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Problemi di sociologia della scuola

La sociologia della scuola, ovvero la sociologia dell’educazione/formazione: la sociologia è uno sguardo non giudicante sulla società, volta a cercare di capire le situazioni; la sociologia della formazione ha meno radici nella sociologia generale, l’oggetto generale è comune ma lo guardiamo da un punto di vista specifico e diverso rispetto alle discipline simili, quelle di confine, come la psicologia o la pedagogia, e con altre discipline all’interno delle scienze sociali, economia, storia. Più strumenti abbiamo più avremo capacità di comprendere, non ce n’è una più importante di un’altra.

Quando ci sono queste connessioni con altre discipline è necessario precisare:

  • L’oggetto di studio.
  • I metodi e gli strumenti per la riflessione e la ricerca.

Oggetto di studio della sociologia della formazione: è la riflessione sul rapporto formazione/società, la formazione deve accompagnare il cambiamento sociale, è l’analisi dei procedimenti formativi e dei rapporti che ci sono tra attori, agenzie e istituzioni; è anche l’analisi dei cambiamenti sociali e culturali delle implicazioni per la formazione e l’educazione.

Es: le scuole sono uguali a prima del covid? La scuola è strettamente collegata a ciò che succede nel mondo, compito della scuola è anche capire il contesto e fare andare le cose nel verso che posso ritenere più giusto.

Circolarità tra scuola e società: interagiscono uno con l’altra, la scuola non deve essere una riproduzione culturale ma è un contesto in cui si co-costruisce conoscenza, cultura e società.

Punto di vista sociologico

Punto di vista sociologico nell’analisi dei processi formativi: lo sguardo di analisi è un punto di vista specifico, osservare, attraverso raccolta di dati, informazioni, documento etc, cercare di comprendere cosa sta accadendo attraverso la spiegazione e l’interpretazione di questi dati e informazioni, e infine elaborare una sintesi del lavoro empirico alla luce di criteri, punti di vista, fonti e autori.

Livelli diversi del lavoro di analisi: descrivere - comprendere - spiegare - interpretare.

Punto di vista sociologico vs pedagogico:

  • Il punto di vista sociologico descrive la realtà della formazione ed educazione, ciò che accade, e cerca di comprendere e spiegare tale realtà, connessioni, ruoli, cause etc.
  • Il punto di vista pedagogico definisce l’ideale educativo, ciò che dovrebbe essere la realtà della formazione in relazione alle condizioni del contesto e ai principi/valori di riferimento, come dovrebbe realizzarsi la formazione in famiglia, a scuola, ecc.

Capiamo meglio per differenza, ed è necessario sottolineare che per ogni campo disciplinare c’è uno sguardo diverso, complesso, e c’è la possibilità e l’opportunità di un lavoro interdisciplinare.

Es: analisi dell’insuccesso scolastico.

  • Definizione di “insuccesso scolastico”.
  • Quantificazione del fenomeno: come? Collocazione e delimitazione del campo di indagine, raccolta dei dati, come? Tabulazione dei dati e analisi.
  • Spiegazione del fenomeno: come? Ricerca delle cause, fattori, variabili, che concorrono a produrre il fenomeno.
  • Interpretazione del fenomeno.
  • Costruzione di strategie di intervento, progetto.

Il lavoro interdisciplinare vedrà la collaborazione in:

  • Ambito sociologico: descrizione, analisi, interpretazione del fenomeno, variabili, cause, fattori, condizioni socio-culturali, ecc.
  • Ambito psicologico: comprensione della situazione del soggetto, dei fattori in gioco, del clima, delle situazioni, ecc.
  • Ambito pedagogico: sviluppo di un progetto di intervento per prevenire la dispersione scolastica, l’insuccesso, l’abbandono.

Definizione e oggetto di studio della sociologia dell’educazione

La definizione della disciplina e l’individuazione del suo campo di analisi si delineano in relazione a periodi storici diversi. Per arrivare a una definizione di sociologia dell’educazione è necessario riprendere un dibattito che si è sviluppato attorno al 1950: Educational Sociology vs Sociology of Education.

  • Educational sociology: è una sociologia educativa, presente nell’ambito degli studi pedagogici, è una teoria normativa, volta soprattutto a risolvere problemi educativi, ci diceva ‘come fare’ ed era utilizzata prima della sociologia che nasce a metà dell’800, è di carattere prescrittivo.
  • Sociology of education: è la sociologia della formazione, settore specialistico della sociologia, con scopi conoscitivi della realtà educativa nelle sue varie manifestazioni e per questo sviluppa concetti, teorie, etc, è di carattere descrittivo.

Visione documentario Spartakus e le maestre cattive: temi che emergono sono l’accesso alla conoscenza legata alla questione del potere, etnografia come scienza, questione del punto di vista, si può/deve cambiare il mondo? E la scuola contribuire in questo?

La distinzione fra le due è molto importante perché, la sociologia educativa è necessaria per realizzare i programmi d’azione, mentre la sociologia dell’educazione attraverso l’indagine empirica permette di spiegare fenomeni presenti e passati e anche di analizzare tendenze e sviluppare probabili alternative. La sociologia dell’educazione è un settore di studio che considera l’analisi dei fenomeni educativi come una branca della sociologia generale, con lo scopo specifico costituito dall’approfondimento in chiave sociologica delle istituzioni e dei processi educativi.

Si tratta di un campo di analisi che privilegia il nesso educazione-società, considera la questione dell’integrazione del soggetto nella realtà sociale di appartenenza e lungo tutto il corso della vita.

La sociologia dell’educazione è, dunque, una branca della sociologia che indaga le istituzioni e i processi formativi ed educativi in relazione al contesto sociale di appartenenza. Dalla sociologia trae istanze teoriche e impianto metodologico, il rapporto tra sociologia dell’educazione e sociologia generale è di tipo circolare, e si differenzia per un punto di vista specifico, sociologico, dalle discipline di confine, psicologia, pedagogia, con le quali condivide l’oggetto di studio ed è in rapporto di “fertilizzazione reciproca”.

La sociologia dell’educazione ha anche connessioni con altre discipline all’interno delle scienze sociali, come l’economia e la storia. Mentre il punto di vista pedagogico definisce l’ideale educativo, ciò che dovrebbe essere la realtà della formazione in relazione al contesto sociale e ai valori di riferimento, quello sociologico descrive la realtà della formazione e dell’educazione, ciò che accade, e cerca di comprenderla e spiegarla, connessioni, ruoli, cause, ecc...

Quattro verbi essenziali: descrivere, comprendere, spiegare, interpretare.

Il punto di vista sociologico sviluppa l’analisi di un fenomeno, attraverso la raccolta di dati e informazioni, per poi cercare la comprensione attraverso l’elaborazione di quanto rilevato e realizzare una sintesi del lavoro empirico alla luce di criteri, punti di vista, fonti e autori.

Il compito della sociologia dell’educazione, dunque, è riflettere sul rapporto formazione/società, analizzando:

  • Più in generale, il sistema educativo e le sue relazioni con la società, rapporti che intercorrono tra attori, agenzie, istituzioni e legami con l’economia, il sistema di valori, il sistema politico...
  • Nel particolare, il funzionamento dei gruppi che costituiscono il sistema scolastico, le relazioni sociali riguardanti le attività educative e le influenze educative implicite esercitate dall’ambiente sociale, tenendo conto dei cambiamenti sociali e culturali che influenzano la formazione e l’educazione.

L’attenzione ai vari settori di indagine non è costante nel tempo, si parla piuttosto di ricorsività degli argomenti trattati. La sociologia dell’educazione non può non occuparsi della realtà famigliare, dei giovani, dell’infanzia, dei new media, della religione o delle religioni, delle diverse culture che si interfacciano in una medesima realtà sociale e in generale dei bisogni di educazione e di formazione lungo tutto l’arco della vita, anche di adulti e anziani.

Bisogna andare a fondo, non fermarsi mai alla spiegazione più comoda, es: capire che se un bambino non si relaziona nella classe, magari non è solo perché è timido. Nell’analisi dell’insuccesso scolastico, ad esempio, dopo aver definito cosa intendiamo per insuccesso scolastico e aver quantificato il fenomeno, è necessario ricercarne attentamente le cause e fornire un’interpretazione utile a costruire strategie di intervento efficaci.

La scuola come contesto socio-educativo

La scuola è innanzitutto istituzione:

  • È un insieme di norme sociali rilevanti.
  • Definisce modelli di ruolo interdipendenti associati a determinati complessi di valori.
  • Assicura la loro permanenza nel tempo.
  • Perno fondamentale delle organizzazioni nelle società occidentali.

Scuola come istituzione culturale

Scuola come istituzione culturale: ente specializzato e gerarchicamente ordinato.

  • Specializzato in cosa? = Produrre individui elaborati sul piano delle conoscenze.
  • Differenziato come? = In ordini e gradi standardizzati, tali che l’acquisizione di un titolo di studio valga come indicatore del livello culturale.
  • Quali compiti svolge per la società? Economica, sociale e di trasmissione del patrimonio culturale.

Per quanto riguarda l’organizzazione gerarchica, se pensiamo al funzionamento dei media questa non c’è perché i bambini possono accedere alle serie tv, anche a quelle meno indicate per la loro età: siamo esposti ai contenuti mediali per mille ragioni e modi, non c’è un’organizzazione come per le scuole.

La cultura della scuola si intreccia su tre livelli:

  • Come sapere/saperi, curriculum, Cultura con la C maiuscola.
  • Come norme/costumi/cerimoniali, rituali, credenze, miti, ruoli incarnati, regole tacite ed esplicite, cultura con la c minuscola.
  • Come modus operandi, es. autonomia scolastica, gerarchie, rispetto degli standard.

E ha due funzioni:

Funzione di socializzazione secondaria

  • Trasmissione del patrimonio culturale, valori, conoscenze, comportamenti, alle nuove generazioni.
  • Passaggio tra famiglia e mondo del lavoro.
  • Differenziazione degli individui in base all’achievement, cognitivo + morale, e non a caratteristiche biologiche né socio-economiche, ascritte.

Problema: eterogeneità sociale crescente. Scuola non sa più quali valori trasmettere e quale autorità esigere, c’è un sovraccarico funzionale.

Funzione di selezione

Funzione di selezione = processo attraverso cui i soggetti vengono “filtrati” e distribuiti nelle diverse posizioni sociali disponibili = corrispondenza tra selezione sociale e scolastica.

In che senso oggi si parla di selezione? = allocazione delle risorse umane, legata alle possibilità di mobilità sociale per gli individui.

  • Trasformazione da «scuola d’élite» a «scuola di massa» negli anni Sessanta.
  • Selezione differita = spostamento della selezione stessa dalla scuola secondaria inferiore ai primi anni della scuola secondaria superiore.
  • Serve ancora per «selezionare la classe dirigente»? È meritocratica?

Alcune caratteristiche del sistema scolastico italiano

  • Analfabetismo, % di analfabeti è diminuita dal 1951 – 12,9% al 1981 – 3%, ma ritardo dell’Italia nel contesto europeo sulla % di diplomati e laureati.
  • Divario Nord-Sud, aumenta il tasso di scolarità al Sud, ma si mantiene forte il divario con il Nord per i tassi di drop-out e di giovani NEET – Not [engaged in] Education, Employment or Training.
  • Elitarismo e segregazione formativa, chi va al liceo appartiene ai gruppi più favoriti socialmente.

Tradurre il modello comunicativo di socializzazione a scuola valorizzando le mie conoscenze non solo con la trasmissione ma con la mediazione, e anche quelle del bambino per co-costruire anche con le famiglie. Insegnanti non più custodi di un sapere per pochi ma attori in relazione e quindi valorizzare il contesto; inoltre valorizzare le questioni di metodo più che i contenuti, insegnare il metodo attraverso i contenuti.

C’è una circolarità tra scuola e società, un reciproco legame: la scuola non è semplice luogo di riproduzione culturale, bensì contesto in cui si co-costruisce conoscenza, cultura, socialità, che si aggancia al presente.

Il rapporto educazione-società

Il rapporto educazione-società, e la sua continua evoluzione, rappresenta l’oggetto fondamentale di studio della sociologia dell’educazione, disciplina scientifica che considera il legame di fatti e processi educativi con la società e con i diversi aspetti o dimensioni costitutivi di essa. Questo rapporto ha subito notevoli trasformazioni negli anni: inizialmente, i classici pensavano che fosse un rapporto di dipendenza, l’educazione dipende dalla società; questa dipendenza, tuttavia, lascia poi il posto ad una crescente discontinuità tra strutture sociali e processi educativi, per poi essere superata dall’idea di un rapporto di interdipendenza.

Pone particolare attenzione sui processi di mutamento culturale e sociale: ci sono momenti storici in cui il cambiamento è più visibile che in altri, solitamente in quelli di crisi, e negli ultimi 150 anni è sempre più visibile; il cambiamento è così veloce che la nostra mente non riesce a stare al passo e il sistema di rielaborazione è sotto stress.

Principi generali

  • Ogni società sviluppa ideali educativi.
  • Ogni società definisce quindi scopi e modi della formazione.
  • In ogni società si evidenziano quindi: bisogni formativi, una dinamica domanda-offerta di formazione.

In che rapporto stanno formazione e società?

La formazione dipende dalla società? Sì, perché abbraccia un certo modo di pensare; è la società che dipende dalla formazione, c’è un legame tra i due elementi.

Questo rimanda al rapporto individuo-società che fonda il rapporto formazione-società.

Legame stretto/diretto: ognuno ha un ruolo che, se messo funzionante con gli altri, ha un meccanismo che funziona, ruoli complementari con gli altri: io faccio il mio, tu il tuo e insieme l’ingranaggio funziona. Negli anni ’60 c’è il cambio: rivendicare il diritto all’aborto e cambiare posizione rispetto a quelle previste.

Di tipo olistico, la società è un “tutto sociale”, enfatizza la preminenza della società sull’individuo e concepisce l’integrazione come una costruzione progressiva di conformità e quindi di una reciprocità intesa come complementarietà funzionale delle motivazioni individuali alle aspettative sociali.

Una seconda prospettiva assume invece il conflitto tra individui o tra gruppi contrapposti, le cui azioni sono centrali. L’integrazione è possibile solo tramite una reciprocità di tipo dialettico o negoziale; processo di visibilizzazione: le donne che vogliono lavorare, classe operaia che prende consapevolezza della subordinatezza rispetto agli altri: porta conflitti nella società e nella famiglia.

Alterità riconosciuta come ricchezza, tutto questo viene detto pluralismo: esplosione/consapevolezza delle diversità.

Esiste infine un terzo approccio all’insegna di un dualismo esistenziale reale, che vede l’individuo come soggetto attivo e l’educazione come il prodotto di una reciprocità discorsiva e connettiva.

Policentrismo: pluralità di occasioni formative, scoperta dell’adolescenza negli anni ’70, prima si passava dall’essere bambini ad adulti. Ogni spazio ha una valenza educativa, non solo la scuola ma anche oratorio piuttosto che il corso di pallavolo etc.

Fasi, tipo di rapporto, problema

  1. Dipendenza - Linearità - Ordine sociale.
  2. Autonomia - Discontinuità - Pluralismo.
  3. Interdipendenza - Circolarità - Complessità sociale.

Possiamo analizzare il rapporto educazione – società, distinguendo tre fasi:

La fase della dipendenza: una prima fase fondativa, la più estesa, vede la nascita di una riflessione sociologica specifica del fenomeno “educazione”, considerato quale variabile dipendente da una determinata organizzazione sociale, con una modalità del rapporto in termini di linearità. Si gettano le basi teoriche della disciplina e ci si concentra sulla problematica dell’ordine sociale e quindi della convivenza sociale nella società moderna, con evidenti funzioni di controllo sociale assegnate all’educazione.

  • La formazione dipende dalla società: esiste un rapporto lineare tra società e formazione “tale società tale formazione”.
  • La formazione è strumento di …
  • La problematica fondamentale è l’ordine sociale, l’integrazione, la solidarietà, e quindi la convivenza nella società civile.

La fase dell’autonomia: dei processi educativi rispetto alle strutture sociali.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sazzola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Problemi di sociologia della scuola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Ottaviano Cristiana.
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