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Ferdinand Tonnies

Ferdinand Tonnies (1855-1936) in Comunità e società (1887) sostiene che alla base delle diverse forme associative tra gli uomini ci sono le volontà umane, le quali danno origine a rapporti positivi se le azioni tendono alla conservazione e all’integrazione o a rapporti negativi se tendono alla distruzione e ai conflitti; i rapporti positivi formano la comunità e la società, intese come due stadi contrapposti dell’umanità che descrivono uno sviluppo lineare secondo il quale la comunità tende alla società:

  • La comunità (Gemeinschaft), considerata come un organismo vivente, implica la convivenza durevole di più individui, tra i quali ci sono profondi legami affettivi e intimi. La volontà alla base della comunità è definita essenziale in quanto è innata in ogni essere umano e tende spontaneamente alla collaborazione: essa può articolarsi nella forma del consensus in cui il singolo aderisce alla volontà della comunità oppure nella forma della concordia (unità di cuore) in cui avviene una fusione della volontà comunitaria.
  • La società (Gesellschaft), considerata come una costruzione artificiale e meccanica, implica la convivenza transitoria e convenzionale tra più individui, tra i quali c’è una costante tensione e concorrenza ed emerge un forte individualismo. La volontà alla base della società è definita arbitraria in quanto si basa sul pensiero razionale.

Famiglia e comunità

Sulla base della dicotomia comunità/società, Tonnies propone due modelli di famiglia corrispondenti a due volontà diverse: la famiglia patriarcale tradizionale della comunità e la famiglia coniugale instabile della società industriale. La famiglia è intesa come prima forma di comunità in cui si struttura l’identità dei soggetti.

Secondo l’autore esistono 3 tipi di comunità: la comunità di sangue, ovvero la parentela che è caratterizzata da una comune origine biologica; la comunità di luogo, ovvero il vicinato che è caratterizzato dalla convivenza fisica in uno stesso spazio; la comunità di spirito, ovvero l’amicizia che è considerata la forma più alta di associazione umana.

I vincoli di parentela sono: il rapporto madre-figli che si fonda sul puro istinto materno, in esso avviene una transizione da un legame fisico a un legame spirituale, per cui è un rapporto di lunga durata in cui la madre si occupa del figlio fino a che egli non è in grado di farlo autonomamente e poi le cure materne sono sostituite da un’assuefazione reciproca e dalla gratitudine da parte del figlio; il rapporto uomo-donna che si fonda sull’istinto sessuale e sul desiderio di procreazione per la conservazione della specie, per cui inizialmente è un rapporto caratterizzato da una naturale soggezione della donna all’uomo e poi il rapporto diventa stabile con il matrimonio in cui c’è un’assuefazione reciproca ma anche con il possesso comune dei figli e dell’economia domestica che rafforzano il legame; il rapporto fratelli-sorelle che è la forma più alta di relazione tra gli esseri umani, si fonda sulla memoria intesa come rievocazione di momenti piacevoli e si consolida nel tempo con l’abitudine; il rapporto padre-figli che si fonda su una disuguaglianza di età e di forza da cui deriva una soggezione naturale del figlio, ma questo potere esercitato dal padre sui figli non è inteso in senso coercitivo come dominio e sottomissione bensì come educazione e insegnamento.

Nella famiglia della comunità la casa è il centro dell’economia domestica, ovvero una collettività che lavora e un’unità autosufficiente che provvede da sola al proprio sostentamento attraverso la divisione del lavoro sulla base del sesso e delle forze. Tonnies evidenzia l’importanza di due elementi simbolici nella casa, cioè il focolare e la mensa: il focolare rappresenta il nucleo, la forza vitale della casa nel susseguirsi delle generazioni e la mensa rappresenta la famiglia che si riunisce intorno alla stessa tavola per godere dei frutti del proprio lavoro.

Infine, due componenti significative sono il campo (principio spaziale) e il culto degli antenati (principio temporale) che sono le radici del nucleo familiare: il campo rappresenta una risorsa costantemente rinnovata per le generazioni future e il culto degli antenati rappresenta un elemento di coesione della struttura familiare che costituisce un legame con le generazioni passate; entrambi sono simboleggiati dal legame con la terra, che è l’elemento comune che si tramanda di generazione in generazione all’interno della comunità.

Passaggio dalla comunità alla società

Il passaggio dalla comunità alla società, causato dai flussi migratori dalla campagna alla città, ha comportato la trasformazione della casa contadina del villaggio in casa urbana della metropoli: la casa urbana non è più autosufficiente, per cui per il proprio sostentamento la famiglia deve entrare nell’economia di scambio basata sul denaro.

Secondo Tonnies, la scomparsa di un’economia fondata sulla cooperazione comporta anche dei cambiamenti nei legami familiari: il principio spaziale si svincola da quello temporale, per cui le radici della famiglia sono sempre più deboli e portano a un graduale declino dei legami di parentela, inoltre, la logica dello scambio e del commercio portano all’individualismo, per cui il soggetto segue il proprio interesse ed è in conflitto con gli altri, in più l’autorità paterna perde la sua funzione di guida, per cui il potere diventa un sopruso del più forte sul più debole.

Dunque, nella società l’altro diviene una figura indistinta nella quale non si ripongono aspettative di realizzazione personale e addirittura l’altro viene visto come un ostacolo al raggiungimento dei propri fini; di conseguenza, il protagonista diventa l'Io, inteso come volontà arbitraria, individuo autonomo e svincolato da passioni e legami, teso unicamente alla propria affermazione e incline a relazioni deboli e superficiali.

Infine, Tonnies analizza le differenze tra i sessi: la donna è caratterizzata da un rapporto immediato e spontaneo con la realtà, è volontà essenziale allo stato puro; al contrario, l’uomo è caratterizzato dalla razionalità e dominato dall’ambizione, è volontà arbitraria. Infatti, l’uomo nasce nell’influenza materna, ma nel tempo assimila i valori dominanti di scambio e commercio, e si allontana dallo spirito femminile: Tonnies definisce questo individuo come artificioso e in opposizione all’uomo naturale che è semplice, autentico e contraddistinto da una sensibilità femminile (individuo artistico); di conseguenza, la vita comunitaria è più appropriata alla donna e la vita societaria è più appropriata all’uomo.

Émile Durkheim

Émile Durkheim (1858-1917) è il padre fondatore della sociologia: il suo scopo è quello di costruire un metodo scientifico attraverso il quale studiare i fenomeni sociali così come si studiano i fenomeni naturali, per cui segue l’approccio positivista secondo il quale è possibile analizzare scientificamente la società come un qualsiasi organismo e scoprire le leggi che la regolano attraverso l’osservazione.

L’autore definisce i fatti sociali come modi di pensare o di agire esterni all’individuo ma che si impongono all’individuo stesso attraverso un potere di coercizione; ad esempio, in Il suicidio (1897) trasforma un fenomeno individuale in un fatto sociale. Sulla base di questo ragionamento, Durkheim sostiene che la società è un organismo esterno che si impone al soggetto in modo coercitivo, è un’entità sui generis che condiziona l’individuo.

Famiglia e legge di contrazione progressiva

Durkheim analizza la famiglia in due lezioni Introduzione alla sociologia della famiglia (1888) e La famiglia nucleare (1892) e nell’opera La proibizione dell'incesto e le sue origini (1897): la famiglia è intesa come un fatto sociale, essa nasce dalla necessità dell’individuo di raggrupparsi per rispondere al bisogno di organizzazione e di protezione.

In base a una concezione evoluzionista, l’autore analizza la famiglia in un continuum storico che va dalla famiglia estesa alla famiglia nucleare, per cui elabora la legge di contrazione progressiva che implica un’evoluzione della famiglia in base all’estensione dell’ambiente sociale, cioè tanto più si estende l’ambiente sociale e tanto più la famiglia si contrae: infatti, inizialmente la famiglia si è costituita nei villaggi, poi nelle città e poi nelle nazioni e questi cambiamenti hanno generato diverse forme di famiglia nelle società tradizionali e nelle società moderne.

Società tradizionali e famiglia-clan

Le società tradizionali si basano sulla solidarietà meccanica in quanto sono società semplici e omogenee in cui la divisione del lavoro è scarsa, i soggetti svolgono funzioni simili e hanno poca possibilità di sviluppare un’autonomia personale, per cui in esse l’individualismo è assente e la coscienza collettiva prevale su quella individuale.

Le famiglie nelle società tradizionali si fondano sul comunismo familiare, per cui i soggetti rispettano passivamente le regole che sono considerate valide e c’è una forte dipendenza tra i membri della famiglia: l’elemento fondamentale su cui si basano i legami sono i beni e le proprietà, per cui la famiglia diventa l’elemento di mediazione tra l’individuo e la società.

La prima forma di famiglia tradizionale è la famiglia-clan che è caratterizzata da un principio mistico, si basa sulla condivisione di uno stesso totem da parte di tutti i suoi membri e non su vincoli di sangue: la religione ha un ruolo centrale, per cui ai membri del clan è vietato qualsiasi rapporto sessuale; il tabù dell’incesto e l’esogamia hanno consentito il passaggio dall’orda iniziale alla famiglia-clan.

Dopo la famiglia-clan, si sono sviluppate la famiglia agnatica, la famiglia patriarcale romana e la famiglia paterna germanica che si differenziano dalla prima solo per i legami interni che sono contraddistinti da vincoli di sangue; nella famiglia paterna germanica si iniziano a riconoscere i diritti dei singoli membri della famiglia che poi si sviluppano pienamente nella famiglia nucleare moderna.

Società moderne e famiglia nucleare

Le società moderne si basano sulla solidarietà organica in quanto sono società complesse ed eterogenee in cui c’è la divisione del lavoro, i soggetti svolgono funzioni differenziate e hanno la possibilità di sviluppare un’autonomia personale.

La famiglia nucleare si oppone al comunismo familiare favorendo l’individualità dei membri; inoltre, con la divisione del lavoro si assiste a un rovesciamento del rapporto individuo-famiglia-società, cioè non è più la famiglia a regolare e gestire la sorte dei suoi membri ma sono questi ultimi a strutturare la propria posizione sociale e, di conseguenza, l’interesse professionale diventa prioritario rispetto a quello familiare.

Secondo Durkheim, la nascita della famiglia nucleare è avvenuta grazie all’intervento dello Stato nei rapporti di parentela in quanto ha regolato i rapporti tra coniugi e tra genitori e figli; la famiglia nucleare è sempre più intima e privata perché lontana dai rapporti di parentela ma, allo stesso tempo, è sempre più esposta e pubblica perché sottoposta al controllo dello Stato, il quale da un lato tutela la famiglia, ma dall’altro lato compromette la stabilità della stessa attraverso l’introduzione del divorzio che porta anomia domestica: dunque, l’autore aveva previsto la crisi della famiglia nucleare.

Georg Simmel

Georg Simmel (1858-1918) critica le teorie del positivismo rifiutando la tendenza a considerare la società come un tutto che precede gli individui, in quanto l’individuo è prodotto ma nello stesso tempo è produttore della società.

L'oggetto della sociologia per Simmel è la società, intesa come l'insieme delle relazioni reciproche tra gli individui: il primo assioma su cui si basa la sua sociologia è il concetto di reciprocità in quanto la società è una forma di interazione e il secondo assioma è il concetto di sociazione, ovvero il processo attraverso il quale determinate azioni reciproche si consolidano nel tempo.

La società può essere analizzata considerando i 3 a priori delle forme di sociazione: il primo a priori implica che ogni azione è sempre un’azione sociale e che lo scambio è necessario poiché la conoscenza dell’altro è sempre parziale in quanto deriva da una rappresentazione che l’Io si è dato dell’altro; il secondo a priori implica che l’Io si relaziona con l’altro in base alle aspettative altrui; il terzo a priori si riferisce al fatto che l’individuo partecipa ai processi di interazione per trovare una collocazione armoniosa nella società che esprime la propria individualità.

Nel rapporto individui-società sono fondamentali i concetti di identificazione e differenziazione: l’individuo si identifica con gli altri a partire dai propri valori e dalla cultura del contesto ma, allo stesso tempo, egli cerca di differenziarsi dal gruppo di appartenenza per esprimere la propria personalità; questo causa una tensione continua e i conflitti, in quanto la società richiede agli individui di conformarsi limitando la libertà individuale per affermare l’identità collettiva, perciò si tratta di un processo continuo che trova stabilità quando, pur aderendo alla base culturale di appartenenza, l’individuo ricerca la propria autonomia. Tuttavia, Simmel considera il conflitto un elemento necessario, positivo e funzionale per la costruzione dei legami sociali.

Cerchia sociale e famiglia

Simmel introduce il concetto di cerchia sociale, intesa come azione reciproca tra i diversi elementi di un sistema oppure come relazione tra le parti di un insieme: nelle epoche precedenti l’individuo era inserito in cerchie sociali indifferenziate e poco numerose nelle quali si esercitava un forte controllo sociale che rendeva difficile il processo di individualizzazione del singolo; nell’epoca moderna l’individuo partecipa a cerchie sociali differenziate, numerose e parallele che consentono l’affermazione della propria individualità, per cui la metropoli è il luogo in cui si esprime l’autonomia.

Simmel si occupa della famiglia in Sociologia della famiglia (1895). La famiglia è considerata la cerchia sociale principale, in quanto contraddistinta da una forte coesione interna e caratterizzata da legami di reciprocità stabili: la famiglia implica in sé collegamento e isolamento dell'individuo, poiché determina i presupposti per l'appartenenza ad altre cerchie sociali ma, allo stesso tempo, impone al soggetto una profonda fedeltà verso le sue regole interne.

Matrimonio e forme storiche

Simmel sostiene che nel matrimonio confluiscono diversi interessi (erotici, affettivi, economici, religiosi, sociali), ma viene sempre preservata la “sfera dell’intimità”, per cui nel matrimonio è necessario rispettare i confini dell’altro e non donarsi mai completamente per tutelare la relazione futura.

In passato il matrimonio non si basava sulle relazioni affettive, bensì su interessi economico-sociali, Simmel individua 4 principali forme di matrimonio:

  • Il matrimonio per ratto: è il tipo di matrimonio più primitivo, in cui la donna veniva sottomessa con la violenza e schiavizzata senza limiti come un oggetto di proprietà e questo dominio dell’uomo sulla donna la rendeva priva di autonomia e di emancipazione individuale.
  • Il matrimonio per acquisto: è un tipo di matrimonio regolato socialmente, in cui la donna veniva venduta e il suo prezzo variava in base alle sue caratteristiche personali, era considerata un oggetto utile in quanto la donna comprata era forza-lavoro che garantiva il recupero del denaro speso per acquistarla e assicurava dei figli che sarebbero diventati nuova forza-lavoro.
  • Il matrimonio per interesse: è un tipo di matrimonio fondato sul principio della dote che veniva data all’uomo per il mantenimento della moglie, in quanto nella società basata sulla divisione del lavoro la donna si occupava della casa e dei figli senza produrre più denaro, che era compito dell’uomo.
  • Il matrimonio per amore: è il tipo di matrimonio delle società moderne, basato sull’amore e sulla scelta reciproca; l’esclusività data all’altro per tutta la vita supera gli interessi personali.

Erotismo, sensualità e sentimento

Secondo Simmel, con la nascita del matrimonio per amore, emergono 3 concetti fondamentali: l'erotismo, la sensualità e il sentimento. Il concetto di erotismo si basa su un’idea che presuppone la presenza dell'altro e non implica la necessità di un atto sessuale essendo una proprietà del pensiero basata sull'allusione: l’erotismo è collegato al flirt in quanto entrambi si basano sulla stessa ambivalenza, ovvero l'alternarsi del concedersi e del negarsi.

I concetti di sensualità e di sentimento si basano sul desiderio finalizzato alla sopravvivenza della specie: entrambi implicano il desiderio di possesso dell’altro e il progetto di continuità che si esprime nella procreazione.

Nelle società premoderne la scelta matrimoniale dell'uomo era molto limitata perché confinata all'interno della propria cerchia di appartenenza, in cui le persone erano poco differenziate tra loro: questa unione era fondata quasi esclusivamente sulla volontà di avere una prole.

Nelle società moderne il matrimonio non è più solo il luogo della riproduzione biologica e sociale ma si fonda su esigenze molto più diversificate, ovvero gli individui sono portatori di pa

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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