Sintesi vicende biografiche e contesto storico
Di origine nobile, Platone condivide l'esperienza filosofica di Socrate fino alla sua morte, che si può considerare il punto di avvio della sua filosofia.
Dopo aver viaggiato soprattutto in Magna Grecia, egli trova ascolto presso la tirannide di Siracusa, dove spera di poter contribuire alla realizzazione di uno Stato giusto.
Compirà tre viaggi a Siracusa senza poter concretizzare il suo proposito e correndo rischi anche per la propria vita. Dopo il primo viaggio Platone decide di fondare ad Atene una scuola filosofica, l'Accademia, nella quale, oltre agli studi filosofici, si compiono ricerche matematiche e astronomiche. Si dedica anche alla stesura dei Dialoghi, nei quali da un lato presenta la figura e l'insegnamento di Socrate, dall'altro espone progressivamente i fondamenti della propria filosofia.
I temi della ricerca platonica
I grandi temi della ricerca platonica sono:
- La riflessione morale, alla ricerca del significato profondo della virtù;
- La riflessione gnoseologica, alla ricerca di un metodo di conoscenza che permetta di giungere alla verità;
- La riflessione ontologica, alla ricerca di una dimensione ulteriore rispetto alla materia, quindi trascendente e perfetta, cui l'uomo aspira e tende;
- La riflessione politica, alla ricerca di un'organizzazione dello Stato che sappia guidare gli uomini verso il bene.
Queste grandi tematiche sono in verità profondamente collegate tra loro e si richiamano e si intersecano: così, per esempio, il sapere non può essere separato dalla virtù e in particolare dalla virtù politica, ma la stessa virtù è sapere e il vero sapere è il sapere dell'essere o delle idee.
La ricerca morale
Riuscire a conoscere il bene è problema prioritario in Platone, che se ne occupa già nei dialoghi cosiddetti giovanili, anche per devozione nei confronti del maestro Socrate, che ne aveva fatto il cuore della sua ricerca.
Inizialmente la definizione platonica di virtù (Lachete, Carmide; in negativo Ione, Eutifrone) è proprio ancora quella socratica, vale a dire la virtù è una sola ed è scienza, «sapere vero», in contrapposizione al «falso sapere» della retorica dei sofisti.
Proprio riflettendo sui criteri per distinguere vero e falso sapere e sfuggire così al relativismo e al soggettivismo morale, Platone nei dialoghi della maturità fa del bene una realtà sostanziale, un'idea, anzi la più importante e significativa delle idee: così conoscere il bene diventa scoprire, attraverso il ricordo, o reminiscenza, di possedere già dentro di noi innata questa verità, che riemerge nella sua certezza e universalità, ed ancora scoprire il nostro destino di immortalità.
Il bene quindi esiste e l'anima tende attraverso il ciclo eterno delle vite a raggiungerlo e possederlo sempre meglio.
Proprio il desiderio, o amore, del bene è la molla, la spinta che, come accade per lo schiavo della caverna, ci spinge a non fermarci alle apparenze, a cercare anche al di fuori dei sentieri noti, a non accontentarci di nulla meno della verità, con l'oscura sensazione di saper abbastanza per voler sapere di più (Eros è filosofo, né ignorante né sapiente, secondo Diotima nel Simposio).
Sintesi vicende biografiche e contesto storico
Di origine nobile, Platone condivide l'esperienza filosofica di Socrate fino alla sua morte, che si può considerare il punto di avvio della sua filosofia.
Dopo aver viaggiato soprattutto in Magna Grecia, egli trova ascolto presso la tirannide di Siracusa, dove spera di poter contribuire alla realizzazione di uno Stato giusto.
Compirà tre viaggi a Siracusa senza poter concretizzare il suo proposito e correndo rischi anche per la propria vita. Dopo il primo viaggio Platone decide di fondare ad Atene una scuola filosofica, l'Accademia, nella quale, oltre agli studi filosofici, si compiono ricerche matematiche e astronomiche. Si dedica anche alla stesura dei Dialoghi, nei quali da un lato presenta la figura e l'insegnamento di Socrate, dall'altro espone progressivamente i fondamenti della propria filosofia.
I temi della ricerca platonica
I grandi temi della ricerca platonica sono:
- La riflessione morale, alla ricerca del significato profondo della virtù;
- La riflessione gnoseologica, alla ricerca di un metodo di conoscenza che permetta di giungere alla verità;
- La riflessione ontologica, alla ricerca di una dimensione ulteriore rispetto alla materia, quindi trascendente e perfetta, cui l'uomo aspira e tende;
- La riflessione politica, alla ricerca di un'organizzazione dello Stato che sappia guidare gli uomini verso il bene.
Queste grandi tematiche sono in verità profondamente collegate tra loro e si richiamano e si intersecano: così, per esempio, il sapere non può essere separato dalla virtù e in particolare dalla virtù politica, ma la stessa virtù è sapere e il vero sapere è il sapere dell'essere o delle idee.
La ricerca morale
Riuscire a conoscere il bene è problema prioritario in Platone, che se ne occupa già nei dialoghi cosiddetti giovanili, anche per devozione nei confronti del maestro Socrate, che ne aveva fatto il cuore della sua ricerca.
Inizialmente la definizione platonica di virtù (Lachete, Carmide; in negativo Ione, Eutifrone) è proprio ancora quella socratica, vale a dire la virtù è una sola ed è scienza, «sapere vero», in contrapposizione al «falso sapere» della retorica dei sofisti.
Proprio riflettendo sui criteri per distinguere vero e falso sapere e sfuggire così al relativismo e al soggettivi
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