L'impresa palindroma
Dispensa d'esame
Corso di Governo e gestione delle organizzazioni nell'evoluzione digitale
Università degli Studi di Bari
L'impresa palindroma – Dispensa d'esame venduta a
Indice
Prefazione .................................................................................................................................................... 4
Introduzione ................................................................................................................................................ 4
Capitolo I – Il contesto liquido: i cambiamenti discontinui e l'innovazione digitale ................................... 5
Premessa ................................................................................................................................................. 5
1. La globalizzazione dei mercati e delle filiere produttive ..................................................................... 5
2. La finanziarizzazione dell'economia .................................................................................................... 6
3. La rivoluzione digitale .......................................................................................................................... 7
4. La discontinuità del contesto liquido .................................................................................................. 9
Capitolo II – L'evoluzione digitale e le implicazioni rilevanti per l'impresa ............................................... 10
Premessa ............................................................................................................................................... 10
1. Le ICT e Internet fra democratizzazione dei mezzi di produzione e maggiore competizione ........... 10
2. L'analisi dei Big Data .......................................................................................................................... 11
3. L'utente si evolve nei social network ................................................................................................ 11
4. Il consumatore tra brand ed esperienze ........................................................................................... 11
5. Il consumatore è co-creatore e "prosumer" ..................................................................................... 12
6. L'affermazione del marketing esperienziale ..................................................................................... 12
7. Le interazioni esponenziali ................................................................................................................ 13
8. Gli ingredienti della condivisione: immaterialità e conoscenza ........................................................ 13
9. L'indeterminatezza dei confini dell'impresa ...................................................................................... 13
10. La rilevanza del livello di servizio ..................................................................................................... 13
11. La riduzione dei tempi d'azione ....................................................................................................... 14
Capitolo III – Le visioni classiche d'impresa nel contesto attuale ............................................................. 15
Premessa ............................................................................................................................................... 15
1. Le classiche teorie interpretative d'impresa ..................................................................................... 15
2. La conoscenza è potere ..................................................................................................................... 15
2.1 La Resource Based View .............................................................................................................. 15
2.2 La Competence Based View ........................................................................................................ 16
2.3 L'Approccio Sistemico Vitale ....................................................................................................... 17
3. Le relazioni: una miniera di risorse
.................................................................................................... 17
3.1 La Network Theory ...................................................................................................................... 17
4. Il superamento dell'approccio "problem solving" ............................................................................. 18
Capitolo IV – Le nuove criticità nelle decisioni gestionali ......................................................................... 19
Premessa ............................................................................................................................................... 19
1. La necessità di crescere e la gratuità ................................................................................................. 19
2. La prevalenza dei costi di struttura e la condivisione ....................................................................... 19
3. La gestione dei rischi e l'equilibrio finanziario .................................................................................. 20
4. Il cliente prosumer ............................................................................................................................. 21
2 L'impresa palindroma – Dispensa d'esame venduta a
5. La socializzazione delle attività d'impresa ......................................................................................... 22
6. I nuovi intermediari e ausiliari del commercio .................................................................................. 22
7. L'evoluzione dell'analisi di settore e del marketing mix.................................................................... 23
8. Le decisioni d'investimento tra valori e rischi ................................................................................... 24
9. Le nuove opzioni di finanziamento.................................................................................................... 25
Casi aziendali richiamati nel testo ......................................................................................................... 26
3 L'impresa palindroma – Dispensa d'esame venduta a
Prefazione
La prefazione (Mario Scicutella) sottolinea che, di fronte alla digitalizzazione, il management deve
decidere rapidamente per offrire la massima resilienza ai cambiamenti, sviluppando relazioni con gli
attori più appropriati per integrare le proprie competenze distintive.
Introduzione
Le analisi sull'impresa evidenziano una duplicità di conclusioni, con visioni e tesi contrapposte, non
alternative ma spesso coesistenti ed ambedue vere: ciò sembra rendere obsoleti i paradigmi e gli
schemi interpretativi classici e può generare un senso di smarrimento. L'autore propone perciò una
prospettiva interpretativa dell'impresa definibile con l'attributo di "palindroma", secondo la metafora
dell'impresa come Giano bifronte, realtà palindroma che può essere letta sia da destra che da sinistra,
occorrendo reinterpretare, anche in direzione inversa a quella tradizionale, il ruolo degli operatori e
degli strumenti decisionali:
• il "consumer" diviene "prosumer" (il cliente si trasforma in fornitore);
• le transazioni (vendite di output) evolvono in relazioni bidirezionali, continue e illimitate nello
spazio;
• il management passa dalla massimizzazione del profitto per unità di rischio alla minimizzazione
del rischio per unità di profitto;
• alle economie di scala si aggiungono o sostituiscono le economie di rete, con obiettivi di crescita
degli utenti realizzabili con strategie di "low cost" e politiche di gratuità;
• si attenua la gerarchia interna, cresce il potere dei grandi operatori, l'innovazione oscilla tra
exploration ed exploitation.
Dunque per ogni problematica aziendale potrà essere vera la tesi particolare e il suo contrario. Il
metodo unisce la visione istituzionalistica e quella contrattualistica dell'impresa.
Il digitale colloca l'impresa in uno scenario discontinuo, non prevedibile. È necessario un adattamento
attivo ai fenomeni di rottura, ovvero una condotta di resilienza più che di mera flessibilità
organizzativa: quest'ultima è una risposta ex post ai cambiamenti, mentre la resilienza, includendo la
prima, comprende anche la capacità di anticipare i futuri cambiamenti. Prevedere i cambiamenti sulla
sola base delle esperienze precedenti può risultare vano, per il numero esponenzialmente maggiore di
variabili di contesto rispetto a prima della rivoluzione digitale. Al manager non resta che sviluppare
alcune capacità chiave:
• capacità interpretativa dei cambiamenti, adoperando la creatività al servizio dell'immaginazione;
• capacità di innovare, nel modo di essere e di relazionarsi con gli altri attori e nei processi di
creazione del valore;
• capacità di decidere velocemente e di tradurre le scelte in operatività.
Al management non è più richiesta solo la capacità di risolvere i problemi (problem solving), ma anche
di analizzare i problemi emergenti (problem setting) e di definire i nuovi problemi latenti (problem
scouting), attivando relazioni con gli attori rilevanti per reperire risorse strategiche e raggiungere la
consonanza sistemica con il contesto.
Nel quarto capitolo le problematiche gestionali (redditività ed equilibrio economico, costi, rischio,
marketing mix, investimenti, equilibrio finanziario) sono lette con gli strumenti consolidati ("paradigma
classico", gli occhiali del passato con lenti adatte al presente) e con casi aziendali esemplificativi.
4 L'impresa palindroma – Dispensa d'esame venduta a
Capitolo I – Il contesto liquido: i cambiamenti discontinui e l'innovazione
digitale
Premessa
L'innovazione digitale permette a ogni attore di accedere a risorse e servizi che rendono i paradigmi
tradizionali poco adeguati a rispondere efficacemente ai mutamenti. La "crisi" in corso da oltre un
decennio ha aperto il varco ad un "mondo nuovo". A differenza delle crisi del passato, questa non è
ciclica ma strutturale e ha innescato un meccanismo di cambiamento rapido che genera non solo
incertezza ma anche complessità, alzando la soglia dell'imprevedibilità; prezzi in calo ed eliminazione
delle capacità inefficienti generano un processo di selezione darwiniana delle imprese, premiando
quelle innovative.
I ruoli degli attori di un mercato cambiano, talvolta s'invertono: ciò conferisce ambiguità al ruolo degli
operatori e porta a qualificare le imprese come bifronti, ovvero "palindrome", capaci di essere lette
anche al contrario, prospettando il cambiamento sulla base della conoscenza del passato.
L'innovazione può orientare l'impresa verso l'exploration o l'exploitation. L'esplorazione (ricerca,
nuova conoscenza) dà risultati incerti e può condurre al fallimento che, spingendo a nuova esplorazione,
genera la "trappola del fallimento"; lo sfruttamento della conoscenza posseduta dà risultati positivi nel
breve periodo, inducendo a perseverarvi: "trappola del successo" o "della competenza", che rende
l'impresa immobile di fronte ai cambiamenti. L'innovazione è perseguibile con attività di
sperimentazione volte alla creazione di prodotti inediti per raggiungere nuovi clienti e mercati, ma
valorizzando anche esperienza e competenze.
1. La globalizzazione dei mercati e delle filiere produttive
La globalizzazione economica, integrazione dei flussi commerciali e finanziari su scala globale, non è
una novità: un primo processo integrativo si ebbe con la riapertura degli scambi in Europa dopo la crisi
da inefficienza dell'economia feudale autarchica, che orientò lo scambio alla creazione di valore
monetario e non più all'autoconsumo. È l'evoluzione naturale dei flussi che cercano nuove aree da
trasformare in mercati e fonti di ricavo, assumendo dimensioni mondiali.
Cambiano i comportamenti di acquisto e consumo: la richiesta di varietà porta dalla produzione di
massa alla produzione personalizzata di massa (mass customization); gli ambienti digitali determinano
una crescita culturale del consumatore. Le innovazioni nei trasporti e nelle comunicazioni avviarono
fra il 1870 e il 1914 una seconda globalizzazione economica, con flussi fra Europa e America di
proporzioni rilevanti. Le barriere nazionali sono venute meno solo dagli anni ottanta del '900: l'apertura
dei confini facilita l'accesso a contesti con minor costo del lavoro e del capitale, a vantaggio dei sistemi
più poveri. Per secoli la globalizzazione ha favorito il progresso attraverso viaggi, commercio,
migrazioni, diffusione delle culture e del sapere, con influenze in direzioni diverse (intorno all'anno
Mille l'Europa assimilava scienza cinese e matematica indiana e araba).
La deregulation ha incrementato esponenzialmente fluidità e volume dei capitali, ma genera una
pericolosa volatilità che i governi, indeboliti, non riescono a gestire: crisi Europa 1992, Messico 1994,
Asia 1997, Russia 1998, Argentina 2002, Stati Uniti (subprime) 2007, crisi mondiale 2008-09 (Lehman
Brothers). In contesti globalizzati le crisi sono contagiose anche per i sistemi sani: le interazioni
generano un effetto moltiplicativo che amplifica la risposta del sistema, in positivo e in negativo, e le
reti di interdipendenze rendono imprevedibili le conseguenze di un'azione: si passa dalla sinergia al
contagio sistemico.
La fragilità monetaria accresce il costo del capitale e frena gli investimenti di lungo termine;
outsourcing e appalto della produzione riducono costi e rischi, con indebolimento della proprietà ed
effetti sulla governance, a vantaggio di appaltatori e fornitori globali specializzati in produzioni di alta
qualità. La globalizzazione obbliga ad adattarsi ma offre opportunità di espansione: si produce a basso
costo di manodopera ed esporta nei Paesi avanzati, con scivolamento verso il basso dei salari. Grazie
5 L'impresa palindroma – Dispensa d'esame venduta a
alla modularità della catena del valore nuovi imprenditori entrano rapidamente nel mercato:
acquisendo capacità produttiva dagli appaltatori, senza possederla, le nuove aziende nascono più
facilmente, e i Paesi in via di sviluppo entrano in nuovi settori gestendo solo una parte dell'attività. Con
la smaterializzazione del valore (idee liberate da prodotti, settori, luoghi) macchine e comando non
bastano: serve l'immaginazione e la capacità di astrazione.
Secondo Dunning esistono tre stadi evolutivi del capitalismo:
Stadio Periodo Tratto distintivo
Capitalismo 1750-1875 Elaborazione teorica di Adam Smith
imprenditoriale
Capitalismo gerarchico 1875-1980 Gerarchia come forma di governo dell'economia;
oligopoli
Capitalismo delle alleanze dagli anni '80 Capacità innovativa e flessibilità; mercato più
o flessibile competitivo, su due dimensioni interdipendenti:
globale e regionale
Le imprese italiane che non accrescono la propria soglia dimensionale sono minacciate: quelle solide
finiscono nell'orbita degli investitori stranieri. La globalizzazione attuale deriva da shock politici,
economici e tecnologici:
1) apertura della Cina all'economia di mercato (1979) e caduta del Muro di Berlino (1989);
2) liberalizzazione degli scambi commerciali;
3) liberalizzazione dei mercati finanziari (Reagan e Thatcher);
4) riduzione dei costi di comunicazioni e trasporti;
5) manodopera e tecnici disponibili in Paesi a basso costo;
6) rivoluzione informatica, che consente di esternalizzare e delocalizzare progettazione, produzione
e marketing.
Rimozione dei controlli sui flussi finanziari, rivoluzione digitale e crescita di consumatori intelligenti e
attivi hanno segnato il passaggio dal "cambiamento" alla "discontinuità":
Concetto Significato
Cambiamento Processo evolutivo lento e prevedibile: adattamento graduale
Discontinuità Processo evolutivo imprevedibile (complesso) e repentino: regole mutevoli,
adattamento difficile e rischioso
Occorrono strategie ispirate ad una visione schumpeteriana. La metafora della modernità liquida di
Bauman descrive la discontinuità: "una società può definirsi liquida se le situazioni in cui agiscono gli
uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini".
Focus – La distruzione creatrice
La visione schumpeteriana si fonda sulla "distruzione creatrice": l'innovazione dell'imprenditore distrugge
continuamente vecchie strutture economiche per crearne di nuove, guidando lo sviluppo capitalistico
attraverso cicli economici. È un dinamismo che genera crescita, ma anche instabilità.
2. La finanziarizzazione dell'economia
Il settore che ha sperimentato per primo la globalizzazione è quello finanziario: la centralità del capitale
finanziario ha avviato l'unificazione del mercato mondiale, con aree geo-economiche omogenee rette
da regole di stabilità economica. La fase post-fordista è caratterizzata dalla prevalenza del ciclo
finanziario, nel quale il denaro investito aumenta senza passare per alcun intermediario produttivo e
6 L'impresa palindroma – Dispensa d'esame venduta a
non si trasforma in economia reale; ne nascono "bolle finanziarie" speculative (negli USA per lo
spostamento dei risparmi dai titoli di Stato alle azioni). Le crisi iniziano per lo più con una bolla, quando
il prezzo di un'attività supera il suo valore fondamentale solo per le aspettative di aumento futuro dei
prezzi.
Lo sviluppo della finanza nel secondo Novecento, meramente speculativo, differisce dalle espansioni
finanziarie dell'Ottocento e del primo Novecento; il capitale finanziario diventa forza
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