PSEUDOLO
Plauto
Essa è una commedia emblematica utile:
- sia per capire lo stile,la tipicità della drammaturgia plautina,sopratutto della paliata
- sia per capire le dinamiche di funzionamento del testo comico
La sua trama è abbastanza semplice ,scontata che ha come protagonista il SERVUS CALLIDUS, il quale
deve aiutare il proprio padroncino innamorato a sottrarre la fanciulla amata dall’antagonista che l’ha presa
Lo Pseudolus quindi , come tante altre commedie di Plauto e di autori greci,può essere definita commedia di
- separazione
- beffa
- ricongiungimento
Il pubblico sa benissimo sin dall’inizio che le astute trame del servo risulteranno vincenti su tutti gli
antagonisti
Nonostante la relativa semplicità della vicenda, lo Pseudolus è un testo complesso
—> su una base di intreccio abbastanza standardizzata si va infatti ad innestare una serie di raffinate
strategie di impostazione narrativa che tengono sempre attiva l’attenzione del pubblico ,stimolandone
l’interesse e la curiosità .
La commedia risulta essere divisa in due parti
PARTE I
antefatti ,personaggi e preparazione vicenda —> Pseudolo in scena (sempre presente
• Presentazione antagonista —> Ballione compare solo in queste scene + unico momento di dialogo e
• confronto diretto tra i due avversari
2 SCENE DI RACCORDO
Pseudolo in queste scene è sempre assente
• massiccia presenza sul palco del lenone
•
PARTE II
sviluppo dell’azione scenica e dell’inganno
Pseudolo ricompare,uscendo solo per un intervallo di quattro scene.
—> Pseudolo e Ballione si alternano:
nella prima parte quando c’è Pseudolo ,Ballione è pressoché assente;
• nella seconda, dove Ballione è invece protagonista,lo schiavo è fuori scena oppure,occupa rispetto
• all’azione una posizione piuttosto defilata
Il finale della commedia riporta invece alla ribalta Pseudolo,con la conseguente e definitiva sparizione di
• Ballione .
QUINDI….
- lo schiavo catalizza su di sé l’attenzione del pubblico sopratutto durante la preparazione dell’inganno,
- si mette ai margini nel corso dell’attuazione del medesimo,
- per poi riprendere il suo posto al centro della scena quando la vicenda si è ormai conclusa a suo favore
PARTE I
Primo blocco scenico
La commedia non ha un prologo espositivo/narrativo,per cui il racconto degli antefatti è affidato
direttamente ai personaggi e in modo particolare,allo schiavo Pseudolo e al suo padroncino Calidoro
I due entrano in scena dialogando fra loro: la discussione verte sulla triste situazione di Calidoro e si
focalizza sulla lettera che tiene tra le mani
Egli va in giro da giorni come un morto con una lettera in mano e la bagna di lacrime tanto da rischiare di
cancellarla
—> le battute di Pseudolo sono comicamente efficaci,divertono il pubblico ,ma lo informano anche del
carattere deciso e arguto dello schiavo
La lettera è importante perchè contiene gli elementi che solitamente Plauto include nei prologhi
narrativi = informazioni utili a comunicare al pubblico gli antefatti della vicenda
Del prologo però ci restano soltanto due versi di cui non si può dire con certezza a quale parte del brano
appartenessero e neppure se siano autentici .
La didascalia conservata nel Palinsesto Ambrosiano ci consente di datare con sicurezza la
commedia al 191 a.C ,della didascalia però è andata perduta la parte che doveva menzionare l’originale
greco
QUINDI..
- perdita quasi completa del prologo
- didascalia lacunosa
Calidoro da la lettera a Pseudolo il quale,inizialmente, fatica a leggerla sostenendo che sembra scritta dalle
zampe di una gallina
Pseudolo legge la lettera la prima informazione di rilievo è che:
Ballione ha venduto la ragazza ad un soldato macedone per 20 mine 15 mine sono già state pagate,mentre
ne restano da saldare 5
—> il pubblico viene a sapere,insieme a Pseudolo e Calidoro,che Filenio,pur già venduta,non sarà
definitivamente consegnata al suo compratore finché non arriveranno le 5 mine restanti
Il soldato ha lasciato a Ballione un sigillo in cera con impressa la sua immagine; un suo inviato
arriverà quel giorno stesso ad Atene e,facendosi riconoscere grazia ad un sigillo simile,consegnerà i soldi
portando via la ragazza
QUINDI…
- Ballione si aspetta che quel giorno stesso ( Le prossime feste di Dioniso ) qualcuno arrivi a portargli le 5
mine mancanti
- Costui sarà uno sconosciuto che dovrà dimostrare di essere colui che è stato inviato dal soldato
- la garanzia di credibilità sarà data da un symbolum con impressa l’immagine del soldato macedone
Calidoro è disperato perchè non ha un soldo,non sa dove andare a procurarsi il denaro (v.81) . Se trovasse
lui stesso 20 mine potrebbe avere la possibilità di convincere Ballione a lasciargli l’amata
Calidoro chiede un prestito al suo servo ma lo stesso Pseudolo non ha nemmeno qualche spicciolo per
comprare al padroncino una corda per impiccarsi
Pseudolo ,nonostante però sia al verde e senza altre risorse,si mostra sicuro di poter trovare i soldi che
servono per aiutare il suo padrone ,anche se non sa come
“ in maniera lecita o no,spero proprio di trovarti un aiuto bancario.Da dove arriverà non te lo so dire,ma che
arriverà si..tu lo sai in che modo e a che livello di solito combino scompiglio,se metto in atto le mie tecniche
nascoste … ti basta se oggi questa donna la faccio tua oppure se ti procuro i venti bigliettoni? ” ( v 140-107/
112-113)
Alla fine arriva addirittura a promettere ufficialmente di trovare i soldi usando una formula linguistica che
ricorda molto da vicino quella del procedimento legale della stipulatio
= una delle forme più importanti di contratto verbale,che consisteva in una domanda da parte di chi doveva
ricevere qualcosa,a cui corrispondeva una risposta da parte del futuro debitore,nella quale fossero usate le
stesse parole contenute nella domanda
ES: iNSTITUTIONES DI GAIO
prometti di dare? prometto ; darai ? darò; prometti? prometto ..
La corrispondenza verbale tra domanda e risposta sanciva l’impegno solenne da parte del
promettente,nonchè la gravità di un eventuale venir meno alla parola data
PS : “ allora chiedimi venti bigliottoni,così saprai che ti realizzerò la mia promessa.Chiedimeli,caspita,ti
prego! Non vedo l’ora di farti la mia promessa.
CA: Mi procuri per oggi venti bibliettoni?
PS : te li procuro ,te li procuro
Lo schiavo insiste dunque per usare una forma di contratto verbale dall’effettivo valore legale che lo
vincoli,impedendogli di venir meno alla promessa . Lo schiavo risponde riprendendo il verbo principale usato
dal padroncino
—> Pseudolo è la tipica maschera del SERVUS CALLIDUS : qualunque cosa accada sulla scena,alla
fine sarà lui a trionfare sui propri avversari = rovesciamento dei ruoli sociali
Plauto oscilla sul confine tra teatro e metateatro,rende Pseudolo così sicuro di sé, perchè in un certo
sento,è consapevole della propria funziona drammaturgia all’interno della finzione comica
Siamo in bilico sul confine tra maschera e personaggio,tra drammaturgia comica e storia narrata
(caratteristica + importante )
Un primo segnale del ruolo di Pseudolo come motore delle astuzie che deve architettare e della costruzione
drammaturgia della commedia lo si trova al verso 120,circa alla fine del dialogo con Calidoro
Lo schiavo,dopo essersi impegnato col padroncino a trovare 20 mine,comincia a mettere a fuoco la
lista delle sue possibili vittime
“ Se non ce la farò con nessun altro toccherà a tuo padre ( Simone )”
Egli però non è l’avversario principale
A questo punto Pseudolo si rivolge direttamente al pubblico,ricordandogli che oggi non ci si dovrà fidare
per nulla di lui,che non si dovrà credere nemmeno ad una parola di quello che dice
—> rottura illusione scenica
v 125-128 “ e ora-che nessuno mi venga a dire che non gli era stato detto! lo dico a tutti,a voi pubblico adulto
qui presente,al popolo tutto,agli amici e ai conoscenti tutti,lo proclamo: per oggi state alla larga da me,non mi
date credito “
Pseudolo quindi rivendica ancora l’essere maschera dello schiavo furbo e attira l’attenzione sulle
sue capacità di ingannatore .Tutto l’agire dello schiavo sarà basato sul contrasto tra apparenza e
realtà .
Egli inizia ad attirare l’attenzione su di sé,costringendo tutti,spettatori e personaggi,a controllare
attentamente il suo agire e a chiedersi se ciò che dice o fa è quello che sembra
Secondo blocco scenico
Ai versi 133-380 abbiamo l’unico ingresso in scena di Ballione nella prima parte della commedia: due
scene nel quale viene presentato al pubblico il crudele,spietato e astuto lenone
Questa è proprio una tecnica di Plauto che possiamo ritrovare anche nel Miles Gloriosus dove infatti ,la
prima scena è tutta dedicata ad introdurre al pubblico l’antagonista Pirgopolinice che poi sarà assente in
tutta la prima parta ,mentre comparirà nella seconda come obbiettivo dell’inganno
Anche Ballione scompare e ricompare nella seconda parte quando Pseudolo sarà pronto a sferrare contro di
lui il suo attacco
1SCENA
Ballione ostenta avidità,cinismo e crudele durezza verso le sue prostitute,fra le quali c’è ovviamente
anche Fenicio: i commenti di Pseudolo e Calidoro rilevano la malvagità del loro nemico .
Tutto ciò serve a sottolineare al pubblico che la già complicata impresa in cui si è imbarcato lo schiavo non
sarà facile
Ballione appare con una frusta in mano accompagnato dai servi e dalle cortigiane. Egli li insulta,li minaccia e
li batte. Tutto il bordello dev’essere in perfetto ordine per il banchetto che il lenone intende regalarti perchè è
il suo compleanno
Ogni schiavo ha un compito; tornando dall’aver fatto la spesa al mercato vuole trovare tutti in
ordine,pulito,lucidato,sistemato,lavato ,cucinato
“ fuori avanti,fuori,incapaci,brutta razza di brutti acquisti.Mai nessuno cui venga in mente di farmene una per
bene,da cui ci si possa guadagnare qualcosa,se non ci provo dandogli una bella lezione (con una staffile) …
E questi i loro piani,appena hanno occasione ,afferra,ruba,prendi,arraffa,bevi,mangia ,scappa; ecco il loro
mestiere “
2 SCENA
Dopo aver assistito quindi all’ingresso di Ballione in scena e al modo in cui tratta e da continui ordini ai suoi
schiavi,servo e padrone tentano un approccio con lui.Non appena questi si rimette finalmente sulla
via per andare al foro,Pseudolo e dietro lui Calidoro,gli vanno incontro
—> verso 243 = primo e unico dialogo tra Pseudopo e il suo avversario
Inizialmente Ballione non da loro retta, non considera chi sa essere privo di soldi, ma quando Pseudopo gli
chiede di badare a chi gli parla nel suo stesso interesse,il lenone si ferma
V.336-339
B a te serve che io muoia
PS E perchè
B Te lo dico io: finché sono vivo e vegeto io,sarai sempre una gramigna .A te,che io muoia,non conviene
PS e perchè ?
B perchè se muoio ,ad Atene,peggio di te non ci sarebbe nessuno
Ballione si configura come l’unico degno nemico di Pseudolo; un alter ego di scaltrezza,abilità e cinica
spietatezza. Sarà un duello,ma non alla pari,perchè il pubblico già sa ( per convenzione della palliata) che ad
uscirne vincitore sarà il servus callidus
Calidoro e Pseudolo supplicano inutilmente il lenone di concedere loro la ragazza,ma Ballione gioca
con i sentimenti del giovane facendogli vanamente credere che ci sia qualche speranza . Calidoro chiede
di dargli sei giorni di tempo per trovare i soldi necessari,al che lenone replica che può tranquillamente
aspettare sei mesi (v. 320-323)
Calidoro è felicissimo , non sta nella pell
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