MATEMATICA FINANZIARIA
1. Nozioni elementari studia le leggi che regolano le operazioni di scambio di moneta contro
La Matematica Finanziaria
moneta nel tempo, considerate in condizioni di certezza; gli elementi fondamentali, sono, quindi, 3:
gli importi di denaro, gli istanti di tempo (a cui gli importi si riferiscono) e la condizione di certezza
del pagamento dei flussi finanziari.
Alla base di ogni atto in grado di produrre una variazione ci capitale, vi sono le situazioni finanziarie
elementari (SFE), le quali sono una coppia ordinata di valori (t, K), il primo dei quali rappresenta
l’istante di tempo, e il secondo l’importo monetario ad esso relativo. Per poterle rappresentare
esistono due modi: piano cartesiano o asse dei tempi.
Due SFE si definiscono equivalenti inter-temporalmente quando si ritiene equo il loro scambio;
queste godono di alcune proprietà: p. riflessiva (ogni SFE è indifferente a sé stessa), p. simmetrica
(se (t0, C) è indifferente a (t1, M), allora anche (t1, M) è indifferente a (t0, C)) e p. transitiva (se (t0,
C) è indifferente a (t1, M), e (t1, M) è indifferente a (t2, Q) allora anche (t0, C) è indifferente a (t2,
Q)).
Un’operazione finanziaria (OF) è un accordo che dà origine allo scambio equo tra due o più SFE
riferite ad epoche diverse; possono essere: OF semplici (riguardano solo 2 SFE) e OF complesse
(riguardano più di 2 SFE). Oltre a ciò, è possibile suddividerle in: OF di capitalizzazione e OF di
attualizzazione.
La capitalizzazione è un’operazione nella quale un soggetto economico si priva di una disponibilità
di capitale oggi nella prospettiva di averne una superiore o uguale in futuro; ci sono diverse
definizioni: C (1+ i)
MONTANTE (C + I)
CAPITALE (M – I) M (1 – d)
I = M – C
INTERESSE
TASSO DI INTERESSE
FATTORE DI MONTANTE
L’attualizzazione è, invece, l’operazione nella quale un soggetto economico, pur di entrare
anticipatamente in possesso di una somma disponibile ad una scadenza futura, rinuncia ad una
parte di essa; ci sono diverse definizioni: K (1- d)
VALORE ATTUALE (K – D) V + D
CAPITALE
SCONTO K – V
TASSO DI SCONTO
FATTORE DI SCONTO O DI ATTUALIZZAZIONE
Si nota che il fattore di attualizzazione v è il reciproco del fattore di montante u; perciò, si possono
ricavare le 2 formule:
Si definisce legge finanziaria di capitalizzazione (LFC) una funzione del tipo M = f (C, t0, t1) che,
dato un capitale C riferito ad un istante di tempo iniziale t0, consente di determinare univocamente
il montante equivalente disponibile ad una qualunque epoca successiva t1. È necessario che la
funzione goda di alcune proprietà: f(C,t0,t1) sia definita t0,t1 [0,T), f(0, t0,t1) = 0 t0,t1
∀ ∈ ∀ ∈[0,T),
f(C, t0,t0) = t0 dati C2 > C1 ≥0 → f(C2,t0,t1) > f(C1,t0,t1), dati t2 > t1 → f(C, t0 ,t2)
∀C∈R+ ∀ ∈[0,T),
≥ f(C ,t0,t1), f(C2 + C1 , t0,t1) = f(C2,t0,t1) + f(C1,t0,t1) e f(C, t0,t1) = C f(1, t0,t1). Con riferimento
⋅
a quest’ultima proprietà e ipotizzando t0 = 0 e t1-t0 = t, s ottiene che: M = C f(1, t0,t1) = C m(t1-t0)
= Cm(t), in cui m(t) è il fattore di montante. Per essere considerato fattore di montante, deve avere
3 proprietà: m(t) sia definita [0,T), m(0) = f(1,0,0) = 1 e dati t2 > t1 → m(t2) ≥ m(t1), se è
∀t ∈
derivabile, allora a m’(t) ≥ 0 [0,T) (non decrescente in t).
∀t ∈
Analogamente, la legge finanziaria di attualizzazione è caratterizzata dal fattore di attualizzazione
(o di sconto): v(t) = 1 / m(t); da ciò si può ricavare che: C = M * v(t).
Se la legge finanziaria di capitalizzazione M(t) è una funzione derivabile rispetto al tempo, allora
esiste il limite per ∆t 0 dell’intensità di interesse; da ciò si ricava l’intensità istantanea di interesse:
→
applicando lo stesso procedimento si ottiene che l’intensità istantanea di sconto è la stessa.
2. Regimi finanziari
Qualunque funzione possegga le 3 proprietà è un fattore di montante o di sconto; nella pratica è
frequente distinguere 3 famiglie di funzioni, o regimi finanziari: r. f. di interesse semplice (f. lineare),
r. f. di interesse anticipato (f. iperbolica) e r. f. di interesse composto (f. esponenziale).
Per quanto riguarda , è caratterizzato dal fatto che gli interessi
il regime di capitalizzazione semplice
maturati nel corso dell’operazione sono direttamente proporzionali a 3 fattori: il capitale inizialmente
impiegato (C), la durata dell’investimento (t) e il tasso unitario di interesse applicato (i).
FATTORE DI MONTANTE
MONTANTE (M(t)) C + C*i*t = C (1 + i*t)
C*i*t
INTERESSE (I(t))
INTENSITA’ ISTANTANEA
Quando il montante finale di un investimento viene interrotto ad un istante intermedio, si reinveste
poi per la durata residua il capitale e gli interessi fino ad allora maturati; il montante per l’intera durata
t dell’operazione è pari a: M (t) = C (1 + i*t); analogamente, il montante calcolato ad un qualsiasi
istante intermedio t1 sarà uguale a: M (t1) = C (1 + it1).
Nella pratica accade spesso che il tasso di interesse, anziché restare invariato per tutta la durata
dell’operazione, cambi più volte; si parla in questo caso di capitalizzazione a tassi variabili; le formule
per il primo periodo rimangono uguali, mentre variano quelle relative al secondo:
I2 = C*i2 (t2 – t1)
INTERESSE NEL 2° PERIODO
MONTANTE DI N PERIODI M (tn) = C [1 + i1*t1 + i2 (t2 – t1) + … + in (tn – tn-
1)]
è il regime di attualizzazione coniugato al regime dell’interesse semplice:
Lo sconto razionale
FATTORE DI SCONTO
VALORE ATTUALE
SCONTO
TASSO DI SCONTO
Il secondo è , che si caratterizza per il fatto che lo sconto risulta
il regime di sconto commerciale
direttamente proporzionale al montante (M), alla durata dell’operazione (t) e al tasso di sconto
applicato (d): FATTORE DI SCONTO V (t) = (1 – dt)
C (t) = M – D = M – M * d * t = M (1 – dt)
VALORE ATTUALE D (t) = M – C (t) = M*d*t
SCONTO
TASSO DI SCONTO
È possibile anche in questo caso che il tasso di sconto applicato nell’operazione varia:
D (t2) = M * d2 (t2 – t1)
SCONTO NEL 2° PERIODO C (tn) = M – M*d1*t1 - … - M*dn*(tn – tn-1)
VALORE ATTUALE DI N PERIODI
(o iperbolico) è il regime di capitalizzazione coniugato allo sconto
Il regime ad interesse anticipato
commerciale:
FATTORE DI MONTANTE
MONTANTE I (t) = M – C = M – (M – Mdt) = Mdt
INTERESSE
CAPITALE C = M – M*ia
ia = (M – C) : M
TASSO DI INTERESSE
INTENSITA‘ ISTANTANEA DI INTERESSE
È possibile, anche in questo caso, che l’operazione di interrompa e si reinvesta:
OPERAZIONE NON INTERROTTA
OPERAZIONE INTERROTTA
L’ultimo è (o esponenziale), caratterizzato dal fatto che gli
il regime di capitalizzazione composta
interessi maturati al termine di ogni periodo sono a loro volta capitalizzati per il periodo successivo:
t
FATTORE DI MONTANTE m (t) = (1 + i) t
M (t) = Cm (t) = C (1 + i)
MONTANTE t
I (t) = M – C = Cm (t) – C = C [(1 + i) – 1]
INTERESSE
INTENSITA’ ISTANTANEA
In questo caso, l’interruzione e il reinvestimento hanno le seguenti formule:
OPERAZIONE NON INTERROTTA
OPERAZIONE INTERROTTA
Se il tasso di interesse cambia durante l’operazione si parla di capitalizzazione a tassi variabili:
; generalizzando si ottiene: t1 (t2 – t1) (tn – tn-1)
M (t2) = C + I1 + I2 M (tn) = C (1 + i1) * (1 + i2) *…* (1 + in)
è il regime di attualizzazione coniugato al regime di capitalizzazione composta:
Lo sconto composto
FATTORE DI SCONTO
VALORE ATTUALE
SCONTO
TASSO DI SCONTO
Quando la capitalizzazione composta copre un intervallo di tempo t composto da una parte intera n
e da una parte frazionaria f, si parla di capitalizzazione mista; prevede l’utilizzo della capitalizzazione
composta per il calcolo del montante relativo alla parte intera, e della capitalizzazione semplice per
calcolare il montante relativo alla parte frazionaria: .
n
M(t) = C (1 + i) (1+ i*f)
3. Traslabilità e scindibilità
Il fattore di montante può godere di alcune proprietà: .
la traslabilità e la scindibilità
Una legge finanziaria si definisce traslabile se il fattore di montante ad essa associato è tale che
dipende unicamente dalla durata dell’operazione (t0, t1) e dall’istante di inizio (e di fine); in simboli
è traslabile se:
Ogni legge finanziaria traslabile si può scrivere come funzione della sola durata:
Tutti i regimi di capitalizzazione visti sono traslabili.
Una legge finanziaria è scindibile se il ritiro e il reinvestimento del capitale in un’epoca intermedia
non modificano il fattore di montante finale; è scindibile se:
Non è verificata, però, in capitalizzazione semplice.
4. Tassi medi e tassi equivalenti
Si dicono quelli che applicati per lo stesso tempo t ad uno stesso capitale C,
tassi equivalenti
producono lo stesso montante M; si può avere equivalenza tra: una sequenza di tassi ed un tasso
medio, tassi relativi a regimi diversi e tassi con periodicità diverse.
Per tassi equivalenti nello stesso regime, si ottiene che la durata espressa in m-esimi di anno è pari
a: .
tm = m * t
In capitalizzazione semplice, l’equivalenza tra
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