Programmazione e controllo
Introduzione al controllo di gestione
- La dimensione dinamica del controllo
- La dimensione statica del controllo
- La dimensione immateriale del controllo
- Il sistema di controllo manageriale
- Introduzione al controllo di gestione
Aspetti introduttivi
Pianificare → porsi obbiettivi nel medio-lungo periodo (3-5 anni) e decidere come raggiungerli
Programmare → porsi obbiettivi nel breve periodo (1 anno) e decidere come raggiungerli, tali obbiettivi devono essere coerenti con quelli di lungo periodo
Controllare → attività pervasiva, viene fatta:
- Inizio: verifico la coerenza di obbiettivi a breve e lungo termine
- Durante: verifico se sto percorrendo la giusta strada
- Fine: verifico se gli obbiettivi sono stati raggiunti
Le attività di programmazione e controllo sono frutto di esigenze naturali di qualunque individuo. Quotidianamente ogni persona programma e controlla alcuni aspetti della sua vita, ciò che cambia sono gli strumenti con cui lo fa.
Spunti di pianificazione, programmazione e controllo
- Quanto costano i prodotti e a che prezzo devono essere venduti
- Come motivare i dipendenti stimolandoli a raggiungere gli obbiettivi aziendali
- Conviene decentrare la produzione all’estero o produrre internamente?
- Stiamo andando nella direzione giusta o dobbiamo cambiare “rotta”?
- Quali obbiettivi assegnare ai manager per avere valore nel futuro
- Quale prodotto conviene spingere per essere vincenti sul mercato
Anche la gestione d’azienda, quindi, si basa su una continua attività di pianificazione, programmazione e controllo che è indispensabile per trasformare idee in azioni e risultati.
Idee, pianificazione e programmazione
- Idea → cosa voglio produrre? In quali mercati voglio entrare?
Pianificazione
- Analisi delle minacce e opportunità esterne: Chi sono i concorrenti? Cosa realizzano? Qual è l’andamento della domanda? In questa fase si cerca di capire se c’è spazio per le nostre idee nel mercato, se il mercato è saturo, o mi differenzio o non entro.
- Analisi delle risorse interne: Si osservano le competenze e le tecnologie a nostra disposizione e valuto se le mie risorse sono punti di forza o debolezza.
- Definire il progetto da realizzare (obbiettivi e linee d’azione di lungo periodo): Quale quota di mercato vogliamo raggiungere nei prossimi 5 anni? Quota di mercato = percentuale sul fatturato previsto del prodotto, per calcolarla ci serve l’andamento della domanda e il fatturato previsto. Livello di redditività che mi aspetto.
Programmazione
- Obbiettivi e linee di breve periodo e specifici (1 anno):
- Fatturato
- Quota di mercato del prossimo esercizio
- Costi da sostenere
- Quanti prodotti devo produrre nel prossimo anno
- Livello di redditività che mi aspetto
- Quali e quante materie devo acquistare
- Che tipo di investimenti in comunicazione devo effettuare
Controllo
- Controllo ex-ante → Definizione degli obbiettivi e accertamento dell’idoneità dei programmi operativi di breve periodo a contribuire al raggiungimento degli obbiettivi a lungo termine. Fatto durante la programmazione. Si fa quando si stabiliscono gli obbiettivi del prossimo anno. Fatto prima che l’azione abbia inizio per verificare che l’obbiettivo a breve termine sia coerente con quello di lungo termine.
- Controllo in itinere → Fatto durante l’anno. Si dà attuazione ai programmi operativi e si verifica se si sta procedendo in linea con gli obbiettivi programmati.
- Controllo ex-post → Fatto alla fine dell’anno. Si monitorano i risultati conseguiti confrontandoli con gli obbiettivi programmati.
Alla fine di ogni controllo:
- Valutazione positiva: Si confermano obbiettivi e linee d’azione. Obbiettivi di breve periodo coerenti con quelli di lungo. Sto andando nella direzione prestabilita. Ho raggiunto gli obbiettivi programmati.
- Valutazione negativa: Obbiettivi di breve periodo non coerenti con quelli di lungo. Non sto andando nella direzione prestabilita. Non ho raggiunto gli obbiettivi programmati. Bisogna attuare azioni correttive e ridefinire, a patto che la programmazione sia stata corretta:
- Linee d’azione
- Obbiettivi: se sono cambiate le condizioni che mi avevano fatto programmare (covid, nuovo concorrente ecc.)
- Obbiettivi e linee d’azione
Il sistema di controllo di gestione
Il sistema di controllo di gestione è, dunque, un meccanismo operativo di retroazione, sistema che utilizza le informazioni per riposizionarsi e raggiungere determinati obbiettivi. Verifica, man mano che l’attività si svolge, la congruenza e la compatibilità dell’attività direzionale con gli obbiettivi.
Controllo di gestione
Il controllo di gestione è l’insieme di attività attraverso cui la direzione aziendale verifica che la gestione si sta svolgendo in modo coordinato e coerente con gli obbiettivi formulati in sede di programmazione al fine di consentire il perdurare dell’impresa nel tempo.
Evoluzione storica
Anthony → padre fondatore della materia. Modello di Anthony = modello che teorizza che ci sia un sistema di pianificazione e controllo composto da tre elementi:
- Pianificazione strategica
- Controllo direzionale
- Controllo operativo
Sistema = combinazione di parti o elementi riuniti in un tutto. Il sistema di pianificazione e controllo si compone di diversi elementi ma opera in maniera unitaria.
Pianificazione strategica
È il processo di decisione sugli obbiettivi dell’organizzazione, sulle risorse da usare per il loro raggiungimento e sulle strategie che debbono informare l'acquisizione, l'uso e l'assegnazione di tali risorse.
- Scelta degli obbiettivi di lungo termine
- Scelta delle strategie idonee a garantire il raggiungimento degli obbiettivi
Fasi:
- Definizione degli obbiettivi di fondo. Stabilire vision e mission, chi voglio essere e come voglio arrivare ad esserlo, aiutano a capire dove andare.
- Analisi del business in cui l’azienda opera. Capire i business in cui opera l’organizzazione. Business = area strategica d’affari = combinazione prodotto-mercato-tecnologia.
- Analisi delle risorse interne disponibili. Utile per sostenere i business. Competenze a disposizione. Tecnologie a disposizione. Risorse finanziare a disposizione.
- Identificazione delle alternative strategiche. Fatta sul singolo business, identificazione atomistica, successivamente si passa alla fase successiva.
- Formulazione di una strategia di portafoglio. Strategie che riguardano tutti i business, il singolo business aiuta l’altra. Strategie scelte in base a ciò che è meglio per tutto il sistema.
- Formulazione dei piani operativi di lungo periodo. Stabilisce obbiettivi di redditività, fatturato, quota di mercato ecc. di ogni singola area strategica d’affari.
Pianificazione strategica → fase complessa perché:
- Vengono prese decisioni irreversibili nel breve periodo (potrei cambiare la decisione a costi altissimi)
- Elevata creatività e basso grado di sistematizzazione
- Grado elevato di incertezza in quanto lavoro sul futuro, può essere controllata
- Uso di informazioni sia interne che esterne, spesso le informazioni esterne sono stimate e quindi poco attendibili
- Processo di competenza dell’alta direzione
Controllo direzionale
È il processo attraverso il quale i manager assicurano che le risorse sono ottenute e usate efficacemente ed efficientemente per il raggiungimento dei fini dell’organizzazione. Efficace = rapporto tra input (risorse) e output (risultati); concetto che riguarda il minimo sforzo e il massimo rendimento; utilizzazione del minimo delle risorse, dato un certo output, o dato un certo ammontare di risorse, massimizzazione dell’output. Efficiente = riguarda il raggiungimento di un qualsiasi obbiettivo che si pone l’azienda.
Avere prodotti di qualità elevata spesso si accompagna ad una minore efficienza; quindi, si preferisce l’accettazione di una minore efficienza per una maggiore efficacia.
Esempio: analisi di efficacia e di efficienza
L’azienda Alfa vuole avviare la produzione di un nuovo prodotto da piazzare sul mercato, i cui costi di produzione totali devono essere contenuti in 500.000 €. L’obbiettivo è di produrre 100.000 unità di prodotto entro la fine del prossimo anno. Al termine del periodo vengono rilevati i risultati e confrontati con gli obbiettivi. La tabella seguente mostra tre ipotesi:
| Obbiettivo | Ipotesi 1 | Ipotesi 2 | Ipotesi 3 |
|---|---|---|---|
| Quantità di produzione | 100.000 | 100.000 | 90.000 |
| Costi di produzione | 500.000 | 510.000 | 450.000 |
| Indicatore di efficienza (C/Q) | 5 | 5,1 | 5 |
- Nell’ipotesi 1 siamo stati efficaci ed efficienti
- Nell’ipotesi 2 siamo stati efficaci ma inefficienti
- Nell’ipotesi 3 siamo stati inefficaci ma efficienti
- L’ipotesi in cui siamo stati più efficienti è la 1
- L’ipotesi in cui siamo stati meno efficienti è la 2
Caratteristiche del controllo direzionale → processo che ha origine dagli obiettivi e dalle risorse definite nella fase di pianificazione strategica che sono assunti come dati.
- Sistema totale: tutta l’azienda viene “abbracciata” dal sistema di controllo
- Sistema coordinato e integrato: ci si assicura che i vari reparti aziendali operino all’unisono per il raggiungimento degli obiettivi, quindi, devono essere controllati e integrati
- Uso di informazioni monetarie: Informazioni preponderanti perché il metro monetario è la misura comune a tutti per la coordinazione e l’integrazione
- Processo periodico
- Processo che coinvolge alta direzione e line, ovvero tutti i responsabili delle funzioni organizzative: organigramma a struttura, che può essere Funzionale, Divisionale, A matrice
Pianificazione strategica e controllo direzionale
Pianificazione strategica → È svolta da una parte del management aziendale. È un processo complesso. È un processo discontinuo. Dati raccolti ad-hoc per supportare specifiche decisioni nel tempo. Si serve di informazioni interne ed esterne, di natura monetaria e non.
Controllo direzionale → È svolto da tutti i responsabili aziendali. È un processo standardizzato. È un processo periodico. Dati raccolti in maniera sistematica. Si serve prevalentemente di informazioni interne, di natura monetaria.
Controllo operativo
È il processo attraverso il quale si assicura che compiti specifici siano svolti efficacemente ed efficientemente. Compito specifico = compito che ciascuna persona nell’organizzazione svolge. È centrato su compiti individuali che possono essere facilmente programmati.
Ogni individuo compie il controllo operativo; controllo operativo posto in essere da tutti gli individui dell’organizzazione. Si svolge entro uno schema di procedure e di regole ben definite. I dati impiegati sono, spesso, in forma non monetaria e sono celati sulle specificità dell’area per la quale vengono determinati.
L’informazione prodotta deve essere precisa e tempestiva, questo è possibile perché spesso le informazioni vengono autoprodotte. È ripetitivo e il livello di creatività è sostanzialmente nullo.
Punti di forza e debolezza del modello di Anthony
- Punti di forza: Pragmatismo → la distinzione tra programmazione strategica, controllo direzionale e controllo operativo ricalca il processo di governo attuata da manager aziendali. Strumentalità → del controllo direzionale rispetto alla pianificazione strategica. Adattabilità → modello che può essere adottato da qualsiasi organizzazione, facilità di traduzione in norme operative e procedure impiegabili in strutture gerarchiche.
- Punti di debolezza: Rigidità → della separazione gerarchica tra livelli: Ciò si riflette nell’organizzazione aziendale. Eccessiva focalizzazione su informazioni monetarie e interne → se si utilizzassero solo informazioni di natura monetaria si perderebbe di vista l’efficacia; quindi, ne vengono inserite anche di altri tipi. Scatola nera → il sistema rende noti input e output ma non i rapporti di causa-effetto. Scarso focus → sugli aspetti comportamentali: Anthony prima ha studiato aspetti strumentali e solo successivamente quelli comportamentali, questo punto di debolezza appartiene solo alle prime versioni del modello.
Il controllo di gestione oggi
In passato il controllo di gestione era un’attività ispettiva e di guida e governo del sistema aziendale, oggi si è arricchito e si occupa di:
- Monitorare l’andamento dell’attività
- Allineare i comportamenti degli individui agli obiettivi aziendali
- Favorire la diffusione di cultura meritocratica
- Comunicare le proprietà aziendali
La dimensione del sistema di controllo
Il sistema di controllo presenta quattro dimensioni:
- Dimensione statica
- Dimensione dinamica
- Dimensione materiale
- Dimensione immateriale
Le ultime due dimensioni sono state introdotte negli anni '80/'90 e riguardano aspetti già presenti nelle dimensioni precedenti ma ora gli si attribuisce più importanza.
Dimensione statica e dinamica
La dimensione statica è rappresentata dalla struttura organizzativa e da quella informativo-contabile, adottate dalle aziende per favorire l’attività di controllo direzionale. Struttura organizzativa del controllo direzionale, si sovrappone a quella aziendale. A favorire l’attività di controllo direzionale abbiamo:
- Soluzioni organizzative
- Soluzioni informative
- Processo di controllo
Tra questi elementi c’è interazione, devono inoltre essere tra loro fortemente coerenti. La dimensione dinamica è rappresentata dal processo attraverso il quale si svolge il controllo direzionale.
Dimensione materiale e immateriale
La dimensione materiale è l’insieme delle procedure, dei documenti formali sintetizzati in manuali e report interni. Fa parte della dimensione materiale:
- Dimensione statica: Soluzioni organizzative, Soluzioni informative
- Dimensione dinamica: Processo di controllo
La dimensione immateriale è l’insieme degli elementi del sistema di controllo meno visibili che ne possono influenzare il funzionamento in maniera significativa. Gli aspetti che fanno parte di questa dimensione:
- Il ruolo intimamente assegnato al controllo
- Modalità di gestione del controllo di gestione
Dimensione materiale e immateriale si influenzano reciprocamente.
Il modello di controllo di gestione accolto nel corso
Il controller è la figura chiave del sistema di controllo di gestione.
Funzioni:
- Progetta, implementa e integra nel tempo le soluzioni informative del sistema di controllo. Il sistema di controllo è in continuo cambiamento perché cambiano le esigenze, tutto questo fa sì che il sistema di controllo evolva nel tempo.
- Garantisce la coerenza delle soluzioni organizzative del controllo. È responsabile del funzionamento del sistema di controllo.
Ruolo e finalità:
- Competenze professionali
- Conoscenza dei processi operativi e manageriali
- Capacità relazionali
Si dice che il controller è architetto perché progetta e educatore perché forma i manager a prendere decisioni facendogli capire l’impatto economico della loro attività. Da un punto di vista organizzativo, il controller può trovarsi:
- All’interno della funzione amministrativa
- Al livello della funzione amministrativa
- In staff direzione generale → posizione più auspicabile perché gerarchicamente allo stesso livello delle altre ma è di supporto a tutti
Il processo di controllo
Il processo di controllo è la sequenza delle attività da realizzare con l’obbiettivo di fornire informazioni utili ai manager per l’assunzione delle decisioni. Il processo di controllo si realizza mediante due meccanismi:
- Meccanismo di feedback → guarda indietro, misurano i risultati conseguiti a intervalli predefiniti e li confrontano con gli obiettivi per definire gli interventi correttivi
- Meccanismi di feed-forward → guarda avanti, misurano i risultati intermedi e li proiettano a fine periodo per verificare la probabilità di raggiungere l’obiettivo e definire le azioni correttive
I meccanismi di feedback
Fasi:
- Fine anno precedente: Definizione degli obbiettivi, Elaborazione dei programmi d’azione
- Durante l’anno di riferimento: Attività di gestione
- Fine anno di riferimento: Rilevazione dei risultati effettivi, Confronti tra obiettivi e risultati effettivi → mi permette di capire se avevo programmato bene e attuare azioni correttive per gli anni successivi (cambiare obiettivi o programmi d’azione)
Vantaggi:
- Visione completa della gestione in rapporto agli obiettivi
- Certezza dei risultati e delle correzioni necessarie
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