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Che cos'è la letteratura oggi?

Non è qualcosa di facile da definire. Innanzitutto è patrimonio scritto, il passaggio dall'anarrazione orale a quella scritta crea il bisogno della traduzione di un corpo di testi che rispettano dei valori, raccontano una storia. Tutto ciò dà vita a testi canonici che noi studiamo oggi. Tra il 700-800 si ha la riorganizzazione di questi testi in funzione dell'identità nazionale. Nell'800 si ripropone il tema della lingua per l'identità nazionale, cioè di dare al nostro paese un'unità culturale per com'era frammentata l'Italia a quei tempi.

Francesco De Santis, per esempio, propone una storia della letteratura italiana. Dante è il patriota, anche se lui non pensava all’Italia come la si poteva pensare nell’800. Nel dopoguerra, anni ’60-’70, la nostra tradizione è tutta maschile, la cultura era per i nobili e lo studio era soprattutto cosa maschile. Post-colonialismo: superiorità dell’Italia agli altri paesi colonizzati. 800-900: la letteratura esplode, concepita in modo diverso da come veniva concepita in precedenza. Gli autori non si confrontano solo con autori della loro stessa nazione, iniziano a chiedersi: qual è il mio posto? Le innovazioni che voglio apportare?

La letteratura oggi

Si inizia a spaziare, fare confronti con altre letterature, da una dimensione locale si passa a quella nazionale e poi globale perché quella locale non basta. La letteratura oggi vive una relazione con altri media, le altre arti (pittura, musica, scultura), cinema, tv, fumetto… c'è una vera e propria trasformazione, gli autori sono immersi in un database. I Media cooperano con altri Media. Oggi viviamo in un mondo fatto di schermi, un mondo virtuale e la letteratura è immersa in questo mondo di immagini, di una cultura sempre più virtuale.

Se pensiamo che la scrittura è stata un mezzo potentissimo, la base di tutto e che oggi quasi non esiste più, oggi le storie si trasmettono attraverso mezzi virtuali. Tutto è cambiato con l’avvento della TV. Oggi ci appassioniamo a certi personaggi e ci immedesimiamo in essi, un po' come il romanzo fungeva da tramite nell’800.

Oggi la letteratura coopera con i media visuali. Si tratta di produzioni transmediali: racconti che viaggiano su più mezzi di comunicazione. Assistiamo a una rivoluzione nell’intrattenimento tramite prodotti culturali, alla creazione di FRANCHISE (una serie di canali per trasmettere un brand).

Bisogna lavorare sul linguaggio, oggi una scrittura di ricerca si rivolge a una nicchia ristretta di persone, è una produzione che non va bene per tutti. I lettori colti esistono in tutte le aree e pretendono una certa scrittura, nonostante i tempi queste nicchie non si estinguono, tutti pensavano che la letteratura morisse. È ovvio che la letteratura è un mezzo di comunicazione più lento rispetto a quello visivo, ci costringe a immaginare i personaggi, la storia, senza l’aiuto di qualcun altro: La recherche. Non ha visualità, ognuno di noi, a seconda delle proprie esperienze, immagina un oggetto, dei personaggi a modo proprio: ESPERIENZA SOGGETTIVA.

I testi letterari entrano a fare parte di mondi narrativi, come accade a Gomorra: si passa dal libro al film alla serie tv. ADATTAMENTO C’è un rapporto tracciabile, l’adattamento non è uguale ma intertemporale, transmediale e interculturale.

Esempio: la serie tv di Gomorra inserisce nuovi scenari, nuovi personaggi rispetto al libro. Si assiste a un’ESPANSIONE. L’espansione narrativa di un mondo crea un franchise, cioè si trasmette su più media, disseminando ed espandendo la storia, si crea un mondo narrativo in espansione. Così nasce una nuova forma narrativa.

Nuova forma narrativa

In continuo mutamento, i fan diventano attivi. Si apre un mondo dietro (app, parodie, ecc.). Gomorra diventa un marchio, la letteratura è stato l’innesto, l’inizio di questa produzione, proprio perché nasce come libro. In Italia questa nuova forma narrativa è molto recente, mentre gli USA e il Giappone hanno iniziato molto prima. Si tratta di qualcosa di commerciale, è un nuovo metodo per fare soldi. Ci troviamo di fronte alla forma del METATESTO.

Merchandising: tutto ciò che ha scaturito il film, la serie (magliette, tazze, ecc.) studiato per vendere, logica di mercato.

Fruitori

Oggi non sono più passivi ma attivi, la comunicazione diventa reticolare e in parte imprevedibile perché comunicano tra loro. Si tratta di USERS GENERATE CONTENT. Si mettono in gioco, fanno proprio del materiale che non gli appartiene per lo scopo di fare soldi. L’appropriarsi di contenuti è un ruolo attivo sia nella produzione che nella comunicazione/circolazione.

A volte si esagera e si va oltre i target dovuti, esempio: Pokemon-versione porno. L’autore è fondamentale, è il padrone del brand, colui che costruisce il marchio. Saviano è così nel suo caso, con Gomorra. È il suo mondo.

Vecchi e nuovi media collidono

Il potere dei produttori e quello dei consumatori interagiscono (Jenkins, 2007). “Benvenuti nella cultura convergente, dove vecchi e nuovi media collidono, dove i grandi media e i media grassroots si incrociano, dove il potere dei produttori dei media e quello dei consumatori interagiscono in modi imprevedibili. La cultura convergente è il futuro, ma sta prendendo forma oggi. I consumatori ne usciranno più potenti, ma soltanto se sapranno riconoscere e usare quel potere in veste di consumatori e cittadini, come partecipanti attivi della nostra cultura”. (H. Jenkins, Cultura Convergente, p. 285, 2007)

Grassroots corporation

Dal basso verso l’alto Produzione top-down (grandi distribuzioni).

Narrazione transmediale

Un concept che viene spiegato, veicolato attraverso diversi canali. All’interno di una narrazione transmediale si crea un’esperienza narrativa disseminata su più canali che il fruitore può comporre a modo suo. È una potenzialità di narrazione inedita, ampia, di vari mezzi che prima non esisteva. Di conseguenza, anche la letteratura cambia.

Convergenza

È il flusso di contenuti che convergono ma anche la necessità di cooperare tra più settori dell’industria dei media. I modi di raccontare cambiano così come il pubblico, immerso nelle nuove tecnologie, tutto si trasforma compresi i consumatori. Questo offre possibilità di fare soldi prima inedite. I vecchi media non vengono sostituiti ma si trasformano mettendosi sempre più in relazione gli uni con gli altri per effetto dell’introduzione di nuove tecnologie. Si parla di neotelevisione e nuove modalità di rapporto con il pubblico: NUOVA HOLLYWOOD.

Anche la letteratura con l’ebook sta cambiando modo di fruizione. Pubblico: oggi è sempre più attivo, viene chiesto di votare, partecipare, IO DICO LA MIA, i molti cominciano a prendere parola, invitati a scrivere commenti per rendere attivo il pubblico che prima era passivo.

L’era della cultura convergente

Significa principalmente che i fruitori e i produttori convergono, i fruitori si fanno attivi, non solo transmedia e storytelling. Convergenza: è sia un processo discendente dall’alto verso il basso, guidato dalla corporation, sia un processo ascendente, dal basso verso l’alto, guidato da consumatori. Adesso anche lo scrittore/autore può andarsi a cercare il suo pubblico, non ha bisogno di un produttore.

Economia affettiva

È quel legame che deve convincere i fruitori ad estendere sul maggior numero possibile di media il prodotto dei produttori. Cioè l’esperienza non deve rimanere singola, su un solo media. La narrazione quindi si espande e consolida il legame affettivo con il brand. Ogni singolo prodotto diviene una singola porta d’ingresso al franchise nel suo complesso: lettura del libro, visione del film, videogioco, ecc.

Questo è una sorta di regalo che viene fatto al fruitore, perché gli vengono offerti vari mezzi. Pensandola al di là del fattore economico è una nuova potenzialità di entrare in contatto con nuove forme artistiche. Nasce una visione articolata di una produzione. Nel caso ideale, la storia deve essere concepita fin dall’inizio come transmediale cioè ci dovrebbe essere sempre un legame tra le varie forme di fruizione della storia raccontata.

World building: si crea un enorme universo narrativo in espansione, un livello quasi irraggiungibile di progettualità. In realtà questo accade molto raramente, perché a un certo punto si sgretola il tutto, inizia a perdere coerenza e quindi i fruitori stessi abbandonano. Saviano scrive un libro nato per essere ciò poi però accade la transmedialità della storia.

Transculturazione

Cioè si cerca di rendere fruibile lo stesso prodotto che risulta significativo. Oltre oceano la narrazione transmediale attinge prevalentemente al bacino del fantasy. In Italia invece il genere in cui si attinge questo tipo di narrazione è quello del crime, noir. Esempi: romanzo criminale, gomorra, suburra.

Da cosa è caratterizzata la narrazione transmediale?

  • Immersione: su più piattaforme.
  • Interattività: si entra a far parte attivamente di quel mondo.
  • Condivisione: se ne parla in modo molto esteso.

Macchinetta del caffè globale: cioè la pausa caffè durante la quale ci si confronta, si parla di cose che fanno parte della vita quotidiana, come dei personaggi preferiti di una serie, libro, film. Prima, ad esempio, le donne si riunivano davanti a una tazza di tè per parlare di Madame Bovary, giudicandola come donna, elencando le sue avventure, ecc. Oggi la condivisione è molto più estesa, per questo si parla di condivisione globale, perché attraverso i social il pubblico si moltiplica. Le forme di socializzazione stanno cambiando e quindi anche i libri non vengono discussi solo alla vecchia maniera.

Il personaggio

Per fidelizzare il consumatore all’interno di questa economia affettiva, il personaggio ha una forte funzione di ancoraggio. Diventa punto di riferimento per il lettore, ci si affeziona al personaggio entrando in empatia e vedendo le cose dal suo punto di vista. A volte anche i luoghi, la location, diventano protagonisti, come per esempio accade in Gomorra (le vele di Scampia). Hanno un ruolo fondamentale all’interno della storia.

A volte ci affezioniamo al personaggio ma anche alla persona e quindi poi iniziamo a seguirla online o in altre produzioni, in altre vicende, film, serie, ecc. Cambia la letteratura, la fruizione della storia e il pubblico che diventa sempre più rumoroso.

Nuove pratiche di consumo

Esempio: la vendita del cofanetto di DVD, nonostante la possibilità di scaricarlo illegalmente online. Si creano gruppi di visione. In alcuni casi la messa in onda su canali ufficiali e la ritualità della scansione delle puntate vengono privilegiate rispetto al download e alla visione solitaria in tempi scanditi dal ritmo personale. Ne è un esempio XFactor. Si parla di visione simultanea. Queste pratiche di consumo e di discussione intorno a produzioni seriali dimostrano che i consumatori attribuiscono un valore particolare al prodotto. Come accade nel caso di Gomorra. Viene identificato come prodotto di culto.

Chi è Saviano quando pubblica Gomorra?

Scrittore sconosciuto prima del 2007. Il suo intento era quello di riavvicinare la letteratura alla realtà e quindi già da prima si concentrava sulla camorra. Infatti i suoi articoli precedenti (che poi finiscono all’interno del libro) parlavano di questa tematica. La sua è una letteratura civile, dell’impegno, dopo la guerra mondiale e civile (con i partigiani) con la liberazione dell’Italia dal fascismo.

In quegli anni tutti gli scrittori (Calvino, Moravia) si preoccupano di dare un’identità alla nazione, ricostruire il paese e quindi si impegnano sulla riflessione e intervento sulla realtà. La letteratura dell’impegno vive una stagione forte dopo la guerra, asservita a uno scopo civile. Un voler rappresentare la realtà per rifondare un paese reduce da una guerra e che tra l’altro ha vissuto anche uno scontro interno. Il dopo guerra vede soprattutto autori con forte attitudine ironica, cioè si parla della realtà ma in forma molto mediata, quasi allegorica (es.: “Il nome della Rosa” di Umberto Eco), non più in forma diretta come il primissimo Calvino che riflette sulla resistenza della ricostruzione.

Accade che all’inizio degli anni 2000, ci sono autori che cercano di riportare la letteratura alla realtà. Non abbiamo mai avuto una vera e propria letteratura di mafia o di camorra così estesa se non interventi giornalistici. Saviano decide di proporre a Mondadori (si dice si rivolse a Mondadori per un contatto interno che lui aveva), prima propone un appello ad altri scrittori di scrivere un libro sulla camorra ma poi lo fa lui singolarmente.

Nel 2006 esce Gomorra il libro con un impatto sulla critica non indifferente. La vera svolta che ne definisce il successo è quando Saviano decide di fare i nomi dei camorristi a viso scoperto con un intervento a Casal dei Principi. Da qui ne derivano varie minacce di morte e inizia a vivere sotto scorta.

Una fame di realtà

Le prime domande da parte di alcuni critici sono state: tu che carte hai per dire che questo che racconti sia verità? Chi sei? Un camorrista? La FAME DI REALTÀ nel contesto italiano si tratta di una reazione dei giovani scrittori alle diverse forme di postmodernismo, accomunate da una forte ironia. Vengono citati alcuni clan importanti che hanno portato disordine a Napoli: Schiavone, Mondragone (Augusto La Torre), i Casalesi.

4 enunciati

Gomorra si fonda su 4 enunciati, scritto in prima persona, il personaggio si chiama Roberto (stesso nome dell’autore), che fa da testimone, ci porta a pensare che sia lui in carne ed ossa. Coincidenza Autore-personaggio.

  • Ciò che io Roberto Saviano ti sto raccontando… Enunciato dell’intimità con il territorio: ci parla di una rabbia che non poteva più tacere tale da provare crisi di ansia. Frutto del suo vissuto perché l’ha provato con la sua pelle e visto con i suoi stessi occhi.
  • Per il fatto stesso di intraprendere questo racconto chi scrive… Enunciato definito implicito. Chi racconta vuole che ci si ribelli al sistema, vuole mostrare che lui ha il coraggio di farlo.
  • Nonostante il rischio sempre implicito ho scelto di raccontare… Enunciato della necessità: una letteratura che nasce dalla denuncia, dall’impegno politico-civile.
  • Enunciato della parola conquistata: testimonianza diretta.

Romanzo o no?

Lui resta lontano dal genere noir, rispetto ad altri scrittori che in Italia hanno voglia di denunciare fatti che accadono nel nostro paese. Saviano no, decide di non farlo perché ciò che vuol dire è una parola diretta quindi non può sottostare a generi letterari. Quindi non nasce sotto forma di romanzo. Solo dopo 10 anni dalla pubblicazione, Saviano decide di dire che è un romanzo ma non lo fa nel 2006 perché non vuole che venga attribuito a finzione e quindi lo rende più vicino a una testimonianza di una realtà.

Ridà forza alla letteratura che stava perdendo attraverso l’ironia, diventando inutile, senza uno scopo, (una delle critiche positive nei confronti di Gomorra). Ci sono state molte critiche negative: è impossibile che si trovava lì, in molte scene, situazioni, la camorra lo avrebbe fatto fuori, ecc. Chi scrive un noir non ha bisogno di legittimare la propria parola, pensa a tutto il genere. È come andare a un ballo in maschera e si sa già che bisogna indossare un costume (regole-vincoli), quindi si parla di parola concessa e non conquistata.

Saviano decide di non stare su questa fascia convenzionata e se ne tira fuori. Tanto è vero che all’inizio non si sapeva in quale sezione delle librerie trovare il libro di Gomorra, quando ancora non aveva molto successo.

Nel 2007, dopo l’uscita di Gomorra, gli unici che dicevano che era un romanzo erano i camorristi, dicendo che Saviano aveva scritto finzione, però paradossalmente lo minacciavano di morte.

Saviano ha la volontà di voler restituire alla letteratura una funzione civile, di denuncia, di presa sulla realtà, non è gioco, non è citazione, non è finzione, ironia. In prima istanza, Saviano punta tutto sulla parola e crede che questa possa bastare.

Pierpaolo Pasolini

Oltre alla letteratura statunitense, Saviano si ispira a Pasolini. Anche per Pasolini, la scrittura era uno strumento politico/morale capace di trasmettere un messaggio e dialogare con i contemporanei. Gomorra nasce da un’urgenza, da un’ossessione civile: narrare e denunciare il funzionamento del sistema. Riflettere sul nucleo criminale del capitale. Parla di un territorio circoscritto: città di Napoli e i suoi dintorni ma scritto per arrivare ad un pubblico ampio, nazionale e quindi scritto in italiano non in dialetto.

Nonostante ciò che racconti sia circoscritto ad un territorio ristretto, la storia va al di là del singolo territorio, ma è una storia che riguarda affari nazionali e globali. Si tratta di un’economia che tocca in maniera globale il sistema. Si ispira al testo di Pasolini e gliene rende omaggio. IO SO DI ROBERTO SAVIANO (youtube) enuncia gli autori ai quali si ispira. Parla di FISICITÀ PROROMPENTE del corpo: le sensazioni che la rabbia gli provoca sono prorompenti (pugni allo stomaco, ansia). Trasmettere la potenza d’urgenza.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marygiovy_1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Benvenuti Giuliana.
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