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Roger Cousinet

Capitolo 1: La prima formazione tra filosofia e psicologia

Vita

Roger Cousinet nacque nel 1881, compì i suoi primi studi a Parigi e fu allievo di Ribot, Binet e Durkheim. Nel

1903 assunse il servizio come maestro elementare e 4 anni dopo pubblicò il suo primo studio di psicologia

infantile. Fu anche ispettore scolastico nel 1909. Successivamente, partecipò alla Prima guerra mondiale e

una volta ferito, si dedicò alla propria attività della fondazione del movimento La Nuova Educazione. Muore

nel 1973.

1. Un sapere funzionale

La diffusione del movimento dell’Educazione nuova avvenne in Francia nel XX secolo e stabilisce l’unione di

più correnti di pensiero. Cousinet diffuse nuove idee capaci di permettere lo sviluppo di correnti di pensiero

originali. Bisogna però sottolineare che vi furono interventi legislativi, grazie a Ferry, in cui sancirono il

principio della gratuità e della obbligatorietà dell’istruzione rendendola più libera, ma la scuola francese

continua a mantenere una tradizionale struttura scolastica. Si sviluppò sempre di più il dibattito sulla libertà

di coscienza e sull’autodeterminazione, che ebbe dei risvolti anche sul campo dell’insegnamento. Cousinet

sperimenta nuove soluzioni, attingendo anche ad influenze straniere. Anche Freinet, suo contemporaneo, è

volto verso una Scuola del popolo, il cui strumento guida non fosse quello dell’interesse, ma bensì quello del

lavoro, distaccandosi, dalla corrente di pensiero positivista. Infatti, se con il Positivismo, sociologia e psicologia

avevano guadagnato il ruolo di scienze autonome e considerati un supporto per la pedagogia, adesso queste

due discipline non si accontentano più di osservare, come proponeva il Positivismo, ma di agire. Intorno al

‘900 si assiste allo sviluppo di una controcultura pedagogica, ossia un movimento critico-distruttivo e

orientato alla ricostruzione di una pedagogia più funzionale.

2. L’incontro con Andrè Lalande

I maestri ispiratori di Cousinet furono anche Rousseau, Balzac e Tolstoj, autori di letteratura classica, invece,

per quanto riguarda le influenze filosofiche, va ricordato Lalande. Frequentando il liceo Michelet, ha modo di

approfondire lo studio delle lingue straniere manifestando interesse verso ogni espressione della cultura. In

questo periodo ebbe modo di conoscere Lalande come insegnante a Parigi. Antipositivista, Lalande propone

come legge generale la dissoluzione, ossia un processo di unificazione, il passaggio da diverso a eguale,

costituendo una vera e propria filosofia. Sostenendo quindi che alla verità si arriva, mediante l'eliminazione

dei punti di vista individuali, e che solo la ragione è in grado di unificare. Il rapporto con Lalande ebbe per

Cousinet un riscontro positivo, dove ha avuto modo di maturare e approfondire i corsi tenuti da Lalande

riguardanti argomenti come la comunicazione interpersonale, la chiarezza del linguaggio e la funzione

normativa della ragione.

3. Tolstoi e Rousseau

Cousinet ha anche modo di studiare il pensiero di 2 importanti pedagogisti moderni: Tolstoi e Rousseau,

considerati come i 2 maggiori rappresentanti della corrente mistica dell’Educazione Nuova. Del pensiero di

entrambi egli apprezza il valore etico-sociale e i loro contenuti diventeranno sempre più un pensiero ricco e

articolato e un valore pratico-sperimentale. In merito a Tolstoi, egli considera come nonostante la condanna

severa nei confronti delle istituzioni scolastiche, venga salvato il principio della scuola, diversa da quella

vigente, dove ogni allievo ha una propria individualità che va salvaguardata e dei bisogni che solo in condizioni

di libera scelta potranno essere tradotti in componenti di crescita personale. Tolstoi, precisa che l’educazione

popolare è dovuta alla vita e non alla scuola. Per Cousinet Tolstoi è un attento conoscitore dei sistemi scolastici

europei. Il diritto di educare non esiste; la formazione nasce da un rapporto libero tra gli individui ed è il

risultato delle condizioni di vita di ognuno. Le idee di Tolstoi lasceranno un’impronta decisiva sul pensiero di

Cousinet che porrà in stretta relazione con il pensiero di Rousseau. All’età di 21 anni, Cousinet decide di

prepararsi al concorso per ispettore primario; viene riformato dagli obblighi di leva, ed insegna per 5 anni

come maestro elementare, che è un percorso obbligatorio per chi punta alla carriera di ispettore primario.

Grazie a tale esperienza Cousinet osserva e impara ogni manifestazione infantile. A Malakoff, che fu la 1° sede

di insegnamento, divenne membro della Libera Società per gli Studi Psicologi del Bambino. Binet, membro

del gruppo, porta a compimento gli studi sulla misurazione della fatica intellettuale e si occupa dei bambini

che presentano uno scarso rendimento scolastico. Precedentemente si pensò che questi bambini fossero

ritardati o anormali, quando invece le loro difficoltà dipendevano dalle condizioni di miseria in cui vivevano o

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dal rifiuto che possedevano nei confronti del maestro. Tali idee attirarono l’interesse di Cousinet, ritornando

in mente la lezione di Tolstoj e Rousseau, dove bisogna conoscere il bambino, porlo in libertà e osservarlo. Si

matura sempre più l’idea che l’apprendimento non sia un fatto solo scolastico e che l’educatore debba

superare ogni atteggiamento di indifferenza nei confronti dell’uomo.

4. La società Binet

Per poter osservare in maniera diretta il campo su cui operare, Cousinet partecipò alle riunioni della Società

Binet dove si sostiene che la vecchia pedagogia è il risultato di pregiudizi dove si confondono le dimostrazioni

rigorose con le citazioni letterarie ed è essenziale che si ricorra sul piano dell’osservazione e della

sperimentazione. Nel 1950 Cousinet, nell’Educazione Nuova, vuole dare un ordine sistematico ai diversi punti

e sistemi che caratterizzano il movimento, puntualizzando l’esistenza di una corrente psicologica che

all’interno dell’educazione interviene sotto diversi aspetti di pedagogia sperimentale e psicologia infantile.

Grazie all’opera di Binet, Cousinet riceverà un forte impulso per l’affermazione e definizione del suo metodo

con considerazioni psicologiche e non pedagogiche. Grazie quindi alla scienza si vennero a costituire uno dei

principi fondamentali dell’Educazione Nuova. Cousinet però individua anche gli aspetti meno produttivi di

tale sperimentazione psicopedagogica. Gli studi e le statistiche hanno indicato solo la quantità degli errori e

non la loro qualità. Se un ragazzo dovesse commettere un errore e si cerca di capirne le cause, la psicologia

non troverebbe la causa ma si preoccuperebbe di verificare e dire quello che realmente è senza considerare

i bisogni e i desideri del singolo individuo, ciò che non farebbe la pedagogia. In merito a tali complessità e

quesiti, si punta a considerare il singolo individuo solo in rapporto a se stesso, indipendentemente da ciò che

lo circonda. Cousinet si rende conto delle insufficienze della psicologia e in veste di pedagogo entra a far parte

del gruppo di redazione della rivista L’Educazione Moderna, dove ha modo di conoscere studiosi come

Claparède. Il primo articolo di Cousinet in questa rivista riguarda l’insegnamento dell’ortografia, dove

sostiene che la pratica del dettato è dannosa ed inutile per una corretta acquisizione dell’ortografia. Dopo un

anno, appare un altro articolo in una rivista diretta da Ribot, legato alla psicologia della percezione, dove è

possibile osservare il tipo di relazione che Cousinet vuole stabilire tra psicologia e pedagogia. Muovendo da

un problema pedagogico: la possibilità di comunicazione tra individui, adulti e bambini diversi fra di loro, con

il supporto della psicologia si cerca di spiegare il fenomeno: il bambino è immerso in un mondo di

indistinzione, non percependo diversità della realtà circostante; così si arriva alla sintesi di un progetto

educativo: la vita sociale, che aiuta il bambino a cogliere le diversità del mondo esterno e a non confondere

le diverse percezioni. Cousinet osserva che nel corso della vita scolastica scompaiono i giochi di

immaginazione ed imitazione e si costituisce una sorta di società infantile, che è più evidente nella

ricreazione, quindi fuori dall’ambito scolastico, dove il bambino si rapporta con i suoi simili ed è interessato a

conoscere le regole.

5. La solidaritè enfantine

Nel 1908 nel suo articolo La solidaritè enfantine Cousinet inaugura uno stile che sarà presente in tutta la sua

produzione, dove verranno trattati argomenti come la condanna alla scuola tradizionale. Egli sostiene che la

scuola ha delle responsabilità riguardo forme di socialità deviate che vengono manifestate dai bambini. Se

l’uomo con la sua autorità ostacola lo sviluppo dell’individuo, la solidarietà infantile si trasforma in schiavitù

manifestando ostilità nei confronti del maestro e adottando atteggiamenti negativi come la rivolta costituita

da individui privi di personalità. L’educatore moderno in questo periodo attraversa un momento di crisi,

cambierà il direttore, Compayré interessato agli sviluppi della psicologia americana. La rivista si allarga e

vengono pubblicati articoli di studiosi americani e Cousinet si dedica allo studio dei programmi del

pragmatismo, dove valuterà la collaborazione della psicologia americana e del pragmatismo. Nel 1910 alla

riunione con la società Binet introdurrà un oggetto di studio la pedagogia del self-government, dove si

definisce un concetto che diventerà centrale nel suo pensiero pedagogico e grazie a questo spiegherà anche

le ragioni di un’esperienza del singolo individuo nella sua relazione con l’ambiente. All’interno di questi studi,

anche se non verrà citato vi sarà l’influenza di Considérant, in cui le sue tematiche costituiscono un ruolo

importante per il percorso di Cousinet, tematiche che preferisce lasciare nell’ombra dal punto di vista politico.

La scuola secondo Considérant deve rispecchiare i principi della società democratica e sarà qui che Cousinet

cerca di organizzare una sperimentazione del self-government. 2

Capitolo 2: Dallo sperimentalismo alla pedagogia

1. Dall’autogoverno all’autoeducazione

Cousinet una volta divenuto ispettore scolastico impiegherà gran parte della sua attività sviluppando la

sperimentazione con gli insegnanti alla circoscrizione di Arcis-sur-Aube, proseguendo la sua attività di ricerca

accanto a Compayré presso l’Educazione Moderna. Qui per Cousinet inizierà un periodo di approfondimento

di quelli che sono i suoi studi e in particolare la propria proposta metodologica verificando quelli che sono i

problemi legati all’educazione, sia in ambito sociale che politico. Il continuo approfondire e unirsi di interessi

provenienti dalla psicologia, pedagogia sperimentale e dalla sociologia di Durkheim fanno sì che Cousinet

sviluppi idee sempre più nuove all’interno dell’educazione nuova, la cui originalità venne modificata. Inoltre,

è importante sottolineare che, anche se non ci fu il suo contributo, all’interno della società Binet venne

interpellato un rendiconto sulla sperimentazione del self-government, dimostrando l’insuccesso del metodo

e sebbene Cousinet ammetta tale insuccesso afferma comunque il suo parere riguardo il fatto che è possibile

educare uomini liberi solo all’interno di un clima di autogoverno. L’errore del self-government sta nel fatto

che gli insegnanti hanno inventato una forma di autoritarismo indiretto. L’autogoverno si risolve quando non

viene compreso in una prospettiva pedagogica ispirata a criteri di non-direttività, cioè lo sforzo costante di

considerare la vita del gruppo, di rompere l’isolamento individualista e favorire la vita democratica della

classe. Grazie all’autogoverno, Cousinet arriva all’autoeducazione.

2. L’educazione estetica

Nel 1911 vengono pubblicati 2 articoli sull’Educazione moderna dove vengono trattate tematiche mai

affrontate prima d’ora:

 Nel primo dal titolo, Lectures des enfants, viene espresso il rammarico per la scarsa considerazione

che la pedagogia francese contemporanea riserva alla lettura per l’infanzia. Per Cousinet i ragazzi

amano leggere e sono interessati a racconti di vicende eroiche.

 Nel secondo articolo traspare la sua esperienza riguardo l’insegnamento dove, ispirato dal

movimento per l’educazione artistica di Quenioux, propone riflessione di natura pedagogico

didattica. Rassicurando chi diffida del movimento e impegnandosi a diffondere tale movimento agli

insegnanti del suo dipartimento. Per Cousinet è importante educare i ragazzi a osservare i prodotti

artistici con occhio diverso non in grado di analizzare e quindi incapaci di ammirare e contemplare

l’arte.

3. L’educazione alla libertà

Le Scuole Nuove sono oggetto ricorrente negli articoli che compaiono su l’Educateur Moderne. In tale

periodo, Ferrière collabora con la rivista, e compaiono articoli che hanno come tematica nuovi metodi

sperimentali sia in Francia che all’estero. In particolare, Cousinet scrive 4 importanti articoli che hanno per

oggetto il metodo Montessori che viene presentato senza trascurare dettagli importanti. Per Cousinet, la

libertà non va concepita come una concessione della scuola o dell’educatore ai fanciulli anzi noi dobbiamo

restituirgli la libertà che gli abbiamo preso. Egli si scontra continuamente con la rigidità, l’uniformità di una

struttura sociale quale la scuola. Essa appare identica nel tempo, sia nella sua forma esteriore, che nelle

nozioni e nei valori che trasmette. Passando da una scuola all’altra come ispettore, ritrova sempre gli stessi

libri e le stesse abitudini di lavoro ed ironizza sulle consuetudini di lavoro degli insegnanti in una serie di

articoli pubblicati sulla rivista l’Éducateur Moderne, che sono carichi di provocazione. Il suo ruolo di ispettore

scolastico contrasta con la volontà di rinnovamento del ricercatore.

4. Dallo sperimentalismo alla pedagogia: Rousseau

Nel 1912 ricorre il bicentenario della nascita di Rousseau. In un’interpretazione Claparède, sostiene che

l’analisi del pensiero di Rousseau va approfondita in quanto non sono stati considerati adeguatamente alcuni

elementi anticipatori della moderna psicologia, che contribuiscono ad una nuova concezione del fanciullo

inteso come essere completo ed autonomo. Cousinet pubblica sulla rivista L’Éducateur Moderne un

rendiconto sulle nuove prospettive di studio che offre l’analisi di Rousseau, osservando che ha guadagnato

all’estero la fama di grande pedagogista. Cousinet afferma che Rousseau, non è uno psicologo né un filosofo

dell’educazione, ma un visionario, mosso nelle proprie argomentazioni, più che dal suo interesse verso i

bambini. Proprio lui è l’iniziatore di quella corrente mistica dell’Educazione Nuova da cui, secondo Cousinet,

deriverebbe l’intero movimento. L’itinerario proposto da Rousseau non è quello di un soggettivo e

individualistico rifiuto delle regole del vivere civile, perché nella sua opera è presente un’istanza pedagogico-

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sociale, che ha come obiettivo la trasformazione della società da strumento di corruzione, regresso e di

progresso morale. Cousinet condivide tale istanza e scopre dei principi cardine nuovi, che influenzeranno la

sua proposta metodologica rimanendo attratto dai testi di Rousseau, poi ne coglie gli aspetti innovativi:

 In primo luogo, la concezione della libertà intesa come equilibrio tra un soggetto ed un ordine a lui

esterno.

 In secondo luogo, una diversa considerazione tra forze interiori ed esteriori nella formazione

dell’individuo.

Rousseau scrive nelle Confessioni, che noi siamo quello che le nostre impressioni, provocate da circostanze

esterne, ci fanno essere, infatti, modificando queste cause esterne, modifichiamo anche le nostre idee ed il

nostro modo di essere. Per Cousinet, tali considerazioni sono alla base della rivoluzione di Rousseau. Il

bambino è autonomo dal punto di vista morale. Per Rousseau, il problema della libertà si risolve col fatto che

un individuo prende coscienza del condizionamento che l’ambiente nel quale vive ha su di lui. Egli deve

dipendere e non obbedire. La scuola arricchisce tale ambiente e il ragazzo dipende dalla comunità in cui vive.

Soltanto attraverso l’esperienza diretta si può realizzare tale processo di adattamento, l’intervento

dell’educatore è inutile. Rimane però in Rousseau e in Cousinet, un problema di conciliazione tra autorità e

libertà, entrambi non hanno mai pensato di risolvere la questione dell’intimità della coscienza umana e del

rapporto che l’uomo stabilisce con un’autorità. Rousseau, fa dipendere la capacità di libertà, dall’effettivo

stato di libertà e tale concezione pedagogica, crea le premesse per una problematica che è già pedagogico-

sociale. Le leggi esercitano un’influenza sulla formazione e la legge è l’unico strumento che può garantire la

rigenerazione morale dell’umanità. Nella visione di Rousseau la politica non fonda la morale più di quando

essa non fondi la politica, ed entrambe si identificano. Ma affinché legalità e libertà coincidano è necessario

che la norma sia concorde con la natura umana che ogni individuo possa viverla, facendola propria. L’essere

sociali è nella natura umana e Cousinet si trova concorde con tali affermazioni sottolineando che non è

necessaria la distinzione tra i bisogni dell’individuo e della specie. I veri bisogni del ragazzo sono bisogni

naturali il cui soddisfacimento è insieme grato all&rs

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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