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Seconda parte esame relazioni internazionali: Riassunto "La politica dell’Unione Europea"

Premessa: un’immagine che cattura l'essenza dell’integrazione europea è quella del 22 febbraio 1984 che riprende il presidente francese Mitterand e il cancelliere tedesco Kohl che camminano mano nella mano per deporre una corona commemorativa nel luogo della simbolica battaglia di Verdun, in occasione del 70° anniversario della seconda guerra mondiale. Questa immagine rappresenta un simbolo tangibile di una completa pacificazione tra i due paesi. È la dimostrazione plastica di come l’Europa sia riuscita a superare il suo passato di divisioni e fratture per guardare a un futuro basato sulla pace e sulla prosperità.

Nel corso del tempo, quello che era iniziato come il tentativo di portare la pace in Europa attraverso la cooperazione economica, è diventato uno dei più importanti esperimenti politici dell’era moderna. Tuttavia oggi l’Unione Europea deve affrontare una serie di sfide interne ed esterne. L’Unione Europea stessa è nata da una sfida, quella della ricostruzione di un continente in ginocchio alla fine della seconda guerra mondiale. In quel frangente, gli europei hanno compreso che il perseguimento degli interessi nazionali avrebbe portato ad altre guerre e che quindi la soluzione stava nella cooperazione tramite un processo di integrazione europeo.

Dopo la fine del boom economico del dopoguerra, negli anni Settanta è sembrato che l'entusiasmo per la creazione di un’Europa unita cominciasse a svanire, ma i leader reciproci non hanno mai abbandonato il loro obiettivo di piena cooperazione. Infatti, negli anni Novanta ci sono stati tanti passi in avanti, approfittando anche della fine della guerra fredda, per rimuovere le barriere create dalle tensioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Vennero rimosse le barriere della libera circolazione di beni, capitali e servizi, creando anche una moneta unica, l’euro.

Struttura del libro

  • Origine dell’idea di integrazione: storia dell’integrazione europea e teorie dell’integrazione.
  • Le istituzioni dell’Unione Europea e le loro relazioni con gli stati membri.
  • Le politiche pubbliche europee con le loro conseguenze per le politiche degli stati e per il sistema internazionale.
  • Le implicazioni delle politiche europee su temi come: democrazia, sovranità nazionale, garanzia di sicurezza dei cittadini.

Si vedrà come l’integrazione europea non abbia mai avuto un obiettivo fisso e condiviso, né come i risultati conseguiti possano essere considerati irreversibili. La forza dell’Unione Europea risiede nella sua capacità di adattare la sua forma e funzione ai diversi contesti storici proprio perché essa non costituisce un progetto pronto per l’uso. La malleabilità ed adattabilità dell’Unione Europea si riflette nel fatto che essa ha cambiato più volte nome. ("Unione Europea" ci si riferisce alla forma dal 1992 in poi).

Introduzione: Idea di Europa

I continenti sono una delle più grandi invenzioni dell’uomo, una costruzione umana. Prendiamo degli esempi.

  • L’America è considerata come continente unico, altri la dividono tra nord e sud e la distinguono con il confine o a Panama o in Messico.
  • Asia e Europa dividerle da un punto di vista geografico, tuttavia si distinguono in due continenti per un motivo più "culturale" se così si può dire. (Problema della Russia, divisa tra due continenti, ma è un paese unico?)
  • La Nuova Guinea viene divisa tra Oceania e Asia.
  • La Groenlandia viene considerata americana anche se è più vicina all’Islanda che invece è considerata facente parte del continente Europa.

La prima volta che sentiamo parlare di Europa è nel 450 a.C. La parola Europa deriva molto probabilmente dal greco "eurus" che significa (largo/ampio) e stava ad indicare quel grande territorio pianeggiante a nord dei Balcani (che si estende dall'attuale Francia fino a Mosca). Il mondo di Erodoto lo concepiva così: al centro la Grecia, tutto il resto era "Megale" della quale facevano parte tre continenti, rispettivamente Europa, Libia e Asia.

Il mito d'Europa

Zeus si invaghisce di Europa mentre la osservava cogliere dei fiori sulla spiaggia in compagnia di alcune ancelle. Per conquistarla Zeus si trasforma in toro, si presenta dinanzi a lei nella spiaggia fenicia, la rapisce e la porta a Creta dove nasce l’Europa. La simbologia è importante:

  • Toro: elemento di mascolinità.
  • Fenicia: i greci derivano dai fenici dai quali prendono l’alfabeto.
  • Creta: dove nasce la cultura greca.

Con l’impero romano l’idea di Europa viene meno: con l’impero si consideravano romani coloro che abitavano da Roma al confine del Rubicone, il resto erano “provinciale”, poi dal 212 tutti divennero romani, quindi tutti i cittadini all’interno dell’impero romano erano cittadini europei.

L'Europa come continente

L’Europa conta 50 Stati (di cui oggi 27 stati membri). Il 40% dello spazio e il 16% è rappresentato da territorio e abitanti Russi. In un contesto globale l’Europa non è grande:

  • Russia
  • Canada
  • Stati Uniti
  • Cina
  • Brasile
  • Australia
  • Unione Europea
  • India

Come popolazione siamo presenti ad un vicino sorpasso dell’India sulla Cina (che superano il miliardo). Poi viene terza l’UE con 447.007.209 e seguono gli Stati Uniti con 331.975.889. Come PIL le cose cambiano: al primo posto si posizionano gli Stati Uniti con un PIL (2021) che ammonta a 23.339.580 e poi segue (con un certo distacco) l’Unione Europea con 18.132.631 e al terzo posto la Cina con 17.762.281, e poi gli altri paesi molto distaccati (es segue Giappone con 4.936.211, poi India, UK, Canada, Russia - 1.779.000- e infine Brasile). Da notare che l’UE finché gli UK vi facevano parte era vicinissima al PIL annuale degli Stati Uniti. Comunque si posiziona al secondo posto, possiamo dire che sia a tutti gli effetti o una potenza economica.

Una nota dolente dell’Europa che la può far sembrare più disomogenea rispetto agli altri continenti è il fatto delle lingue ufficiali:

  • Russia: Russo
  • Stati Uniti: Inglese
  • Cina: Mandarino
  • Brasile: Portoghese
  • India: Hindi, Inglese
  • Indonesia: Bahasa Indonesia
  • Unione Europea: Francese, tedesco, italiano, spagnolo, olandese, danese, inglese, greco, portoghese, finlandese, svedese, ceco, estone, lettone, lituano, maltese, polacco, slovacco, sloveno, ungherese, bulgaro, gaelico, rumeno, croato. Più di 20 lingue ufficiali!

Quando UK uscirono ci fu il problema del dibattito sul levare o meno la lingua inglese come lingua ufficiale in UE. Non avendo l’Irlanda dichiarato come lingua ufficiale l’inglese, dei 27 paesi nessuno era di lingua inglese, così si chiese all’Irlanda di mettere anche l’inglese come lingua ufficiale.

L’Europa appare divisa anche da una moltitudine di zone climatiche. La storia europea nasce quando la popolazione degli indoeuropei iniziarono le loro migrazioni tra il 3000-2000 a.C. Troviamo similitudini nelle lingue che appartengono alla grande famiglia delle lingue indoeuropee. Secondo alcuni, l’elemento che tiene insieme l’Europa è proprio la cultura indoeuropea, le lingue quindi:

  • Neo-Latine/Romanze: Spanish, French, Italian, Romanian, Portuguese, etc...
  • Germaniche: German, Dutch, English, Swedish, etc...
  • Slaviche: Russian, Polish, Serbian, Czech, Croatian, etc...
  • Greco
  • Albanese
  • Baltiche: Lithuanian, Latvian
  • Celtiche: Gaelic, Scottish, Welsh, etc...

NB: non tutti i paesi in Europa sono indoeuropei, ad esempio non lo sono l’Ungheria e Malta.

Due guerre da ricordare

Due guerre da ricordare, considerate come la vittoria dell’Occidente sull’Oriente sono:

  • Vittoria dei greci sui persiani
  • Le tre guerre puniche vinte dai romani su Cartagine

NB: Cartagine era geograficamente più ad occidente di Roma, ma culturalmente considerata orientale (altro fattore che vede i continenti come una costruzione dell’uomo).

Ci sono rimanenze dell’espansione commerciale dell’impero romano che vediamo ancora oggi:

  • L’espansione dell’impero romano coincide con la presenza di piantagioni di alberi di ulivo
  • Fin dove Roma si è espansa è anche fino a dove si fa il vino.

Concetto d'Europa

La divisione tra Impero Romano d’Oriente e Impero Romano d’Occidente rappresenta oggi più o meno la linea di confine europea. L’impero romano d’Oriente tenterà la riconquista dei paesi dell’impero romano, importanti sono le definizioni, neo oggi lo chiamiamo impero Bizantino, anche se loro si conservano romani. Il termine e il concetto di Europa ancora non si utilizzava.

Il momento in cui nasce il concetto di Europa è con l’espansione arabo-islamica. Si contrapponeva l’identità linguistica, culturale e religiosa araba a quella che invece accomunava il territorio europeo. La lingua araba è completamente diversa, così come lo è la religione: si rompe l’Unità nel Mediterraneo, d’ora in poi caratterizzato da due sponde differenti completamente. Gli arabi tentano la conquista dell’Europa tramite la Spagna: arrivano nel regno dei franchi dove a Poitier vengono fermati da una coalizione di molti popoli che erano sintetizzati come "europei" nel 732.

Largamente quindi il concetto o l’idea che si voglia di Europa nasce nel 732 per contrastare l’espansione islamica. Nasce a nord della Spagna, al confine con la Francia, territori che saranno sotto il Sacro Romano Impero di Carlo Magno. I territori di Carlo Magno corrispondono esattamente ai territori che faranno parte della CECA (1952) che rappresenta la prima fase dell’integrazione europea. Francia, l'Italia, la Germania, la Spagna settentrionale (o marca di Spagna) e la zona mistilingue tra Francia e Germania (Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi), che sono i paesi che rappresentano il "cuore d’Europa", ovvero i territori che girano attorno al fiume Reno.

L’impero di Carlo Magno viene diviso in:

  • Lotharingia
  • Francia Orientale: attuale Germania
  • Francia Occidentale: attuale Francia

1054: Scisma Est-Ovest / Ortodossi-Cattolici

La prima divisione religiosa importante fu nel 1054 con la rottura tra Ortodossi e Cattolici. Divisione che geograficamente è più o meno la medesima di oggi. L’altra divisione avverrà nel 1555 con l’entrata in scena del luteranesimo di Martin Lutero, quest’ultimo voleva solamente la riforma della chiesa, ma a seguito della dura reazione del Papato, con la scomunica di Lutero, egli fonda la propria confessione.

Dopo il luteranesimo nasceranno nuove forme di protestantesimo:

  • Anglicanesimo
  • Calvinismo

Così l’Europa nel corso del ‘500 appare frazionata in diverse zone di confessione. Questo porterà alle guerre di religione, che si chiuderà noi con il 1648 (pace di Westfalia), delimitando i confini e stabilendo il principio di libertà del culto religioso.

Con la Francia rivoluzionaria del 1789 è importante segnalare una frammentazione in Europa, soprattutto il Italia e in Germania (che erano quindi paesi deboli), con forti differenze con la Francia che appariva unita e forte. In questo contesto la Francia vuole tentare l’espansione egemonica in Europa in quanto paese europeo più forte per:

  • Portatrice dei Valori ideologici rivoluzionari
  • Grande forza demografica (28 milioni di abitanti)

Con questi punti di forza la Francia si fa portatrice dei valori di libertà, fraternità e uguaglianza tentando l’espansione. Ciò avviene con Napoleone e il suo impero nel 1812. L’idea che Napoleone rappresentasse il popolo francese era radicata. Napoleone conquista quasi tutta l’Europa. Nonostante fossero gloriosamente aspettati dagli "ancien regime" come dei portatori di libertà, in verità si comportavano come occupatori. Napoleone nella sua impresa non riesce a conquistare i territori controllati dalla flotta inglese (Sicilia, Portogallo, Sardegna).

Dopo la sconfitta a Waterloo da parte di Napoleone e il suo esercito, i confini europei vengono ridisegnati al Congresso di Vienna. L’Europa dopo il congresso appariva così: Tra il 1815 e il 1914 non ci fu alcuna guerra continentale in Europa, siamo di fronte ad una situazione di equilibrio stabile che vede la Gran Bretagna come la bilancia tra le potenze. In questi 100 anni vi è la crescita di un altro paese: la Prussia che poi diventa terra Germania (65 milioni di abitanti). Un lato particolarmente avanzato dei tedeschi era la flotta.

Si arriva ad un mondo nel 1914 che presenta europei quasi ovunque a causa delle colonizzazioni. Con la Prima Guerra Mondiale si ha il tentativo egemonico in Europa di quello che ormai era diventato il paese più potente: la Germania (e i suoi alleati). Si opponevano a loro inglesi, francesi e russi insieme. L’Italia inizialmente schierata con i tedeschi ma un anno dopo lo scoppio della guerra, nel 1915 si schiera con l’intesa, tramite le promesse del patto di Londra.

Larga parte della WWI viene combattuta in Europa (non sembra mondiale quindi). Questa guerra vedrà la fine nel 1918 senza la vittoria di alcun paese europeo, ma con l’intervento degli americani nel 1917 (la Russia uscì nel medesimo anno per lo scoppio interno della rivoluzione bolscevica). Nel 1920 conclusa la guerra, l’Europa ne esce più frammentata e debole che mai.

Una volta riacquisita l’unità con il partito nazional socialista di Hitler, la Germania è proposta per tentare la nuova egemonia: scoppia così la WWII. Convenzionalmente datiamo l’inizio il primo settembre 1939 con l’attaccante tedesco alla Polonia. Con la vittoria degli antifascisti nel 1945 finisce la Seconda Guerra Mondiale e l’Europa viene divisa in due blocchi seguendo i territori che avevano liberato rispettivamente angloamericani e Unione Sovietica.

Capitolo 1

L’integrazione è un processo di riduzione da molte entità ad una sola. L’integrazione politica riguarda aspetti specificatamente legati all’esercizio dell’autorità statale, diretta, regolativa. L’integrazione può essere:

  • Imposta: (Q’wait)
  • Consensuale: (UE/NATO)

Al contempo l’intestazione può essere:

  • Graduale e indefinita: avviene quindi passo passo, toccando alcune istituzioni e non altre, investendo su alcune politiche e non altre etc...) ——> l’UE è l’esempio emblematico di integrazione graduale.
  • Immediata e definita: nasce quindi immediatamente una federazione sovranazionale, che mette in comune tutto, tra istituzioni e politiche.

La natura dell’integrazione può essere:

  • Unidirezionale
  • Irreversibile: (a lungo l’UE è stata interpretata come un’esperienza irreversibile “non si torna più indietro”, ma esempi come altri casi di integrazione come Jugoslavia o URSS dicono politica contrario, o la stessa Brexit).

NB: quando stradiamo l’integrazione politica in generale, si tende a prendere come esempio l’UE, o meglio si confrontano i casi di studio con l’esempio dell’UE. Non bisogna mai dimenticare però che l’UE è un caso unico di integrazione tra paesi così grandi ed importanti.

Le tre dimensioni dell’integrazione

  1. Dimensione territoriale: individuare quale è il territorio sul quale si esercita l’autorità, chi sono i membri dell’ente, sovranazionale. Chi ne è uscito. Chi è derogato su alcuni aspetti.
  2. Dimensione dell’ambito dell’autorità: Aree (policies) sulle quali l’ente esercita la propria autorità, con maggiore o minore intensità.
  3. Dimensione del livello di autorità: Il grado in cui l’autorità su una certa policy viene trasferita all’ente sovranazionale.

Le regole (formali o informali) dell’ente sovranazionale sono quindi di tre tipi:

  1. Regole che definiscono i poteri tra gli organi dell’Ente
  2. Regole che definiscono i poteri tra Ente e Stati membri
  3. Regole che definiscono i processi decisionali

Entriamo nel vivo della storia del processo di integrazione europeo.

Agli albori del processo di integrazione, l’Europa trovava in un contesto eterno così percepito:

  • La minaccia Sovietica: (percepita ma forse fomentata dagli USA): Metà Europa sotto controllo sovietico, pressione militare sulla "cortina di ferro", presenza di partiti comunisti forti nei paesi dell’Europa occidentale.
  • Gli Usa e il sostegno all’Europa: l’Europa era divisa e vista come un pericolo e come una facile presa del comunismo.
  • La presenza dei regimi di cooperazione internazionale: Bretton Woods, Onu, General Agreement on Tariffs and Trade (GATT), North Atlantic Treaty Organization (NATO).

Nel contesto interno, si trovavano diverse opinioni su un'evoluzione dell’Europa:

  • I federalisti integralisti volevano costruire entità internazionali che evitassero conflitti, e quindi vedevano nell’ONU la possibilità di farlo diventare un “governo mondiale”.
  • I federalisti unionisti volevano che si venisse a creare i cosiddetti “Stati Uniti d’Europa”, riportando la dizione di Spinelli.
  • I neofunzionalisti credevano che l'integrazione dovesse avvenire in modo graduale, partendo dal mettere in comune i mercati, area per area. Così pensavano Jean Monnet e Robert Schuman.

Nel contesto interno europeo vi era la "questione tedesca" ancora aperta: la Germania doveva...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lietta22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Calossi Enrico.
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