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Riassunto pedagogia (Manuale)

La pedagogia tra scienza ed utopia Capitolo 1

Premessa

L’attuale sapere pedagogico è l’esito di una storia di riflessione che si è sviluppata attraverso

l'avvicendarsi di correnti di pensiero differenti, che hanno influenzato dei modelli di educazione-

l’esito

istruzione-formazione. Questa caratterizzazione è di un intreccio tra dimensione teorica e

dimensione esperienziale che consente alla pedagogia di muoversi tra un'istanza analitica,

interpretativa, progettuale e trasformativa. Autori come Popper miravano al superamento delle

tradizioni attraverso la sostituzione dei vecchi modelli basati sulla storicità. Nel corso di questo

processo decostruttivo e ricostruttivo della scienza, la pedagogia può essere definita come un

insieme di pluralità, di differenze, di creatività e di cambiamento, queste caratteristiche consentono

il riconoscimento delle dimensioni contrapposte ma anche interconnesse come mito, scienza,

individuo e ambiente.

1. pedagogia e scienza

1.1 una scienza di attraversamenti

La funzione critica e riflessiva della pedagogia fa riferimento alla struttura concettuale, al

linguaggio, ai metodi e alle caratteristiche sociali e politiche. La pedagogia si presenta a

ridescriversi con una nuova descrizione di sé, tutto ciò nella indisponibilità a rinunciare ai suoi

valori. Essa si muove tra ricerca di autonomia ed esigenza di interdisciplinarità.

La Formazione può essere letta come la categoria comprendente del sapere pedagogico, ed è un

sistema formativo. Essa si può descrivere attraverso 2 dimensioni:

• dar forma: ai processi attraverso i quali le istituzioni formative si occupano di conservare e

trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza e la cultura;

• formar si: ai processi auto-costruttivi attraverso i quali il singolo soggetto elabora questa

cultura con l’apporto della propria individualità.

Gli anni 50 e 60 del 900 costituiscono la fase cruciale per la pedagogia, un percorso di riflessione

dell’autonomia

alla ricerca scientifica.

1.2 la via della scienza

La pedagogia nasce come scienza empirica, ancorando la ricerca alla concretezza, all’esperienza

la pedagogia cerca la possibilità di ridefinire il suo ruolo nell’ambito

e alla pluralità dei dati; quindi,

sociale. In tal modo la pedagogia incontra il dibattito neopositivista che si va sviluppando in

Europa, quello pragmatista che proviene dagli USA e la filosofia marxista. La corrente che emerge

maggiormente è quella dell’empirismo: la pedagogia scende: sul terreno empirico

dell’osservazione, perché un pedagogista deve sapere osservare e l’osservazione va sempre

incrociata, della sperimentazione, ricerca come apprendimento antipedagogica e della verifica,

riflessione sulle capacità di apprendimento. La pedagogia è una delle poche scienze autonome

i pedagogisti iniziano a dire “non è più ancilla alla filosofia” ed è una delle

dalla filosofia; infatti, L’adesione al modello di Dewey porta una concezione della

poche scienze che si può determinare.

scienza dell’educazione come scienza empirica che pone al centro la padronanza del metodo

attraverso il quale è possibile conoscerlo. Il metodo a cui Dewey si richiama è il metodo

che lo utilizza per affrontare i suoi problemi.

investigativo dell’intelligenza, Il fulcro di questo

argomento è l'esperienza, che si configura come il terreno di incontro tra organismo e ambiente.

L’educazione ha come obiettivo quello di acquisire un atteggiamento scientifico.

1.4 Pensiero della crisi e nuova razionalità

Nietzsche nella sua critica alla razionalità totalizzante, dimostra che la verità è sempre incompleta.

In Francia alcuni autori recuperano il pensiero di Marx e Freud rifacendosi al rapporto tra potere e

con l’obiettivo di superare antiche separazioni tra razionalità e desiderio. Ciò che emerge

sapere

dibattito filosofico è l’urgenza di dare spazio a un’idea di

dal ragione che sappia costruirsi. Nel

1979 venne pubblicato in Italia un testo emblematico, La crisi della ragione, che raccoglie le più

importanti del dibattito: il modello di ragione in cui si decreta e si argomenta la crisi è quello della

ragione classica. Il potere della riflessione razionale era quello di riconoscere gli schemi razionali

in base ai quali tutta la realtà codificava il proprio vivere. Questo potere è il frutto di un pregiudizio.

La crisi delle scienze mette in discussione l’idea che la conoscenza spieghi i fenomeni naturali

attraverso schemi logici ed emerge un nuovo modello di razionalità.

1.5 Con la scienza, oltre la scienza

L’impianto epistemologico delle scienze fisico-naturali con la sua insistenza sulla ricerca di una

metodologia non tollera la possibilità del confronto con altri paradigmi epistemologici risultando

insufficiente. La constatazione di queste inadeguatezze si confronta con un discorso pedagogico

ricco di senso comune, connotato su una base linguistica-filosofica-ermeneutica. Si riconosce la

positività che il paradigma scientifico ha comportato nel liberare la pedagogia dalle antiche

e nell’avviare il

dipendenze da modelli filosofico-retorici ripensamento delle sue strutture cognitive

ed epistemologiche. Da tutto questo emerge la necessità di procedere all’approfondimento delle

integrazioni necessarie a chiarire le strutture profonde del sapere pedagogico. Un importante

che hanno contribuito a riportare l’attenzione della cultura

contributo viene dato dalle correnti

contemporanea sulla soggettività individuale; quindi, si afferma la centralità della persona. È così

che la pedagogia non abbandona il progetto empirico-sperimentale ma lo integra con altri modelli.

2.1 oltre la scienza, l’utopia

In origine la pedagogia appariva impegnata su 2 versanti:

• produce un’analisi del presente per far emergere le contraddizioni della realtà esistente;

• prefigura percorsi di trasformazione dell’esistente, proiettandoli in luoghi e mondi nuovi.

Utopia deriva dal greco ou tòpos, letteralmente non luogo, e fu usato per la prima volta dal

filosofo Moro nel 500 e da allora è entrato nel linguaggio comune per indicare la descrizione di un

mondo ideale. I termini Utopia e Pedagogia si presentano come uno scambio transitivo che ha

futuro, realtà e possibilità. L’utopia apre alla pedagogia

consentito di dialettizzare contingenza,

l’accesso ai territori del cambiamento, consentendole di muoversi tra vincoli e possibilità. La

rivendicazione di un mondo migliore viene coniugata:

• dello sfruttamento a cui sono costrette le masse popolari;

sull’eliminazione

• la possibilità di trasformazione sociale e diffusione del sapere.

L’autore che seppe meglio convogliare l’attenzione sulla valenza utopica fu Bloch, che intendeva

l’idea ovvero un’unica utopia in cui vengono accolte tutte le utopie

valorizzare di utopia concreta:

della storia: desideri, sogni, speranze che hanno sempre caratterizzato la vita degli uomini e si di

consegnare all’uomo una condizione originaria mai realizzata, che solo in età infantile è stato

possibile vivere, senza alienazione ed estraneazione della patria. Patria intesa come il luogo mai

raggiunto di una società giusta ove l’uomo e la società trovino una sintesi con la natura. Negli anni

60 e 70 del 900 i francofortesi realizzano la teoria critica che coglie gli eventi e le idee che si sono

susseguiti nel corso della storia. Quindi la dimensione della teoria critica si configura non in termini

liberare l’individuo

politici ma pedagogici. Il compito di dai condizionamenti che lo tengono

soggiogato è affidato all'educazione antistituzionale e anti-formale ma si tratta soprattutto di una

L’inattualità si riferisce alle 2 dimensioni del sapere pedagogico:

pedagogia inattuale.

• all’esigenza di una formazione cognitiva ed etica fondata

la dimensione critica rimanda

sulla cultura artistica e filosofica;

• rimanda all’esigenza di una formazione proiettata oltre i valori della

la dimensione utopica dell’individuo e della

società attuale, verso una liberazione totale, società, che sappia

realizzare una società giusta e una vita personale felice.

critica l’argomentazione di Freud riguardante la funzione della repressione degli istinti,

Marcuse

necessaria alla sopravvivenza della civiltà. La prospettiva utopica indicata da Marcuse è quella di

procedere ad un approccio aperto e multidimensionale, dove dare spazio al gioco, all’eros, al

narcisismo e alla fantasia. Per realizzare la liberazione dell’individuo bisogna capovolgere

l’aspetto educativo che si tratta di creare delle istituzioni educative in cui poter recuperare le

dimensioni dell’umano.

occorre puntare sull’educazione estetica, ove l’uomo moderno vive in condizioni di

Per Schiller

squilibrio dovuta al prevalere della logica dell’utile sociale e dei vantaggi materiali, nell’ambito

dell’esperienza estetica è possibile mettere in discussione i rapporti di dominio, esempio quello

dell’uomo sulla natura. Nel gioco l’uomo ha l’opportunità di unire le scissioni che turbano

l’esistenza e ritrovare l’unità organica di tutte le sue facoltà.

affermava che l’educazione dell’uomo e della donna si debba orientare contro

Capitini

l’eliminazione di ogni forma di violenza e totalitarismo. Si tratta di saper connettere nel rapporto

educativo i ruoli dell’educatore e del bambino; il bambino in quanto possibilità di inizio diverso e

l’educatore in quanto profeta.

Padre Balducci estende il concetto della non violenza a tutte le forme di vita: uomini, donne,

apre l’integrazione

culture diverse, piante, animali e oggetti inanimati. Così si dei diritti umani

naturali fondati sull’interdipendenza tra specie umana e sistema ecologico.

2.2 Ragione demonica e sfida esistenziale

elabora il modello ove vengono articolate l’idea e la funzione dell’utopia. Quest’ultima

Bertin

appare sempre più centrale nel discorso pedagogico, tanto ché Bertin porta a maturazione la

propria concezione di ragione problematica. Per Bertin la ragione si configura come strumento

attraverso il quale diventa possibile interpretare la complessità che consente di cogliere le

contraddizioni della vita. A fronte della crisi economica, sociale e culturale Bertin trova nuovi

sia nell’esperienza

orientamenti attraverso cui riconosce il disordine del singolo sia nel percorso

storico dell’intera collettività. Propone la funzione demonica che traduce il senso tragico e

violento della crisi in rifiuto dell’esistenza e che vede l’utopia come alternativa possibile.

Una pluralità di modelli per un sapere complesso Capitolo 2

Premessa

Non esiste la pedagogia, esistono più modelli pedagogici legati a molteplici concezioni del mondo.

Ci si riferisce alle differenze tra:

• una concezione di vita improntata a una visione metafisica;

• una concezione improntata a una visione laica.

Il personalismo pedagogico e il fronte laico

Il personalismo nasce in Francia nel 1932 nella rivista Esprit e il suo fondatore Mounier, esso si

antropologiche. In Italia l’eredità del personalismo fu

muove tra istanze metafisiche e istanze dell’Ateneo di Padova uno dei centri del

raccolta da Stefanini che insieme ai suoi primi allievi fece

personalismo italiano. Nel 1954, il Centro di studi pedagogici Scholè organizza il convegno

dedicato alla pedagogia cristiana. Da quel momento si aprì un dibattito, ove sono confluiti i

pedagogico italiano (Corallo, Peretti…). A questo processo

maggiori esponenti del personalismo

contribuiscono una serie di avvenimenti sociali, culturali, religiosi, la teologia della liberazione e le

proposte di Don Milani e Balducci. Il personalismo pedagogico di questi ultimi anni accetta di

confrontarsi con la complessità della società contemporanea senza rinunciare alla

dimensione trascendente ma ancorandosi ai fatti storici accaduti precedentemente.

L’autore Manno elabora il suo personalismo critico mantenendo uno sfondo religioso valorizzando

l’esperienza dell’uomo e si mostra attento al nesso teoria prassi. In tal modo mostra l’aspetto

teorico (dell’educazione) e l’aspetto pratico (empirico), prestando attenzione al “fare formazione”.

Per la pedagogia marxista e laica, il riferimento a Marx, Dewey e a Gramsci rappresenta il filo

rosso che lega tra loro le differenti posizioni concettuali espresse nei vari dibattiti scientifici o sulle

pagine di riviste come Scuola e città, che è una rivista storica, e Riforma della scuola, che si

raggrupparono gli esponenti della corrente laica e marxista. Nella rivista Riforma della scuola, 2

correnti si scontrano ma confluiscono a formare un unico fiume, dalla resistenza veniva il marxista

Ciari e il progressista Borghi che tutti e due si ponevano lo stesso problema, quello della rinascita

democratica della scuola.

La pedagogia sviluppa una critica nei confronti di tutte le istituzioni sociali del sistema formale,

denunciando le rigidità ideologiche. In tal senso la pedagogia viene riconosciuta come sapere

caratterizzato di ideologia, cioè connesso a obiettivi e scelte politiche. Il problema è quello di

sapere riconoscere l’esistenza di una pluralità di ideologie evitando che uno di questi ritenga di

essere l’unica visione attendibile del mondo.

2. Il dibattito in corso

• La pedagogia personalista. D’Arcais, riprendendo l’impostazione personalista di

Stefanini, accentua la dimensione esistenziale, soggettiva e problematica della persona. La

progettualità della pedagogia colloca questi ultimi all’interno della storicità dell’agire umano

e si pone su un piano di intervento dinamico, problematico e operativo. Esso si impegna a

fornire le giustificazioni della scelta personalista, ribadendo che la persona, per quanto

aperta alla trascendenza, è anche corporeità, storicità, progetto terreno che si fa nel

divenire della propria esistenza.

• La pedagogia critica. Granese formula la teoria della metateoria del sapere pedagogico in

Per l’autore il suo

cui si intrecciano ragioni teorico-filosofiche e storiche-antropologiche.

obiettivo, non ancora raggiunto, era quello di far maturare la pedagogia e per esprimere la

teoria della pedagogia critica utilizza la metafora del labirinto connessa alla metafora

della porta stretta: il labirinto, visto come la pedagogia, indica chi trova un campo di

ricerca che riesce a trovare qualcosa di ancora indefinito, la porta stretta (vista come

l’educazione) intesa come passaggio difficile, dove la difficoltà non è più quella di uscire

dall’intrico, ma nell'accedere ad uno spazio intravisto e che è arduo da raggiungere.

• La clinica della formazione. Massa afferma che qualunque teoria deve partire dalla

considerazione dal legame che sussiste tra dimensione soggettiva e dimensione oggettiva.

É proprio rispetto alla connessione tra mondo della vita e mondo della formazione che esso

vista come un’azione di scoperta, di

formula la proposta di una clinica della formazione,

comprensione e di rielaborazione dei significati impliciti. Demetrio ha sviluppato un modello

pedagogico incentrato sull’utilizzo della narrazione tramite racconto, autobiografia e diario.

La pratica narrativa utilizza il costante impegno di una rinnovata lettura, collegata alla

propria storia esistenziale.

• La metateoria ermeneutica. Il modello pedagogico di Cambi è caratterizzato dalla

metateoria ermeneutica. La sua finalità è quella di sviluppare un’analisi del discorso-sapere

pedagogico che attraverso l’uso di una pluralità di modelli di indagine sappia disarticolare i

suoi stessi presupposti. Per esso la pedagogia è un luogo di incontro, una scienza in

continua ridefinizione, aperta a risultati prodotti in altri ambiti scientifici.

• L’approccio fenomenologico. La ricerca di Bertolini affronta i temi classici della filosofia

husserliana: trattando la valenza conoscitiva dell’empatia, l’intenzionalità della coscienza e

l’apertura al possibile. di ridefinire l’assetto

Questi temi consentono ad esso, da un lato,

teorico della pedagogia, dall’altro lato, di ridefinire la progettualità educativa ancorandola al

percorso storico.

• L’approccio biopedagogico. La ricerca di Frauenfelder punta ad analizzare i

rapporti tra bios e logos (vita e ragione), tra vincoli genetici e input culturali, con

l’obiettivo di salvaguardare la centralità del soggetto. L’approccio biopedagogico

introduce i concetti di plasticità funzionale, di apprendimento come processo

auto costruttivo del soggetto, di formazione come dispositivo di mediazione tra

genoma e ambiente

3. Il problematicismo pedagogico

Bertin suggerisce alla pedagogia 4 vesti:

• di Bertin fa tutt’uno con la presa di coscienza pedagogica della molteplicità

Veste teoretica

dei modelli attraverso i quali è stata organizzata la vita educativa e si fonda sul principio di

ragione, che mi fa capire che oltre quel limite c’è un po’ di verità. Questa veste ha una

funzione antidogmatica, cioè serve a demolire ogni prospettiva di tipo dogmatica. Un

dogma è una verità che non si può mettere in discussione. L’obiettivo della riflessione

teoretica è dare ali a un modello razionale in grado di vincere la parzialità di una certa

filosofia dell’educazione in accordo con gruppi di potere.

• di Bertin fa tutt’uno con la scelta del modello pedagogi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emi2406 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Tomarchio Maria.
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