Letterature comparate (Prof. Proietti; Prof.ssa Gilli)
IULM – 3° anno
Informazioni generali sul corso
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Il corso ha un impianto tematico centrato sulla figura della donna. Gli autori selezionati reagiscono alla riflessione sulla donna nel proprio contesto storico-culturale di riferimento. In una prima parte si osserveranno i campi di indagine della disciplina comparatistica letteraria. Una successiva tappa sarà l’analisi tematica, e più in particolare il tema della donna nella letteratura. Un secondo ambito riguarderà l’analisi tematica (non l’interpretazione – l’analisi indaga i meccanismi di funzionamento di un testo) in una prospettiva sia intra- sia extra-letteraria: come è sviluppato il tema della donna a livello scritturale? Si ha una simbologia collettiva o individuale? Il contesto condiziona in che modo lo scrittore? Fare analisi tematica significa problematizzare il testo; leggerlo in relazione alle scelte poetiche dell’autore e alle vicende storico-sociali del suo contesto. Obiettivo finale è acquisire maggiore consapevolezza della portata dei testi letterari. Il tema della donna sarà individuato su un paradigma storico di lunga durata, dal Seicento ai giorni nostri, spaziando tra più generi letterari, dal teatro alla saggistica e dalla narrativa breve al romanzo vero e proprio.
Cos’è la letteratura comparata?
La letteratura comparata non implica un confronto binario tra due autori, due romanzi o due epoche alla ricerca di punti di relazione o divergenza. Al contrario, consiste nella messa in relazione tra un testo e una o più questioni centrali nel dibattito culturale e sociale dell’epoca: ad esempio, di Italo Svevo e il tema della crisi del soggetto – si tratta di una problematizzazione del testo rispetto a un certo argomento. A fine ‘800, Svevo intraprende l’indagine dell’introspezione nell’opera letteraria, ma dovrà aspettare i lavori di Freud di inizio ‘900 per ridefinire la propria posizione sulle relazioni intersoggettive. Con "Senilità", Svevo consegna un romanzo in cui il protagonista Emilio Brentani e la galassia di pseudo-eroi che lo accompagnano rappresentano lo stato di difficoltà nel quale si dimena il soggetto in quel momento storico. La letteratura comparata vede il testo dialogare con tutto ciò che è esterno ad esso e osserva la sua messa a punto di personaggi, tecniche della narrazione... non dispone ancora degli strumenti adatti per analizzare la crisi dell’individuo su cui è centrata: Svevo non può codificare il flusso dell’inconscio, perciò i meccanismi narrativi di cui si avvale nel pre-Freud sono quelli della codificazione di personaggi che amano riflettere su sé stessi.
La pratica del confronto, nel mettere in relazione il testo con il contesto, mostra anche i meccanismi interni al testo e il suo prendere forma. "Senilità" è un romanzo di introspezione psicologica, ma ancora in senso tradizionale: "La coscienza di Zeno" adotta già invece lo stream of consciousness – i due romanzi reagiscono a un contesto scientifico (quello della psicanalisi, trasformato poi in modello narrativo) che in due decenni cambia radicalmente. Nella letteratura comparata si riflette sul dialogo che si alimenta tra letteratura e cultura, società, biografia…
Tappe e questioni fondamentali negli studi di letteratura comparata
La letteratura comparata ha matrice francese prima e americana successivamente. La prima cattedra universitaria, una comparativistica ante litteram, è istituita in Italia nel 1863 a Napoli per Francesco De Sanctis. Littérature comparée nasce in Francia, a Lione, nel 1896, grazie a Joseph Texte: il suo obiettivo è studiare i “rapporti di fatto”, ossia le influenze, i prestiti, le riprese di forme e temi tra testi diversi. Vuole evidenziare ciò che è dimostrabile con l’evidenza, in matrice positivistica e riflettente un pensiero scientifico naturalistico. Texte definiva la comparazione come il metodo indispensabile a tutti coloro che pensano, con Taine, che l’opera letteraria sia un prodotto dell’ambiente, del momento e della razza, così come a coloro che cercano soprattutto di cogliere il lato personale in ogni opera, e il lato originale in ogni letteratura.
Esiste una logica meccanicistica, una dinamica fattuale, causale sulla quale si spiega nel suo complesso l’esistenza in quegli anni. Il progetto dei comparatisti e dei pensatori dell’epoca è far valere questo ragionamenti anche per la letteratura, e non solo per le scienze. Il momento storico, l’appartenenza di razza e altri fattori sono cause a cui seguono logiche letterarie di determinati tipi. Le scelte prodotte all’interno del testo dovrebbero essere tutte comprovabili e decodificabili sulla base di questo modello d’analisi.
Io voglio spiegare come una famiglia, un piccolo gruppo di persone, si comporta in una società, sviluppandosi per dar vita a dieci, a venti individui che, a prima vista, sembrano profondamente diversi, ma che, analizzati, si rivelano intimamente connessi gli uni agli altri. Come in fisica la gravità, così l'eredità ha le sue leggi. Cercherò di scoprire e di seguire, tenendo conto della duplice azione dei temperamenti individuali e degli ambienti sociali, il filo che conduce con certezza matematica da un uomo ad un altro uomo. E quando terrò in mano tutti i fili, quando avrò studiato a fondo tutto un gruppo sociale, farò vedere questo gruppo in azione come forza motrice di un'epoca storica, lo raffigurerò in tutta la complessità dei suoi sforzi, analizzerò, nello stesso tempo, la somma delle volontà di ciascuno dei suoi membri e l'impulso generale dell’insieme.
I Rougon-Macquart, il gruppo, la famiglia che mi propongo di studiare, ha come tratto caratteristico l'eccesso degli appetiti, l'ampia tendenza ascensionale della nostra epoca che tende freneticamente al piacere. Dal punto di vista fisiologico, si tratta del lento succedersi degli accidenti nervosi e sanguigni che si rivelano in una razza, in conseguenza di un'originaria lesione organica, e che in ciascuno degli individui di questa stirpe determinano, a seconda dei diversi ambienti, i sentimenti, i desideri, le passioni, tutte le manifestazioni umane, naturali e istintive, i cui prodotti si sogliono chiamare «virtù» e «vizi».
La Fortune des Rougon – Emile Zola
Zola afferma che il temperamento di un soggetto è frutto non di casualità, bensì della causalità e dell’ereditarietà: del contesto in cui vive e della sua storia. Si ha un condizionamento genetico-sociale che si esprime in temperamenti individuali causali: l’ambiente e la razza di cui parlava Texte. Le parole di Zola sembrano preannunciare un trattato clinico, con l’osservazione di presupposti genetici e mutazioni dovute all’ambiente che risultano nella produzione di virtù e vizi. Quello che pare essere un esercizio di pensiero a cavallo di filosofia e scienze trova invece codificazione anche in un progetto analitico a livello letterario.
Era una di quelle ragazze belle e seducenti che nascono, come per un errore del destino, in una famiglia d’impiegati […] Non potendo far lussi, si vestì con semplicità, ma fu infelice, come se fosse degradata; perché le donne non appartengono a una casta o a una razza: bellezza, grazia e fascino sostituiscono per loro nascita e famiglia.
Le Collier – Guy de Maupassant
Guy de Maupassant, che aveva assorbito il pensiero positivista insieme a Zola, ne prende invece le distanze alcuni anni dopo: l’analisi letteraria non può essere ridotta a un fatto meccanico, perché l’uomo, per quanto sezionabile, è sempre irripetibile. Maupassant afferma l’esatto contrario di Zola, con una prospettiva di lettura dell’individuo ben diversa.
Se nel 1886 la disciplina vuole darsi leggi certe e una metodologia razionale, positivistica, già nei decenni dopo l’impianto naturalistico inizia a cedere sotto la pressione di un’embrionale attenzione per il soggetto e l’individualità – di lì a qualche anno sarebbe sorto il soggettivismo, attorno a cui ruota l’intera poetica modernista, con un passaggio dell’osservazione da grandi famiglie a singoli soggetti. A partire da Texte prende corpo lo studio su cui poggia il modello comparatistico, una sorta di applicazione di una formula che coinvolge due autori e ne ricerca le reciproche influenze – ad esempio, lo studio degli influssi tra Zola e Verga. Lo studio delle relazioni tra la letteratura greca e quella latina, del debito che, a partire dal Medioevo, le letterature moderne hanno contratto nei confronti delle letterature antiche ed infine dei rapporti tra le letterature moderne i quali – nella loro maggiore estensione e complessità – costituiscono di fatto l’argomento specifico della letteratura comparata, comunemente intesa.
Questo è, secondo gli studiosi di comparatistica dell’epoca, il cartello della propria disciplina, che rende il testo una sorta di import-export di temi, modelli e forme letterarie. Alcuni anni dopo, René Wellek reagisce a tale modello di letteratura comparata nel romanzo The Crisis of Comparative Literature a un convegno del 1963: gli studi concepiti com’erano fino a quel momento non avevano alcun senso, e suggerisce un progetto per fare passi avanti.
La letteratura comparata studierà tutta la letteratura in una prospettiva internazionale, consapevole dell’unità di tutte le creazioni ed esperienze letterarie. In questa accezione la letteratura comparata si identifica con lo studio della letteratura al di fuori dei limiti linguistici, etnici e politici […] Non può essere limitata a un solo metodo: descrizione, caratterizzazione, interpretazione, narrazione, spiegazione, valutazione sono usate nel suo discorso tanto quanto la comparazione.
La crisi della letteratura comparata – René Wellek
Per quanto rimanga la dimensione internazionale, il progetto diventa quello di leggere il testo all’interno di un grande serbatoio letterario entro il quale le letterature entrano in relazione anche non volutamente. Fare letteratura comparata, secondo Wellek, consiste nell’indagare i materiali, i temi, che orientano le scelte di scrittura. Concentrarsi esclusivamente su questioni di razza e storia distraggono verso un’indagine sociologica e non più letteraria: la letteratura comparata non deve partire da stereotipi, pregiudizi o immaginari. Le parole di Wellek rappresentano una sorta di cartello della Scuola americana.
La Scuola francese reagisce, e gli studiosi francesi cerano di rinnovarsi: nel 1967 due studiosi francesi, Claude Pichois e André-Michel Rousseau, prendono il testimone lasciato da Wellek e cercano ancora una volta di superare il confronto binario, aprendo il dialogo tra testo e contesto e affermando che:
La Letteratura Comparata è l’arte metodica, attraverso la ricerca di legami di analogia, di parentela e d’influenza, di avvicinare la letteratura ad altri settori dell’espressione o della conoscenza, oppure i fatti e i testi letterari tra di loro, distanti o non nel tempo o nello spazio, purché appartenenti a culture diverse o lingue diverse, facenti parte di una medesima tradizione, allo scopo di descriverli, comprenderli e assaporarli meglio.
La littérature comparée – Claude Pichois, André-Michel Rousseau
La pièce di Molière vede una protagonista che, entrata in scena tardivamente, compirà la propria metamorfosi con l’acquisizione della parola, la conquista della coscienza. La femminista e pensatrice francese Simone de Beauvoir consegnerà tre storie di tre donne che rappresentano tre crisi diverse: donna come moglie, donna come madre, donna come amante. Pur distanti tra loro per epoche, generi e autore, i testi di de Beauvoir e Molière sono entrambi dimostrazione di come la letteratura abbia reagito a determinate questioni sociali contestualizzate nell’epoca di riferimento e declinate in una veste di genere.
Comparative Literature is the study of literature beyond the confines of one particular country, and the study of the relationships between literature on the one hand and other areas of knowledge and belief, such as the arts (e.g., painting, sculpture, architecture, music), philosophy, history, the social sciences (e.g., politics, economics, sociology), the sciences, religion, etc., on the other. In brief, it is the comparison of one literature with another or others, and the comparison of literature with other spheres of human expression.
Comparative Literature. Its Definition and Function – Henry Remak
Il nordamericano Henry Remak pone l’accento sulle relazioni tra la letteratura da un lato e altri ambiti del sapere dall’altro, che per quanto distanti possano apparire rappresentano comunque possibili fonti da cui la letteratura trae forme e modelli (si pensi alla psicanalisi freudiana e al suo influsso sulla letteratura: l’idea della scomposizione del soggetto diventa modello formale). "Uno, nessuno, centomila" di Pirandello vede un protagonista che percepisce se stesso in maniera sempre più distorta e disorientante: rilegge il proprio sé in rapporto agli altri che lo osservano, e perde unitarietà – questa la lezione appresa da parte della letteratura dalle nuove conoscenze della psicanalisi. La letteratura comparata stabilisce relazioni tra gli ambiti del sapere, problematizza temi e forme e privilegia il dialogo: ciò che sembra un costrutto teorico diventa modello operativo e riforma la letteratura – si pensi semplicemente alle enormi differenze che esiste tra i romanzi naturalisti ottocenteschi e le opere del ‘900 post-freudiano. Le teorie provenienti da altri ambiti del sapere diventano veri e propri operatori formali. È fondamentale avere la consapevolezza, comunque, che ciò che si sta analizzando sia un testo letterario – a essere extraletterario è il confronto, i contatti stabiliti.
Una domanda essenziale può essere, ad esempio, cosa è stato accettato o rifiutato di un certo tema? L’eroe omerico Ulisse incarna il tema del viaggio circolare, dell’erranza, dell’uomo eroe. Joyce, della grande modernità, nel suo "Ulysses" (l’epopea dell’uomo novecentesca) conserva la tematica viatoria, ma la dimensione geografica e temporale è cancellata: si tratta di un viaggio di pochi chilometri, che di eroico non ha nulla – al contrario, affiorano le non-eroiche miserie dell’uomo. Il romanzo si affaccia sull’ordinarietà della vita di tutti i giorni, e attraverso lo schema mitico, ma senza l’eroicità del classicismo, decanta le vicende dell’uomo moderno. L’erranza intellettuale, l’esplorazione servono solamente a illuminare impietosamente le disgrazie dell’uomo di quell’epoca. Ciò mostra quanto il tema sia un materiale plastico e sempre adattabile ai bisogni del tempo: la letteratura è cassa di risonanza delle problematiche del proprio contesto, senza le quali sarebbe sterile esercizio scrittorio.
Il disprezzo di Alberto Moravia (1960) fornisce un altro interessante spunto. Si tratta della storia di una giovane coppia borghese nella quale il marito è chiamato da un cineasta a fare la sceneggiatura di una nuova edizione dell’Odissea. Si ha la ripresa di un singolo aspetto dell’intero nucleo concettuale collegato all’Ulisse classico omerico: il rapporto tra moglie e marito. Non si ha nulla dell’elemento viatorio: Moravia prende questo tema e lo cancella, servendosi di Ulisse per aprire un discorso sulla coppia aperta all’interno dell’istituzione matrimoniale dell’epoca. La coppia di Moravia riflette un’esperienza sociale (tipica particolarmente del mondo nordico, del tradire liberamente e del ritrovarsi) a partire da un archetipo classico e tradizionale. Il concetto su cui si basa Moravia è il mitema, il nucleo concettuale invariante collegato al mito: il mitema di Ulisse, ad esempio, è il viaggio come metafora della conoscenza. Importante è quanto il testo sia rispondente al contesto di creazione – in caso contrario risulterà scollato e incapace di comunicare.
È quindi fondamentale chiedersi perché e come un tema è stato conservato o rigettato – questo discorso interessa da vicino anche il testo in traduzione, poiché chiama in causa le scelte traduttive prese, le ragioni della traduzione di quel testo in quella lingua in quel momento storico (una risposta potrebbe essere perché in quel momento la comunità ne sente il bisogno culturale). Le scelte editoriali, che spettano all’editore e non all’autore, danno a un determinato tema uno statuto preciso – si pensi all’importanza avuta da alcune collane, che talvolta si sono trasformate in veri e propri temi o generi (si pensi alla collana gialla di Mondadori, che accomunava libri sulla base del tema principale poliziesco). Altri strumenti particolarmente importanti comprendono il paratesto, il sistema di informazioni che accompagna il testo e che non è di pertinenza dell’autore dell’opera (spetta all’editore per copertina, fascette, bandelle interne e simili). Il paratesto condiziona la vita dell’opera nel contesto d’arrivo. Il paratesto autoriale è un altro sistema di informazioni (traduttore, curatore…).
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