Il consumatore nel mercato del lavoro
Il consumatore acquista beni e servizi sul mercato. Allo stesso tempo, però, può agire sul mercato come offerente: vende il proprio lavoro alle imprese! L'offerta di lavoro è la disponibilità di tempo e di energie che il consumatore vende alle imprese in cambio di un salario.
La domanda di tempo libero, complemento di tutto il tempo che possiedo, cioè di un bene, è l'altra faccia della medaglia dell'offerta di lavoro.
Un individuo desidera tempo libero e beni di consumo, ma, per consumare, deve percepire un reddito e, per percepire un reddito, deve lavorare, cioè rinunciare a un po’ di tempo libero.
(Domanda tempo libero = offerta di lavoro)
Il consumatore deve scegliere quante ore destinare al lavoro. Questo problema può essere ridefinito considerando le ore di tempo libero: ore di tempo libero = tot ore a disposizione – ore di lavoro.
Il problema decisionale dell'individuo è quindi quello di scegliere il "paniere" tempo libero-bene di consumo che preferisce, massimizza la sua utilità, tra quelli possibili, all’interno del vincolo di bilancio.
Dobbiamo quindi specificare le preferenze rispetto ai beni "consumo", un solo bene di consumo, o un bene «composito», e "tempo libero" e specificare opportunamente il suo vincolo di bilancio.
Modello
Notazione
Impostazione del problema
Gli oggetti della scelta sono:
- Livello di consumo (C);
- Ore di tempo libero (N), che rappresentano tutte le attività non remunerate.
Un paniere di consumo è quindi costituito da una coppia di numeri (N,C), che rappresenta l’ammontare di tempo libero e il livello di consumo del bene.
I panieri di consumo possono essere ordinati mediante una funzione di utilità che rappresenta le preferenze del consumatore.
Una volta trovati i livelli di tempo libero N e livelli di consumo C desiderati, l’offerta di lavoro, quantità di ore di lavoro offerte dal consumatore, è ottenuta come L = T – N 57
Vincolo di bilancio
Il vincolo di bilancio nel mercato del lavoro descrive come è possibile trasformare tempo libero in consumo.
Assumiamo che il mercato del lavoro sia concorrenziale, cioè:
- Il salario è dato e costante, ovvero non dipende dalle scelte del lavoratore;
- Al salario di mercato l'individuo può lavorare quanto desidera, ovviamente non più di T.
La spesa in consumo dell’individuo non può superare il suo reddito complessivo:
Problema di scelta
Il problema di scelta del consumatore/lavoratore nel mercato del lavoro consiste nel selezionare il migliore paniere di consumo e tempo libero tra quelli che può permettersi:
- Data la dotazione di tempo a disposizione;
- Dato il vincolo di bilancio, che, di fatto, riassume il funzionamento del mercato del lavoro.
Matematicamente:
Rapporti tra utilità marginali = derivate ore tempo libero e “altri beni”. 58
Geometricamente:
Variazione del salario
L’aumento del salario, da a w a w’, fa ruotare la retta di bilancio, che diventa più ripida. L’aumento del salario orario può essere pensato come un aumento del prezzo del tempo libero. w/p è il costo-opportunità del tempo libero in bene di consumo: se voglio godere di un’ora in più di tempo libero, devo rinunciare a w euro, e quindi a w/p unità del bene di consumo.
Ragionamento analogo, ma contrario, vale in caso di diminuzione del salario. Se il aumenta prezzo di uno dei due beni, aumenta il potere d’acquisto, esattamente l’opposto rispetto a prima.
Il vincolo di bilancio varia in modo completamente diverso rispetto alle scelte di consumo: se il salario aumenta, l’inclinazione della retta di bilancio, che passerà sempre per il punto angoloso anche quando variano dei fattori, e il prezzo del bene sull’asse x aumentano, varia anche il reddito. L’intercetta verticale cambia perché varia il valore di dotazione di tempo, cioè è come se diventassi più ricco e la retta si allontana dall’origine. In questo caso, all’aumento del prezzo di uno dei due beni, il potere d’acquisto aumenta.
In questo caso avviene l’opposto rispetto al mercato di consumo dei beni, in quanto, all’aumentare del prezzo del bene x, la retta di bilancio ruota verso l’origine e si perde la possibilità di accedere ad una determinata quantità di panieri; nel caso di diminuzione del prezzo, la retta ruota verso l’esterno e si acquista la possibilità di accedere ad una determinata quantità di panieri.
Nel momento in cui il lavoratore decide di togliere delle ore di lavoro, automaticamente queste possono essere messe a disposizione del tempo libero, se N = T, non c’è lavoro. Prezzo del tempo libero = salario, cioè l’arco di tempo in cui io non lavoro. 59
Una variazione del salario sposta il paniere ottimo: ciò dipende dalla dimensione dell’effetto reddito e dell’effetto sostituzione. Infatti, una variazione del salario provoca sia un effetto reddito che un effetto sostituzione:
- ®ES l’aumento del salario aumenta il costo opportunità del tempo libero;
- ®ER l’aumento del salario fa diventare il lavoratore «più ricco», a parità di ore lavorate, perché aumenta il valore della sua dotazione, effetto dotazione.
A seguito dell’aumento del salario un lavoratore può decidere di lavorare di più o di meno, diminuire o aumentare il suo tempo libero. L’aumento del salario può essere vissuto come uno stimolo che fa lavorare di più, diminuisce N. Viceversa, il lavoratore può decidere di lavorare meno perché per mantenere il suo livello di consumo sono necessarie meno ore di lavoro, aumenta N.
In termini economici: l’effetto sostituzione è legato al fatto che i prezzi relativi dei beni, tempo libero e bene di consumo, variano e il consumatore scambia sempre alcune unità del bene relativamente più costoso con l’altro.
L’effetto sostituzione segue sempre la legge della domanda:
- Se w aumenta, N diminuisce, e quindi L aumenta;
- Se w diminuisce, N aumenta, e quindi L diminuisce.
L’effetto reddito è l’effetto dovuto ad una variazione del potere d’acquisto del consumatore:
- Se w aumenta, il consumatore è relativamente più ricco;
- Se w diminuisce, il consumatore è relativamente più povero. 60
Sofia Milano 61
Riassumendo, nel Caso 3, un aumento del salario induce una riduzione dell’offerta di lavoro dovuta al prevalere dell’effetto reddito: l’incremento del salario aumenta il potere d’acquisto del consumatore a parità di ore lavorate e lui sceglie di aumentare il suo tempo libero. In questo caso, quindi, l’offerta di lavoro, ovvero la domanda di tempo libero, non segue la legge dell’offerta, ovvero la legge della domanda, e si dice essere «backward bending», cioè inclinata all’indietro.
In genere:
- A livelli di reddito bassi, un aumento del salario orario fa aumentare l’offerta di lavoro, e diminuire la domanda di tempo libero;
- A livelli di reddito alti, un aumento del salario orario fa ridurre l’offerta di lavoro, e aumentare la domanda di tempo libero. 62
Scelte intertemporali
Utilizzando il modello del consumatore che massimizza l’utilità, analizziamo le scelte di risparmio e indebitamento di un agente che ha accesso al mercato del credito. Per fare questo, si utilizza il modello del ciclo vitale. Con l’espressione ciclo vitale si intende che le decisioni di risparmio/indebitamento vengono prese considerando l’intero ciclo di vita tramite un processo di pianificazione.
Esempio: tipicamente, il reddito durante il ciclo di vita di un individuo evolve in questo modo:
- Da giovane: redditi bassi = indebitamento;
- Da adulto: redditi alti = risparmio;
- Da anziano: redditi bassi = utilizzo dei risparmi.
Nel momento in cui si considera la possibilità che il consumatore effettui scelte di consumo successive, in più periodi di tempo, può accadere che il consumatore non spenda tutto il suo reddito in ogni periodo: ciò significa che le scelte di consumo non sono più strettamente connesse al reddito del periodo di riferimento. Questo accade quando gli individui ricevono il reddito nel tempo in un modo che non corrisponde al flusso di consumo preferito. In questo caso quindi gli individui necessitano di ri-accomodare il flusso intertemporale di reddito tramite il risparmio e l’indebitamento.
Il modello del ciclo vitale:
- Estende il modello di scelta del consumatore considerando più periodi;
- Studia la pianificazione del consumo nel tempo.
Il modello del consumatore per questo nuovo contesto si può adattare:
- Si considera la disponibilità temporale del bene come un aspetto analogo ad una caratteristica fisica. Quindi, due beni identici si considerano come differenti se disponibili in istanti temporali diversi. Questo accade perché il fatto che siano disponibili in periodi diversi li rende adatti a soddisfare bisogni diversi.
È possibile riformulare il problema di ottimizzazione del consumatore come scelta di come spendere il proprio reddito in consumo presente e consumo futuro.
Per queste ragioni si parla di scelte intertemporali.
Modello del ciclo vitale 63
Preferenze intertemporali
Le preferenze intertemporali di un individuo sono rappresentate da una funzione di utilità U (C0; C1) in modo del tutto analogo a come la funzione U (X; Y) rappresenta le sue preferenze per diverse combinazioni di bene e bene consumati nello stesso periodo.
Il problema dell’individuo è scegliere quanto consumare in ciascun periodo in modo da massimizzare la sua utilità U (C0; C1).
Il MRS intertemporale definisce: a quante unità di consumo futuro sono disposto a rinunciare per 1 unità di consumo presente in più, mantenendo invariata l’utilità.
Graficamente, il MRS è il valore assoluto della pendenza della curva di indifferenza intertemporale.
Curve di indifferenza
Le curve di indifferenza rappresentano le preferenze del consumatore e hanno:
- Pendenza negativa: è necessario compensare una riduzione di 0 con un aumento di 1;
- Il MRS è decrescente: l’aumento di 1 necessario per compensare una riduzione di 0 è maggiore quando 0 è scarso, la curva di indifferenza è convessa.
La pendenza delle curve di indifferenza indica il grado di sostituibilità tra consumo presente e futuro. Curve più inclinate, arancione, indicano consumatori più impazienti: per compensare una diminuzione di 0 è necessario un aumento di 1 maggiore rispetto a quello richiesto dal consumatore con le curve di indifferenza meno inclinate, blu. Il MRS è maggiore per le curve più inclinate.
In questo nuovo contesto assume rilevanza il tasso d’interesse.
Il tasso d’interesse (i) è il costo del denaro ed è espresso come percentuale del capitale (K): i*K è l’interesse totale che sarà corrisposto al termine del periodo. Più formalmente, se un agente prende a prestito, investe, una somma di denaro K per un periodo, al termine del periodo dovrà pagare, otterrà, un ammontare di denaro F così determinato:
Quindi F è il valore futuro del capitale corrente K. Analogamente, K è il valore attuale o scontato del capitale futuro F: 64
Vincolo di bilancio intertemporale
Se desideriamo trasferire risorse da oggi a domani, possiamo risparmiare in modo da avere domani un reddito maggiorato dell’ammontare risparmiato e dal rendimento finanziario della somma risparmiata. Se oggi risparmiamo la somma S, domani riceveremo S più gli interessi (i) maturati sulla somma risparmiata:
Viceversa, se desideriamo trasferire risorse da domani a oggi, allora ci indebitiamo e ci impegniamo a restituire domani il debito (D) più un interesse su tale somma. In questo caso, domani dovremo pagare:
Il mercato creditizio permette il trasferimento intertemporale delle risorse: il vincolo di bilancio intertemporale sintetizza il funzionamento del mercato creditizio.
I panieri di consumo sono equivalenti al prezzo di consumo
La retta di bilancio passerà sempre per il paniere delle dotazioni perché sarà sempre una scelta possibile. 6566
Se C0 = 0, il valore del reddito complessivo può essere tutto speso, tutto ciò che ho risparmiato con gli interessi può essere speso domani. Massima somma da prendere a prezzo &e
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