (ordine/conflitto e struttura/azione).
Paradigma dell’ordine
Molti autori pensano che la società in ultima istanza si riconduca all’ordine, la società è vista come un organismo.
- 1858: Saggio sull’evoluzione della specie di Darwin, da quel momento si inizia a rivedere la concezione di società.
- A. Comte (1798-1857), H. Spencer (1820-1903): modelli organicistici
- G. Simmel (1858-1918): divisione del lavoro
- E. Durkheim (1858-1917): il problema dell’ordine
- F. Tonnies (1855-1936): il problema del mutamento
Paradigma del conflitto
La società viene vista come in costante conflitto.
K. Marx (1818-1883): Conflitto come condizione eliminabile. Vede la storia dell’umanità come una storia di lotte di classe, che però ha una fine, non va avanti all’infinito, riprende lo schema hegeliano (tesi, antitesi, sintesi), ad un certo punto i borghesi producono le armi che gli produrranno la morte (proletariato).
Secondo Marx c’è conflitto perché c’è una contrapposizione forte tra due classi: coloro che posseggono i mezzi di produzione (capitalisti) e chi non produce nulla (proletariato), questa forte questione economica porta al conflitto. Ma nell’epoca dell’industrializzazione ci sarà un momento tale per cui il proletariato, avendo preso coscienza della sua situazione, farà una rivoluzione che si concluderà. Marx vuole studiare il capitalismo per cambiarlo, è una figura molto interessante dal punto di vista sociologico.
La sua analisi delle dinamiche del capitalismo è particolarmente accettata. Marx non si limita, dice anche che sulla base di queste premesse avverrà la caduta del capitalismo (Marx profeta).
M. Weber (1864-1920): Conflitto come condizione normale, che porta alla costituzione di "ordinamenti sociali". La società è attraversata da continui conflitti, ma fa parte delle dinamiche normali sociali, può portare infatti alla costituzione di ordinamenti sociali quando dei gruppi si consolidano.
Individuo e società
Cercando di capire il rapporto tra individuo e società, qualcuno ha dato enfasi alla società e qualcuno all’individuo: società corrisponde al paradigma della struttura e all’individuo il paradigma dell’azione.
Paradigma della struttura
Nato soprattutto nella tradizione della sociologia francese. I comportamenti umani devono essere spiegati nell’ambito delle coordinate sociali nei quali si manifestano quindi l’uomo è libero ma la sua libertà è confinata nei limiti ristretti consentiti dalla struttura sociale. Chiamato da qualcuno anche olismo metodologico: si parte dal tutto, si considera la società come un organismo del quale può essere data una precisa conoscenza scientifica, sia per quanto riguarda i singoli “fatti” e le loro connessioni causali (Durkheim), sia per quanto riguarda il divenire nel suo complesso (Comte, Marx).
Così si possono studiare gli elementi costitutivi, le interconnessioni e le evoluzioni storiche. Una delle difficoltà maggiori della sociologia rispetto alle altre scienze è che non può creare postulati o leggi. Di conseguenza si spiega un fenomeno sociale con un altro fenomeno sociale (logica della spiegazione).
Paradigma dell’azione
Opzione completamente diversa: per spiegare i fenomeni sociali, è sempre necessario ricondurli ad atteggiamenti, credenze e comportamenti individuali e di questi si deve cogliere il significato che rivestono per l’attore. I fenomeni macroscopici devono essere ricondotti alle loro cause microscopiche (le azioni individuali). Per spiegare le azioni individuali è necessario tenere conto dei motivi degli attori. Si parla di individualismo metodologico: parte dall’individuo.
È un approccio che rinunciando all’idea che la società sia rappresentabile come un “tutto” organico o come un “fatto”, guarda soprattutto all’azione dell’individuo, al senso soggettivo dell’azione, come al proprio “atomo” (M. Weber). Logica della comprensione. Invece di spiegare, io utilizzo un fatto sociale per spiegarne un altro, ma per poterlo fare devo tradurre tutto in variabili.
(Studi sul suicidio di Durkheim: perché il tasso di suicidio è più alto in una determinata classe piuttosto che in un’altra? L’integrazione sociale preserva dal suicidio).
Compatibilità tra i paradigmi
Dipende, è interessante l’effetto non intenzionale, cioè il passaggio da micro a macro. (vd Mary Poppins, per un piccolo penny). Ci sono effetti macro di comportamenti micro/individuale. Interessante anche la “profezia che si autoavvera” di R.K. Merton.
La categoria degli "effetti non intenzionali” (detti anche “effetti di composizione”, R. Boudon) è importante perché:
- Mette in luce come sia frequente il caso di azioni individuali che producono effetti diversi (e spesso contrari) alle intenzioni degli attori.
- Spiega come da una molteplicità di azioni individuali si generino strutture istituzionali (che nessun attore “ha voluto intenzionalmente”, ma comunque vincolanti).
Al di là di visioni rigidamente unilaterali, è assai probabile che ricerche che partano da un presupposto “olistico” oppure “individualistico”, giungano a risultati convergenti. Di fatto, nella ricerca sociale empirica (teoria e ricerca empirica, teorie di medio raggio, ricerche esplicative e ricerche descrittive, ricerche su opinioni, serendipity) i due paradigmi sono spesso utilizzati congiuntamente.
Teoria e verifica empirica
- Teoria: "corpus di concetti generalizzati, logicamente interdipendenti e dotati di un riferimento empirico" (T. Parsons).
- Trasformazione dei concetti in indicatori, osservabili e misurabili (variabili).
Teorie di medio raggio (R.K. Merton): "Teorie intermedie fra le ipotesi di lavoro che si formulano abbondantemente durante la routine quotidiana della ricerca e le speculazioni onnicomprensive basate su uno schema concettuale unificato, che mirano a spiegare tutte le uniformità, empiricamente osservabili, del comportamento sociale, dell’organizzazione sociale del mutamento sociale". Teorie il cui ambito di applicazione sia limitato a fenomeni specifici, entro coordinate spazio-temporali definite. Ad esempio:
- Teorie dei gruppi di riferimento
- Il suicidio (E. Durkheim)
- Etica protestante e spirito del capitalismo (M. Weber)
Fondatori della sociologia
Se guardiamo agli autori che hanno fondato la sociologia come scienza, a parte Marx, gli altri erano docenti universitari ed avevano l’esigenza di fondare la sociologia in termini scientifici, facendo fortidecisioni da una parte o l’altra. Ora si ha una scelta sul versante di azione o struttura soprattutto quando si fa ricerca.
Teoria e ricerca empirica, sono due dimensioni della sociologia in quanto scienza. C’è chi fa teoria sociologica e chi fa ricerca, ma deve esserci una connessione fra le due, in sociologia questo rapporto è forte. La sociologia ha un rapporto importante con la realtà.
Non c’è un unico paradigma, ogni autore ha il proprio metodo. Alcuni autori hanno deciso di partire dalla struttura sociale altri reputano che la sociologia debba avere un proprio metodo, e non risentire di quello delle scienze naturali. Come già detto, la sociologia nasce per rispondere agli interrogativi posti dalla più radicale trasformazione che le società umane hanno subito dalla rivoluzione del Neolitico (10.000-6000 a.C. circa) in poi.
Capitolo II - Le origini della società moderna in Occidente
Dal 500 all’800 la società europea cambia in modo forte, ha un forte dinamismo e questo la differenzia da altre società mondiali. Dinamismo: cambia in modo veloce fino ad arrivare all’800. La sociologia nasce per rispondere ai quesiti dovuti a questo dinamismo.
Già dal 100 in avanti qua a Genova si sviluppano le repubbliche marinare, il commercio e di conseguenza il capitalismo, c’è già qualcosa che poi andrà a svilupparsi in età moderna. Nel corso delle società pre-moderne nascono diverse forme sociali, comparse nel corso di tempo molto lungo, a caratterizzarle sono la lentezza dei processi di cambiamento (contrapposta alla dinamicità dell’età moderna) e ad elementi di continuità (economia che ruota attorno all’attività agricola) e discontinuità (nascita di imperi e il loro crollo, es. imperi asiatici, egizi) nel corso del tempo.
L’evoluzione delle società umane e il concetto di cultura. (Uomo di Pechino: tra 450.000 e 250.000 anni fa, Homo Sapiens circa 42.000 anni fa). Le società di cacciatori-raccoglitori (fino a circa 8000 anni fa) erano nomadi, raccoglievano bacchi e frutti, cacciavano animali, quando non c’era più niente si spostavano, più avanti scopriranno l’agricoltura, ma questi sono processi lentissimi! (si arriva anche all’allevamento).
Le società di coltivatori (orticoltori) e pastori (Rivoluzione del Neolitico, 10.000-6000 a.C. circa). La nascita delle società di agricoltori (coltivatori): aratro, 6000 -5000 a.C. circa aratro permette di seminare più a fondo. Le società agrarie dell’antichità greco-romane dal V sec. a.C. al V sec. d.C. circa.
La società feudale, Europa medievale: crolla l’impero romano e l’Europa è invasa da barbari, si dissolve l’impero e va a crearsi pian piano un’organizzazione per feudi, l’imperatore da delle terre ai suoi vassalli (vassalli, valvassori, valvassini—delega verso il basso + servi della gleba).
Le origini della società moderna
Dal 500 in avanti mutamenti portano all’età moderna. Idea di mutamento: da una società statica si passa ad una sempre più dinamica, che cambia. Cambiare è difficile, è comodo fare quello che si è sempre fatto. Un cambiamento importante nella sfera economica è la nascita del capitalismo (Marx e Weber) e quello nella sfera politica, cioè la nascita dello stato moderno che porta con sé una cultura della modernità caratterizzata da individualismo e razionalismo.
Non solo si chiedono cos’è e perché si è sviluppato il capitalismo, ma anche perché si è sviluppato qui? A partire già dall’epoca pre moderna e consolidatosi nella società moderna nascono i primi grandi stati nazionali. Rimangono fuori due paesi da questo processo: Italia e Germania, sono paesi dove ci sono tantissime città di media dimensione molto ricche e forti, che hanno avuto anche molta autonomia (Italia dei comuni, percorso che ha portato all’Unità d’Italia). Spagna e Francia invece sono diverse e non hanno questo problema. Italia e Germania arriveranno all’unificazione più tardi.
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