Esercitazione pubblico
Testo per l’esame: Il servo Jerney e la sua giustizia (1907)
Attribuzione fino a 3 punti in più al voto dell’esame finale. La prova consiste nella scrittura di un elaborato in classe sotto forma di tema.
L’autore
Ivan Cankar, intellettuale sloveno e politico, nasce nel territorio al tempo occupato dall’impero austro-ungarico. Scrive della società del suo tempo, scava sulla giustizia sociale e si interroga sulla legittimazione del potere.
Il diritto è la scienza che si occupa di ordinare la società e di impostare il rapporto tra governanti-governati, nella forma di stato e forma di governo.
Questo testo possiede una chiara finalità politica, viene infatti scritto in vista della realizzazione di un testo di propaganda slovena e diventa inaspettatamente celebre. Ivan Cankar non nasce come politico, ma era stato convinto a candidarsi, per questo motivo egli ha sempre visto quest’elezione al parlamento più come un sacrificio, non era il suo primo obiettivo e voleva solo convincere coloro che gli erano ostili a votare il suo partito: social-democratico.
Il testo è una forte presa di posizione da parte dell’autore ed un incitamento alla rivolta sociale e questo emerge dalle forti contrapposizioni che spesso vengono inserite nel testo. Ad es. Jernej ara e semina, ma poi sono altri a raccogliere ed ad arricchirsi.
Il titolo contiene il termine Pravica che in sloveno significa diritto ma non sarebbe stato corretto dire “Il servo Jerney ed il suo diritto”, per questo motivo ci si chiede se diritto e giustizia siano la stessa cosa: No, il diritto può essere ingiusto.
Il racconto
L’analisi si svolge a partire dal racconto di un contadino, classe che al tempo non avrebbe mai votato i social-democratici, l’autore vuole immedesimarsi e stimolarli a votarlo.
Jerney è un contadino, non un servo, ma allo stato di fatto la differenza era poca. La sua condizione può essere interpretata simbolicamente come rappresentazione della condizione dell’uomo in una società capitalista.
Il romanzo inizia in medias res per lanciare il lettore nel cuore della questione così da condizionare l’elettorato. Oggi all’interno dei testi di propaganda, non si cerca di convincerlo della natura buona e giusta della causa, ma piuttosto si tenta di illustrare la causa e le ragioni a favore di questa → i tempi sono cambiati, le persone hanno sviluppato un pensiero critico ed il livello di alfabetizzazione si è alzato, vogliono risposte.
Specchio della nuova epoca è lo stesso intervento degli algoritmi, i quali somministrando agli elettori contenuti che rispecchiano le loro idee rafforzano il loro pensiero politico. Quanto questo sia corretto e quanto possa essere manipolatorio, è discutibile.
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La vicenda è ambientata nel cuore della Slovenia in un centro abitato inventato ma molto piccolo, dove 20 anni prima è arrivato Jerney = migrante. La storia si apre con un funerale dove i parenti si riuniscono in una locanda. Jerney lavora da sempre presso la famiglia del vecchio Sitar, prima ancora che il figlio nascesse, ha curato e migliorato quel podere facendo crescere i profitti di tale famiglia. Sitar ha sempre riconosciuto il lavoro di Jerney, facendolo vivere insieme agli altri lavoratori nella propria casa. → società basata sulla meritocrazia. La fortuna costruita da Sitar e Jerney è stata la maggiore fonte di sostentamento dell’intera famiglia, ma se il vecchio ha sempre riconosciuto ai lavoratori un merito proporzionale al loro merito, il figlio non la pensa così. Jerney comprende di non avere alcun diritto sul podere che ha costruito, non è l’erede legittimo tuttavia vede il figlio del vecchio come un ragazzino.
Jerney crede di avere diritto ai privilegi che possiede e di meritarli: ha lavorato molto duramente fino ai suoi 60 anni, resta sorpreso quando realizza che tutto quello che ha non è mai stato realmente suo. Non esistevano all’epoca garanzie che riconoscessero a Jernej il lavoro svolto, percepiva un piccolo compenso che gli garantiva di sopravvivere ma non di formare un proprio patrimonio, dimostrazione di ciò è il fatto che spende tutti i soldi che ha guadagnato in pochi giorni.
A differenza del primo padrone, il figlio del vecchio decide di non basare più il rapporto con Jernej sulla meritocrazia, ma sulla proprietà. A volte il diritto deve prendere coscienza di un dato di fatto, anche se questo è contrario al diritto → Jernej si è sempre sentito un padrone, crede che quanto ha ed ha fatto sia la ricompensa per il suo lavoro, in realtà la sua situazione è dovuta unicamente alla benevolenza del vecchio Sitar. A questa forma di riconoscenza non corrisponde una vera e propria situazione di diritto e di conseguenza il servo non gode di alcuna tutela. Jernej non ha diritti di proprietà né sulla casa né su quello che possiede.
Tornato alla “propria” dimora, Jernej ripensa a quanto accaduto, nel mentre Sitar torna ubriaco e chiede di togliergli gli stivali, il servo rifiuta e tenta di cacciarlo a letto → S. lo licenzia invitandolo a cercare un nuovo padrone. In virtù di un contratto verbale che mai ha assunto valore giuridico, Jernej aveva diritto a godere di quella casa e del frutto del suo lavoro, a questo si contrappone il diritto scritto secondo cui non essendo mai stato stipulato ufficialmente alcun contratto non sussiste alcuna prova dei termini pattuiti.
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Fatto e diritto
È possibile che fatto e diritto non giungano mai ad un compromesso?
Sì, esistono diverse situazioni in cui viene riconosciuto il primato del fatto sul diritto.
Art 932 cc - chi scopre il tesoro ha diritto ad averne la metà, anche se potrebbe sembrare che chi lo trova lo tiene e basta. È grazie al suo lavoro che il tesoro è stato ritrovato.
Art 940 cc - modo di acquisto della proprietà che riguarda la specificazione, se un soggetto senza autorizzazione trasforma un bene in un manufatto ha diritto a tenerlo rendendolo legittimo proprietario il costo della materia prima. L’ordinamento giuridico riconosce valore al lavoro, lo metta al pari della proprietà.
Art 971 cc - enfiteusi, diritto reale su un fondo dove il proprietario cede l’uso su un bene immobile ad un soggetto affinché questo lo migliori pagando un canone periodico, al termine dell’enfiteusi è possibile affrancarsi e conquistare la proprietà. In assenza di una retribuzione proporzionata il lavoro non potrà mai costituire un diritto, lasciando coloro che lavorano nel latifondo nella stessa condizione iniziale.
Art 1158 cc - usucapione, disposizione con cui si riconosce a chi si è impegnato per rendere produttivo un bene la proprietà di questo.
Lavoro
Esistono dei congegni giuridici che permettono al lavoratore di riscattare la propria posizione di squilibrio e disparità [Art 3 comma 2 Costituzione].
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
#Contrapposizione tra lavoro e capitale = se da un lato lo stato promuove un’economia produttiva, dall’altro tutela e riconosce il valore del lavoro come mezzo tramite il quale un soggetto si realizza. La disciplina dei contratti agrari nasce appositamente per premiare l’operosità, elemento torna nella gestione degli affari altrui.
Jernej percepisce il campo come il proprio, ma quel giorno non viene chiamato per il pranzo perché è stato licenziato. L’erede diventato ufficialmente il padrone, non deve motivare il licenziamento del suo servo, fa parte della sua posizione avere tale diritto.
Ecco che Jernej si riscopre promotore di giustizia sociale e pretende dal giovane Sitar il riconoscimento del suo merito. Jerney si allontana alla ricerca di giustizia.
Ad oggi il licenziamento senza giusta causa, se impugnato dal lavoratore, gli attribuisce il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e nel caso ad un risarcimento.
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È necessario capire se il lavoro rende Jerney meritevole di un riconoscimento secondo l’ordinamento giuridico del suo tempo, la risposta è no. Al contrario ad oggi si riconoscono molti diritti ai lavoratori:
- Aspettativa, non può essere imposta unilateralmente dal datore di lavoro, si tratta di un istituto solitamente richiesto dal dipendente per motivi fondati il quale prevede la sospensione di stipendio e contributi, ma il mantenimento del posto.
- Legittimo affidamento, anche se un privilegio è stato istituito all’oscuro del diritto questo non può essere revocato senza ragione dopo anni.
→ È ovvio che Jerney ha diritto ad una buona uscita visto il suo lavoro, le sue pretese tuttavia non potrebbero essere esigibili in quanto non possiede alcuna legittimazione giuridica nel farlo. La legge non riconosce a lui alcun diritto sul piano giuridico.
In quella società, un lavoratore sprovvisto di legittime tutele in ambito lavorativo non avrà altra scelta che arricchire il patrimonio di un altro, non potrà mai raggiungere lo stesso status di Sitar. Jernej invece:
- Nessuna tutela dal licenziamento alla sua età
- Mancato riconoscimento del lavoro
- Squilibrio giuridico tra Sitar e Jerney, diseguaglianza alla partenza incolmabile
Per questo motivo la costituzione parla del Latifondo.
Art 44 Cost - “Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica
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