Estratto del documento

SAPER VALUTARE:

CAP 1:

In passato la competenza valutativa dell'insegnante era considerata come la capacità

di misurare gli apprendimenti degli studenti attraverso verifiche e test. Per molti anni

la valutazione è stata vista come un'attività da svolgere al termine del percorso

didattico, con l'obiettivo di stabilire quanto gli alunni avessero appreso per attribuire

loro un voto. In questo periodo i concetti di test, misurazione e valutazione erano

spesso utilizzati come se fossero equivalenti, anche se in realtà indicano aspetti

diversi. La ricerca dell'epoca si concentrava

soprattutto sugli aspetti tecnici della valutazione, cercando di individuare strumenti in

grado di garantire una misurazione oggettiva. Visalberghi sosteneva che la

misurazione e la valutazione fossero due concetti distinti. Pur riconoscendo

l'importanza dei test e degli strumenti quantitativi, riteneva che essi fossero

indispensabili per formulare giudizi attendibili e motivati. Tuttavia, la valutazione

non doveva limitarsi ai risultati delle prove, ma doveva riguardare l'intera

personalità dell'alunno, valorizzandone capacità e potenzialità. In questa

prospettiva, la scuola assume una funzione orientativa, finalizzata a favorire la crescita

di ogni studente. Anche Calonghi attribuiva grande importanza alla valutazione, ma

sottolineava soprattutto la necessità che essa fosse continua. La valutazione non

dovrebbe essere effettuata soltanto alla fine del percorso, ma accompagnare

costantemente il processo educativo. In questo modo essa diventa uno strumento utile

per guidare l'insegnamento, motivare gli studenti e verificare in modo puntuale i loro

progressi. Per questo motivo proponeva di integrare strumenti quantitativi e

qualitativi, in modo da ottenere una conoscenza più completa degli apprendimenti.

Diversa è la posizione di Gattullo, che distingue in modo molto netto la misurazione

dalla valutazione: la prima consiste nell'accertare il livello di padronanza raggiunto

dallo studente attraverso prove oggettive, mentre la seconda rappresenta il momento

successivo, nel quale i risultati ottenuti vengono interpretati e trasformati in un

giudizio ufficiale, espresso mediante voti o giudizi descrittivi. Negli Stati Uniti,

l'attenzione della ricerca si è progressivamente spostata dalle tecniche di valutazione

alle competenze valutative degli insegnanti. Gli studiosi hanno evidenziato come molti

docenti possedessero conoscenze e abilità molto diverse tra loro in questo ambito,

causando valutazioni influenzate non solo dai risultati scolastici, ma anche da fattori

come il comportamento, l'impegno, la motivazione e la partecipazione degli studenti.

Queste difficoltà hanno fatto emergere la necessità di una formazione più specifica

sulla valutazione, riconoscendola come una competenza professionale fondamentale

per ogni insegnante. Nacque così l'esigenza di misurare il livello di competenza

valutativa dei docenti attraverso questionari, inventari e test standardizzati. Un

insegnante competente deve saper scegliere modalità di valutazione diverse a

seconda delle situazioni e utilizzare i risultati per migliorare l'insegnamento. La

valutazione, infatti, serve a individuare i punti di forza e di debolezza degli studenti,

riconoscere i bisogni della classe, organizzare interventi didattici personalizzati,

identificare gli alunni in difficoltà, comunicare gli obiettivi di apprendimento e

sostenere la motivazione degli studenti, assegnare voti e punteggi e usare il processo

di valutazione come strategia didattica.

In questo contesto assumono particolare importanza alcuni principi fondamentali della

valutazione.

- l'affidabilità, sinonimo di attendibilità, cioè la capacità di uno strumento di

fornire risultati precisi, stabili e coerenti anche se utilizzato in momenti o

contesti diversi.

- la validità, ossia la capacità di uno strumento di misurare realmente ciò che si

propone di misurare. Nel tempo il concetto di validità si è ampliato: inizialmente

riguardava soprattutto gli aspetti tecnici della misurazione, mentre

successivamente ha iniziato a considerare anche l'interpretazione dei risultati e

le conseguenze che la valutazione produce sugli studenti e sulle decisioni

educative.

Esistono varie tipologie di validità:

validità di contenuto: usata per i test che devono scrivere una performance

di un oggetto in un certo ambito

validità d criterio: per stabilire con precisione il grado con cui un test

consente di misurare ciò che dichiara;

validità di costrutto: usata per ottenere inferenze di alcuni tratt9i psicologici

come l’intelligenza.

- L’equità, secondo cui la valutazione deve garantire pari opportunità a tutti gli

studenti, evitando che fattori come il genere, l'origine sociale, il contesto

familiare o culturale influenzino il giudizio. Una valutazione equa permette a

ciascun alunno di esprimere le proprie potenzialità e contribuisce a ridurre le

disuguaglianze educative.

A partire dagli anni Novanta il ruolo della valutazione nella scuola cambia

profondamente. Se in passato era considerata uno strumento per misurare gli

apprendimenti degli studenti, con la diffusione delle politiche di accountability

(cioè di responsabilizzazione e rendicontazione dei risultati del sistema scolastico)

assumono sempre maggiore importanza le prove standardizzate su larga scala.

Queste rilevazioni hanno l'obiettivo di confrontare i risultati degli studenti, delle scuole

e dei sistemi educativi attraverso strumenti comuni e criteri uniformi. In alcuni Paesi,

tra cui l'Italia, le prove standardizzate hanno evidenziato non solo la necessità di

rendere la valutazione degli insegnanti più rigorosa, ma anche le difficoltà di molti

docenti nel comprendere e utilizzare dati statistici complessi e modalità di valutazione

diverse da quelle tradizionalmente adottate in classe. In altri contesti, come gli Stati

Uniti, il ricorso ai test standardizzati è diventato sempre più esteso fino a

caratterizzare l'intero sistema scolastico. Un fondamentale fu rappresentato

dall'approvazione della legge No Child Left Behind (2002), seguita nel 2010 dal

programma Race to the Top, con l’obiettivo che i dati raccolti attraverso la valutazione

potessero essere utilizzati sia per verificare la qualità del sistema scolastico

(accountability), sia per promuoverne il miglioramento.

Il ricorso al testing e alla valutazione aumentò per due motivi principali. Da un lato vi

erano le richieste delle politiche educative internazionali, orientate a verificare la

qualità dei sistemi scolastici attraverso prove standardizzate; dall'altro si diffuse

sempre più il concetto di valutazione per l'apprendimento (assessment for

learning), cioè una valutazione utilizzata direttamente nella pratica didattica per

favorire il miglioramento degli apprendimenti degli studenti. Nel Regno Unito, sono

stati elaborati dieci principi fondamentali della valutazione formativa. Secondo questa

prospettiva, la valutazione deve essere parte integrante della progettazione didattica,

aiutare gli studenti a comprendere come apprendono, sostenere la motivazione,

rendere chiari gli obiettivi e i criteri di valutazione, promuovere l'autovalutazione e

sviluppare la capacità degli alunni di gestire in modo autonomo il proprio

apprendimento. Anche in Italia il tema della valutazione ha accompagnato tutte le

principali riforme scolastiche. Negli anni Settanta si passò dalla pagella alla

scheda di valutazione descrittiva; negli anni Ottanta i nuovi programmi della

scuola elementare e media attribuirono maggiore attenzione ai processi di

apprendimento; negli anni Novanta furono sperimentati nuovi documenti di

valutazione con finalità più formative; nei primi anni Duemila si cercò di introdurre

strumenti come il portfolio delle competenze; successivamente si ritornò alla

valutazione numerica in decimi e, con l'istituzione del Sistema Nazionale di

Valutazione (D.P.R. n. 80/2013), la valutazione esterna delle scuole assunse un ruolo

sempre più importante.

Lo sviluppo delle prove standardizzate ha però prodotto anche alcune criticità. Molti

insegnanti hanno percepito queste rilevazioni come strumenti lontani dalla realtà

quotidiana della classe e spesso hanno faticato a utilizzare i risultati delle prove per

migliorare la didattica. Per questo motivo oggi si ritiene che la competenza valutativa

dell'insegnante non consista soltanto nel saper correggere verifiche, ma anche nel

saper leggere, interpretare e utilizzare dati provenienti da diverse fonti. Il docente

deve essere in grado di collegare i risultati delle valutazioni con gli obiettivi del

curricolo, prendere decisioni didattiche basate sulle evidenze raccolte e utilizzare la

valutazione come strumento per migliorare non solo l'apprendimento dei singoli

studenti, ma anche il lavoro della classe e della scuola nel suo complesso.

Tuttavia, è emerso un ulteriore problema: molti insegnanti non possedevano le

competenze necessarie per leggere, interpretare e utilizzare correttamente i risultati

delle valutazioni. Numerosi studi hanno evidenziato che concetti fondamentali, come

percentili, standardizzazione e ranking, erano spesso poco conosciuti dai docenti

e, di conseguenza, raramente utilizzati nella pratica didattica. La scarsa preparazione

ha favorito anche la diffusione di pratiche poco corrette dal punto di vista etico, come

il teaching to the test (insegnare esclusivamente ciò che sarà oggetto della prova),

il cheating (alterare o favorire i risultati), la concessione di tempi aggiuntivi non

previsti oppure la modifica delle risposte degli studenti. Questi comportamenti

dimostravano che molti insegnanti non erano adeguatamente preparati a utilizzare le

valutazioni standardizzate nel modo corretto.

Si sviluppa una nuova concezione della valutazione: essa non viene più considerata

soltanto uno strumento per certificare gli apprendimenti, ma diventa un processo

finalizzato a sostenere e migliorare l'apprendimento stesso. Nasce così il concetto di

valutazione per l'apprendimento (assessment for learning). In questa prospettiva,

la valutazione accompagna l'intero percorso formativo dello studente. È una

valutazione continua, perché segue l'evoluzione degli apprendimenti; dinamica e

interattiva, perché coinvolge attivamente gli studenti; e multidimensionale, perché

considera diversi aspetti dello sviluppo della persona. Non si limita più alle verifiche

tradizionali, ma comprende osservazioni sistematiche, discussioni in classe, lavori

collaborativi, valutazione tra pari, autovalutazione, analisi degli elaborati e restituzione

di feedback costruttivi.

Secondo Stiggins, uno dei principali studiosi dell'assessment literacy, una valutazione

di qualità è indispensabile per garantire una scuola efficace: valutazioni poco accurate

possono infatti portare a decisioni didattiche sbagliate e compromettere il successo

degli studenti.

Cinque sono le dimensioni fondamentali per un uso accurato e valido della

valutazione:

1. Avere finalità chiare. L'insegnante deve sapere perché sta valutando, quali

decisioni dovrà prendere sulla base dei risultati e chi utilizzerà le informazioni

raccolte. Gli obiettivi della valutazione cambiano infatti a seconda che

riguardino il singolo studente, la classe, la scuola o il sistema educativo.

2. la chiara definizione degli obiettivi di apprendimento. Non è possibile

valutare ciò che non è stato definito con precisione. Per questo motivo gli

obiettivi devono essere espliciti e coerenti con le conoscenze, le abilità e le

competenze che gli studenti sono chiamati a sviluppare.

3. la scelta di metodi e strumenti adeguati. L'insegnante deve selezionare

la modalità di valutazione più adatta agli obiettivi prefissati, scegliendo

tra prove scritte, interrogazioni, osservazioni, performance, lavori autentici o

altri strumenti. Inoltre deve costruire prove sufficientemente complete e

controllare la presenza di possibili fattori di distorsione (bias) che potrebbero

compromettere l'equità dei risultati.

4. la comunicazione dei risultati. Dopo aver raccolto e interpretato le

informazioni, il docente deve fornire agli studenti un feedback chiaro, descrittivo

e costruttivo, capace di spiegare i criteri utilizzati e di orientare il

miglioramento. Il feedback rappresenta uno degli strumenti più efficaci per

sostenere l'apprendimento.

5. gli aspetti emotivi della valutazione. L'insegnante deve essere consapevole

che la valutazione influenza la motivazione, l'autostima e il senso di

autoefficacia degli studenti. Per questo è importante creare un clima di fiducia e

utilizzare la valutazione come occasione di crescita, evitando che venga vissuta

esclusivamente come momento di giudizio o di selezione.

Anche Sadler propone una definizione ampia della competenza valutativa. Secondo lui

un insegnante competente deve possedere una solida conoscenza dei contenuti

disciplinari, avere atteggiamenti positivi ed empatici verso gli studenti, saper costruire

prove efficaci, conoscere criteri e standard di valutazione, formulare giudizi fondati e

fornire feedback personalizzati che aiutino concretamente gli studenti a migliorare.

Infine, Stiggins richiama l'attenzione su alcune convinzioni errate che possono

ostacolare una buona valutazione. Ad esempio, ritiene sbagliato pensare che i test

standardizzati siano sufficienti da soli per valutare gli studenti, oppure che la

valutazione serva solo alla fine del percorso didattico. Allo stesso modo considera

dannosa l'idea che la paura della valutazione possa favorire l'apprendimento (crea

demotivazione soprattutto per gli studenti che hanno già provato la frustrazione del

fallimento). Al contrario, la valutazione dovrebbe essere un processo continuo,

integrato nell'insegnamento e orientato principalmente a sostenere il successo

formativo degli studenti.

Secondo Mertler, un insegnante competente deve saper integrare valutazione e

comunicazione, scegliere i metodi più adeguati a raccogliere informazioni attendibili

sugli apprendimenti, comunicare efficacemente i risultati utilizzando strategie

differenti e, soprattutto, utilizzare la valutazione per sostenere la motivazione degli

studenti e favorire il loro coinvolgimento attivo nel processo di apprendimento. L'idea

comune a questi modelli è che una scarsa competenza valutativa porta a valutazioni

poco accurate, con effetti negativi sull'apprendimento degli studenti e sul

raggiungimento degli obiettivi educativi. Per questo motivo cresce l'attenzione verso la

formazione degli insegnanti, ai quali viene richiesto non solo di saper costruire e

somministrare prove di valutazione, ma anche di interpretarne correttamente i

risultati, comunicarli in modo efficace e utilizzarli per migliorare la didattica. Nel nuovo

millennio i sistemi educativi richiedono infatti insegnanti capaci di gestire forme di

valutazione sempre più diversificate. Oltre alla valutazione realizzata in classe, i

docenti devono saper utilizzare anche i dati provenienti dalle prove standardizzate,

confrontarsi con colleghi e famiglie e prendere decisioni didattiche basate sulle

evidenze raccolte. Tuttavia, numerose ricerche continuano a evidenziare una distanza

tra la teoria e la pratica: molti insegnanti mostrano ancora lacune nella preparazione

valutativa. Da questo momento diventa sempre più evidente che la competenza

valutativa non riguarda soltanto la valutazione svolta in classe, ma richiede anche la

capacità di integrare la valutazione di classe con la valutazione di sistema.

L'insegnante deve quindi saper utilizzare sia le informazioni raccolte quotidianamente

durante le attività didattiche, sia i risultati provenienti dalle rilevazioni nazionali e

internazionali.

Esistono alcuni principi fondamentali di una buona valutazione. Essa deve

- essere il risultato di un giudizio professionale fondato su evidenze,

- influenzare positivamente la motivazione degli studenti,

- migliorare l'insegnamento,

- essere valida, affidabile, equa, etica,

- utilizzare strumenti diversi

- riconoscere la possibilità di errore.

Allo stesso tempo gli studenti hanno il diritto di conoscere gli obiettivi della

valutazione, comprendere i criteri utilizzati, ricevere una valutazione valida e affidabile

e ottenere feedback chiari e utili per migliorare.

L'orientamento attuale considera la competenza valutativa come un insieme

complesso di conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori. Essa comprende non solo gli

aspetti tecnici della valutazione, ma anche le dimensioni sociali, culturali, etiche e

professionali. La valutazione viene quindi interpretata come una pratica situata,

strettamente collegata al contesto in cui l'insegnante opera. Dunque,

l'assessment literacy deve essere considerata una pratica sociale. Le competenze

valutative non si sviluppano soltanto attraverso lo studio individuale, ma soprattutto

grazie al confronto, al dialogo e alla collaborazione con altri insegnanti all'interno delle

comunità di pratica (fenomeni di aggregazione informale di attori che si

costruiscono spontaneamente attorno a pratiche di lavoro comuni, dove sviluppano

solidarietà su problemi, condividono scopi, ossia gruppi che nascono attorno ad

interessi condivisi, si alimentano di impegni reciprochi, durano fino a quando

persistono gli interessi comuni). Attraverso la condivisione delle esperienze e la

riflessione comune, i docenti costruiscono una comprensione più profonda della

valutazione e migliorano progressivamente le proprie pratiche professionali. Gli studi

più recenti spostano quindi l'attenzione non solo su ciò che gli insegnanti sanno fare,

ma anche sulle loro concezioni, credenze, esperienze e rappresentazioni della

valutazione, riconoscendo che questi elementi influenzano pro

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 1 Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, Prof. Girotti Luca, libro consigliato Saper (ben) valutare: repertori, modelli e istanze formative per l'assestment literacy degli insegnanti, Pastore Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elena52345 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sperimentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Girotti Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community