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Lezione 1: Firenze

Nel periodo 1434-94, si consolida il potere dei Medici, il quale consentirà di creare il granducato di Toscana. Il personaggio più importante di questa fase è Lorenzo. I Medici torneranno nel 1512 dopo essere stati esiliati, e il segretario della cancelleria fiorentina era Machiavelli. Il potere dei Medici si esercita nella città rinascimentale di Firenze (15o sec). La città ebbe uno sviluppo nella seconda metà del 13o sec e nel corso dei secoli successivi passò da comune a repubblica.

All'inizio era un piccolo paesino, ma durante l'età Laurenziana e quella di Dante (due secoli e mezzo) si allarga perché economicamente diventa una super potenza. I fiorentini hanno colonizzato la finanza di tutta Europa: i grandi regni (Francia e Inghilterra) e perfino il papato sono sovvenzionati dai fiorentini. Nel nono canto del Paradiso, un'anima si rivolge a Dante e definisce Firenze la città del diavolo perché produce il fiorino (moneta d'oro, moneta delle transazioni internazionali).

Firenze non è solo un prodotto rinascimentale, è una città che domina l'Europa con le proprie banche e mercati, è la città che cambia e merca. Nel Decameron, Boccaccio ci offre l'umanità medievale e una rappresentazione della società mercantile che viene celebrata. Abbiamo la narrazione delle vite avventurose dei mercanti che colonizzano i mercati del nord Europa e del Mar Mediterraneo.

Firenze comincia a diventare una grande potenza durante gli anni di Dante, che disprezza fortemente questa nuova classe. Il binomio tra bellezza e denaro vede la grande bellezza andare di pari passo con i guadagni e con l'insieme di famiglie fiorentine ricchissime che introdurranno un'attenzione particolare per le arti (mecenatismo). Dante è in grado di denunciare questa economia, perché capisce già come andrà a finire con questo tipo di economia. Il problema è sia di carattere morale che religioso: l'usura era un peccato e quindi Dante non può concepire che ci siano questi arricchimenti improvvisi attraverso questo lato peccaminoso.

Dante vede Firenze come la creatrice di questo sistema capitalistico, il pastore è diventato un lupo e le pecore (il popolo) si sono smarrite, e questo lo documenta dall'inizio. Firenze coltiva dentro le mura la bramosia di arricchimento, Dante la descrive e predice le sciagure che avverranno fra qualche decennio; però, ci testimonia di essere un uomo di un tempo più grato che non verrà più perché quel mondo nel secondo Trecento entrerà in crisi anche a causa della peste che sconvolgerà tutta l'Europa.

Cacciaguida e la Firenze di Dante

La vita dei personaggi che analizzeremo è completamente diversa dalla nostra: l'esperienza e l'energia vitale che emerge dai protagonisti è il dato che ci distanzia e di cui noi dobbiamo avere percezione. Siamo dentro una società che dobbiamo immaginare come una società che viveva le nostre stesse problematiche (covid-peste), ma che al tempo stesso aveva delle reazioni e delle percezioni completamente diverse dalle nostre. I nostri parametri esistenziali sono completamente diversi.

Cacciaguida è attraverso la sua voce che noi conosciamo la realtà fiorentina, grazie alla lode dei tempi passati. Si rimpiange la Firenze sobria e pudica rispetto a quella di adesso: superba ed affamata di immediati guadagni. Disegno morale di Dante. Come doveva essere Firenze secondo lui? Si inizia con un'immagine che rimanda alla donna sobria e critica le donne dell'epoca: le donne adesso indossano vestiti scollati, le figlie che non facevano ancora paura nel momento in cui nascevano ai padri (dote alla famiglia dello sposo, erano a misura, non c'era un'inflazione, un aumento), non c'erano case di famiglia vuote (le famiglie di mercanti andavano in giro in Europa), idea della sessualità di Dante.

Dante cita attraverso Cacciaguida il fatto che Firenze si stia allargando, fa riferimento al fatto che sia stata costruita una terza cinta di mura e aggiunge il fatto che Roma vista da Monetario sembri più piccola di Firenze (Monte Uccellatoio, si vede Firenze che si allarga).

La famiglia Medici

I Medici nel 1434-94, il momento in cui il figlio di Lorenzo, Piero il Fato, viene allontanato da Firenze perché colpevole di aver aperto la città a Carlo VIII (re di Francia) che sottomise l'Italia. Il sessantennio mediceo non è una signoria, Firenze non lo sarà mai nel 1400, è una criptosignoria perché senza l'aiuto delle famiglie non si poteva andare avanti. Firenze fa un errore però, non capisce la scaltrezza della famiglia Medici che, grazie alla parvenza repubblicana, domina e governa la città. Quando torneranno nel 94, i Medici dovranno scegliere un papa e Firenze diventerà un granducato.

Nel 1434, i Medici venivano dal Mugello ed erano mercanti di tessuto, la loro fortuna economica è immediata però ci vorranno dei secoli perché il primo banco dei Medici possa progredire e diventare una delle più grandi banche europee. Giovanni di Bicci, tra i primi anni del 1400, inizia ad accumulare un grande patrimonio di fiorini. La ricchezza si basava sulla capacità di creare un surplus di guadagno attraverso l'esportazione di lane (provenienti dal nord Europa) e farne elementi di alta moda. Il mondo del fiorino ci dà la possibilità di verificare le differenze sociali all'interno di Firenze, la classe media migliorava le performance economico-sociali, le famiglie bancarie ed aristocratiche che diventarono influenti in tutta Europa.

Firenze ha una cultura di base straordinaria, è una città di alfabetizzati (conte Mattia Boiardo, L'Orlando Innamorato, Tasso della Gerusalemme Conquistata e Liberata), infatti, alla fine del 1300 Firenze ospita la prima cattedra di letteratura in lingua greca. Giovanni di Bicci crea una banca, che poi diventerà molto importante grazie al figlio Cosimo (dal 1420 fino al 1433, quando viene esiliato perché accusato di aver teso un attentato alla repubblica) che prende in mano le redini della famiglia e capisce due cose fondamentali:

  • Importanza della propaganda culturale (la capacità di indirizzare l'opinione pubblica attraverso la buona comunicazione): in quel mondo bisognava lavorare sull'immagine dei singoli rappresentanti della famiglia, sull'arte, la cultura e l'architettura (mecenatismo).

Cosimo viene mandato in esilio perché viene eletto un governo della città che è legato alle famiglie contrarie ai Medici. Grazie alle sue opere di mecenatismo, fa capire che la sua famiglia teneva a Firenze (far ristrutturare S. Marco) e mette in ombra gli altri personaggi della politica fiorentina, però le elezioni vanno male e Cosimo viene esiliato. Siamo nel 1433 e sembra che tutto stia per far crollare l'impero dei Medici a Firenze, però Cosimo aveva preparato un terreno politico tale che si salverà, infatti aveva spostato ingenti capitali nella banca veneziana. Per questo, lui viene accolto a Venezia come un re in esilio, ma comunque continua ad operare a Firenze "comprando" le famiglie più potenti: infatti nel 34 c'è un'elezione molto favorevole ai Medici e poche settimane dopo l'esilio di Cosimo verrà revocato. Successivamente allontanò tutti i suoi nemici da Firenze, soprattutto i vecchi; cerca di costruire dei rapporti solidi con i giovani rimasti (nel 1400 la famiglia ed i rapporti con le altre sono importanti per fare carriera, è una società definita corporativa).

Lezione 2: I Medici, poteri ed affari

Parte del ritorno di Cosimo a Firenze vede circa un quarto delle famiglie potenti fiorentine colpite con la forma dell'esilio (soprattutto i vecchi concorrenti di Cosimo). L'autore sottilizza il fatto che la società sia corporativa, e evidenzia l'atteggiamento scaltro di Cosimo che analizza le altre famiglie per capire quali siano quelle nemiche (37 famiglie riuscirono a fare ritorno a Firenze ed alcune addirittura nella signoria). Tutti i punti che elenca l'autore sono quelli che la famiglia Medici metterà in atto: mantenere l'involucro della repubblica, non cambiare apparentemente le regole, ma fare una serie di piccole riforme che consentano ai Medici di essere padroni di Firenze in modo che non possano essere condannati.

La criptosignoria non funziona sempre, nel 1478 avviene la congiura dei Pazzi: due fratelli al potere, uno ucciso e l'altro ferito (Lorenzo), rischiano la vita perché il potere interno non era considerato, attentati in generale (anche dal papato) al loro potere. Cosimo ci fa capire come funziona la mentalità politica del casato mediceo.

La fortuna dei Medici di Tim Parks

Nella metà del volume, Parks dedica un capitolo a Cosimo e alle contraddizioni sulla sua personalità basandosi sui reperiti storici contemporanei: il potere ha la capacità di condizionare tutto, i Medici lo fanno attraverso il mecenatismo (arte e letteratura, Pulci). Cosimo fomenta rivolte perché Firenze, per tradizione, aveva avuto questo grande orgoglio di sentirsi una repubblica. C'è un'ambivalenza nella figura di Cosimo: era un padre della patria o un padrino?

Parks sottolinea le accuse contro Cosimo, che poi verranno rivolte anche a Lorenzo e al resto della famiglia:

  • Furono accusati di essere favorevoli ai sodomiti (L'ermafrodito, testo in cui viene celebrata l'omosessualità, dedicato a Lorenzo e David di Donatello, posa erotica e giovane nudo) e inoltre affittavano le stanze alle prostitute.
  • Furono accusati di essere amici degli ebrei (prestavano denaro ad interesse), degli usurai ed evasori fiscali.
  • Di aver utilizzato il restauro delle chiese per la propria glorificazione personale, di scacciare altri mecenati, ed di aver tentato di comprarsi accesso al paradiso, di aver sostituito le cappelle delle famiglie nemiche con quelle amiche, tirannia e crudeltà, di governare con l'intimidazione, di aver alzato al potere uomini vili e nuovi.
  • Accusa più importante: lui sotto sotto voleva essere il principe di Firenze.

Date importanti

Firenze tra il 1429 e 31 porta avanti una guerra contro Lucca, che finisce malissimo, la città mantiene la sua indipendenza. I Medici dimostrano, finanziando questa guerra, che sono disposti a sacrificare il loro patrimonio per Firenze. Nel 1436 avviene la consacrazione di Santa Maria del Fiore da parte di Papa Eugenio IV, voluto da Cosimo, molto importante per Firenze. Nel 1439, Firenze diventa capitale di una cultura trans europea: si tiene un concilio e avviene l'unificazione momentanea tra la chiesa d'Occidente e quella d'Oriente, sempre grazie a Cosimo. Questo evento viene rappresentato nella "Cavalcata dei Magi", la più alta rappresentazione mediatica, è presente tutta la famiglia Medici.

Nel 1440, battaglia di Anghiari: Firenze, che si allea con Venezia e lo Stato Pontificio, combatte contro i Visconti (Milano). Nel 15o sec, l'Italia è divisa in stati, alcuni molto potenti come Venezia e Firenze. Questo sistema si regge su delle alleanze che ogni anno vengono rinnovate: nel 1494, Carlo VIII dimostra la debolezza di queste alleanze quando conquista l'Italia. Nel 1441, "Certame Coronario", una gara di poesia voluta da Leon Battista Alberti, ci dimostra che la poesia volgare e la lingua volgare devono essere propagandate. Siamo nell'età dell'Umanesimo, la lingua latina sovrasta quella volgare dal punto di vista letterario: Petrarca, recupera l'interezza della lingua latina che diventa quella della letteratura. L'esperimento della gara della poesia funzionò.

Nel 1446 si inizia la costruzione del palazzo dei Medici in via Larga, questo intervento cambia la situazione urbanistica di Firenze. Nel 1464 muore Cosimo, la sua morte crea dei movimenti sussultori molto gravi nel potere mediceo. Piero eredita il regno del padre (1464-69), molti approfittano della mancata mobilità fisica di Piero e nel 1466 c'è il tentativo di ribaltare il potere della famiglia prima della "congiura dei Pazzi" (1478). Quella del 1466 è una congiura oligarchica, Luca Pitti è il capo di questa congiura, fu appoggiato da alcune famiglie importanti. Questa congiura non riesce, infatti Piero colpisce pesantemente gli organizzatori, ma concede il perdono alla famiglia Pitti.

Nel 1469 si entra nel regno Laurenziano, era molto giovane. Nel 1478, congiura dei Pazzi. Nel 1484 muore Pulci ed è un anno di grandissimo interesse. Nel 1490 torna a Firenze Savonarola, che prende le redini della città dopo la cacciata del figlio di Lorenzo (1494). Firenze viene governata da una repubblica teocratica da Savonarola, che nel 1498 viene impiccato ed arso. Questo sancisce la fine di una stagione storica religiosa per Firenze e per la Roma papale: riforme della chiesa cattolica in Italia per stabilire il potere del papato nella penisola.

Elenco di personaggi con potere politico e letterario

Lucrezia Tornabuoni, moglie di Piero di Cosimo, Lorenzo in una lettera svela l'importanza della madre per il potere dei Medici: a lei si deve l'entrata di Pulci nella famiglia, il Morgante infatti è dedicato a lei. Firenze ha consentito un'alta alfabetizzazione anche alle donne, infatti Lucrezia scrive poemetti in lingua volgare insieme ad Antonia Pulci, unico in Italia ed in Europa, due donne scrittrici.

Perché ci sono così tanti alfabetizzati? Lorenzo fa si che i giovani fiorentini attraverso le compagnie (legate alla figura di un santo e della Vergine) studino l'arte dello scrivere, del leggere e del recitare. Questo perché ogni anno erano chiamati a recitare i testi sacri. Per questo Lucrezia scrive questi poemetti in ottava rima devozionali, che diventano la base di una conoscenza del testo sacro che appartiene a tutta la realtà cittadina che partecipa a questi spettacoli.

Elenco di figure religiose: Sant'Antonino, Savonarola e Ambrogio da Versailles. Elenco di uomini di lettere: Frodel Kai, Castellano Castellani, scrittori di poesia religiosa, collante della cultura letteraria. A Firenze la stampa arriva nel 1470, il Morgante viene pubblicato nel 1477. Savonarola è il grande accusatore di Pulci, scomunica lui e la sua opera perché il suo libro era la rappresentazione di riti blasfemi.

Lezione 3: Paolo Orvieto

Pulci, nato nel 1432, fu uno scrittore comico della seconda metà del 1400 fiorentino, legato alla famiglia dei Medici. La letteratura comica è sempre stata considerata inferiore rispetto agli altri stili.

Elenco delle opere letterarie più importanti del periodo laurenziano

È impossibile dare una datazione precisa perché la stampa arriva nel 1470. Il Morgante si distingue in due, primo e secondo Morgante. I primi 23 cantari sono stati composti dal 1461, quando Lucrezia Tornabuoni prende l'autore sotto la sua ala, al 1470. Tra gli scrittori molto importanti ma poco noti un nome importante è Frodel Kai, nel 1465 scrive L'annunziata, un testo teatrale.

Lorenzo subisce il fascino dei testi di Pulci. Nel 1460 Pulci entra in casa Medici e Lorenzo ha 13 anni, abbiamo accanto due persone che hanno 17 anni di differenza, però è molto interessante vedere lo sviluppo della loro relazione. L'ucceccazione di Starme ed Il Simposio (1467-73) sono opere comiche di Lorenzo; la prima racconta una battuta di caccia alle starme (donne) della brigata laurenziana. Il secondo è una raccolta di nomi.

La Necia da Barbreino è un testo musicale, tutti nella brigata laurenziana possedevano uno strumento. A questo testo risponde La Neca da Barberino di Pulci (1468-63). La Giostra di Pulci è un testo letterario che celebra la giostra adibita in Santa Croce da Lorenzo (1469-73). Nel 1473 si ha L'albergazione e la composizione dei primi canti carnascialeschi di Lorenzo, un nuovo genere letterario che avrà un successo enorme. Inoltre in questo anno scoppia una tensione tra Pulci ed il prete Matteo Franco.

Dal 1475 al 1478 La Giostra di Poliziano in onore del fratello giovane di Lorenzo, illustrata in versi volgari (anche quella di Pulci) e latini. La composizione del secondo Morgante, gli ultimi 5 cantari vengono scritti tra il 1478 e il 1483. L'Orfeo, Poliziano era il maestro dei figli di Lorenzo, ma non piaceva alla moglie Clarice Orsini così venne cacciato e scrisse quest'opera. La Confessione (1484) è un testo importante, decide di consegnare la sua anima alla Vergine Maria, scritta in terzine dantesche. Lorenzo nell'ultima parte della sua vita si dedica alla scrittura di laudi e alla rappresentazione dei santi Giovanni e Paolo.

Letteratura comica

Pulci è uno scrittore di sonetti comici. Il Morgante però rientra nel genere cavalleresco, che si serviva dell'ottava rima. La letteratura comica ha una lunga tradizione in ambito toscano e dall'età di Dante a quella di Pulci possiamo nominare degli scrittori comici di grande valore: Boccaccio, Dante, Sacchetti, Checco Angiolini ecc. Di Dante raramente si parla di scrittore comico, perché non si parla di opere come Il Fiore. Anche la Divina Commedia ha dei passaggi comici: Canti delle Male Bolgie, canti che portano Dante e Virgilio al cospetto di Lucifero; per descrivere i personaggi Dante ci dice che userà le rime aspre, una lingua adeguata alla rappresentazione del male. A partire dal canto 18 fino alla fine, Dante ci dimostra come fosse in possesso dello stile comico. Canto 18, si parla di merda, di puttane ecc., al di là di queste immagini, dal punto di vista fonico emerge la dimensione comica (rima aspra).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camillamasotti03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Villoresi Marco.
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