Estratto del documento

In cammino: breve storia delle migrazioni

L'onda di avanzamento e le migrazioni lente

L'occupazione graduale del mondo fu il risultato di due forze: la prima, la capacità di riprodursi ed accrescersi demograficamente, l'altra, la capacità di spostarsi, cioè di migrare. Il popolamento del continente europeo è avvenuto lungo una direttrice sud-est nord-ovest, dall’oriente del Mediterraneo alle isole britanniche, con un lento cammino di penetrazione e insediamento di migranti che estendevano la coltivazione dei campi in nuove terre e le insediavano con case e villaggi.

Nella storia degli ultimi 2000 anni, i migranti hanno dovuto misurarsi con le popolazioni locali, contrattando le modalità di convivenza oppure imponendole o subendole, a seconda dei rapporti di forza e delle circostanze. I processi migratori generano conflitti, confronti, mescolanze, ibridazioni di natura culturale, sociale e bio-demografica.

L'emigrazione verso oriente fu il maggiore, ma non l'unico dei grandi processi di colonizzazione medievali. Sotto la spinta di questi movimenti il continente europeo assume una struttura insediativa assai stabile. Fu un processo intenzionale, organizzato e guidato da una politica migratoria.

Nel XII secolo, si verificò uno spostamento dalla vecchia Germania verso i territori tra l'Elba e l’Oder. Il flusso di emigrazione sembra essere dovuto piuttosto all'alto livello di organizzazione e di tecnologia della popolazione di origine e al corrispondente stato meno evoluto della popolazione slava autoctona (Vend) nei territori di immigrazione, nonché alle favorevolissime condizioni di insediamento dei contadini, oltre alle distanze relativamente brevi tra aree di partenza e di arrivo.

Tratti similari a quelli dell'onda di avanzamento si possono ritrovare anche in piena Rivoluzione industriale, nel graduale popolamento del continente americano verso ovest, oltre il Mississippi fino alla costa del Pacifico, nel corso del XIX secolo. Lo spostamento della «frontiera» verso ovest avvenne per numerosi fattori, di natura politica (l'acquisizione di nuovi territori - la Louisiana, il Texas, la California), legislativa (l'Homestead Act del 1862 per la cessione gratuita dei terreni ai coloni), tecnologica (il completamento della ferrovia transcontinentale nel 1869), di attrazione (la scoperta dei giacimenti auriferi in California nel 1849). Quasi contemporaneamente si sviluppò l'insediamento della Russia asiatica, con un movimento di famiglie contadine oltre gli Urali.

Selezione e riproduzione. L’effetto fondatore

Età, stato di salute, forza fisica, resistenza, inclinazione a sperimentare il nuovo, sono caratteristiche «candidate» che differenziano le popolazioni che si spostano rispetto a quelle che rimangono stanziali. La capacità riproduttiva (reproductive fitness) è espressa dal rapporto numerico tra la generazione dei figli e la generazione cui appartengono i genitori.

Se il rapporto è pari a uno, la popolazione non varia di numero; tanto più il rapporto è inferiore, o superiore, a uno, e tanto più la popolazione varia in diminuzione, o in aumento. La capacità riproduttiva non è che la risultante dell'attitudine ad avere figli e della possibilità di farli sopravvivere.

Quanto detto è bene esemplificato dalla storia dell'America nell'ultimo mezzo millennio, e dalle conseguenze del contatto con l'Europa e l’Africa. Indios, europei e africani, forzatamente schiavizzati, hanno tra loro un destino «numerico» assai diverso. La crescita degli europei è vigorosa, soprattutto in alcune parti del continente; trovano abbondanti risorse, clima favorevole, terre disponibili: ne beneficiano sia la sopravvivenza che la natalità.

Il caso delle popolazioni autoctone è negativamente speculare: gli indios vennero spogliati delle autonomie di governo e del possesso della terra, il loro lavoro venne in parte confiscato, i loro tradizionali modi di vita vennero mutati o sconvolti. Con gli europei migrarono in America virus - vaiolo, morbillo, scarlattina - verso i quali essi erano sprovvisti di immunità e che posero a rischio la loro sopravvivenza. La loro fitness riproduttiva venne gravemente compromessa e per alcune generazioni comportò una forte diminuzione numerica. Per gli africani, trattati a milioni come schiavi, la sorte fu ancora peggiore.

Per africani ed europei si possono mettere a rapporto due quantità: la quantità P (popolazione) e la quantità I (immigrazione). La prima (P) è costituita dall'ammontare numerico delle rispettive popolazioni quale risulta da censimenti, conteggi e stime attorno al 1800. La seconda (I) è il flusso cumulato di immigrati (al netto dei ritorni) durante il periodo 1500-1800.

Aggiungiamo adesso che P (cioè gli africani, o gli europei, che vivevano in America nel 1800) è essa stessa il prodotto di due componenti: la prima è il flusso di immigrazione avvenuto durante i tre secoli considerati (e cioè 1), la seconda è la capacità riproduttiva, o di crescita, dello stock di africani - o di europei - immigrato durante quello stesso periodo. Questa capacità di crescita (F) non è altro che la fitness, combinazione della sopravvivenza e della natalità. Se P = I x F, ne consegue che: F = P : I

La rozza stima della fitness è data dal rapporto tra popolazione finale e numero (netto) cumulato degli immigrati. Fitness: capacità adattativa del migrante, insieme di caratteristiche biologiche, psicologiche e culturali. La popolazione di origine africana sarebbe scomparsa se non fosse stata continuamente alimentata da nuovi arrivi.

L'esperienza americana, come quella di altri paesi d'oltreoceano di immigrazione, mostra che i discendenti della grande migrazione europea, verso la metà del secolo scorso, avevano comportamenti riproduttivi praticamente indistinguibili da quelli degli autoctoni e che le divergenze peculiari dei loro genitori e nonni erano state praticamente annullate. Lo stesso si dica per l'immigrazione prevalentemente non europea a partire dalla metà del secolo scorso: le popolazioni di seconda o terza generazione di origine asiatica, latinoamericana o caraibica non hanno conservato i modelli originari. Dunque, nel giro di una generazione, la convergenza dei modelli riproduttivi sembra, in genere, assicurata. La conclusione è che nel mondo contemporaneo il vantaggio riproduttivo degli immigrati di prima generazione sugli autoctoni è sensibile. Questo è però in riduzione, perché

Anteprima
Vedrai una selezione di 1 pagina su 5
Riassunto esame Popolazione e società, Prof. De Sanctis Gustavo, libro consigliato In cammino. Breve storia delle migrazioni, Livi Bacci   Pag. 1
1 su 5
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisalizza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Popolazione e società e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof De Sanctis Gustavo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community