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Sociologia e Forrest Gump

Forrest Gump ci racconta che attorno a lui c’è un mondo che non controllava e per la sua impresa ha cominciato ad essere seguito dai media. Un mondo di supporter ha cominciato a seguirlo attribuendogli una serie di ragioni per quello che stava compiendo, come fame nel mondo, non violenza e altro. Questo racconta che siamo immersi in uno spazio sociale e relazionale indipendente dalla nostra volontà. Forrest ha problemi relazionali, è chiuso e non si rende conto di quello che lo circonda, perché vive da solo. Gli altri interpretano il comportamento che una persona ha secondo la loro prospettiva. Se lo fa avrà delle buone ragioni. Tema sociologico alla base della teoria degli anni '70. Chiedersi quali siano le buone ragioni. Quello che facciamo tutti quando osserviamo il comportamento di qualcun altro.

Interpretazione del comportamento

Interpretare il comportamento dell’altro fa evitare le sorprese che per gli umani sono sgradevoli perché siamo abitudinari. L’uomo è un individuo inserito in un ambiente relazionale che cerca di codificare relazioni e azioni degli individui in modo tale che lui possa muoversi con la solita routine per star bene in un ambiente complesso. Ci si abitua per seguire una routine, ossia non avere problemi decisionali. Si verifica una routine per abituarsi agli stimoli del contorno. L’essere umano ha bisogno di certezze e di implementare una routine. Quando c’è qualcosa di diverso ci viene da interpretarlo per cercare di collocarci in quella situazione.

Il caso di Forrest Gump

Forrest Gump, per poter correre, tutti pensano che abbia una buona ragione, buona per i suoi motivi, ovvero a seconda della sua condizione e del suo modo di pensare. Proietta il suo sistema di valori sull’altro. Si rinuncia alla distanza dall’altro. Si pensa che sia matto perché non lo si capisce. Il problema sta nella sua pazzia, non nell’incapacità di comprensione, quindi salva la persona che fa tale osservazione. Se invece non lo si definisce pazzo porta destabilizzazione. Quindi lo si definisce matto per giustificare il non capire.

Sistema di relazione e sociologia

Questo sistema di relazione è quello della sociologia. La caratteristica della nostra specie è quella di vivere in un sistema relazionale. La sociologia è la scienza empirica che studia i fenomeni sociali. L’uomo è un essere sociale con caratteristiche diverse a seconda delle prospettive, delle azioni, o strutturalista. Non è filosofia sociale, non è lo studio della società sulla base di teorie. Ma si basa sull’osservazione e cerca di misurarle, di descriverle qualitativamente per arrivare a fare delle teorie fondate scientificamente, obiettivo di Durkheim. Una volta costruite le teorie torna sul campo per capire se queste teorie sono valide o no. E da qui si cerca sempre di migliorare.

Regole sociali e relazioni

Esistono regole sociali che orientano le interpretazioni grazie a modelli acquisiti. Da quando nasciamo, cominciamo ad apprendere come relazionarci con gli altri a seconda delle situazioni. Questi portano ad apprendere le regole sociali per seguire il gioco della vita. La vita ha delle regole altrimenti non si può giocare tutti allo stesso gioco. Come Forrest che seguiva regole proprie mentre le persone gli attribuivano regole sociali condivise da tutti, tranne da Forrest. Regole che rimandano ad altre ragioni che fondano le radici nel profondo e nel sistema di valori che caratterizza la società. Fin da bambino si insegna di aiutare i deboli, la solidarietà… e non si riesce a capire un cambiamento.

Devianza e spiegazioni sociali

Chi esce dagli schemi, invece, viene preso per matto, intesa come non accettazione delle regole stabilite. Questa lettura si trova in alcuni autori che parlano di devianza, cioè teorie che cercano di spiegare comportamenti non conformi alle regole della società. Diamo delle spiegazioni sociali ad un fatto soggettivo. Il gruppo che segue Forrest dà una spiegazione accettata a partire da teorie individuali di Forrest. Noi non riusciamo a isolarci. Anche nascondersi è un agire sociale. Siamo in una società iper sorvegliata. Dobbiamo avere la consapevolezza che ogni nostro comportamento e segnale da altri è codificato e percepito. Quando Forrest si è fermato, ha fatto crollare le reazioni del gruppo che lo aveva seguito. Avevano identificato Forrest come leader che aveva dato delle regole per seguire la missione che ciascuno gli aveva attribuito individualmente.

Il ruolo della sociologia

Forrest aveva dato senso alla vita dei gregari e gliela aveva organizzata favorendo un comportamento identificativo. Con due parole ha distrutto il gruppo che si era costituito attorno a lui. La società si rompe e perde le regole e da qui molte volte scatta la violenza perché manca il leader che teneva legati. Capita anche la violenza contro sé stessi per disperazione. Forrest introduce la sociologia. La sociologia dà le regole per governare in maniera strategica le relazioni con gli altri. Noi non possiamo fare come Forrest, a meno che non vogliamo estraniarci. Dobbiamo essere consapevoli perché siamo immersi nelle relazioni sociali. Il fatto che a noi non interessa, significa che non siamo noi a governare quello che gli altri pensano di noi attribuendoci modelli e modi di pensare e noi subiremmo soltanto. Viviamo in un sistema sociale sempre più complicato e denso di relazioni (faccia a faccia e virtuali).

Fenomeni sociali

L’oggetto della sociologia sono i fenomeni sociali. Ciascun autore spiegherà cos’è per lui il fenomeno sociale per descrivere l’unità di analisi, cioè l’oggetto dell’osservazione sulla quale sviluppa la teoria. L’unità di analisi per Weber è l’individuo mentre per Durkheim, il sistema organizzato.

Comprendere la società

La sociologia diventa un importante strumento di comprensione in una società sempre più complicata perché la trasformiamo quotidianamente. A questo invecchiamento si associa anche una competenza, consapevolezze, avremo avviato dei percorsi interpretativi che ci portano a vedere in maniera diversa il mondo. Non si invecchia solo biologicamente, ma anche dal punto di vista cognitivo. L’esperienza non si cancella, è tesoro di conoscenza nel bene e nel male. Il modo di agire è diverso. Con la sociologia si arriva ad un capovolgimento del modo in cui abbiamo visto il mondo fino ad ora. Toglie il velo dalle pratiche abitudinarie che diamo per scontate. Presupposto per cambiarlo. Le abitudini non si possono eliminare. Più il mondo diventa complesso, più è importante essere consapevoli delle procedure che lo rendono funzionale. Lo stereotipo diventa un percorso che cristallizza e condiziona il modo di vivere di ognuno di noi sulla base di buone ragioni che abbiamo assunto o che ci sono state date. La sociologia aiuta a smontare quello che è stato dato per scontato, non negarne la validità, ma comprendere le ragioni per cui è funzionale produrre delle procedure e delle abitudini con modi di fare consolidati.

Relazione tra società e individuo

Non è la semplice relazione tra noi che serve a giustificare questi comportamenti ma è qualcosa di più come il senso per il quale si stanno compiendo determinate azioni. La società da semplice com’era, è andata via via più complessa perché sono aumentate le regole che definiscono le modalità con cui si sta nella società. La mobilità sociale oggi è molto rapida, si muovono gli individui, le società. Per gli individui si parla di mobilità orizzontale e verticale: cambia lo status, (prestigio, ricchezza, conoscenza, potere). La sociologia tende a immaginare la società in modo piramidale con ruoli e posizioni. Nella società moderna e post moderna, queste posizioni cambiano molto nel tempo. Prima uno nasceva servo e restava servo. Ora invece la società insiste sulla possibilità di ciascuno di intraprendere la propria strada. L’idea è che tutti possano avere le stesse opportunità. Differenze e discriminazioni sono tra le tematiche sociologiche.

Diversità e mobilità sociale

Non si negano le differenze, ciascuno è portatore di differenze che la società chiede di rispettare. La società è diventata più mobile e si è complicata. Si è diversificata, infatti le società sono anche diverse nello spazio, basti guardare l’Europa. Viviamo in un mondo sempre più correlato fatto di modi sempre diversi tra loro che vanno governati nel rispetto delle diversità. L’individuo non può essere ridotto alla società come la società non può essere ridotta all’individuo. Durkheim sottolinea la centralità della società mentre Weber la trova nell’individuo per spiegare i sistemi sociali. Non cancellano l’esistenza della controparte, sottolineano solo una delle due parti. Qual è la relazione tra società e individuo? Qual è la libertà dell’individuo rispetto alla società? La società ci interroga.

Socializzazione, ruolo e status

La socializzazione rimanda alle regole del gioco, che per giocare allo stesso si devono condividere le stesse regole altrimenti non si riesce a giocare. Ora ci sono regole che stanno cambiando. Oggi le guerre sono giocate non solo dagli eserciti ma anche di gruppi che confliggono nella stessa area. La società si è data regole per far fronte a questo. Si differenziano le regole in base all’età come il transistor tra bambino e uomo. Si assumono regole che poi si danno per scontato nel tempo. Regole che si spiegano sul fatto che siano funzionali per il sistema biologico ma anche per le relazioni tra le persone.

Apprendimento delle regole sociali

Quando nasciamo, la famiglia ci insegna delle regole, ma anche lo stare con gli amici e giocare. La scuola dà regole formali e così poi andare al lavoro. I media danno delle regole che sono operative ma anche cognitive e interpretative che ci aiutano a spiegare il mondo. Il processo di socializzazione dura tutta la vita. Più significativo nei primi anni in cui si plasma l’individuo grazie alle agenzie di socializzazione come famiglia, amici, lavoro e media. Orientano l’individuo in termini di comportamenti. Si definisce agenzia di socializzazione primaria la famiglia e secondarie come media, lavoro, amici e scuola. Questo perché la famiglia è il primo contesto relazionale in cui l’essere umano comincia a svilupparsi. Ogni singola azione è pervasa di regole da assumere.

Processo di socializzazione

Questo processo di socializzazione continuo viene definito da regole date delle agenzie di socializzazione. Quel sistema cristallizzato nel tempo deriva da migliaia di anni. Assumiamo regole solo per il fatto di essere regole o per altri motivi? Le domande attorno al processo di socializzazione sono tante. Perché non può essere negato il fatto di assumere delle regole. Potremmo farne a meno? È espressione coercitiva che rende schiavi? Oggi siamo diversi dalle generazioni precedenti quindi significa che il processo non è perfetto altrimenti saremmo rimasti uguali al passato. Basti guardare il rapporto tra genitori e figli nel corso del tempo. Quindi il processo non ci riesce fino in fondo cosa che permette il cambiamento fondamentale per la specie. Il processo è utile altrimenti saremmo senza regole che sono state accettate nel tempo. Un ordine che permetta il cambiamento. Bisogna considerare qual è il livello di libertà dell’individuo. Viviamo in un mondo complesso quindi c’è bisogno di buone e sane abitudini.

Conformità e routine

Quando un percorso diventa una routine? Dietro ci sta la conformità ad una serie di regole come il percorso da casa a università e regole decise da noi. La procedura usata da noi risponde a delle regole precise. Ogni abitudine è la risposta conforme a un set di regole accettate da noi. È una tendenza alla conformità che l’essere umano ha. La conformità ha un aspetto negativo come la noia ma anche positivo come ordine e organizzazione. L’ordine è problematico perché è difficile modificarlo e prevedere un cambiamento ma ha anche il vantaggio di farci prevedere il comportamento degli altri. La socializzazione è un tema sul quale lavorare perché contiene il possibile scontro tra libertà e obbligatorietà della società. Ma è anche possibile il cambiamento senza perdita di ordine o che sia prevedibile.

Prevedere il futuro

L’obiettivo della scienza è quello di costruire regole per prevedere il futuro. Che è lo stesso scopo dello studio della sociologia. Abbiamo paura di un futuro incerto, di non capire lo scenario nuovo, abbiamo bisogno di modelli per capire quali siano i segnali per capire quale comportamento tenere. Lo vediamo da come organizziamo le nostre relazioni per prevedere il comportamento dell’altro soggetto sociale (istituzione, gruppo o individuo). Sulla base della nostra interpretazione costruiamo una nostra interpretazione per capire l’atteggiamento e anticipare le azioni. Anche se tante volte si sbaglia perché magari i segni sono stati ambigui o perché ci sono modelli interpretativi diversi.

Rapido cambiamento

Il processo di socializzazione è il processo con cui noi assumiamo le regole del gioco, che ci fanno prevedere le mosse. Il problema è che il cambiamento rapido ci fa diventare sempre più incerto il futuro e i cambiamenti sono molto più veloci con regole sempre nuove. E il cambiamento si misura veloce grazie alla tecnologia in modo molto radicale. Viviamo in un mondo accelerato di perenne incertezza, la scommessa del presente. La sociologia aiuta a capire in che modo le nostre capacità interpretative del mondo possano essere più veloci. Prende decisioni sulla base di un numero maggiore di stimoli più deboli rispetto al passato ma molti di più. Occorrono modelli interpretativi per agire nel tempo più veloce possibile.

Sistema di relazioni

La sociologia ci permette di capire il sistema di relazioni in cui ci muoviamo. Ci fa capire lo scambio relazionale dove ci immergiamo. Non si può fare a meno di comunicare. Si può non governare la nostra comunicazione ma sono altri che danno senso a quello che facciamo noi se non la governiamo. Il processo di socializzazione ci permette di assumere regole per stare insieme agli altri. Si sta insieme perché si usano le stesse regole che sono strumento di comunicazione. Le regole sono un fattore d’ordine, che rende prevedibile il futuro. Il processo è importante. Un processo fallimentare fa sì che ci sia una società i cui attori non sono in grado di comunicare, una società disorganizzata e caotica, oltre che incerta perché ciascuno gioca con le proprie regole.

Regole e negoziazione

Il problema è fino a che punto si spinge il processo di socializzazione. Fino a che punto è costrittivo, che possibilità abbiamo di modificare le regole, di negoziare il processo discutendo le regole. Fino a che punto la mancanza di efficacia diventa l’esclusione dal gioco (società). Sono gli aspetti che sottolineano i diversi approcci teorici. Il processo garantisce l’obiettivo che è quello dell’organizzazione della società che si sviluppi uguali anche nel futuro. I media sono attori di socializzazione importanti. La famiglia è il primo luogo in cui si apprendono le regole ma anche i media quando si cresce. I media legittimano le regole. Hanno un potere molto forte per quello che affermano. Basta che sia trasmesso. Chi lavora nella comunicazione porta prodotti comunicativi che impattano su tutto, banalmente gli influencer.

Status e ruolo

Status: una posizione statica nella società. Status ascritto quando è assegnato. Status acquisito invece è una condizione che si acquisisce e si modifica nel corso della vita.

Mobilità sociale

  • La società è rappresentata come una piramide, organizzata e complessa dentro la quale ci sono diversi oggetti in relazione tra loro. Dipende dalla prospettiva che abbiamo nel descrivere la società che è costituita da individui in relazione tra loro.
  • La società è fatta da attori collettivi, le istituzioni. Dentro alla società questi attori occupano uno spazio preciso. Noi viviamo in uno spazio-tempo.
  • La stessa cosa succede sul palcoscenico a teatro. I personaggi interpretano un ruolo con battute assegnate a seconda dello scenario. Quelli che guardano sono in grado di anticipare le battute che verranno fatte così come i movimenti. Goffman in questo modo ha comparato la nostra società comparandola al palco, ognuno di noi ha delle maschere.

Ruolo sociale

Ciascuno di noi nella società interpreta un ruolo sociale, riconosciuto dagli altri e che ci si aspetta compia delle azioni segua delle regole precise. Le maschere si usano per esplicitare relazioni con gli altri che rappresentano un modello di comportamento. Questo, dal punto di vista sociale, rende le situazioni prevedibili. Processo di socializzazione, regole del gioco che sedimentano nei vari personaggi e ruoli che abbiamo imparato ad assumere. Le agenzie di socializzazione hanno particolare importanza per comprendere le regole della società. Ciascuno di noi riveste più ruoli. I ruoli sono complementari (studente-professore).

Conflitti di ruolo

Il ruolo: una posizione dinamica nella società. Il concetto di ruolo in sociologia definisce l’insieme di modelli di comportamento attesi: aspettative di ruolo. Aspettative di ruolo sono quelle norme generalmente accettate che definiscono il comportamento di un individuo che ricopre un particolare ruolo. Pluralità di ruoli conflitto. Si possono rivestire più ruoli nello stesso momento. Anche se la situazione richiede coerenza inerente al contesto. Le aspettative sono fatte per ridurre la sorpresa che è un’uscita dagli schemi.

Etica e conflitti di ruolo

La pluralità di ruoli genera conflitti di ruolo. La società si è ingegnata per risolverli attraverso delle regole che possono essere etiche. Nelle società complesse come la nostra, questo è sempre più probabile perché il mondo va molto veloce. La dimensione etica è centrale in questi casi.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danillomba di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lombardi Marco.
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