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ISTITUZIONI DI ECONOMIA POLITICA

1. Microeconomia, concetti di base)

è una parte dell’economia che si occupa dei singoli utenti, dei consumatori, in

La microeconomia

particolare delle loro decisioni, e degli effetti che queste hanno sull’allocazione delle risorse scarse

di una società. Queste ultime si differenziano tra loro in base al grado di centralizzazione o

decentralizzazione delle procedure di decisione economica; la forma più comune di

decentralizzazione è costituita dai mercati: istituzioni economiche che forniscono beni e servizi ai

consumatori. Ogni mercato si riferisce ad un unico gruppo di prodotti collegati tra loro, ossia

sostituibili, e lo scambio tra questi avviene attraverso il prezzo.

Uno degli obiettivi dei microeconomisti è quello di affrontare questioni positive, che riguardano ciò

che: è accaduto, accadrà e potrebbe accadere.

Gli economisti seguono il metodo scientifico, composto da diverse fasi: osservazione inziale (di un

fenomeno non spiegato), teorizzazione, identificazione delle implicazioni aggiuntive, ulteriori

osservazioni e verifiche e raffinamento della teoria.

Gli economisti utilizzano modelli matematici (rappresentazioni semplificate del mondo reale), per

poter avere risposte precise: la maggior parte delle scelte sono, quindi, di tipo quantitativo. Il tipico

modello matematico include variabili esogene (date dall’esterno) ed endogene (determinate

all’interno del modello), le cui relazioni vengono studiate dalla statistica comparata. Le variabili

endogene sono caratterizzate dal fatto che raggiungono un punto di equilibrio, per poi non cambiare

più.

Gli individui prendono delle decisioni, in base a diversi fattori: trade-off sono inevitabili (la scarsità

implica dei compromessi), le buone scelte si fanno al margine (un aggiustamento minimo di una

scelta, detto variazione marginale, può portare a risultati migliori se il costo include il costo

opportunità e se si esegue un’analisi costi-benefici), gli individui rispondono agli incentivi e i prezzi

forniscono incentivi.

Con riferimento ai mercati, lo scambio può favorire tutti; in un mercato concorrenziale il prezzo

rispecchia il valore per i consumatori, mentre per i produttori il costo: per i consumatori, al margine,

il beneficio (vantaggio nel possedere il bene) e il costo (prezzo del bene) devono essere uguali;

mentre per le imprese, al margine, il beneficio (prezzo del bene, il ricavo) e il costo di produzione

devono essere uguali. I mercati hanno dei vantaggi: produttori e consumatori, anche se sono mossi

da un interesse personale, considerano i costi e i benefici delle loro azioni per altri membri della

società (es: membri della famiglia). La politica pubblica, inoltre, può migliorare l’allocazione delle

risorse: è possibile che si verifichino dei fallimenti di mercato (quando il prezzo di un bene non

rispecchia esattamente i costi e i benefici per tutti i soggetti coinvolti), e l’intervento pubblico potrebbe

essere vantaggioso.

2. Domanda e offerta

di un bene identifica la quantità che i consumatori sono disposti ad acquistare

La curva di domanda

per ogni livello di prezzo; ha quasi sempre pendenza negativa: maggiore è il prezzo di un bene e

minore è la quantità che i consumatori e le imprese sono disposti ad acquistare. È influenzata da

alcuni fattori, come la crescita demografica, le preferenze e il reddito degli individui. Si possono

distinguere: beni sostituti (beni che possono soddisfare lo stesso bisogno del consumatore,

indifferentemente) e beni complementari (beni che insieme soddisfano uno stesso bisogno del

consumatore.

Una variazione del prezzo di un bene produce un movimento lungo la curva di domanda, che

comporta una variazione della quantità domandata; se anche gli altri fattori si modificano, si verifica

uno spostamento della curva di domanda, detto variazione della domanda. La funzione di domanda

diventa quindi: Quantità Domandata = (Prezzo, Altri fattori).

rappresenta la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere in

La curva di offerta

corrispondenza di un certo livello di prezzo; ha pendenza positiva: maggiore è il prezzo di un bene

e maggiore è la quantità che le imprese sono disposte a vendere. È influenzata da alcuni fattori,

come la tecnologia, il prezzo dei fattori produttivi e di altri possibili prodotti.

Una variazione del prezzo di un bene produce un movimento lungo la curva di offerta, che comporta

una variazione della quantità offerta; se anche gli altri fattori si modificano, si verifica uno

spostamento della curva di offerta, detto variazione dell’offerta. La funzione di offerta diventa quindi:

Quantità Offerta = S (Prezzo, Altri fattori).

Per quanto riguarda , il prezzo di equilibrio è il prezzo in corrispondenza del

l’equilibrio del mercato

quale domanda e offerta di un bene si equivalgono (i prezzi di mercato si adeguano). Se il prezzo è

inferiore a quello di mercato si ha un eccesso di domanda; e, al contrario, se il prezzo è superiore a

quello di mercato, si ha un eccesso di offerta.

È possibile che si verificano dei cambiamenti nell’equilibrio di mercato; infatti, domanda e offerta

possono aumentare o ridursi.

La dimensione del cambiamento di prezzo dipende anche dalla pendenza della curva che non si

sposta. Per quanto riguarda un aumento dell’offerta, più è inclinata la curva di domanda e più

consistente sarà la variazione del prezzo e sempre più ridotta quella della quantità scambiata; se si

considera, invece, un aumento della domanda, più è inclinata la curva di offerta e più consistente

sarà la variazione del prezzo e sempre più ridotta quella della quantità scambiata.

Per misurare la sensibilità della quantità al prezzo, si utilizza il concetto di : date le variabili

elasticità

XY

X e Y, l’elasticità di Y rispetto a X, indicata con E , si definisce come la variazione percentuale di Y

in rapporto alla variazione percentuale di X:

Per elasticità positive e negative, i valori più lontani da 0 implicano una maggiore elasticità.

L’elasticità al prezzo della domanda corrisponde alla variazione percentuale della quantità

domandata per ogni variazione dell’1% del prezzo; generalmente è un numero negativo; la domanda

di un bene tende a diventare più elastica quando esistono altri beni sostitutivi o di lusso. È data da:

Quando l’elasticità della domanda è <-1, la domanda è detta elastica; quado è >-1 è detta inelastica.

d 

Per una funzione di domanda lineare del tipo Q = A – B P, si ha che ; la domanda

 d

E = -B P/Q

risulta essere più elastica in corrispondenza di livelli di prezzo più elevati. Una curva di domanda

orizzontale è perfettamente elastica; mentre una curva verticale è perfettamente inelastica.

Una funzione di domanda ad elasticità costante (o iso-elastica) ha la stessa elasticità in

d -B

corrispondenza di un qualsiasi livello di prezzo; questa funzione è del tipo Q = A P , dove A>0 e

B>0.

La spesa totale (P Q) aumenta in seguito ad un piccolo incremento del prezzo se la domanda è

inelastica, e si riduce se la domanda è elastica.

L’elasticità al pezzo dell’offerta corrisponde alla variazione percentuale della quantità offerta per ogni

variazione dell’1% del prezzo; generalmente è un numero positivo. È data da:

Quando l’elasticità dell’offerta è >1, l’offerta è detta elastica; quando è <1 (compresa tra 0 e 1) è

detta inelastica. Una curva di offerta orizzontale è perfettamente elastica; mentre una curva verticale

è perfettamente inelastica.

L’elasticità della domanda al reddito corrisponde alla variazione percentuale della quantità

domandata per ogni variazione dell’1% del reddito. È data da:

dM dM

Se E > 0 si tratta di un bene normale, mentre se E < 0 si tratta di un bene inferiore.

L’elasticità incrociata della domanda corrisponde alla variazione percentuale della quantità

domandata di un bene per ogni variazione dell’1% del prezzo di un altro bene:

dP0 dP0

Se E > 0 si tratta di beni sostituti, mentre se E < 0 si tratta di beni complementari.

3. Preferenze del consumatore

forniscono informazioni su ciò che piace e non piace ad un consumatore (i suoi gusti).

Le preferenze

Vige il principio dell’ordinamento delle preferenze, secondo cui un consumatore è in grado di stabilire

un ordinamento (un ordine di preferenza) tra tutte le alternative possibili; si basa su 2 ipotesi:

completezza delle preferenze (si può preferire X a Y o viceversa, o essere indifferente) e transitività

delle preferenze (se un consumatore preferisce X a Y e Y a Z, allora deve anche preferire X a Z). un

consumatore è indifferente tra 2 alterative se le gradisce o meno allo stesso modo.

Vi è, inoltre, anche il principio della scelta: tra le alternative disponibili, il consumatore sceglie la

prima nel proprio ordinamento di preferenza; punta ad ottenere il livello più alto di benessere

possibile.

Un paniere di consumo è l’insieme di beni che un individuo consuma in un certo periodo di tempo;

legato a questo concetto vi è il principio di non-sazietà, secondo cui un consumatore tende a preferire

un paniere composto da un maggior numero di beni rispetto ad un altro. I panieri vengono

rappresentati con , in cui ogni punto rappresenta un paniere dove il

le curve di indifferenza

consumatore risulta essere indifferente; non hanno pendenza positiva, sono sottili.

Una famiglia di curve di indifferenza è un insieme di curve di indifferenza che rappresentano le

preferenze di uno stesso individuo; non si intersecano; quando due panieri qualsiasi vengono messi

a confronto, il consumatore preferisce quello in cui la curva è più lontana dall’origine degli assi. La

pendenza della curva fornisce informazione sulla quantità di un bene necessaria a compensare il

consumatore per il sacrificio di una certa quantità di un altro bene; legato a questo concetto c’è il

saggio marginale di sostituzione di X con Y: è il tasso a cui il consumatore deve adeguare Y per

mantenere lo stesso livello di benessere quando X varia di una piccola quantità.

Si definisce come:

È uguale alla pendenza della tangente alla curva di indifferenza; dipende dai gusti dei consumatori.

Questi ultimi hanno una preferenza per la varietà se hanno troppo di una cosa; infatti, andando verso

gli estremi i consumatori si stancano di avere troppo di un bene. La curva di indifferenza è convessa

e ha un saggio marginale di sostituzione decrescente (negativa).

I sostituti perfetti sono beni le cui funzioni sono uguali, e le loro curve saranno delle rette; i

complementi perfetti, invece, sono beni che sono utili solo quando vengono usati insieme, e le loro

curve sono spigolose.

L’utilità è un valore numerico che indica il benessere relativo del consumatore; se ad un paniere è

associata un’utilità più alta indica una soddisfazione maggiore derivante da esso. Per assegnare

valori di utilità ai panieri di consumo si usano le funzioni di utilità; il paniere ottimo è quello in cui c’è

un’utilità maggiore; perciò, il problema di scelta del consumatore riguarda la massimizzazione della

funzione di utilità. Per il principio dell’ordinamento delle preferenze esiste una funzione di utilità che

rappresenta le preferenze.

Le informazioni ordinali permettono di determinare se un’alternativa sia migliore o peggiore dell’altra;

infatti, l’utilità assegnata ai panieri serve solo ad ordinarli, ma non misura la soddisfazione che

procurano. Le informazioni cardinali, invece, spiegano qualcosa sull’intensità delle preferenze.

Quando la scala usata per misurare l’utilità cambia, la famiglia delle curve di indifferenza del

consumatore rimane invariata.

L’utilità marginale è la variazione dell’utilità del consumatore derivante dall’aggiunta di una piccola

quantità di un certo bene, divisa per la quantità addizionata:

Quindi risulta che:

4. Vincoli, scelte e domanda

Il di un consumatore è costituito dal denaro che riceve in un certo intervallo di tempo;

reddito il

di un consumatore è dato da costo del paniere di consumo ≤ reddito.

vincolo di bilancio

La retta (o linea) di bilancio del consumatore indica tutti i panieri di consumo che esauriscono

esattamente tutto il reddito del consumatore; è, quindi, un’equazione: pAqA + pBqB = Y.

Una variazione del reddito modifica l’intercetta verticale della retta di bilancio, lasciando però

invariata la pendenza: una riduzione (aumento) del reddito sposta la retta verso l’interno (esterno).

Una variazione del prezzo del bene, invece la fa spostare: una riduzione (aumento) del prezzo fa

ruotare la retta verso l’esterno (interno). Una variazione nella stessa misura sia dei prezzi che del

reddito non produce effetti sulla retta: il potere di acquisto del consumatore rimane invariato).

Per quanto riguarda la scelta del consumatore, in base al principio di non-sazietà il consumatore

preferisce un paniere che si trova sulla retta di bilancio, in particolar modo quello che si trova sulla

curva di indifferenza tangenti alla retta di bilancio più alta. Vale la regola di non-sovrapposizione:

l’area al di sopra della curva di indifferenza che passa per il paniere preferito del consumatore non

si sovrappone all’area al di sotto della retta di bilancio; se invece passasse per un qualsiasi paniere

ci sarebbe una sovrapposizione.

Un paniere accessibile è una scelta interna se, per ogni bene, esistono panieri accessibili che ne

contengono alcuni di meno e altri di più; quando il migliore è una scelta interna viene definito

soluzione interna. La retta di bilancio del consumatore è tangente alla sua curva di indifferenza in

corrispondenza del suo paniere interno ottimale: questo soddisfa la condizione di tangenza. Il saggio

marginale di sostituzione per una soluzione interna è uguale al rapporto tra i prezzi: MRS = P /P .

XY X Y

Una scelta di frontiera è quella in cui non esistono panieri accessibili che contengono un po’ di più o

un po’ di meno di ogni bene; quando la miglior scelta del consumatore è di questo tipo, viene detta

soluzione di frontiera.

Il paniere ottimo massimizza la funzione di utilità del consumatore, rispettando il vincolo di bilancio.

Se i beni X e Y sono sostituti perfetti, il MRS è costante; per poter ottenere il paniere ottimale è

XY

necessario confrontare il MRS con la pendenza della retta di bilancio (P /P ). Se MRS > P /P

XY X Y XY X Y

le curve di indifferenza sono più inclinate della retta di bilancio, e per la persona il bene X vale di più

rispetto al valore di mercato; se X = M/P e Y = 0, si ha una situazione di equilibrio. Quando MRS

X XY

< P /P le curve di indifferenza sono meno inclinate della retta di bilancio, e per la persona il bene X

X Y

vale meno rispetto al valore di mercato; se Y = M/P e X = 0, si ha una situazione di equilibrio. Se

X

MRS = P /P le curve di indifferenza sono inclinate tanto quanto la retta di bilancio e per la persona

XY X Y

il bene X vale quanto il valore di mercato. Tutti i panieri sulla retta di bilancio sono di equilibrio.

rappresenta come varia il paniere di consumo accessibile migliore in

La curva prezzo-consumo

funzione della variazione del prezzo di un bene, lasciando invariate le altre condizioni; si costruisce

unendo tutti i punti rappresentati dai panieri scelti al variare del prezzo. Fornisce tutte le informazioni

necessarie per costruire la curva di domanda individuale, che descrive la relazione tra il prezzo di

un bene e la quantità acquistata da un certo consumatore.

Quando la variazione del prezzo di un bene influisce sulla quantità domandata di un altro bene si

parla di effetto incrociato di prezzo; per i beni sostituti, se aumenta il prezzo del bene X, la quantità

domandata del bene Y aumenta (curva prezzo-consumo con pendenza negativa e la curva di Y si

sposta a destra); per i beni complementari, invece, se aumenta il prezzo del bene X, la quantità

domandata del bene Y si riduce (curva prezzo-consumo con pendenza positiva e la curva di Y si

sposta a sinistra). Per i beni non correlati (indipendenti), infine, se aumenta il prezzo del bene X, la

quantità domandata del bene Y non cambia (curva prezzo-consumo perfettamente orizzontale e la

curva di domanda di Y non si sposta).

Un effetto di reddito è una variazione del consumo di un bene che dà una variazione del reddito; la

mostra come cambia il paniere di consumo accessibile migliore al variare

curva reddito-consumo

del reddito. Un bene normale è un bene la cui quantità consumata aumenta all’aumentare del reddito

(elasticità al reddito positiva); un bene inferiore, invece, è un bene la cui quantità consumata

diminuisce all’aumentare del reddito (elasticità al reddito negativa).

La curva di Engel per un bene descrive la relazione tra il reddito e la quantità consumata; per un

bene normale, la curva di Engel ha pendenza positiva (con un aumento del reddito la curva di

domanda si sposta verso destra), mentre per un bene inferiore, la curva ha pendenza negativa (con

un aumento del reddito la curva di domanda si sposta verso sinistra).

Non è possibile, tuttavia, osservare direttamente le preferenze dei consumatori e le loro funzioni di

utilità; per poter raccogliere le informazioni sulle loro preferenze si possono osservare le loro scelte,

è possibile utilizzare l’approccio delle preferenze rivelate. Si può

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoleecavallii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Vaccari Federico.
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