Modernità in Inghilterra
La prima fase nella modernità per l’Inghilterra significa ridefinizione di tutti i parametri estetici, politici, culturali e letterari che hanno un punto focale nella questione religiosa, cioè la Riforma protestante. L’introduzione di questa riforma sarà fondamentale per capire la monarchia, la guerra civile, i puritani e le riforme teatrali. L’Inghilterra del ‘500 ha una svolta sotto vari punti di vista: economico, politico, sociale, culturale. Epoca moderna per l’Inghilterra significa nascita di una nazione.
Thomas More
Thomas More è un importante teologo, umanista, scrittore, traduttore e santo della Chiesa Cattolica nominato da Giovanni Paolo II, poiché ha difeso con la sua stessa vita la Chiesa Cattolica. Ricordato nel mondo della cultura perché ha scritto Utopia, un libello pubblicato nel 1516 in latino e successivamente in inglese nel 1551. Moro veniva già da una famiglia legata alla legge; si fa strada attraverso lo studio, diventa avvocato laureandosi ad Oxford*, poi ricoprirà vari ruoli politici importanti, diventa consigliere comunale, rappresentate della city di Londra all’interno del Parlamento inglese e infine Consigliere della Corona, diventando un uomo fidato di Enrico VIII. Nel ’31 si dimette perché non riesce ad accettare che Enrico volti le spalle a Roma, non accetterà il divorzio con Caterina d’Aragona e l’Atto di sottomissione.
Fasi di Thomas More
- La prima fase in cui si forma, diventa avvocato, consigliere comunale e magistrato.
- La seconda fase ha come ago della bilancia il 1516. Comincia ad assumere incarichi politici importanti, in cui la sua figura da umanista cede il passo ad una figura politica. La leggerezza della prima fase cede il passo nella seconda, invece, ad una dimensione più dura, tetra, meno ironica.
*Moro ha avuto tra i docenti due importantissimi intellettuali inglesi, William Grocyn e Thomas Linacre che avevano soggiornato in Italia e avevano studiato i testi italiani, latini e greci. Saranno questi intellettuali a portare lo studio del greco, della filosofia e delle scienze nelle università inglesi.
Utopia
In Inghilterra la parola “utopia” nasce proprio con quest’opera. Significa:
- “Luogo del bene” (eu+topos)
- “Non luogo” (ou+topos)
Il protagonista, Raphael Hytholodeus visita quest’isola nel Nuovo Mondo, siamo nella fase nella quale l’America è stata appena “scoperta” dagli europei, e quindi c’è una letteratura che nasce attorno a questa mitologia, i cosiddetti racconti di viaggio. L’isola è divisa in 54 città-stato tutte uguali tra loro. C’è uno stato ideale e gli uomini vivono diversamente da come vivono nell’Inghilterra del ‘500. Ad esempio non c’è la proprietà privata perché è percepita come un’offesa all’uomo, non c’è l’uso del denaro, non c’è distinzione di classi sociali, la guerra viene bandita, le famiglie sono costruite in modo diverso, nel senso che essendoci comunione dei beni e dei luoghi c’è anche comunione dei figli, quindi tutti sono figli di tutti. Inoltre non c’è discriminazione religiosa, cosa che invece sarà una caratteristica di tutto il periodo del ‘500 e ’600, tutte le religioni sono rispettate ed accettate e sono alla pari. Ci sono solo due regole: tutte le religioni devono essere monoteiste ed è bandita la possibilità di essere atei. Moro si ispira alla Repubblica di Platone.
Rapporto con la società inglese
Questo racconto è allo stesso tempo una rappresentazione dell’Inghilterra, ma è anche una rappresentazione del contrario dell’Inghilterra, quindi definisce la forma che l’Inghilterra potrebbe avere, denunciando quello che l’Inghilterra era in quella fase, un’Inghilterra che esce da 150 anni di guerre civili, peste, povertà, malattie, governata da malgoverno, violenza, ingiustizia. Moro, da umanista, immagina la possibilità di cambiare tutto ciò, critica la società per immaginarne un’altra differente, ideale, platonica.
Traduzioni
More traduce diverse opere della cultura italiana, in quanto umanista era un profondo conoscitore della cultura sia italiana che greco-romana. Ha tradotto La vita di Pico della Mirandola, una raccolta di testi legati a quest’importante filosofo fiorentino, neoplatonico, che si ispira a Savonarola. Traduce inoltre insieme a Erasmo da Rotterdam i Dialoghi di Luciano.
Rapporto con Erasmo da Rotterdam
Erasmo sarà un grandissimo amico di Tommaso Moro, lavoreranno assieme su diversi aspetti della strategia umanistica, rispetto alla questione religiosa e alle questioni politiche. Si fermerà in Inghilterra in due momenti: nel 1499 e tra il 1509 e il 1514. In questi soggiorni inglesi sarà spesso ospite nella casa di Moro. L’opera più importante è l’Elogio della follia (Moriae Encomium), un testo del 1511 scritto in latino in cui parla della possibilità di sfidare le leggi del presente. Immagina mondi nuovi, diversi, basati sulla tolleranza, sulla convivenza civile, sulla difesa e rispetto delle culture diverse. Questa sembra quasi una follia nel mondo in cui Erasmo vive e quindi il suo testo è un elogio alla follia, ma il titolo gioca anche molto con il nome di Tommaso Moro, a cui è dedicata l’opera.
Lutero
Nel 1517 Martin Lutero pubblica le sue famose 95 tesi. Comincia con questa affissione una fase di grande guerra in tutta Europa. Nel 1520 Lutero pubblica ‘‘La prigionia di Babilonia’’ in cui in forma di saggio attacca la corruzione della chiesa, il potere temporale, la vendita delle indulgenze. Se tutto questo deve essere distrutto, dall’altra parte bisogna anche costruire. Lutero dice che in realtà che lo spirito del cristiano sono stati soggiogati dal potere, dalla ricchezza, dalla corruzione dei beni terreni. Lui proporrà la liberazione della spiritualità cristiana.
Dialogo sulle frenesie
Nel ‘28 Tommaso comporrà l’opera del ‘Dialogo sulle frenesie’, dove risponde al saggio di Lutero. Nega un concetto di base del pensiero protestante secondo il quale le opere dell’uomo sono inutili ai fini della salvezza ultraterrena. Quindi perché dovrebbe comportarsi bene? Perché mai dovrebbe seguire le leggi se c’è una predestinazione? Ritornerà nei dibattiti religiosi il concetto di libero arbitrio. Tommaso Moro parte da questo concetto, dicendo che l’uomo ha il libero arbitrio, deve agire in un determinato modo e quell’agire avrà un peso nella sua vita ultraterrena.
Ultimi anni
More passerà gli ultimi anni della sua vita in carcere, nella Torre di Londra. Lì continuerà a scrivere e sembra tornare alle sue origini, alla prima fase, torna a parlare di filosofia, di teologia, umanità, tolleranza e lo fa attraverso le ultime opere: il “Dialogo di conforto nei giorni di tribolazione”, il “Trattato per ricevere il corpo benedetto di nostro signore” e il “Trattato sulla passione”.
Iconoclastia
I protestanti saranno iconoclasti perché Lutero crede che le immagini siano pericolose, siano una sorta di mediazione. Le immagini, soprattutto quelle che raccontano il sacro, non possano permettersi di esistere, sia perché il sacro non può avere una forma, sia perché la loro messa in scena in un quadro ma anche a teatro determinerebbe una corruzione di quell’immagine.
William Tyndale
Antagonista di Moro sarà William Tyndale, studente di Oxford che conosce Lutero a Wittenberg. Deciderà di tradurre la Bibbia in inglese. A questa operazione si oppongono sia Moro che l’aristocrazia, verrà censurata ma arriverà lo stesso a Londra attraverso i mercati inglesi. Verrà giustiziato per eresia perché non accetta il divorzio di Enrico VIII. Tyndale traduce il Pentateuco, una parte del vecchio testamento, nel 1530. Il Pentateuco è il nome con cui si indicano i primi cinque libri della Bibbia, che sono poi libri sacri sia per i cristiani sia per gli ebrei. Porta avanti questo lavoro fondamentale di traduzione per far sì che la Bibbia possa essere un libro aperto a tutti. Questo libro deve diventare guida spirituale per il cristiano che non ha bisogno della mediazione del prete, del sacerdote.
Traduzione Pentateuco
Una caratteristica della traduzione di Tyndale è il fatto che prende il modello originale e traduce dal greco in inglese, provando a creare uno stile basato sulla semplicità. Questa semplicità verrà difesa dai protestanti come una sorta di ‘dignità letteraria’. Tyndale porta avanti questa battaglia sulla traduzione perché non crede all’interpretazione allegorica che la Chiesa dà del testo sacro. L’allegoria è una figura retorica che si esprime con parole per definire altri concetti; Tyndale vuole che l’interpretazione corrisponda alla lettera.
L’obbedienza dell’uomo cristiano
Tyndale scrive “L’obbedienza dell’uomo Cristiano” nel 1528, in cui dice che è necessario a volte disobbedire alle leggi del clero per non disobbedire alle leggi di Dio. Parlerà anche del fatto che il re governa per diritto divino e il monarca viene quasi paragonato ad una divinità. Si invita il re a prendere più potere su di sé e a rivoltarlo contro il clero corrotto, dal momento che in terra la supremazia è del re, in cielo di Dio. In base a queste considerazioni, Enrico VIII comincia a ripensare al rapporto con Roma e la Chiesa Cattolica.
Bibbia di Ginevra
La riforma che porta avanti Enrico VIII si lega a dei fatti personali, cioè alla necessità che ha di divorziare da Caterina D’Aragona, divorzio che non otterrà da parte della chiesa di Roma, da Papa Clemente VII. Nonostante la morte di Tyndale la diffusione della riforma in Inghilterra va avanti, la sua Bibbia viene letta, anche se inizialmente viene condannata. Più avanti verranno scritte altre traduzioni della Bibbia, come la Bibbia di Ginevra del 1560 o la Bibbia di Giacomo I.
Atto di sottomissione e supremazia
Enrico VIII fa due cose fondamentali: l’Atto di Sottomissione (1531), una legge del monarca il quale dichiarava che il clero perdeva qualunque tipo di autorità di tipo spirituale, sociale, politico, legale e quindi si sottometteva al monarca. Poi c’è l’Atto di Supremazia (1534), in cui definisce che tutto il potere temporale e spirituale va nelle mani del monarca.
La dignità letteraria dell'inglese
Tra gli intellettuali comincia a porsi il problema della lingua inglese. Ci si chiede se è adatta alla letteratura, se ha una sua dignità letteraria, se può produrre una letteratura di un certo valore come aveva fatto la lingua greca, latina, italiana. A questa domanda si risponde in maniera un po’ diversa: da una parte c’è la prospettiva dei riformatori inglesi, capeggiati da Tyndale, che sostenevano che era venuto il momento per l’Inghilterra di dotarsi di una lingua letteraria e di ristrutturarla per utilizzarla nella comunicazione letteraria. Dall’altra parte abbiamo i poeti della corte di Enrico VIII, che erano incerti perché percepiscono i loro lessico, la pronuncia della loro lingua insufficiente e inferiore ai modelli classici.
John Skelton
John Skelton fu un poeta laureato della corte di Enrico VIII, a cavallo tra presente e passato per il modo di unire la lingua. Molto critico, sospettoso e respingente rispetto i modelli di poeti della cultura italiana. In questa poesia Skelton dice che la lingua inglese è rozza rispetto all’italiano, ha un vocabolario povero, ha diverse lacune rispetto ai grandi modelli letterari.
Il passero Philip
Tra le poesie abbiamo The Bowge of court (1499), dove satireggia i vizi e la vita di corte. La sua satira sarà nota nelle liriche Speak Parrott (1505) e Why come ye not to court dove attacca il cardinale Thomas Wosley, figura più importante nella corte di Enrico VIII prima di More. Skelton lo definiva un secondo re, ironizzando sul suo potere. In queste poesie non fa che stigmatizzare la ricchezza e le barbarie che ci sono dietro a quel potere, con un inglese semplice ma aggressivo.
Thomas Wyatt
Thomas Wyatt (1503 – 1542) fu un importante cortigiano e ambasciatore inglese. Ebbe una vita molto avventurosa, venne arrestato due volte e venne coinvolto nella congiura legata ai fatti di Anna Bolena. Si dice che i due ebbero un flirt. È ricordato per aver portato i modelli della poesia in Inghilterra per farli diventare i modelli della poesia inglese. Wyatt capisce che alla lingua inglese manca una certa disciplina formale perché è una lingua barbara. Lo studio della lingua italiana darà suggerimenti su come strutturare una poesia in inglese per renderla formale.
Temi e modelli
Wyatt si distacca dal modello di Petrarca (AB BA AB BA CD CD EE) ma lo usa come base per creare il suo sonetto caratterizzandolo in tre quartine e riprendendo le tematiche di Petrarca, che però vengono anche esse in qualche modo modificate. Ad esempio Petrarca raccontava un amore perpetuamente insoddisfatto perché l’amato piange l’assenza della amata. Nella lirica di Wyatt è presente, cioè passando da una dimensione onirica o dimensione fantasia, dove Petrarca ricorda, immagina, sogna la sua amata si passa a una dimensione reale, cioè l’amante è finalmente presente, tuttavia l’amore non può essere soddisfatto. Quindi i temi di fondo sono sempre gli stessi, cioè l’amore, l’eros, la donna, la passione, la vita di corte.
Traduzioni
Wyatt realizza due traduzioni di Petrarca adottando il suo stile: Whoso List to Hunt e They flee from me. La prima è la traduzione di «Una candida cerva» di Petrarca, dove parla del rapporto tra eros e potere. La vicenda narra in quattordici versi di una cerva che cerca di scappare dal cacciatore e quando questo riesce ad afferrarla nota il nome sul suo collare e capisce che questa cerva appartiene a Cesare. Wyatt cerca quindi di denunciare Enrico VIII, padrone del cuore di Anna Bolena; racconta un triangolo amoroso molto pericoloso tra il re, il poeta e l’amante. In «They flee from me» parla delle persone che gli sfuggono, che gli hanno tolto il saluto, quindi racconta la sua vita difficile nella corte.
Henry Howard, conte di Surrey
Henry Howard, conte di Surrey era un nobile d’alto rango, apparteneva ad una famiglia aristocratica di fede cattolica. Si distinguerà in battaglia, incarna infatti il mito del guerriero, dell’eroe che muore per la patria. Da giovane cresce con il duca di Richmond, John Fitzroy, figlio illegittimo di Enrico VIII. Sua cugina Catherine Howard sarà la quinta moglie di Enrico VIII, ma verrà condannata per tradimento. Surrey succede a Wyatt, ne recupera l’eredità e porta avanti il discorso linguistico partendo dalle Rime Sparse di Petrarca.
Poesia
In Prisoned in Windsor racconta la sua infanzia felice a Windsor, che da adulto vive come una prigione. Con Surrey arriviamo a una forma stabile, definita del sonetto inglese. Il modello strutturale che introduce è diverso da quello di Wyatt, abbiamo infatti AB AB CD CD EF EF GG. La poesia di Wyatt e Surrey è una poesia che gira ancora in forma manoscritta, quindi interna alla corte. Surrey inventa il blank verse, cioè l’endecasillabo sciolto utilizzato anche da Shakespeare, chiamato anche pentametro giambico non rimato.
Confronto Surrey - Wyatt
La critica dice che Surrey è colui che porta a una maggiore regolarità e musicalità del verso inglese, a una forma più strutturata. Wyatt è meno formale da un punto di vista metrico e linguistico, ma ha una potenza lirica molto più forte.
Songs and Sonnets (Tottel’s miscellany)
Songs and Sonnets è un testo del 1557, fondamentale per capire la svolta della poesia inglese. Viene anche chiamato Tottel’s miscellany, dal momento che questa raccolta di vari autori è stata realizzata e stampata da Richard Tottel, che raccoglie 97 poesie di Wyatt, 40 di Surrey, 40 di Grimald e 94 di altri autori della corte a noi sconosciuti. All’inizio dell’opera lo stesso Tottel prende la parola per giustificare il suo lavoro: ha intenzione di rendere onore alla lingua inglese. Tottel infatti crede che la lingua inglese sia capace di farsi valere, che può competere con l’italiano o il latino.
Umanesimo
È un tempo storico nel quale si supera l’oscurantismo che caratterizzò il Medioevo. Vediamo che al centro non c’è più Dio, bensì l’uomo. Nel Medioevo l’uomo era un pezzo di una catena che collegava il cielo ai bassifondi della terra. Era quindi una via di mezzo, ma durante l’Umanesimo diventerà il centro. Ciò che durante il Medioevo viene ignorato, riemerge nel ‘400. C’è un rinnovato interesse per l’antichità, considerata importantissima perché preesiste al cristianesimo. Da Aristotele ad esempio si ricavano le regole normative che ristruttureranno i generi letterari nel ‘500.
Pedagogia
A rinascere sarà soprattutto la pedagogia, che si misura con la società inglese attraverso alcuni testi che avranno una grande influenza sul potere e l’educazione.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Inglese, prof. Cariello, libro consigliato Storia della letteratura inglese. Dalle origini al Sette…
-
Riassunto esame Letteratura inglese II, Prof. Ferrari Roberta, libro consigliato Storia della Letteratura Inglese -…
-
Riassunto esame Letteratura inglese, Prof. Caporicci Camilla, libro consigliato Storia della letteratura inglese I,…
-
Riassunto esame Letteratura inglese, prof. Cariello, libro consigliato Storia della letteratura inglese, Bertinetti…