Linguistica generale
Linguistica, lingue, linguaggio, comunicazione
Martedì 15 ottobre 2019
-
The wonders of language da: Jan Roberts
- 98% geni = scimpanzé → linguistica studia 2% = trasmissione conoscenza, apprendimento, linguaggio; gene del linguaggio permette la coordinazione dei muscoli facciali nel modo richiesto per parlare
- Evoluzione: cambia la posizione del corpo (eretta) e quindi quella della laringe → produzione suoni linguistici; pollice opponibile = evoluzione tecnologica, locomozione bipede, mobilità della lingua = flessibile e mobile (i geni ce la fanno muovere in determinati modi) → homo sapiens parlante ± 200'000 anni fa
-
Dalla bocca alla mano da: Corballis
- Vantaggi della comunicazione verbale: arbitrarietà, precisione, funziona anche al buio, le mani sono libere, localizzazione della fonte del messaggio, ricezione e comunicazione sono contemporanee, esecuzione più rapida, trasmissione simultanea a più di un individuo, messaggio evanescente = lascia spazio a un altro messaggio (non sempre un vantaggio: scripta manent, verba volant), meno energia richiesta (attività specializzata: non assolve altre funzioni fisiologiche)
- Cosa distingue il linguaggio umano: fonetica e sintassi (= combinazione di più di tre parole) il cervello riconosce la struttura es. lo sbratto ritiscia la brala
- Linguaggi animali: onde, movimenti etc.
- Linguistica = ramo delle scienze che studia la lingua
Linguistica generale
- Cosa sono, come sono fatte, come funzionano le lingue (aka linguistica teorica, linguistica sincronica, linguistica descrittiva)
Linguistica storica
- Evoluzione delle lingue nel tempo, rapporto fra lingue, rapporti lingue - cultura (aka glottologia, che comprende anche lo studio comparato delle lingue antiche)
- Lingue storico-naturali
Oggetto della linguistica: = lingue nate spontaneamente nel corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani ora o nel passato (italiano, svedese, russo, cinese, latino, sanscrito, piemontese ecc.)
Linguaggio verbale umano
Sono espressione del = facoltà innata (ciò teorizzato da Chomsky) dell’homo sapiens ed è il più raffinato, complesso e duttile tra gli strumenti, dei modi e dei sistemi di comunicazione che questi abbia a disposizione.
- dialetti. Nessuna differenza tra lingue e (= rapporto del linguaggio verbale umano); differenza basata solo su considerazioni sociali e storico-culturali, in funzione della distribuzione negli usi linguistici della comunità e del prestigio dei singoli sistemi sociolinguistica: linguistici ← interazione lingua - società, variazione comportamenti linguistici e come le lingue si articolano in varietà secondo diverse dimensioni di variazione.
Segno: è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro (comunicare = mettere in comune, rendere comune)
Comunicazione
- 1. Passaggio d’informazione (tutto può comunicare qualcosa perché filtrato dall’esperienza umana < concezione solita degli studiosi di semiotica (scienza generale dei segni))
- 2. C’è comunicazione quando c’è un comportamento prodotto un emittente con l’intenzione di passare un’informazione e che viene percepito da un ricevente
3 categorie della comunicazione in base a chi produce il messaggio (emittente), chi lo riceve (ricevente o interpretante) e la loro intenzionalità:
Comunicazione in senso stretto
- A. (1) Emittente intenzionale
- (2) Ricevente intenzionale es. linguaggio verbale umano, gesti, tutti i sistemi artificiali di comunicazione: segnalazioni stradali, ecc.) es. bandiera bianca
- B. Passaggio d’informazione:
- (1) Emittente non intenzionale
- (2) Ricevente intenzionale es. parte della comunicazione non verbale umana: posture del corpo, paralinguistica, prossemica; orme di animali; sintomi di condizioni fisiche; ecc.) es. tosse
- C. Formulazione di inferenze:
- (1) Nessun emittente (solo presenza di un “oggetto culturale” che viene interpretato)
- (2) Interpretante (es. Case dai tetti aguzzi e spioventi = qui nevica molto; modi di vestire = questa persona è freddolosa, segue la moda ecc.) es. indici
Da A a B a C il (= insieme di conoscenze di riferimento) che permette di interpretare correttamente l’info decodificando il valore dei segni diventa via via meno rigoroso e più debole, vago ed indeterminato e l’associazione fra un certo segnale** e l’info che esso veicola è più lasca, affidata all’attività interpretante e Comunicazione passabile di fraintendimenti → = trasmissione intenzionale d’informazione. Lingue = specificazione della comunicazione umana naturale.
Forme di comunicazione non verbale
- Gesti (gestuale), mimo ed espressioni (espressiva), figure, disegni e rappresentazioni (iconica), simboli (semiotica)
Segni, codice
Segno (in senso lato): la singola entità che fa da supporto alla comunicazione o al passaggio d’informazione; = unità fondamentale della comunicazione
Tassonomia dei segni in senso lato basata sull’intenzionalità e sulla motivazione relativa (= rapporto naturale tra le due facce del segno:
- INDICI
- (sintomi): motivati naturalmente/non intenzionali; causa scatenante > effetto es. starnuto = avere raffreddore; nuvole scure = arriva temporale ecc.
- SEGNALI:
- motivati naturalmente/usati intenzionalmente; es. sbadiglio volontario = sono annoiato; lucina accesa su una montagna = segnalo la mia presenza; canti d’uccelli per segnalare il proprio territorio ecc. (deiettico)
- ICONE:
- [dal gr. class. εἰκών -εικώνος «immagine»] motivati analogicamente/intenzionali; basati sulla similarità di forma, struttura, riproducono proprietà dell’oggetto designato; es. carte geografiche, mappe, fotografie, disegni, registrazioni su nastro, diagrammi e istogrammi, onomatopee ecc.) → universali, adatte alla tecnologia; naturali;
- SIMBOLI:
- motivati culturalmente/intenzionali es. colore nero (per noi) = lutto, rosso del semaforo = fermarsi, colomba con ramo d’ulivo = pace; bandiere; alzarsi (in Europa) sedersi (in Giappone) davanti a un superiore = rispetto; ecc.
- SEGNALI:
- non motivati naturalmente/intenzionali es. messaggi linguistici, suono al telefono di una linea occupata, comunicazione gestuale come la “lingua dei segni”
Motivazione: Dalla categoria (1) alla (5) la che lega il qualcosa al qualcos’altro diventa sempre più convenzionale (arbitraria, meno diretta); più ci si avvicina alla c. specificità culturale: (5) più aumenta la indici = valore universale (uguali per tutte le culture in ogni tempo), i simboli e ancor più i segni in senso stretto dipendono da ogni singola tradizione culturale.
I segni linguistici es. gatto; ho mangiato una mela; ecc. → arbitrari, prodotti per comunicare = segni in senso stretto.
Nella comunicazione in senso stretto c’è un emittente che produce intenzionalmente un segno per il ricevente → come comprendere questo segno? Fa parte di un codice = insieme di conoscenze che permette di attribuire significato a ciò che succede.
Codice: l’insieme di corrispondenze che fornisce le regole d’interpretazione di tutti i segni; ogni sistema di comunicazione è un codice; → tutti i segni linguistici = codice lingua
Lingue
- 6/7000 lingue parlate da 6 miliardi di persone in 189 paesi indipendenti → in senso stretto (riconosciute ufficialmente = criterio extralinguistico: forse un migliaio)
- 225 lingue native in EU = ± 3% del mondo
- Maggior parte in Asia e Africa
- Lingue più parlate: cinese e inglese
Le grandi lingue
Numero di parlanti, numero di paesi in cui è ufficiale o parlata, uso nei rapporti internazionali, scienza e tecnica, importanza politica, e peso economico nei paesi in cui viene parlata, tradizione letteraria e culturale, insegnamento della lingua a scuola come lingua straniera, numero parlanti non nativi = criteri per valutare l’importanza di una lingua
Lingue in pericolo
Piccole lingue senza tradizione scritta, lingue circondate da lingua dominante (es. Bolivia con lo spagnolo, lingue indigene in Canada con l’inglese); negli ultimi decenni perdita lingue ogni mese. Famiglie linguistiche in pericolo: N.A. 28, Siberia 16, S.A. 94, Australia 62; in alcuni domini anche lingue forti sono a rischio es. italiano < inglese; lingue con tradizione scritta > lingue senza;
Negli ultimi 60 anni: 4% lingue perse; 43% è in pericolo (no trasmissione); 80% popolazione USA 83 lingue su 7000; 90% delle lingue non sono su internet (=segnale di esistenza);
Lingue di minoranza
Lingue diverse dalla lingua nazionale parlate da un gruppo di parlanti in alcune aree della nazione (riconosciute, a volte insegnate); solitamente legate alla migrazione di popolazioni alloglotte in paesi senza la loro lingua; alcune riconosciute per la loro forma arcaica (simile al latino);
IT: tedesco, francese, sloveno, albanese, ladino, grico (a rischio), mócheno, Walser (a rischio), friulano, sardo etc.
Trentino: cimbro (dal tedesco del XII sec), ladino, mócheno (germanica)
Minoranze: più presenti ai confini, lingue non alloglotte (=sardo, ladino, friulano)
Dialetti
- Veneto, Sicilia e Trentino in cima alla classifica per dialettofilia → molto usato
- Criteri linguistici di differenza dalla lingua: NESSUNO
- Criteri extralinguistici: diffusione, funzioni, prestigio, norma scritta = no standardizzazione, tradizione scritta
Italiano standard formale - italiano parlato (colloquiale) - italiano regionale
-
Riassunto esame Linguistica generale, Prof. Cordin Patrizia, libro consigliato Linguistica un corso introduttivo, B…
-
Riassunto esame Linguistica generale, Prof. Cordin Patrizia, libro consigliato Linguistica un corso introduttivo , …
-
Riassunto esame Linguistica Generale, prof Benvenuto, libro consigliato: La linguistica. Un corso introduttivo”, Be…
-
Riassunto esame Linguistica generale, Prof. Vernillo Paola, libro consigliato La linguistica: un corso introduttivo…