Pedagogia sperimentale
Disciplina applicativa che ha come obiettivo l'acquisizione dei metodi, delle tecniche e degli strumenti per fare ricerca.
Educare e insegnare
Educare - "Guidare la crescita"
Insegnare - "Guidare la formazione culturale"
Azione di guida
- Definizione mete
- Pianificazione interventi
- Conoscenza fattori di influenza su sviluppo
- Sapere tecnico-operativo per attuazione interventi
- Metodologia di ricerca - regole adeguate al contesto, non fisse; educare si controlla empiricamente.
Per l'acquisizione di competenze
- Leggere ricerche organizzate da altri
- Collaborare ad una ricerca (es. somministrare prove)
La ricerca in educazione
La ricerca è una forma di costruzione del sapere, realizzata attraverso un metodo scientifico (percorso sistematico che consente di ottenere risultati validi e affidabili in qualsiasi settore dello studio o dell'azione).
Tipologie di ricerca nei diversi ambiti della pedagogia
- Ricerca storica: esplora fenomeno educativo nel passato, anche in chiave comparativa, per comprendere come si modifichi nel tempo e nello spazio tramite l'uso di studi di altri autori - storia della pedagogia.
- Teorico-argomentativa: studio e analisi di contributi teorici/empirici e elaborazione di modelli/teorie per inquadrare fenomeni educativi - pedagogia generale.
- Empirica: utilizza il metodo scientifico. Processi di costruzione di conoscenze su aspetti educativo-didattici in situazioni concrete utilizzando procedure trasparenti e rigorose, controllabili e replicabili - pedagogia sperimentale.
Il metodo scientifico
- Formulazione domanda (problema) e scopo di ricerca
- Il ricercatore si documenta
- Formulazione ipotesi
- Definizione costrutti (caratteristiche fenomeno/chiavi interpretative per indagarlo) e identificazione elementi rilevabili concretamente
- Definizione piano di ricerca
- Individuazione soggetti coinvolti nella ricerca
- Costruzione strumenti per rilevazione dati
- Rilevazioni e documentazione percorso
- Analisi e interpretazione dati
- Discussione e valutazione del processo attuato
- Trascrizione rapporto di ricerca e diffusione degli esiti
Ricerca empirica ≠ buona esperienza
Ricerca buona esperienza
- Fine: costruire conoscenze non generalizzabili o trasferibili per risolvere problemi quotidiani
- La costruzione di conoscenza si basa su un'attenta riflessione personale conseguente a osservazioni o azioni realizzate in contesto, documentate non in modo sistematico e con dati organizzati senza riferimento controllato a scopi ben precisi.
La figura dell'educatore
Professionista che ha come obiettivo la trasformazione di situazioni problematiche tramite una progettazione e un'azione funzionale favorendo lo sviluppo delle potenzialità (autonomia, autodeterminazione e autorealizzazione). Per intervenire deve conoscere il contesto e il fenomeno su cui interviene attuando un intervento che sia in grado di esprimere probabilità di efficacia. Deve sviluppare la capacità di utilizzare la conoscenza esistente o produrne attraverso la pratica per comprendere i fenomeni; intervenire in maniera competente; acquisire elementi per monitorare, verificare e valutare la pratica stessa.
Le competenze di ricerca dell'educatore
Consentono:
- Produzione di conoscenza dei fenomeni per impostare il lavoro educativo (ricerca per l'azione)
- Controllo dei processi attivati e rilevazione risultati conseguiti (ricerca sull'azione)
- Acquisizione dati utili a comprendere il fenomeno/contesto e l'azione educativa si realizza rafforzando competenze critico-riflessive (ricerca nell'azione)
Evidenze empiriche e pratica professionale
Un professionista deve essere sempre aggiornato, per esserlo deve essere in grado di prendere le proprie decisioni sui risultati della ricerca scientifica.
Cosa sono e a cosa servono?
- Avere un parametro di confronto con la ricerca
- Elemento chiave con il quale il professionista opera scelte consapevoli ed informate allo scopo di prendere decisioni trasparenti, giustificabili ed efficaci - criterio di valutazione dell'azione professionale
Emergono grazie a:
- Buone procedure di ricerca che rispettino i requisiti di: sistematicità, controllabilità, aderenza alla realtà sotto esame
- Quadri teorici di riferimento con il quale osservare fenomeni e trarne informazioni
È necessaria la consapevolezza professionale, altrimenti i suggerimenti derivanti dalle evidenze non potrebbero essere adatti a situazioni specifiche. Senza evidenza empirica non si potrebbe scegliere tra approcci concorrenti in modo informato.
Strategia di ricerca empirica
- Osservativa/con intervento: approccio che il ricercatore ha con la realtà studiata
- Qualitativa/quantitativa: distinzione che riguarda le attese e le scelte di fondo del ricercatore in base alla possibilità di conoscere la realtà, paradigmi, ai metodi, dal ruolo del ricercatore, agli strumenti da adottare, alla natura dei dati e alla generalizzabilità dei risultati.
Paradigmi
Definizione: modello o schema esplicativo della realtà o alcuni suoi aspetti e si caratterizzano per la loro continua evoluzione.
Si definiscono in base alle risposte che il ricercatore dà a tre questioni:
- Questione ontologica: Definisce la natura della realtà
- Questione epistemologica: Riguarda la possibilità di conoscere a fondo la realtà sotto esame
- Questione metodologica: Riflessione sui metodi utili a raggiungere i nostri obiettivi conoscitivi e su tecniche e strumenti adeguati alla realtà su cui si sta indagando
Ricerca qualitativa
Indagine naturalistica, induttiva, orientata al caso unico, prevede empatia, contatto personale, flessibilità. Obiettivi: Scopo idiografico
Comprendere la realtà educativa e approfondirne la specificità tramite il coinvolgimento e la partecipazione personale del ricercatore. Studia il singolo, il particolare, un gruppo.
Paradigma fenomenologico: Alla base, principio secondo cui la realtà non può essere solo osservata ma anche interpretata. Deriva dal dualismo di Dilthey tra scienza della natura (spiegazione del distacco tra osservatore e realtà osservata) e scienze umane (no distacco tra osservatore e realtà).
- Ontologico: Non esiste una realtà assoluta valida per tutti, quindi la realtà è un riflesso della nostra interpretazione di essa.
- Epistemologico: Non essendo possibile la separazione tra osservatore e realtà, si possono solo cercare i significati delle interpretazioni dati ad essa e non teorie e spiegazioni dei fatti.
- Metodologico: Utilizzo di tecniche qualitative e soggettive, variabili a seconda della forma che l'interazione studiante-studiato assume. Si privilegia un approccio micro e spazio-temporalmente situato, mentre la conoscenza avviene mediante un processo di induzione.
Ricerca quantitativa
Introduce la misurazione delle variabili e l'analisi statistica dei dati. Obiettivi: Scopo nomotetico
Descrivere o spiegare o prevedere eventi osservabili, isolando i fattori da un contesto e studiandone le relazioni attraverso misure e risultati numerici.
Paradigma positivista: Realismo ingenuo.
- Ontologico: realtà guidata da leggi immutabili e meccaniciste, si suddivide in una serie di variabili e processi che possono essere studiati singolarmente. Si parla quindi di una realtà oggettiva e conoscibili in modo deterministico.
- Epistemologico: Il ricercatore e l'oggetto di ricerca sono entità indipendenti. Il primo deve studiare il secondo senza influenzarlo e senza farsi influenzare. Gli esiti della ricerca sono veri e si possono identificare leggi generali e universali.
- Metodologico: Domande o ipotesi enunciate attraverso proposizioni e sottoposti a test empirici. Le variabili che possono confondere vengono tenute sotto controllo per prevenire conseguenze.
Popper - Lo schema di falsificazione: Confutare le teorie perché solo quelle che resistono alle confutazioni sono maggiormente credibili anche se non "vere" in senso assoluto. Popper sostituisce quindi lo schema nomologico-deduttivo perché le previsioni confermate non dicono nulla sulla validità della teoria.
Realismo critico: La realtà è solo imperfettamente conoscibile; può essere osservata da diversi punti di vista, la conoscenza umana è imprecisa, non è governata da leggi ma da tendenze e regolarità.
- Ontologico: La realtà è molteplice e conoscibile in modo imperfetto e probabilistico
- Epistemologico: Cultura, valori, idee del ricercatore possono influire sull'interpretazione che dà della realtà. Perciò è importante la manifestazione dei suoi presupposti teorici. Quindi si possono individuare regolarità tendenziali, sempre potenzialmente falsificabili.
- Metodologico: Integrazione di metodi di ricerca diversi (quantitativi/qualitativo-interpretativi); triangolazione (confronto di più livelli di osservazione) dei risultati provenienti da più strumenti e metodi di ricerca.
I metodi nella ricerca
- Metodi quantitativi
- Possibilità di generalizzare gli esiti
- Possibilità di comparare situazioni
- Possibilità di confrontare più ricerche su temi analoghi per comparare gli esiti e trovare evidenze
- Metodi qualitativi
- Forte contestualizzazione dell'oggetto studiato
- Possibilità di andare in profondità sul fenomeno studiato
- Possibilità di rilevare aspetti meno evidenti (dinamiche relazionali, percezioni, ...)
Metodi misti: Entrambi vengono utilizzati in momenti diversi della ricerca per trovare le migliori risposte all'interrogativo che ha dato inizio alla ricerca. In questo modo i risultati hanno un maggior grado di affidabilità dato che i vantaggi di un approccio compensano i limiti dell'altro.
Tabella a doppia entrata
| Ricerca osservativa | Ricerca con intervento |
|---|---|
| Indagine/inchiesta | Esperimento |
| Ricerca con osservazione sistematica | Quasi-esperimento |
| Ricerca valutative |
Forme principali di ricerca osservativa di tipo quantitativo
- Inchiesta: (questionario: strumento principale) misura sistematica di fattori per effettuare comparazioni e individuare probabili agenti differenzianti. Ricerca osservativa di tipo quantitativo si che si occupa di analizzare un certo fenomeno. Si va a isolare determinate caratteristiche e si nota come le variabili stanno in relazione tra di loro. "Inchiesta" quando si fa riferimento a grandi campioni che consentono comparazioni su larga scala; "indagine" più generico o quando il campione è numericamente circoscritto. "Ricerca correlazionale" quando si può accertare la variazione tra due variabili.
- Osservazione sistematica: rilevazione diretta delle condotte dei soggetti presi in considerazione tramite l'utilizzo di strumenti strutturati di annotazione dei comportamenti. Strategia di rilevazione dei dati con strumenti ad alto grado di strutturazione che ci consentono di rilevare determinati comportamenti (frequenza, motivazioni). Forma di ricerca che studia i fenomeni andando a isolarne una serie di caratteristiche, ma conduce questa attività con un'osservazione diretta.
Possibili rischi: non sempre si riesce a risalire al tipo di comportamento perché le risposte potrebbero essere condizionate; bisogna vedere come il comportamento del soggetto si relazioni con altri soggetti e ciò si può osservare più facilmente se andiamo a vederlo.
Forme di ricerca osservativa di tipo qualitativo
- Ricerca valutativa: osservazione e giudizio dell'oggetto di ricerca per poi intervenire e migliorarlo. Si tratta di un insieme di tecniche, procedure e metodi che permettono di valutare prodotti singoli (es. curricoli o libri di testo) o strutture complesse (organizzazioni scolastiche).
- Ricerca etnografica: ha lo scopo di delineare le caratteristiche di una cultura, di comprenderne le credenze, le abitudini comunicative, le convenzioni e i significati ad essi attribuiti, interpretando il punto di vista dei soggetti osservati.
Caratteristiche:
- Lungo periodo di resistenza con i soggetti studiati
- Ambientazione naturale
- Instaurazione di legami empatici
- Acquisizione del linguaggio del gruppo studiato
- Individuazione delle norme implicite che regolano le interazioni sociali
Possibili temi:
- Le culture della minoranza rispetto alla cultura dominante
- Costruzione di cultura in un gruppo di pari
- Continuità e discontinuità culturali tra famiglia e scuola/educazione non formale
- Stili educativi in un determinato gruppo culturale
Studio di caso
È una ricerca empirica, condotta su un singolo soggetto, istituzione o evento. Approfondisce un evento contemporaneo, all'interno di un contesto di vita reale ("in contesto"), nel quale i confini tra fenomeno e contesto non sono evidenti e nel quale si usano differenti fonti di informazioni, tramite un'osservazione approfondita e prolungata di casi individuali, un accurato lavoro di analisi e presentazione del materiale che riguarda il soggetto o il fenomeno studiato.
- Intrinseco/estremo (eccezionalità, straordinarietà del caso)
- Strumentale/paradigmatico (caso tipico di altri soggetti o istituzioni)
- Collettivo (analisi di più casi individuali per individuare costanti e differenze)
Forme di ricerca con intervento quantitative
L’esperimento e il quasi-esperimento hanno come obiettivo costruire una nuova conoscenza.
- Esperimento: messa alla prova di un’ipotesi, attraverso l’introduzione di un cambiamento in una situazione e la valutazione sistematica degli effetti provocati dallo stesso. In questo caso, il ricercatore opera un mutamento nella variabile indipendente e studia l’effetto prodotto sulla variabile dipendente. Il ricercatore ha il controllo completo sull’esperimento (su chi, cosa, quando, dove, come).
- Quasi-esperimento: il ricercatore non ha il controllo di tutte le condizioni della ricerca. (es. sceglie i soggetti da gruppi già esistenti).
Forme di ricerca con intervento qualitative
Ricerca-azione
Ricerca-azione segue un approccio qualitativo e ha come scopo principale il risolvimento di problemi che si verificano in un contesto specifico. È una strategia di ricerca che mira a fornire delle risposte efficaci ad un problema percepito dagli operatori in un dato contesto, individuando criticità nell’attività concreta di chi opera sul campo e delineando linee di intervento adeguate a quel contesto.
Ha una storia lunga: il padre della ricerca-azione è considerato lo psicologo tedesco K. Lewin negli anni ’30 e ’40, che applica i principi della Gestalt e della sua "teoria del campo" alla ricerca. Lewin enfatizza l’importanza della stretta collaborazione tra ricercatore e operatore per i buoni esiti della ricerca. In un primo tempo considerando la capacità del ricercatore di fungere da agente di cambiamento, successivamente (dagli anni ’70) ponendo l’accento sul reciproco scambio e confronto paritario tra le componenti coinvolte nel processo.
A livello educativo, è un termine usato per descrivere un insieme di attività nello sviluppo dei curricoli, nei programmi di innovazione della scuola e nella progettazione e sviluppo dei sistemi. Queste attività hanno in comune l’identificazione di strategie di azione programmate che sono realizzate e poi sottomesse sistematicamente alla osservazione, alla riflessione ed al cambiamento. I partecipanti all’azione sono considerati come del tutto coinvolti in tutte le fasi della ricerca.
- È una forma di ricerca partecipativa, volta a risolvere una situazione problematica (evidenziata dalla maggior parte dei casi degli operatori di uno specifico contesto).
- Prevede che il ricercatore e gli operatori, coinvolti nella situazione problematica, prendano parte a tutte le fasi della ricerca, al fine di migliorare la situazione stessa.
- L’obiettivo non è solo conoscere, ma operare, agire, migliorare le azioni (ricerca condivisa proprio per questo).
- È una ricerca autoriflessiva, in quanto prevede il miglioramento della professionalità degli operatori.
- Cerca di saldare la scissione che esiste tra ricerca educativa e pratica pedagogico-didattica e educativa (mettere insieme teoria e pratica).
- Si tratta di una forma di ricerca attenta al singolo contesto, flessibile, capace di coinvolgere direttamente gli educatori, che gestiscono quotidianamente i processi formativi.
Passaggi fondamentali
- Si trova un problema in un contesto educativo.
- Un ricercatore-consigliere dialoga con gli operatori che hanno presentato il problema, e si forma il gruppo di lavoro.
- Si definisce sistematicamente il problema.
- Si crea un ventaglio di proposte di spiegazione e soluzione (interventi).
- Si sceglie la soluzione (intervento) che sembra poter meglio rispondere al problema rilevato.
- Si applicano le rilevazioni d’ingresso.
- Si introduce l’intervento.
- Si verificano periodicamente gli effetti: il monitoraggio è fondamentale.
- Si fa la valutazione.
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