Linguistica generale - Cap. 3
Morfologia
Significante come portatore di significato —> I art; + unità I art + combinazioni che danno i segni autonomi = parole; μορφή λογία: morfologia: da morfo- (dal greco cioè "forma") e da -logia (dal greco ossia "studio, trattazione") —> struttura della parola.
Parola
- Criteri di riconoscimento
- Classi di parole
- Morfi e morfemi
- Morfologia flessiva
- Morfologia derivazionale
- Composizione
Parola: minima combinazione di morfemi costruita (quasi sempre) attorno a un morfema portante significatoreferenziale, che funzioni come entità autonoma della lingua = rappresenta da sola un segno linguistico compiuto o come unità separabile costitutiva di un messaggio.
Riconoscimento
- Grafia: no scrivimi (2 parole), idem giocalo, vattene (e le lingue orali)
- Accento: no —> parole atone (ti, non, glielo, etc)
- Coesione e ordine fisso delle parti costituenti: vino, vinello, avvinazzato, non ti scordar di me (non puoi cambiare l’ordine degli elementi costituenti)
- Confini parola = punti di pausa potenziale del discorso
- Parola separata/separabile dalla scrittura (spazi tra le parole)
- Pronuncia non interrotta
- Non interrompibile da materiale morfologico
- Posizione fissa morfemi
- Mobilità della combinazione (muovere la parola nell’enunciato)
- Può costituire un enunciato da sola
Parole piene e parole vuote = parole funzionali, lessicali grammaticali, contenuto funzione. Insieme = può essere ampliato, insieme chiuso.
- Prime nell’acquisizione, seconde nell’acquisizione
- Nomi, verbi, aggettivi, avverbi, preposizioni, ausiliari, grammaticali, articoli, pronomi, congiunzioni
Parole semplici e parole complesse: non scomponibili in pezzi di significato, scomponibili in pezzi di significato con derivazione o composizione.
Esempi:
- Parole semplici: re, box, ma, tre, kick, talk
- Parole complesse: se, cane, mangio, bella, gatt-in-o, fin-al-e, dent-ist-a, stud-ent-e, im-batt-ibil-e
Morfema = prima articolazione linguistica; unità linguistica minima portatrice di significato;
Criteri di riconoscimento
- Commutazione (= confronto tra parole es. sing-plu; aggettivi simili con lo stesso suffisso derivazionale, etc)
- È morfema un segmento formalmente simile che ha lo stesso significato in più parole
- Ogni morfema può formare più parole
- Esempi: dente, dentale, dentista, dentifricio: es. dent- —> significato lessicale
Presenza di parti identiche nel significante ≠ stesso morfema es. studente c’è dent ma non è morfema (stud.ent-e) —> per essere morfema deve portare lo stesso significato.
Morfo = morfema dal punto di vista del significante a prescindere dall’analisi strutturale e funzionale.
Significati grammaticali
Categoria grammaticale: elementi: es:
- Numero: n, agg, v ita: sing plu; greco: sing, plu, duale
- Genere: es. l’ho chiamatan, agg e part. pass. Di verbo conaus, essere, avere quando l’ogg è prima del verbo coniugato
- Grado: Agg bello, bellissimo, bellino
- Persona: v e pronomi
- Tempo: v Presente passato futuro
- Modo: v finito, non finito (non dà indicazione di persona)
- Aspetto: v info che specifica la fase di svolgimento ita: aspetto perfettivo e imperfettivo (es. imperfetto ha fatto vs faceva)
- Diatesi: v Attiva: enfasi su chi compie l’azione, passiva: su chi la subisce, media (riflessiva)
Flessione e categorie grammaticali
Funzione morfemi flessionali: non modificano significato della radice, l’attualizzano nel contesto di enunciazione (specificazione e concretizzazione nel contesto). Intervengono solo nelle parole che possono assumere specificazioni (m/f, s/p - V: coniug) —> classi variabili (N, V, Agg, articoli e in parte pronomi).
Morfema che realizza un valore di una determinata categoria grammaticale = marca di quel valore. Le categorie grammaticali servono per pertinentizzare ed esprimere significati fondamentali della lingua previsti dalla grammatica e quindi applicarsi alle parole a loro suscettibili.
Categorie grammaticali flessionali
Riguardano i livelli dei morfemi stessi; due classi: morfemi che operano sui nomi (nominali: sostantivi, aggettivi, pronomi, etc) e quelli che operano sui verbi.
Genere
Due morfemi —> M/F = i due valori che può assumere la categoria in italiano; alcune lingue hanno più generi. Morfologia e genere: Maestro —> maestra; ministro —> ministra; architetto —> architetta etc. Il genere è marcato sulla flessione; genere e il suo uso: percezione della realtà.
Numero
Italiano: S/P; a seconda delle varie classi aggettivali, -o/-i, -e/-i, -a/-e, etc; alcuni nomi es. nozze hanno solo la forma plurale; altre lingue anche duale, triale, paucale, etc. es. greco: ha il duale (marcato anche sui verbi).
Caso
Relazione tra forma e funzione sintattica (greco, latino, tedesco, turco, etc), in italiano resti fossili: es. tu-te dove te = complemento oggetto; le lingue con sistema casuale: numero casi può variare.
- Reggenza = processo per cui il verbo assegna il caso al suo complemento, es. latino utor (usare, servirsi) regge l’ablativo;
- Anche le preposizioni possono assegnare il caso, es. cum + ablativo;
- Alcuni verbi richiedono alcune preposizioni (es. dipendere da)
Grado dell'aggettivo
Comparativo, superlativo; in italiano: flessione solo superlativo se consideriamo bellissimo un’altra forma di bello e non un’altra parola; suffisso -issim- per certi versi opinabile; comparativi —> per mezzi lessicali es. più bello di/che, meno bello di/che etc; inglese: comp: -er, super: -st; -er stesso di nomi d’agente e del suffisso etnico.
Definitezza
La libreria vs una libreria, es. arabo.
Possesso
Es. in turco morfemi possessivi.
Categorie del verbo
Cinque categorie flessionali principali:
- Modo: modalità: certezza, incertezza… assertiva: il treno parte, dubitativa: il treno partirà?, deontica: il treno deve assolutamente partire, evidenziale: fonte dell’informazione: il treno è partito, l’ho visto io.
- Tempo: colloca nel tempo assoluto e relativo.
- Aspetto: evento in relazione al suo svolgimento es. perfettivo (azione svolta) vs imperfettivo (in svolgimento).
- Azionalità: modo oggettivo di svolgimento e processo: Verbi telici: che hanno una conclusione, un culmine es. invecchiare e verbi istantanei o di realizzazione es. raggiungere. Verbi atelici: senza una conclusione, di stato es. sapere, di attività o processo indefinito es. camminare.
- Diatesi: rapporto azione e partecipanti, in particolare soggetto (attivo: lavo vs passivo: sono lavato vs eventualmente medio: vengo lavato, mi lavo).
- Persona: chi compie l’azione, collega forma verbale al soggetto (in certe lingue anche a complementi rilevanti) si manifesta in morfemi deittici o di accordo; implica anche marcatura di numero; alcune lingue marcano insieme alla persona anche il genere su verbo es. in italiano passato prossimo: è andata.
Allomorfi
Hanno significato (allofoni no), realizzazioni concrete e diverse, ma collegabili tra loro, di un stesso morfema astratto.
Esempi:
- Suono-sonata
- Uovo-ovaie
- Uomo-umano
- Invento-invenzione
- Amico-amici
- Vengo-vieni-venire
—> Il dittongo c’è quando su di esso c’è l'accento.
Cause < diacronia (modificazioni fonetiche), sincronia (assimilazione).
Allomorfi di prefissi
- in = non —> il-legale; ir-razionale; im-preparato; in-negabile; in-fedele; in-costante;
- s = via, fuori —> s-fuggito, s-viato, s-cancellato;
Allomorfi di suffissi
- dog-s [z]
- cat-s [s]
- hors-es [iz]
Supplevitismo
Si ha quando un morfema lessicale in parole derivate viene sostituito da un altro morfema dalla forma totalmente diversa (e spesso di diversa origine etimologica), ma con stesso significato.
Esempi:
- Vado - andai; sono - essere; go - went, boxes - oxen
- Acquatico idrico, pecora ovino, equestre ippico, ignifugo
Cultismi
- - - - antipirico; Ivrea eeporediesi (< Eporedia lt.)
Allomorfi: consonante + l tipica del latino
- Clerico-chierico
- Ecclesiastico-chiesa
- Richiamo-reclamo
- Ghiaccio-glaciale
- Pioggia-pluviale
Tipi di morfemi
In base alla funzione e in base alla posizione
Funzione morfemi
- Grammatici vs lessicali: grammaticali = classe chiusa (elementi di flessione = coniugazione e declinazione e derivazione), lessicali = classe aperta (radici).
- Derivazionali vs flessionali: derivazionali: permettono derivazione di parole nuove (e passaggio da categoria grammaticale a un’altra), flessivi: morfemi di coniugazione e di declinazione, la derivazione non è obbligatoria, la flessione sì: in italiano non esistono radici da sole.
- Liberi vs legati: liberi: può stare da solo (es. monosillabi es. re, buy), legati: si devono appoggiare a un altro morfema es. affissi.
Tipi posizionali di morfemi
- Affissi (aggiunta alla radice):
- Prefissi: in-, a-, tra-, ri-, s-, de-, pre-, co-, pro- (spesso danno derivazione)
- Suffissi: -o, -ino-, -aio, -are, -ly, -ment, -er, -ness, -le
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