Laboratorio di Ripresa e Regia Digitale
FASI PRODUZIONE
Pre-produzione
• Fase ideativa-creativa e fase di reperimento dei fondi
o Fase di scrittura e preparazione alle riprese.
o Produzione: riprese
• Post-produzione: montaggio
• Distribuzione
• IMPORTANTE
Le fasi sono interdipendenti per un progetto con forma organica
• Conoscere gli strumenti per liberare la propria bellezza (-effetti +anima)
• PRE-PRODUZIONE
Fase che riguarda la scrittura, organizzazione, reperimento mezzi, strutturazione
Budget
• Pianificazione strategia
o Sinergie (co-produzione)
o Bandi e reperimento fondi
o Scrittura
• Idea
o Organizzazione
o Soggetto
o Storyboard
o Sceneggiatura
o Spoglio sceneggiatura
o Piano di lavorazione
o FONDO PER L'AUDIOVISIVO
Attraverso l'istituzione di più Bandi all'anno l'Amministrazione Regionale, tramite il Fondo,
concede contributi di imprese di produzione indipendenti aventi sede nel Friuli Venezia Giulia
fino alla misura massima del 50% della spesa ammissibile per la formazione, lo sviluppo di
progetti (fase che comprende tutte le attività che intercorrono fra l'idea e la vigilia della
produzione) e la distribuzione di prodotti audiovisivi destinati al mercato regionale, nazionale
internazionale (comprende non solamente la promozione e il marketing delle opere realizzate e
la loro circuitazione nei festival, nelle rassegne e nei premi dedicati al settore ma anche una
maggiore disponibilità finanziaria durante la produzione)
Per le borse di studio, il contributo potrà arrivare al 90%.
I RUOLI NELLA PRODUZIONE
PRODUTTORE
È colui che recupera i finanziamenti necessari alla realizzazione del film attraverso le
coproduzioni la prevendita dei diritti, i finanziamenti statali ed eventualmente mettendo a
disposizione i propri capitali. Cura la gestione economica durante la realizzazione del film
coadiuvato dal direttore di produzione.
DIRETTORE DI PRODUZIONE (production manager, unit production manager)
È responsabile degli aspetti amministrativi e produttivi del film. Verifica che vengano rispettati i
preventivi dei costi e i tempi di realizzazione del film stabiliti dalla produzione. Stipula i contratti
con i fornitori, si occupa del pagamento del cast e dalla troupe.
PRODUTTORE ESECUTIVO (executive producer)
Responsabile della prodizione sul set. Approva le spese ed è responsabile del rispetto del budget.
IL REGISTA
Il regista ha diversi ruoli, oltre a rapportarsi con il produttore la sua funziona principale è quella
di "raccordare" i diversi reparti, supervisionare e decidere.
Durante le riprese le funzioni da svolgere sono principalmente due:
Direzione del film: deve decidere le inquadrature, i movimenti di macchina di rapportarsi con il
• direttore della fotografia e gli altri reparti.
Direzione degli attori: guidare i propri attori, le loro interpretazioni, i movimenti, l'incontro, ecc.
• VISUALIZZAZIONE
Passaggio dal linguaggio scritto al linguaggio visivo che si forma nella mente e che permette di
scrivere uno storyboard.
Visualizzare significa trasformare qualcosa in immagine.
Visualizzare mentalmente vuol dire proiettare un'immagine che vediamo solo noi. Un processo
fondamentale prima ancora di iniziare a scrivere. Il compito che ha di un fronte un regista è
quello di trasferire dei contenuti da un linguaggio in un altro linguaggio. Inoltre, trasformare in
immagini una storia significa trovare risposte ad una serie di domande: che cosa mostrare? Che
cosa non mostrare? Come ordinare le immagini.
IL RACCONTO
Storia e discorso
Il termine racconto raccoglie in sé almeno due significati diversi:
Storia: che cosa (Piano del contenuto)
• Discorso: come (Piano dell'espressione)
• Una stessa Storia (quindi CHE COSA) può essere raccontata in diversi modi (quindi IL COME) più o
meno "efficaci".
Elementi
Selezione: il linguaggio cinematografico è fondato su un rapporto di PRESENZA/ASSENZA. Quello
• che c'è deve spiegare quello che manca.
Combinazione: come disporre gli elementi. Sia a livello estetico (composizione dell'inquadratura)
• sia a livello cronologico.
Diegetico VS Extradiegetico (Immagine e suono)
• Verosimiglianza: non riguarda ciò che è accidentalmente reale ma ciò che è essenzialmente
• ideale. Evidente nei mutamenti del linguaggio cinematografico nel tempo (sospensione
incredulità).
Motivazione: il motore della storia. Spinge il protagonista alla ricerca della soddisfazione del
• bisogno. Per fare questo il personaggio si troverà a dover affrontare una serie di ostacoli che lo
porteranno alla risoluzione finale.
SPAZIO
Della storia: lo spazio in relazione alla storia (interni ed esterni che si alternano)
• Del racconto: la scelta di che cosa inquadrare
• Lo spazio può assumere una funzione narrativamente attiva quando si rapporta ai personaggi di
un racconto ed interviene nella descrizione - denotazione
TEMPO
Ordine: il discorso può riordinare gli eventi della storia come più gli aggrada (montaggio) purché
• la sequenza rimanga percepibile. Flashback e Flashforward (anticipazione). Plot.
Durata: la durata riguarda la relazione tra il tempo del racconto ed il tempo su cui si estendono
• gli eventi della storia (tempo reale)
Riassunto (nei film catastrofici è la spiegazione scientifica) Tr < Ts
• Ellissi (salto temporale, osso-navicella 2001, Odissea nello spazio) Tr < Ts
• Estensione (effetto di rallentamento - scoppi o Count Down) Tr > Ts
• Tr = Ts. Piano sequenza o campo/controcampo
• Frequenza: numero di volte in cui un evento è evocato o avviene in una storia
• CONFLITTO E INTRECCIO
Conflitto: è l'origine della drammaturgia perché on esso sta l'origine dell'azione. È l'elemento
primario da identificare in vista della realizzazione di una sceneggiatura. Spesso è dato dal
personaggio. Ciò che un personaggio vuole.
Intreccio: dispone gli elementi in una struttura. Parlare di struttura in una sceneggiatura vuol dire
individuare la posizione di ogni evento che accade nella storia in relazione agli altri. Una struttura
funziona quando gli eventi si succedono nella sequenza più corretta dal punto di vista narrativo
ed emozionale.
PRINCIPI DI NARRAZIONE
Fabula (storia): descrizione cronologica degli avvenimenti in un rapporto costate di causa-effetto.
• Lo spettatore ricostruisce la fabula in base al proprio prototipo (schermata).
Plot (discorso): dispone gli elementi della storia. (Rarefazione-sovrabbondanza, ritardo-
• ridondanza)
Stile (discorso): utilizzo di tutte le tecniche a disposizione per il racconto della storia.
• La "narrazione" è il processo nel quale il plot e lo stile interagiscono per dare la possibilità allo
spettatore di costruire la fabula.
ATTIVITÀ DELLO SPETTATORE
Durante la visione di un film lo spettatore esegue una serie di operazioni. Comprensione VS
• emozioni.
Principio di inferenza: ipotesi (confermata o smentita)
• Il processo psicologico dello spettatore è dinamico
• Capacità percettive (inferenza)
o Bagaglio di conoscenze
o Story constructing activityes
o Focalizzazione: rapporto tra istanza narrante - personaggio - spettatore. Sorpresa e suspense.
• IL SOGGETTO
Tempo presente
Rigorosamente al Presente indicativo, in terza persona singolare. È questo infatti il tempo
dell'accadimento. Tutto ha luogo del momento stesso in cui si racconta. È il tempo della forza e
vividezza dell'immagine. La terza persona offre distacco tra chi scrive e le vicende esposte. Il
tutto deve essere piuttosto sobrio. Immaginate di essere un chirurgo in una sala operatoria.
Cosa inserire
Anzitutto: dove si svolge la storia? Il luogo, qualunque esso sia. L'epoca, ovvero una data. Iniziate
poi a mostrare la prima immagine, quindi la seconda, in modo che si amalgamino fino a formare
una storia. Quindi i personaggi. Fateli entrare in scena. Fate capire le motivazioni senza
spiegazioni eccessive. Ricorrete sempre alle immagini.
Secchi e lapidari
Anche nell'intestazione. Dovete telegrafare il vostro soggetto. Pertanto, prima di iniziare a
scrivere ponete le seguenti diciture.
Il soggetto è la vicenda del film; in senso tecnico, un primo abbozzo dei fatti che si succederanno
• sullo schermo.
Può essere originale o la trasposizione di un'opera letteraria o teatrale precedente.
• Lunghezza: dalle 3 alle 10 cartelle.
• Stile: semplicità e chiarezza. Linguaggio visivo.
• Contenuto: luogo dove si svolge la storia, epoca, personaggi principali. Motivazioni generali.
• LO STORYBOARD
Lo storyboard è il disegno delle inquadrature e delle scene in successione temporale che
compongono graficamente un'opera filmica, è la traccia disegnata da seguire per girare un film,
un video, un qualsiasi progetto filmato. È una sorta di sceneggiatura fatta da immagini di facile
consultazione con riferimenti a posizioni movimento luci ecc.… sia della figura in campo che della
strumentazione da ripresa.
L'IDEA
Idea: è la prima e più semplice definizione della storia che andiamo a scrivere. Estrema sintesi.
• Lunghezza: due o tre fasi
• Stile: semplicità e chiarezza
• Da dove attingere? Le idee per un film non circolano in veste di idee per film… Articoli di
• giornale, storie raccontate da altri, associazioni libere, inconscio. Archetipi. Un buon racconto
cinematografico deve partire da una bella idea
IL SOGGETTO
Il soggetto è la vicenda del film, in senso tecnico un primo abbozzo dei fatti che si succederanno
• sullo schermo
Può essere originale o la trasposizione di un'opera letteraria o teatrale precedente
• Lunghezza: dalle 3 alle 10 cartelle
• Stile: Semplicità e chiarezza. Linguaggio visivo
• Contenuto: Luogo dove si svolge la storia, epoca e personaggi
• IL TRATTAMENTO
Il trattamento è la narrazione in forma estesa del soggetto. Una specie di romanzo del film
• Lunghezza: può arrivare alle trenta pagine
• Stile: molto più vicino ad un'opera teatrale. Digressioni e approfondimenti. Dialoghi più estesi
• Contenuto: Si determinano la successione delle scene e la loro durata. Si entra più
• profondamente nelle azioni e nei luoghi. Linee psicologiche dei personaggi.
LA SCALETTA
La sintesi assoluta di ciò che avviene per ogni scena o sequenza. È uno strumento destinato ad
• uso esclusivo dello sceneggiatore
Lunghezza: variabile
• Stile: sintetica
• Contenuto: ….
• "Lista della spesa" del processo, elaborazione del soggetto contenente le indicazioni sommarie
• delle scene
La scaletta è uno strumento riservato per gli addetti al lavoro, non ad estranei
• LO STORYBOARD
È il disegno delle inquadrature delle scene in successione temporale che compongono
• graficamente un'opera filmica, è la traccia disegnata da seguire per girare un film, un video, un
qualsiasi progetto filmato. È una sceneggiatura fatta da immagini, di facile consultazione con
riferimenti a posizioni, movimenti, luci ecc.
LA SCENEGGIATURA
È la descrizione dettagliata delle varie scene che devono comporre il film, con tutte le indicazioni
• tecniche necessarie alla sua realizzazione
Stile: buona forma, chiarezza dell'esposizione e rispetto delle regole
• Lunghezza: a seconda del formato varia dalle 100 alle 150 pagine
• Contenuto: il paradigma per la scrittura di una sceneggiatura è scrivere 3 elementi
• Ambiente
o Personaggi
o Azione
o Le tre forme di sceneggiatura
• Italiana
o Americana
o Francese
o LA SCENEGGIATURA ALL'ITALIANA
La sceneggiatura all’italiana prevede la divisione della pagina in due colonne: Nella colonna di
sinistra si scrive quello che si “vede”, e quindi la descrizione dell’azione della scena, quello che
succede davanti la macchina da presa; Nella colonna di destra si inserisce quello che si “sente”, e
quindi le battute degli attori e i suoni del film. Si cambia pagina a fine scena.
La sceneggiatura all’italiana prevede la divisione della pagina in due colonne: Nella colonna di
sinistra si scrive quello che si “vede”, e quindi la descrizione dell’azione della scena, quello che
succede davanti la macchina da presa; Nella colonna di destra si inserisce quello che si “sente”, e
quindi le battute degli attori e i suoni del film. Si cambia pagina a fine scena.
LA SCENEGGIATURA ALL'AMERICANA
La sceneggiatura all’italiana prevede la divisione della pagina in due colonne: Nella colonna di
sinistra si scrive quello che si “vede”, e quindi la descrizione dell’azione della scena, quello che
succede davanti la macchina da presa; Nella colonna di destra si inserisce quello che si “sente”, e
quindi le battute degli attori e i suoni del film. Si cambia pagina a fine scena.
LA SCENEGGIATURA ALLA FRANCESE
La sceneggiatura francese è una sintesi di quella americana e di quella all’italiana. Quindi in alto
al centro abbiamo la descrizione, mentre in basso a destra dialoghi e suoni. Anche in questo caso
nell'intestazione va numero scena, luogo e tempo. È la meno utilizzata delle tre.
LA SCENEGGIATURA: TRASPOSIZIONE
Ogni adattamento è una trasposizione da una forma espressiva ad un’altra. L’adattamento
comporta riduzione. Solo nel caso di testi brevi comporta aggiunte.
Tre soluzioni di adattamento:
1. Seguire pedissequamente il libro
2. Individuare le scene chiave e rielaborarle
3. Prelevare dei materiali (elementi d’intreccio, personaggi, ambienti) ed elaborare una
sceneggiatura quasi originale. L’adattamento è spesso una riappropriazione e re - interpretazione
da parte del regista. Es. Lolita. L’appropriazione indica il processo di integrazione e assimilazione
dell’opera. Può andare dal rifiuto di intervento, alla deviazione o all’inversione.
Cuore di tenebra Vs Apocalypse Now
SPOGLIO DELLA SCENEGGIATURA
Operazione che determina le pratiche necessarie per passare dalla sceneggiatura al set
cinematografico. Il compito dello spoglio della sceneggiatura spetta solitamente all'aiuto regista
Si effettua per le singole scene; deve far emergere tutte le necessità anche le meno evidenti
Precise indicazioni quali: il set e la località dove si girerà la scena, i giorni previsti per la
lavorazione, i personaggi più importanti, i meno, le comparse, il contenuto della scena, il
materiale, costumi, attrezzatura.
Lo spoglio della sceneggiatura si effettua per le singole scene e da questo deve risultare tutto
l'occorrente (umano, tecnico, scenografico ecc.) per l'effettuazione delle riprese. Devono
emergere le seguenti indicazioni:
- Location in cui sarà girata la scena (ad esempio chiesa di Aquileia) e set (es. interno)
- I giorni di lavorazione della scena;
- Gli attori principali e secondari, le comparse;
- Il contenuto della scena;
- Fabbisogno di scena (mobili, arredi, oggetti)
- Costumi
- Presenza di animali, armi, effetti speciali
- Fabbisogno tecnico: telecamere, obiettivi, attrezzature;
Con lo spoglio della sceneggiatura si ricavano indicazioni atte a permettere ai responsabili dei
diversi reparti di lavorare in modo autonomo alla preparazione dell'occorrente per la
realizzazione delle riprese.
Un buono spoglio riduce al minimo la possibilità di sbagliare, anzi se oltre ad essere ben fatto è
ben letto, praticamente l'annulla!
I SOPRALLUOGHI
Il regista deve scegliere i luoghi dove effettuare le riprese. In questa operazione è coadiuvato
dall’aiuto regista, dallo scenografo, dal direttore della fotografia e dagli addetti alla produzione.
Esiste anche una figura specifica per questi compiti, il location manager.
I sopralluoghi sono importanti, decisivi perché si riflette sulle condizioni di ripresa. Al termine, si
scelgono definitivamente i luoghi e inizia la fase organizzativa: si definisce il piano di lavorazione,
mentre il regista inizia a fare il découpage, la divisione in inquadrature.
In genere, qualche settimana prima delle riprese si compie il sopralluogo tecnico finale con il
regista: qui si valutano i tempi di preparazione delle luci, le inquadrature da girare e i mezzi
tecnici necessari. Importante è scattare fotografie e avere eventuali mappe delle location
selezionate.
L'ORDINE DEL GIORNO SUL SET
L’ ordine del giorno (abbreviato con OdG) è il documento distribuito quotidianamente alla troupe
per mettere tutti a conoscenza dei programmi di lavoro per il giorno successivo. L'ordine del
giorno contiene informazioni riguardanti:
- Scene che verranno girate
- Attori presenti ed orari di convocazione per trucco e acconciature
- Specifica di eventuali comparse (figurazioni)
- Necessità per la scena
- Orari di convocazione degli elementi della troupe. L'ordine del giorno viene redatto dal reparto
regia e sottoscritto dall'aiuto regista e da un responsabile del reparto produzione.
LA SCENEGGIATURA: DIALOGHI
Il dialogo è a servizio della storia.
Fornisce informazioni, contribuisce a far progredire il racconto e provocare emozioni.
Funzioni del dialogo:
Informazione: può dare o nascondere informazioni allo spettatore
• Caratterizzazione dei personaggi
• Drammatizzazione dell'azione
• Commento della situazione
• La scena della conversazione determina uno stile
LA STRUTTURA IN TRE ATTI
Una sceneggiatura è una costruzione che si sviluppa a partire da tre atti interdipendenti tra loro.
La struttura è una diretta derivazione del modo di raccontare sviluppato
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Riassunto esame Storia della regia, prof. Longhi, libro consigliato La nascita della Regia teatrale, M. Schino
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Riassunto esame Laboratorio di regia, prof. Bigoni, libro consigliato L'idea documentaria, Bertozzi
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Riassunto esame Filosofia del linguaggio , Prof. Bucca Antonino, libro consigliato Neuropsicologia del linguaggio ,…
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Riassunto esame Psicologia dei test di personalità, testing computerizzato. Prof. Santo Di Nuovo, testo consigliato…