Estratto del documento

Manuale letteratura spagnola I

La edad de oro

  • Secoli XVI e XVII sono i secoli conosciuti come Edad de Oro o Siglo de oro.
  • Tra gli autori: Garcilaso de la Vega, Fray Luis de León, Juan de Yepes, Quevedo, Góngora.
  • La nascita della Novela Picaresca: Lazarillo de Tormes e Guzmán de Alfarache, e Don Quijote cervantino.
  • Tra 1530 e 1660 fioriscono le commedie di Lope de Vega e Calderón de la Barca.

Contesto storico

Dai primi decenni del XVI secolo abbiamo una serie di scrittori consapevoli di vivere in un'epoca di splendore per le lettere, e con lo stesso orgoglio per l'egemonia politica spagnola, iniziata nel 1519, quando Carlo I, Carlo V d'Asburgo, viene eletto imperatore del Sacro Romano Impero Germanico.

Man mano che crescevano le aspettative di espansione fomentate dalla conquista americana furono gli umanisti, che seguendo il criterio dei loro colleghi italiani, che prendono da modello, iniziarono a parlare di “Rinascimento” dopo vari secoli “oscuri”, medioevo.

Ottimismo politico dimostrato da:

  • Idea del castigliano come lingua ufficiale, promossa da Nebrija.
  • La proiezione di alcuni umanisti nell'erasmismo.

La cultura spagnola diviene internazionale durante il regno di Carlo V, Carlo I di Asburgo.

Letteratura

Nei testi del XVI questo mito di “Edad de Oro” appare associato alla “vida pastoril”, i più vicini a quella vita idilliaca sono i pastori.

Nei testi della metà del XVII invece, unito all'ignoranza di quella felice età, si percepisce il disgusto nel vivere un'epoca di decadenza.

Il termine “Siglo de Oro” associato alla letteratura in maniera più netta lo si fa a partire dal XVIII secolo.

Nel 1737, data della pubblicazione della “Poetica” di Lazán, si incontrano già di modo isolato la menzione al termine come giudizio valorativo ma senza separare il XVI e XVII secolo.

Il termine Siglo de Oro si conia definitivamente tra il 1754 e il 1765.

  • “Primo” rinascimento: coincide con la riforma protestante in Europa; momento culmine tra 1545 e 1565.
  • “Secondo” rinascimento: coincide con il Manierismo.

Il Barocco è il periodo che inizia a fine di questo secolo, approssimativamente intorno al 1599, in cui si pubblicano “El Gúzman de Alfarache”; mentre nella storia politica inizia nel 1588 con l'Armada “Invincibile” contro l'Inghilterra.

La fine del periodo è imprecisa, ruota attorno agli ultimi decenni del XVII secolo; la morte di Calderón del 1681 non significherà la morte dei gusti barocchi, continuarono nel teatro fino al XVIII secolo.

  • 1502: inizio della censura in Spagna.
  • 1502: prima normativa per l'attenzione all'estetica e la correzione del libro, “Pragmatica de los libros de molde”.

Filosofia umanistica

Filosofia umanistica: nuovo sistema educativo universitario, “Studia Humanitatis”. Intendiamo per filosofia umanistica il modo in cui la cultura rinascimentale, da una prospettiva critica, concentrò i suoi sforzi nel conciliare il meglio della civiltà classica con le credenze cristiane.

Ideale rinascimentale:

  • Serie di tratti incongruenti e meri cliché che non bastano per comprendere una delle filosofie più solida, complessa e duratura.
  • Nella letteratura la concezione dell'uomo come “microcosmo”.
  • Nella letteratura la laicizzazione del sapere e dell'etica che fino ad allora si considerava materia dei teologi.
  • Ammirazione per il mondo greco-latino che interessava le sue proposte di ideali umani con proiezione universale al margine della religione, soprattutto quello della “bonae artes” che perfezionano l'uomo.
  • Nella letteratura il dominio della “parola” che ci distingue dagli animali costruisce l'essenza stessa della humanitatis.
  • Fiducia nella religione come filosofia di vita.
  • “Jurat vivere”: spirito che convive con la concezione dell'universo come sistema di segni.

Neoplatonismo nelle diverse manifestazioni letterarie e in conseguenza l'idealizzazione della natura e la difesa della vita e l'arte in accordo con essa:

  • Eglogas.
  • Novela Pastoríl.

A tutto ciò bisogna aggiungere le considerazioni socioeconomiche determinanti:

  • Crescente potere della borghesia, intesa come classe con iniziativa propria, dentro un movimento essenzialmente urbano che portò allo sviluppo del commercio e nuove forme di produzione.
  • Conseguente accumulo di ricchezza con nuove scoperte geografiche.
  • Nuovo pensiero.

Manierismo nella letteratura

Manierismo nella letteratura, tempo di transizione verso il Barocco, in Spagna tra il 1570 e 1600; alcune caratteristiche si confondono con quelle del Barocco.

Tratti:

  • Reazione rispetto all'equilibrio classico.
  • Esagerazione delle forme.
  • Rottura dell'armonica unità rinascimentale tra il formale e lo spirituale con distanziamento ironico dell'autore.
  • Gusto per deformazione e ritorcimento nell'aria in generale o tendenza a risaltare l'ornamentale.

Storia

Tra 1598 e 1614:

  • Spagna e Italia hanno perso la loro egemonia culturale.
  • Nuovo ordinamento politico con predominio di Olanda, Inghilterra e Francia.
  • Si perde l'idea tradizionale di cristianesimo.
  • Il governo spagnolo di contro combatte contro “l'eresia luterana” con il regno di Filippo IV.
  • Una serie di movimenti indipendentisti interni, tra cui la rivoluzione catalana e portoghese nel 1640, mettevano a rischio l'integrità dell'impero.
  • Altre ripercussioni sociali sono date dalla bancarotta economica del XVII secolo. La sospensione di pagamenti, che si aggravano di anno in anno mentre cresceva il debito estero, veniva incontro con la realtà del momento in cui i banchieri tedeschi, Fugger, smisero di fidarsi e cedettero ai genovesi l'appoggio credito della corona, ragione per la quale gli italiani vengono presi di mira dalla satira con l'immagine di autentici “succhiatori di sangue”: prosa di Quevedo.

Dall'enorme contrasto tra lusso cortigiano e la miseria popolare se ne fa capo la letteratura di quel periodo, “El criticón” di Gracián: opposizione dei contrari, idea barocca, figure basate sul contrasto e il paradossale.

Ossessione per il tempo:

  • Tema barocco per antonomasia.
  • Sostiene il gusto per l'intreccio nella nuova commedia creata da Lope.

“Barocchismo”: Guzmán de Alfarache, El Quijote, La Soledad, Góngora, La vida es sueño, Calderón; cultura “massiva, urbana e conservatrice”.

Denominatore comune alla letteratura spagnola del “Siglo de Oro”: cambi che si sono prodotti nella struttura del libro, il suo modo di diffusione e i mezzi per esercitare il suo controllo dal 1558; serie di disposizioni legali per poter controllare le stampe a partire dal copyright, permesso che dava il consiglio del re per poter stampare.

L'indice dei libri proibiti per vigilare l'ortodossa.

Le ripercussioni del concilio di Trento, 1545-1563, si fecero sentire soprattutto nella prosa.

Sotto il regno di Filippo II, questo monarca, consigliato da personaggi sinistri come Fernando de Valdés Salas, nominato inquisitore Generale, arrivò a decretare che fossero legge del regno le conclusioni del concilio di Trento, così la religione si infiltrò in tutte le manifestazioni sociali e artistiche, specialmente nel teatro.

Quello che più preoccupava gli inquisitori era l'accesso della gente illetterata ai testi che necessitavano interpretazione da parte di “specialisti della fede”. Si trattava di salvaguardare quello che si considerava dominio esclusivo dei teologi.

Invece, la letteratura profana, sulla quale vigilanza si pronunciò solo il papato nel 1564, ebbe maggiore permissività in Spagna: “La Celestina” non viene proibita fino al 1581 così come “Cancionero de burlas”, considerato offensivo per il clero.

1583: indice di Gaspar de Quiroga, arzobispo di Toledo e generale inquisitore dal 1573; si “puliscono” e “correggono” le opere. Questo permette la comparsa anonima di libri come Lazarillo de Tormes.

“El Cortesano de Castiglione”, proibito nell'indice di Valdés nel 1559, viene “pulito” nell'indice di Sandoval; in quello di Epata, 1632, si proibisce il “Quijote”.

La variedad de la prosa humanista

La prosa del XVI secolo è la più diversa, profonda e creativa di tutta la storia della letteratura spagnola, in particolare quella con un carattere didattico: doppia influenza ideologica ed estetica.

  • Quella arrivata dai Paesi Bassi con Erasmo da Rotterdam.
  • Umanismo italiano.

Nuovo sistema educativo: si aggiungeranno tre importanti materie allo studio della Grammatica e della Retorica e saranno la Poetica, la Storia e la Filosofia morale.

Come successe già con l'influenza della Scolastica sui generi del XIII secolo, anche le nuove discipline lasciarono la propria impronta nella prosa durante più di due secoli.

Il metodo di analisi e critica di autori classici favorì la preferenza per certi modelli sui quali gli universitari si erano abituati, ovvero l'epistola e il dialogo.

Dall'inizio del secolo si comprende che il clero spagnolo non possiede sufficiente conoscenza sull'ambito umanistico, dovuto alla loro ignoranza sulla lingua classica:

  • Già dal XV secolo con Nebrija inizia la campagna contro le “barbarie”, promuovendo lo studio del latino e del greco dall'Università di Salamanca.
  • Abbiamo anche l'iniziativa del cardinale Francisco Jiménez de Cisneros, inquisitore generale dal 1507, che crea l'Università di Alcalá nel 1508: studi di teologia con i testi sacri.
  • La Bibbia poliglotta: iniziano così le prime traduzioni, la Bibbia poliglotta sarà terminata nel 1517, versioni in ebreo, latino, greco ed aramaico.

Origine del saggio

Una cosa molto significativa in Spagna fu il generalizzare l'uso dell'epistola in lingua volgare come genere letterario; il culmine lo si avrà tra il 1530-1555.

L'epistola è un veicolo d'espressione più idoneo per una nuova sensibilità; saranno molte le opere letterarie che adotteranno questo genere.

Ricordiamo in particolare che fu anche il momento dello scambio delle epistole in versi incrociati tra Boscán e Garcilaso che seguivano una tradizione classica.

Il francescano Antonio de Guevara, vescovo, cronista e predicatore dell'imperatore, deve il luogo che occupa nella storia spagnola letteraria precisamente al fatto di aver scritto le grandi “Epistolas familiares”, popolarità tra XVI e XVII secolo.

Tra i temi osserviamo:

  • Dai comportamenti della vita pubblica e domestica, il cavaliere in guerra e nella corte.
  • Alle relazioni tra padri e figli e tra sposi e consigli sul matrimonio e la vecchiaia.
  • I modi corretti di parlare o scrivere.

Voleva emulare lo stile delle lettere di Cicerone che Petrarca aveva diffuso come modello di lettere umanistiche.

Nel suo “Libro áureo de Marco Aurelio” si fa conoscere come moralista cristiano: storia fittizia del personaggio assicurando che traducesse un manoscritto trovato nella biblioteca di Cosmo dei Medici, pretesto usato da autori di libri di cavalleria per evitare la censura.

Altri testi:

  • La sua opera didattica più estesa: “Libro llamado reloj de príncipes, en el cual va incorporado el muy famoso libro de Marco Aurelio”.
  • “Menosprecio de corte y alabanza de aldea” gli diede una dimensione di classico simile alle sue epistole. Usa con un fine meno filosofico il concetto di beatus ille oraziano.

È interessante la descrizione dei tipi di vagabondi che ha incontrato per strada; con loro si preannuncia la nascita del romanzo picaresco.

El gusto por el coloquio

Gli umanisti ancora una volta furono ispirati dagli italiani, uno dei più conosciuti del genere fu Giovanni Pico de la Mirandola con il suo “Dialogo della dignità dell'uomo”, “dignitas homini”, del 1546: due interlocutori discutono con un terzo che fa da mediatore e giudica.

Erasmo da Rotterdam si basava sull'idea di origine socratica sul bisogno di formare un proprio criterio ed esprimerlo con proprietà semantica, argomento principale dei suoi:

  • Enchiridion, Manual del caballero cristiano.
  • Il principio chiave dei trattati, epistole, dialoghi del XVI secolo era l'educazione e la conseguente influenza sulle abitudini sociali.
  • Gli umanisti furono essenzialmente pedagoghi.
  • Maggior esempio Juan Luis Vives con il suo “Exercitatio linguae latinae” del 1538: serie di dialoghi sull'educazione.

Una peculiarità del Rinascimento fu lo sviluppo della prosa in romanzo che portò a numerosi nuovi generi dal 1520.

Fu in questo periodo che iniziò una rivendicazione del castigliano dalla difesa del “scrivo come parlo” che fu proposto da Juan de Valdés in “Diálogo de la lengua”, 1535: prima discussione “reale” sulle questioni morfologiche, ortografiche, lessicologiche e sintattiche del castigliano parlato.

Erasmo da Rotterdam

Autore che più influì nella prosa del secolo, Erasmo da Rotterdam, scrisse tutte le sue opere in latino; fu proprio quest'ultima, lingua internazionale, a permettergli la diffusione delle sue idee più facilmente.

Anche se era già conosciuto in altri paesi con la sua opera “Elogio de la locura”, 1511, la sua influenza arrivò tardi in Spagna, ma gli spagnoli erano già stati lettori della sua “Colloquia” grazie alla traduzione di Alonso de Virués.

  • Dal 1527 al 1532 si registra il maggior entusiasmo per le idee di Erasmo, sebbene in Castiglia si dubitasse della sua ortodossia, fino a provocare persecuzioni fino alla sua morte.
  • “Los Coloquios” furono proibiti sia in latino che in lingua volgare per una circolare del consiglio dell'Inquisizione nel settembre del 1537.
  • La pubblicazione dei dialoghi sperimenta una maggiore vigilanza a partire dal 1545, anno in cui divenne pericoloso il nome di Erasmo.
  • Inizialmente le sue idee furono ben accette nel seguito flamenco di Carlo V al quale Erasmo dedicò nel 1522 “Paráfrasis del Evangelo según San Mateo”, e anche tra i suoi servitori, tra cui il segretario personale del re Alfonso de Valdés, le sue idee erano ben lette.
  • Il fratello del segretario, Juan de Valdés, autore del “Diálogo de la Lengua”, scrisse “Diálogo de la doctrina cristiana”, 1529, in cui difendeva la pretesa erasmiana di secolarizzare il cristianesimo e propagare un umanismo evangelico.

Alfonso de Valdés scrive 2 dialoghi spagnoli di ispirazione erasmista:

  • “Diálogo de Mercurio y Carón”, 1529: 2 personaggi mitologici che incorporano le idee sociali, religiose e politiche di Erasmo alla situazione spagnola.
  • “Diálogo de las cosas ocurridas en Roma”, 1527: si sdoppia nelle voci di un giovane cavaliere della corte dell'imperatore, Lactancio, e quella di un arcidiacono che torna da Roma vestito da soldato.
  • “I Coloquios satíricos con un coloquio pastoril” di Antonio de Torquemada, uno dei più simpatici prodotti dell'erasmismo spagnolo.

Modalità del dialogo satirico arricchita da un nuovo modello con tratti più irreali e fantastici rispetto alla verosimiglianza erasmiana: si tratta del greco Luciano de Samosata.

  • “Diálogos de los muertos”.
  • “Diálogos de los dioses”.
  • “Diálogos de las heteras”.
  • “Icaromenipo”, tradotto da vari umanisti nella prima metà del XVI secolo.

Tra le tematiche il motivo del sogno, visioni dell'oltretomba, transmigrazioni, teoria pitagorica.

El Crotalón

  • Pioniere della letteratura fantastica in Spagna.
  • Creato tra il 1545 e il 1550, pubblicato nel 1871.
  • Attribuito all'umanista Cristóbal de Villalón.
  • La sua finalità è quella di risvegliare le coscienze attraverso un testo ad imitazione di Luciano: gioca sulla possibilità che si possa trattare di un sogno.

“Diálogos de las transformaciones”: pratiche ipocrite del clero, feroce anticlericalismo.

Viaje de Turquía

“Viaje de Turquía”: primo grande romanzo di viaggio.

  • Anonimo, forse Andrés Laguna.
  • Dedica a Filippo II: voleva essere pubblicato.
  • L'autore insiste che tutto quello che ha scritto è dato da anni di esperienza nei paesi trattati, sono viaggi reali.

Apothegmata di Erasmo

Non distava molto dallo stesso fine delle collezioni medievali:

  • Letture istruttive.
  • Fonti di citazioni per nuove opere.
Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 1 Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura spagnola 2, Prof. Trecca Simone, libro consigliato Manual de Historia de la Literatura Española 1, Lina Rodríguez Cacho Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicasilaco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Trecca Simone.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community