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Microeconomia: le scelte individuali, 4 principi base

  1. Gli individui sono costretti a scegliere perché le risorse sono scarse.
  2. Il cioè ciò a cui si deve rinunciare quando si fa una scelta è il vero costo costo-opportunità, per l’economista.
  3. Le comportano una comparazione tra i costi e i benefici di una decisioni quantitative quantità leggermente superiore o inferiore rispetto a una data quantità iniziale: processo di trade-off/analisi al margine.
  4. Gli individui in genere rispondono agli incentivi, sfruttando le opportunità date per migliorare il proprio benessere.

Principio 1

Gli individui sono costretti a scegliere perché le risorse sono scarse.

Una risorsa è qualsiasi cosa che possa essere utilizzata per produrre ottenere qualcos’altro.

Ex: terra, lavoro, capitale, capitale umano, reddito, tempo.

Le risorse sono sempre scarse, la quantità disponibile è limitata rispetto al bisogno dei consumatori. Quindi bisogna fare delle scelte.

Questo vale sia livello individuale che collettivo. Ex: Italia, dove allocare (spendere/utilizzare) le risorse?

Principio 2

Il costo-opportunità, cioè ciò a cui si deve rinunciare quando si fa una scelta, è il vero costo per l’economista.

Il costo-opportunità è maggiore di zero perché le risorse sono scarse: scegliere qualcosa significa rinunciare a qualcos’altro.

Ex: prezzo, quei soldi non li posso spendere in altro.

NB: il costo-opportunità non è necessariamente espresso in termini monetari, può includere il valore dell’uso alternativo del tempo.

Il costo opportunità comprende i costi espliciti e i costi impliciti.

  • Costi espliciti: costo tasse universitarie, libri…
  • Costi impliciti: credito a cui si rinuncia non lavorando (non uno sborso di denaro ma un mancato introito).

Altro incluso nel costo opportunità solo se il costo non sarebbe stato sostenuto con la scelta alternativa. La spesa permane non è compreso nel costo opportunità. Ex: trasporti.

Il costo opportunità si può applicare a livello sociale. Produrre qualcosa in quantità maggiore significa sottrarre risorse alla produzione di altro. 1

Principio 3

Le decisioni quantitative comportano una comparazione tra i costi e i benefici di una quantità leggermente superiore o inferiore rispetto a una data quantità iniziale: processo di trade-off/analisi al margine.

Alcune decisioni comportano una scelta quantitativa.

Le scelte quantitative sono decisioni al margine (o marginali): piccola variazione.

Aumentare la quantità di un bene comporta un aumento dei benefici ma anche dei costi: benefici e costi marginali.

La decisione comporta un trade-off.

Analisi marginale: confronto tra beneficio e costo marginale.

Se il beneficio marginale è maggiore del costo marginale conviene aumentare la quantità.

Se il costo marginale è maggiore del beneficio marginale conviene ridurre la quantità.

Individui scelgono la quantità per cui il beneficio marginale è il costo marginale sono uguali.

Principio 4

Gli individui in genere rispondono agli incentivi, sfruttando le opportunità date per migliorare il proprio benessere.

Un incentivo è tutto ciò che offre una ricompensa all’individuo che modifica il proprio comportamento.

Gli incentivi non sono necessariamente monetari.

Esistono i disincentivi: qualunque cosa comporti una punizione chi non modifica il proprio comportamento.

Interazioni tra individui e mercati: i principi base

  1. Lo scambio apporta benefici.
  2. Dato che gli individui rispondono agli incentivi, i mercati tendono all’equilibrio.
  3. L’allocazione delle risorse può essere valutata in termini di efficienza ed equità.
  4. Dato che gli individui in genere sfruttano tutti i benefici dello scambio, di solito i mercati sono efficienti.
  5. Se i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società.

Principio 5

Lo scambio apporta benefici.

Ha due interpretazioni:

  • Se lo scambio è volontario entrambe le parti hanno aumentato il loro benessere rispetto a prima.
  • La possibilità di fare scambi generare benefici. Spinge gli individui a specializzarsi. La specializzazione aumenta l’efficienza. L’economia produce di più. 2

(esempio della fabbrica di spilli ne “La ricchezza delle nazioni” di Adam Smith)

Principio 6

Dato che gli individui rispondono agli incentivi, i mercati tendono all’equilibrio.

Equilibrio: situazione in cui nessuno può migliorare la propria condizione comportandosi diversamente.

Gli individui sfruttano le opportunità per aumentare il proprio benessere, quindi il sistema prima o poi raggiunge equilibrio.

Se il mercato non è in equilibrio il prezzo tende a modificarsi per raggiungerlo: tendenza all’equilibrio.

Il mercato non è sempre in equilibrio. Puoi andare verso il loro equilibrio per: casualità, innovazione…

Principio 7

L’allocazione delle risorse può essere valutata in termini di efficienza ed equità.

Un sistema economico efficiente si sfrutta tutte le opportunità per migliorare il benessere di alcune persone senza danneggiarne altre: Pareto-efficienza.

Definita anche efficienza allocativa: segna le risorse nel modo migliore possibile.

Un sistema economico è equo quando ciascuno ottiene ciò che è ritenuto giusto che gli spetti secondo un principio o una norma morale. Dipende dalle scelte politiche morali, non è assoluto.

Nei mercati possono esistere diversi esiti efficienti.

Può esserci un trade-off (conflitto) tra efficienza ed equità. Per raggiungere una locazione equa e aumentare il benessere di qualcuno può essere necessario diminuire quello di qualcun altro.

Principio 8

Dato che gli individui in genere sfruttano tutti i benefici dello scambio, di solito i mercati sono efficienti. 1° Teorema dell’economia del benessere.

Implicazione principi 4 e 5.

Se tutti gli individui sfruttano le opportunità per aumentare il loro benessere attraverso gli scambi raggiungeranno un equilibrio in cui non è possibile migliorare la situazione di qualcuno senza peggiorare quella di qualcun altro (Pareto-efficienza).

Il mercato efficiente non è per forza equo.

Se non riteniamo equo un esito efficiente possiamo modificare le condizioni iniziali degli individui in modo da raggiungere un esito ritenuto equo. 2° Teorema dell’economia del benessere. 3

Principio 9

Se i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società.

Molti mercati non sono efficienti. Sono i fallimenti del mercato.

Motivazioni possibili:

  • Esternalità. Quando le azioni individuali generano effetti collaterali su parti non presenti nello scambio. Possono essere sia negative che positive. Ex: inquinamento.
  • Potere di mercato. Esistono scambi socialmente convenienti non realizzati per il volere di imprese con un potere talmente grande da influenzare il mercato con le proprie decisioni.
  • Beni pubblici. Esistono alcuni beni per loro stessa natura non è dati essere gestiti dai mercati.

In tutti questi casi l’intervento pubblico può intervenire per migliorare il benessere della società (per generare esiti efficienti).

Anche lo Stato ha i suoi limiti. Esistono i fallimenti dello Stato.

Le interazioni a livello di sistema economico

Principio 10

La spesa di un individuo è il reddito di un altro.

Le persone in un’economia si guadagnano da vivere vendendo qualcosa. Se un gruppo in un sistema economico decide di spendere di più, il reddito degli altri gruppi aumenta. Se invece decide di spendere di meno, il reddito degli altri gruppi diminuisce.

Principio 11

La spesa complessiva a volte non è in linea con la capacità produttiva dell’economia.

Se la spesa è inferiore al livello necessario per sostenere l’occupazione le economie precipitano in una profonda recessione.

Se la spesa complessiva è troppo elevata l’economia registra l’inflazione: un aumento dei prezzi in tutti il sistema economico. Si genera inflazione quando la quantità di beni e servizi che le persone e le imprese desiderano acquistare è superiore alla quantità offerta. I produttori possono alzare i prezzi, certi di trovare comunque acquirenti.

Principio 12

Le politiche pubbliche possono modificare il livello della spesa.

I governi utilizzano gli strumenti della politica macroeconomica per gestire il livello della spesa totale nel sistema economico:

  • Spesa pubblica: il governo può modificare in ogni momento il proprio livello di spesa.
  • Tassazione: il governo può decidere di variare le entrate raccolte attraverso l’imposizione fiscale, influenzando in questo modo il livello di reddito che gli individui e le imprese possono spendere.
  • Controllo della moneta: il governo controlla, direttamente o indirettamente, la quantità di moneta in circolazione. 4

Principio 9

Se i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società.

Molti mercati non sono efficienti. Sono i fallimenti del mercato.

Motivazioni possibili:

  • Esternalità. Quando le azioni individuali generano effetti collaterali su parti non presenti nello scambio. Possono essere sia negative che positive. Ex: inquinamento.
  • Potere di mercato. Esistono scambi socialmente convenienti non realizzati per il volere di imprese con un potere talmente grande da influenzare il mercato con le proprie decisioni.
  • Beni pubblici. Esistono alcuni beni per loro stessa natura non è dati essere gestiti dai mercati.

In tutti questi casi l’intervento pubblico può intervenire per migliorare il benessere della società (per generare esiti efficienti).

Anche lo Stato ha i suoi limiti. Esistono i fallimenti dello Stato.

I modelli economici

L’economia foto dei modelli: rappresentazioni semplificate della realtà che si focalizzano su alcuni aspetti tralasciandone altri.

Ci si concentra su un cambiamento alla volta, ponendo che gli altri rimangano inalterati. Ceteris paribus. A parità di altre condizioni.

Frontiera delle possibilità di produzione (FPP)

Illustra i trade off che si devono affrontare in un’economia che produce solo due beni.

Mostra la quantità massima di un bene che può essere prodotta per una determinata produzione dell’altro bene. C’è un limite perché le risorse sono scarse.

FPP: retta.

  • A, B realizzabili ed efficienti.
  • C realizzabile ma non efficiente.

L’economia può produrre ciò che è sulla frontiera e sotto.

Per essere efficiente un’economia deve essere:

  • Efficiente nella produzione: non c’è modo di produrre una maggior quantità di un bene senza produrre una minore quantità di altri. = la massima quantità di un bene data la produzione di altri.
  • Efficiente nell’allocazione: due punti ugualmente efficienti nella produzione potrebbero essere non ugualmente desiderabili dalla società. Il punto A potrebbe essere efficiente nella produzione ma non efficiente nell’allocazione, perché la società potrebbe preferire il punto B. 5

Costo opportunità: quello a cui rinuncio/quello che guadagno.

La pendenza di una frontiera delle possibilità di produzione rettilinea è uguale al costo-opportunità del bene misurato in ascissa in termini del bene misurato in ordinata.

La FPP non è necessariamente una retta, ma può essere anche una curva concava.

Il costo opportunità varia in funzione del punto dove ci troviamo.

“Il costo opportunità è maggiore quando la pendenza della curva, rispetto all’asse del bene che si prende in considerazione, è maggiore”.

All’aumentare del numero di piccoli velivoli prodotti il costo di produrre un piccolo velivolo addizionale, misurato in termini di minore produzione di Dreamliner, diventa progressivamente maggiore.

Il costo di produzione di un Dreamliner, in termini di velivoli più piccoli, aumenta al crescere della produzione di Dreamliner.

Se il costo opportunità è crescente la FPP è concava rispetto all’origine degli assi.

Crescita economica: La crescita economica comporta un’espansione delle possibilità di produzione di un sistema economico: l’economia cresce se può produrre una maggiore quantità di tutto.

La FPP si sposta verso l’esterno.

Le fonti della crescita economica sono:

  • L’aumento dei fattori di produzione: risorse utilizzate per produrre beni che non vengono esaurite nel corso del processo produttivo.
  • Tecnologia: insieme dei mezzi tecnici utilizzati per la produzione di beni e servizi.

Il costo opportunità di piccoli jet sono i grandi jet che non posso produrre.

Quantificare il costo opportunità:

In USA:

Per avere 16 piccoli jet devo rinunciare a 12 grandi jet. Costo opportunità: 3/4 (rapporto)

L’opposto costo opportunità grandi jet: 16/12 = 4/3.

In UE:

Costo opportunità jet piccolo: 1/3.

Costo opportunità jet grande: 3. 6

1/3 < ¾ e 4/3 < 3.

L’UE ha un vantaggio comparato per i piccoli jet, ha un costo opportunità più basso.

Gli USA hanno un vantaggio comparato nei grandi jet.

Entrambi i paesi si avvantaggiano se si specializzano in ciò che sanno fare bene. Poi commerciano, effettuano degli scambi: commercio internazionale.

In questo modo possono raggiungere punti non possibili senza lo scambio.

Vantaggio comparato: chi ha un costo-opportunità minore. Non si può avere per tutti i beni.

Vantaggio assoluto: chi produce di più con le stesse risorse (ha un costo minore). Si può avere per tutti i beni.

Lo scambio internazionale dipende dai vantaggi comparati. Porta sempre benefici, ogni paese può consumare di più rispetto ad una situazione in cui consuma solo i propri beni.

Anche se i paesi ricchi hanno un vantaggio assoluto nell’abbigliamento, i paesi poveri sono specializzati nell’abbigliamento, quindi hanno un vantaggio comparato.

2° modello: diagramma di flusso circolare

Quadro d’insieme delle relazioni.

Rappresenta graficamente le transazioni.

2 flussi:

  • Una direzione di beni e servizi.
  • Una direzione del denaro.

Modello famiglia-imprese: La famiglia cede i servizi dei fattori produttivi ottenendo un reddito, e con esso compra beni e servizi.

L’impresa compra i servizi dei fattori produttivi delle imprese, e produce beni e servizi venduti alle famiglie.

Luogo d’incontro: mercati luogo dove viene ceduto un bene/servizio in cambio di un prezzo.

Il mercato giallo è anche definito mercato reale. L’altro corrisponde alla parte monetaria.

È un modello descrittivo, non serve a fare previsioni.

Consente di rappresentare i legami e le tipologie di transazioni.

Sottolinea il fatto che la distribuzione del reddito delle famiglie dipende dal mercato dei fattori e per via indiretta anche dal mercato di beni e servizi. Mostra come tutti i mercati sono collegati a problema dell’equilibrio economico generale.

Analisi positiva: riguarda la realtà: cerca di spiegare il funzionamento di un sistema economico portando a risultati che possono essere classificati come giusti o sbagliati. Produce descrizioni.

Analisi normativa: presuppone un criterio. Efficienza? Equità? Dato un criterio un modello ci dice se un intervento vada bene o no. Esprime opinioni su come dovrebbe funzionare il sistema economico. Produce prescrizioni.

Se si cambia il criterio può cambiare la valutazione. 7

Il diagramma di flusso circolare ignora alcune complicazioni:

  • Nel mondo reale la distinzione tra imprese e nuclei familiari non è sempre così netta.
  • Molte imprese vendono i prodotti non direttamente ai nuclei familiari ma ad altre imprese.
  • Nel diagramma non viene rappresentata l’amministrazione pubblica.

Domanda e offerta

Mercato concorrenziale: mercato in cui operano molti compratori e molti venditori. Essi scambiano lo stesso bene o uno molto simile (prodotto omogeneo, non differenziazione di prodotto).

Nel mercato è possibile parlare di un prezzo di mercato che compratori e venditori prendono come dato: il venditore sa di poter vendere a quel prezzo e il compratore sa di poter comprare a quel prezzo.

Ci sono più venditori, non un monopolio in cui ne esiste uno solo che decide il prezzo. Lo stesso vale per il compratore. Ex opposto: quando come compratore c’è solo lo stato.

I prezzi dipendono da cosa fanno compratori e venditori, non da quello che fa uno.

Ex: materie prime, mercati agricoli.

Elementi chiave:

  • Curva di domanda.
  • Curva di offerta.
  • Fattori che le possono spostare.
  • Equilibrio di mercato.
  • Come l’equilibrio cambia quando cambiano domanda e offerta.

Scheda di domanda

Relazione tra prezzo e quantità domandata del bene: per ogni prezzo qual è la quantità domandata.

È una relazione empirica.

Legge di domanda: relazione tra prezzo e quantità: all’aumentare del prezzo la domanda diminuisce.

La curva di domanda è la rappresentazione grafica della scheda di domanda.

NB: il prezzo sempre sull’asse y.

La quantità sempre sull’asse x.

Il prezzo influisce sulla quantità, non viceversa.

Aumento della domanda non dovuto al prezzo:

Aumento della domanda dato dall’aumento della popolazione. 8

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lavinia394 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Zirulia Lorenzo.
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