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Cos'è la sociologia?

La sociologia è uno strumento per governare la nostra vita nel mondo sociale in cui siamo immersi, strumento strategico per organizzare la comunicazione. L’obiettivo della sociologia è comprendere perché le relazioni si sviluppano in un determinato modo. L’obiettivo del sociologo è prevedere le mosse dell’altro in un sistema relazionale complesso. La sociologia è una scienza cumulativa: accumulazione del sapere col passare degli anni.

Il gioco relazionale

Forrest Gump

Nessuna attività è “non sociale”. Forrest corre, si trova con i media attorno e un gruppo che è ispirato da lui, gli vengono attribuite ragioni per cui correre. Dimostra che non si può correre da soli, non possiamo fare nulla da soli perché la caratteristica dell’essere umano è di essere sociale ed inserito in un sistema di relazioni che esiste in ogni caso. Non possiamo essere soli in un mondo così caratterizzato da una capacità comunicativa, nessuna attività è non sociale, nessuno può pensare di estrarsi da un sistema di relazioni che lo imprigiona e lo lega a tal punto da espropriare dal senso delle cose che fa. Forrest infatti si trova addosso le interpretazioni degli altri a quello che fa, anche se corre solo per correre. Spiegano quello che lui fa con le ragioni per cui loro correrebbero e rimarranno nella loro convinzione (fame nel mondo, ambiente), proiettano il proprio sistema di valori e modo di pensare sull’altro, trattando un fatto soggettivo come se fosse oggettivo: si parla infatti di soggettività collettivizzata.

Se non possiamo uscire dal sistema di relazioni e non possiamo isolarci, il nostro rifiuto di parteciparvi fa sì che gli altri interpretano diversamente quello che facciamo, se cerchiamo di uscirne perdiamo l’autorialità delle cose e non siamo più padroni del loro senso, non siamo più protagonisti della nostra vita dunque l’isolamento sociale porta alla rinuncia di essere gli autori della propria vita. Se non partecipiamo al gioco relazionale ci vengono portate via le ragioni del nostro agire.

Teoria sociologica di un sociologo francese: ci sono sempre buone ragioni per agire, per comprendere l’altro dobbiamo comprendere le sue ragioni, non attribuirgli le nostre. Non dobbiamo essere etnocentrici ma superare i nostri bias (modi di vedere). Forrest non esplicita il senso dell’azione ma non è possibile agire in questo modo nel mondo delle relazioni sociali che ci orientano e aiutano a spiegare, come le regole dei giochi che presidiano ed organizzano le relazioni, che creano e giustificano le nostre abitudini: la forma di relazione che unisce per esempio professori e studenti orienta il nostro modo di agire e il setting nel quale ci troviamo.

Il gruppo e il comportamento imitativo

Come Forrest si è costruito un gruppo di persone che hanno trovato in lui buone ragioni, che erano anche le proprie con un comportamento imitativo, il 5% degli individui può orientare il comportamento dell’altro 95%. Gruppo: aggregazione più semplice e spontanea che abbiamo nel nostro sistema di relazioni. È il luogo in cui le relazioni sono più forti e dove si scambiano valori. Forrest viene riconosciuto come il capo con un’attribuzione di leadership. Quando lui si ferma il gruppo si chiede cosa faranno LORO perché in lui avevano attribuito cose che pensavano loro, diventa un traditore. Quando, alla fine, Forrest spiega il motivo della sua corsa, si taglia la relazione che si era creata tra lui ed i suoi seguaci, che lo etichettano ora come “matto”, in quanto si ha il crollo della credenza che portava il gruppo a seguirlo. Anche qui si può fare una riflessione: è evidente come gli individui quando si trovano ad affrontare la diversità tendono a scaricare il problema sul “diverso”, senza mai mettersi nell’ottica di non aver capito.

Teorie sociologiche

Le teorie sociologiche sono strumenti che ci aiutano a mettere in fila osservazioni sui comportamenti umani e sociali, che noi attiviamo in relazione agli altri, studiano i fenomeni in cui l’individuo ha un ruolo relazionale ed è strumento di comprensione del mondo. La sociologia è una scienza empirica che va sul campo, le teorie servono perché ci permettono di prevedere il futuro, si fondano sull’analisi di dati empirici dunque osservo la realtà e prendo informazioni, le collego, formulo un pensiero che spiega le connessioni. Nel momento in cui rilevo il set di informazioni nella teoria connetto delle variabili che ho rilevato. La sociologia si occupa degli esseri umani in relazione ma anche di ciascuno individualmente però inserito in un collettivo. Ciascuno di noi in quanto studente interessa perché parte di un gruppo, non nella sua introspezione, interessa il ruolo sociale dunque interessa il pensiero in correlazione al ruolo sociale e non la persona in sé. La sociologia ha, quindi, il ruolo di fornire delle regole volte a gestire in maniera strategica le nostre relazioni con gli altri.

Essa è una scienza empirica, a differenza della filosofia sociale, che tratta i pensieri della società ed a proposito di essa, e si basa sull’oggettività dei comportamenti sociali cercando di descriverli elaborando teorie che, una volta verificate sul campo, vengono utilizzate per un’analisi più profonda e precisa. L’oggetto che la sociologia utilizza per elaborare teorie è il “fenomeno sociale”, che sarà oggetto di definizione ben precisa. Un elemento che sarà oggetto di discussione è l’unità di analisi sulla quale la sociologia si basa: vedremo nascere fin dagli albori una dicotomia tra Durkheim, che usa la società come unità di analisi, e Weber, che utilizza, invece, l’individuo.

Sociologia come scienza cumulativa - evoluzione nell’80, cambiamento dello spazio e del tempo

La sociologia nasce a fine 800 ma di società se ne parla prima in termini di filosofia sociale quindi senza osservazione di fenomeni sul campo, nasce in un periodo di trasformazioni sociali con la rivoluzione industriale, urbanizzazione, il mondo cambia in maniera significativa. Dalla seconda metà ci sono sempre più tecnologie che riguardano la comunicazione, fino a 160 anni la novità era avere un quotidiano ogni 15 giorni, ora è preistoria. In quei 160 si è passati per tantissimi mezzi di comunicazione con un cambiamento enorme che ha riguardato il modo in cui noi ci relazioniamo, tecnologie che impattano sul modo in cui ci relazioniamo con gli altri e distribuiscono informazioni, hanno a che fare coi processi di comunicazione.

Periodo di turbolenza nell’800 in cui le abitudini si sono spezzate, è cambiato il modo di vivere e dunque la società, le relazioni cambiano perché è cambiato il modo di produrre e vivere, dalla campagna alla città. Il tempo dei campi e il tempo della natura, il tempo della fabbrica e il tempo della produzione e del commercio, il tempo organizza la nostra vita. Spazio e tempo sono le due variabili fondamentali che governano il mondo. Situazione=palcoscenico su cui agisco, governato da tempo e spazio, sono variabili che ci viene spontaneo usare per descrivere la situazione, riconducibili a caratteri di spazio e tempo.

Cambia la situazione e nulla di quello che facevo prima vale adesso. Cambiamento originato da noi, siamo noi ad aver cambiato la società dunque è la nostra attività che ha trasformato le situazioni relazionali e la società in cui abito. Sociologia= fenomeni e fatti che hanno spinto al cambiamento della società, leggi del cambiamento sociale.

La mobilità sociale

La società è ordinata da caratteri che preesistono e condizionano l'entrata in essa e ci vengono imposte da bambini, mutano più o meno velocemente. Un tempo c’era la società gerarchica con schiavi e commercianti che avevano un ruolo spiegabile tramite quello che diceva il padrone, era un sistema ordinato attraverso relazioni personali tra individui. La mobilità tra ruoli ora è possibile in questa nuova società, prima non c’era mobilità sociale, ora è sia verticale che orizzontale, il figlio del commerciante non necessariamente resta tale. Non esistono solo le relazioni tra individui ma anche relazioni oltre gli individui.

Società e individuo

L’individuo decide le regole della società e la definisce, società e individui esistono nella loro autonomia. Esistono regole che ci sono date da un sistema organizzato per un principio d’ordine esterno a noi ma ci è dato. Esistono forme e strutture esterne che orientano il nostro modo di agire. La sociologia non è solo studio della società ma delle relazioni sociali tra individui, che si appoggiano su ragioni soggettive o esterne e strutturali, che dipendono dal palcoscenico in cui viviamo. Abbiamo regole da rispettare da cui partiamo per svilupparsi, narrativa da seguire unita alla soggettività come per gli attori. Siamo attori che calpestano il palcoscenico della vita con una missione strutturale che ci è data e ciascuno la interpreta esplicita così come crede.

A fine 800 si comincia ad osservare queste cose e ad avere bisogno di una teoria organizzata per comprenderle, trovare delle regole in modo positivista come per il mondo delle scienze naturali e farlo diventare il metodo per le future scienze sociali. La sorpresa è uno spavento che immediatamente non è più tale perché gli diamo subito una ragione. Se non so dare una spiegazione a qualcosa ne ho paura, ma se sono in grado di reagire non è più uno spavento: per questo abbiamo bisogno delle teorie. Vorremmo vivere di routine senza annoiarci, non vogliamo che domani il mondo sia diverso ma neanche ci crei noia: le teorie servono a ricondurre gli spaventi a sorprese, le vogliamo perché riescono a farci anticipare ciò che sarà basandosi su dati empirici legati tra loro.

Il cambiamento

Velocità del cambiamento, le cose cambiano in modo molto più veloce del tempo che ci è necessario per capirle e questo è il dramma del mondo corrente. L’espansione ha raggiunto una velocità incredibile, la continuità del mutamento non è lineare nel tempo e costante, se descriviamo su un grafico la velocità del cambiamento delle tecnologie è una linea sinottica, rappresenta un’accelerazione, ci pone il problema che la situazione cambia attorno a noi più velocemente della nostra capacità di comprenderla e spiegarla. Continua rielaborazione all’interno di un immenso quadro di possibilità di ciò che potrebbe essere domani.

Il mondo corrente è un’esplosione di possibilità e libertà, ma questo genera incertezza, quando il futuro si complica in modo da non capire la via preferibile tra le tante possibilità divento come Forrest chiuso in una gabbia in cui tutto è autodiretto, si trova eterodiretto quindi orientato da tutti gli altri che gli attribuiscono altre visioni.

Socializzazione

La socializzazione è il tema centrale per tutti i sociologi. La socializzazione vuol dire apprendere le regole del gioco della vita con regole definite. Quando parliamo di socializzazione, intendiamo una negoziazione continua tra socializzatori e socializzati, derivante da regole cristallizzate in noi durante la crescita e che stabiliscono delle regole per vivere in società, regole per una convivenza pacifica. Linguaggio= fatto di regole, studiato dai sociologi perché è una struttura che preesiste a noi, abbiamo imparato la corrispondenza tra significato e significante. Le regole sono un sistema di comunicazione e applicandole riesco ad entrare in relazione con gli altri perché hanno la funzione di rendere il mondo prevedibile. Quello che può accadere è all’interno di ciò che è legittimato dalle regole del gioco, il processo di socializzazione è un processo di apprendimento di regole che mi rendono un essere sociale. Rapporto tra struttura, società e individui è legato al mutamento che ha a che fare col processo di socializzazione, bisogno che l’uomo ha di cercare di anticipare quello che gli accadrà.

È la società che si impone agli individui o sono gli individui che hanno il potere di cambiare la società: concetto di mutamento della società e dunque del linguaggio, che preesiste a noi ma è in mutamento, e del comportamento. Il processo di socializzazione deve garantire la riproduzione della società, deve fare in modo che nonostante il cambiamento si continui a considerare il domani e l’oggi come una continuità dello ieri soprattutto rispetto alla cultura e al linguaggio.

Cultura

Cultura contiene i valori e le cose in cui noi crediamo, i comportamenti che agiamo, i modi di fare, i modi di essere, il linguaggio. È il patrimonio condiviso di chi si riconosce appartenente alla stessa società. Il processo di socializzazione garantisce continuità nell’insieme dei comportamenti in cui tutti si riconoscono, ci permette di ritrovare la nostra identità composta da cultura e subcultura. Il processo di socializzazione è fondamentale per capire il tema della devianza, deviazione dalle regole, un deviante devia dallo scenario predisposto dalla strada definita dalle regole, le ragioni della devianza rimandano all’inefficienza del processo di socializzazione. Problema della libertà= come misuriamo rispetto alla socializzazione il grado di libertà che riconosciamo a ciascuno di noi, l’uomo socializzato perde consapevolezza della sua libertà?

Processo di socializzazione

Il processo di socializzazione ci permette di capire le forme di comportamento legittime nei confronti degli altri. Il processo di socializzazione comincia subito con i genitori e con le agenzie di socializzazione, distinte tra:

  • Agenzie di socializzazione primarie come la famiglia
  • Agenzie di socializzazione secondaria: subentrano affiancandosi alla famiglia gli amici, la scuola, il lavoro, i media: i media legittimano comportamenti, mostrano quale comportamento è possibile intrattenere con gli altri, qualunque forma di comunicazione ha un effetto sul proprio target, i media sono strumenti di socializzazione legittima. Quello dei media è sempre un effetto che contribuisce al processo di socializzazione, che dura tutta la vita.

Ciascuno di noi è inserito nella società avendo una specifica posizione nei confronti degli altri, dunque con uno status/ruolo.

Status e ruolo

Lo status è la posizione che io occupo in una società, le coordinate geografiche. Lo status è un indice che si misura con delle variabili osservabili sul territorio, le variabili devono essere misurabili tutte con lo stesso metro e quali siano dipende dalla cultura di quella società. Società con forma piramidale allargata alla base, il vettore che organizza gli strati di questa piramide è identificato col concetto di potere, più alta è la piramide maggiore è la stratificazione del potere, lo status identifica in quale strato stiamo, muovendoci dalle società più antiche a quelle più moderne abbiamo assistito ad un incremento della mobilità sociale, possiamo muoverci da una posizione all’altra e acquisire prestigio.

Lo status difficilmente può essere misurato, è un indice che si costruisce mettendo insieme indicatori, ovvero variabili (ricchezza, educazione, prestigio, lavoro che nel nostro sistema portano un’idea di apprezzamento, legate al modo di pensare di una società) che posso osservare sul campo che messe insieme danno un valore che è l’indice. In una società ci sono variabili che esprimono il potere che ciascuno esprime, ovvero i rapporti di potere che organizzano la società. Alcuni sono legati a caratteri strutturali come la quantità di denaro, le conoscenze, il prestigio. Queste caratteristiche sono quelle che in una società dispongono un individuo nei piani bassi o alti del potere, sono i caratteri che definiscono lo status che classifica l’individuo, può essere ascritto alla famiglia. Coordinate sociali all’interno di una società pensata in maniera piramidale, gli individui sono geograficamente collocati in questa società usando queste variabili socio demografiche di base.

Nelle società moderne è cambiato il fatto che le coordinate che noi abbiamo quando nasciamo non sono statiche come nella società tradizionale, esistono politiche per rendere possibile la mobilità. Le politiche sociali delle società moderne hanno puntato all’uguaglianza dal punto di vista scolastico e lavorativo. Il denaro proviene dal lavoro e non dallo status. Tutte le politiche di anti discriminazione sono state indirizzate a modificare i parametri tradizionali dello status che ora ha una caratteristica dinamica, lo acquisisco. Politiche che diminuiscono le disuguaglianze ma non cancellano le differenze che sono biologiche. La mobilità sociale è correlata soprattutto nei paesi occidentali a disuguaglianze di reddito dove maggiore è la disuguaglianza di reddito maggiore è quella sociale.

Si possono quindi descrivere due status: lo status ascritto, che corrisponde con lo status che un individuo ha al momento della nascita; e lo status acquisito, che corrisponde con quello che ciascuno di noi ottiene nel suo percorso di vita.

Prevedibilità

Quando un individuo viene immerso all’interno di un contesto societario, qualsiasi esso sia, non si può fare a meno di parlare di prevedibilità. Per comprendere al meglio questo tema bisogna introdurre due concetti: l'auto definizione, ossia come l’individuo stesso vede lo svolgi...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofs_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lombardi Roberto.
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