Estratto del documento

Dignità umana in discussione: prospettive giusfilosofiche e dibattiti teorici

Parlare di dignità umana risulta essere imprescindibile dalla realtà odierna, all’interno della quale si registrano, purtroppo con una sempre più preoccupante frequenza, episodi di violenza nei confronti di minoranze o gruppi, storie di violenza di genere e richieste di intervento umanitario in regioni del mondo ad elevato rischio di gravi lesioni nei confronti dei diritti umani.

La dignità umana, interpretabile secondo la visione kantiana come reale garanzia del rispetto della persona umana, esegue il ruolo di scudo dei diritti fondamentali dell’essere umano, ed infatti possiede un’importanza estremamente rilevante all’interno dei testi ufficiali dei documenti giuridici internazionali (patti, trattati, convenzioni) e delle carte costituzionali.

  • Esempio: Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, (Preambolo, art. 1, art. 22, art.23)
  • Esempio: Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, art. 1. Inserita come allegato all’interno del Trattato di Lisbona del 2009.
  • Esempio: Costituzione della Repubblica Federale tedesca, art. 1.
  • Esempio: Costituzione della Repubblica italiana, art.3, art.36, art.41.

Il topos della dignità umana presenta, quindi, al proprio interno il carattere sia dell’inviolabilità sia dell’universalità.

Risulta, dunque, necessario riuscire ad affrontare il dibattito sul significato che attualmente assume la parola dignità umana, all’interno di un contesto sempre maggiormente caratterizzato dalla violenza che conduce ai complessi processi di disumanizzazione dell’essere umano. L’analisi del concetto di dignità umana chiaramente non è imprescindibile dall’oggetto che la delinea: la persona umana.

Le prospettive attraverso cui si riuscirebbe a circoscrivere egregiamente l’accezione dignità umana sono due:

  • Il contesto storico-politico, storico-giuridico e storico-filosofico, all’interno dei quali si sono susseguiti ed articolati una consistente pluralità di considerazioni. Ovviamente le condizioni di vita disumane, le torture, la riduzione in schiavitù e l’oggettivazione della donna concorrono a negare la dignità umana, escludendo ogni forma di impermeabilità e di tutela della stessa.
  • Giudizi sulla condizione odierna della parola dignità, in grado di esprimere un giudizio pessimistico-illusorio. Non sembra, infatti, realmente percepibile la destrutturazione di stereotipi, credenze e pregiudizi che ancora oggi si rendono protagonisti di vicende che contribuiscono a ledere la dignità umana.

Durante questa analisi di rilettura del percorso svolto dalla dignità umana appaiono due eventi fondamentali:

  • Il Convegno internazionale di Palermo del 2007.
  • La Conferenza internazionale “Marocco, rendez-vous. Tra giustizia sociale, diritti umani e flussi migratori” di Palermo del 2016.

All’interno di entrambi i documenti la dignità umana, nonostante lo slittamento ideologico derivante dalle guerre, dal terrorismo, dalle torture e dal genocidio, continua ad assumere le vesti del “massimo tra i valori”.

Prospettiva filosofica-giuridica

Le teorie filosofico-politiche, sia antiche che moderne, hanno sempre perpetuato all’interno della loro struttura, la relazione tra umano-natura-politica sulla quale si è fondata la locuzione dignità umana.

La parola dignità deriva dal latino dignitas, dignus, proveniente dall’aggettivo, un lontano eco del termine greco degno, meritevole. Questa asserzione trova una prima sistematizzazione all’interno dell’opera “De Officis” di Cicerone.

Cicerone, nella sezione dedicata alla dignità della natura umana, teorizza i due caratteri dell’essere umano:

  • La ragione che ci distingue dalle bestie.
  • Doti naturali, personalità che la natura ha assegnato ad ogni membro della famiglia umana.

La rilevanza filosofica di questa affermazione riposa su due elementi principali: l’appartenenza dell’essere umano alla categoria della qualità di essere degno di che deriva da altrettanti due aspetti:

  • In quanto al culmine della scala gerarchica della natura.
  • In quanto avente una posizione nel cosmo.
  • La dignità individuale/personale scaturisce dalle azioni compiute singolarmente dall’uomo per il conseguimento del bene comune.

Il primo costrutto fonda le proprie radici su un impianto universalistico, una prospettiva che conduce ad un’articolata connessione tra una moralità cosmopolitica e la responsabilità di proteggere, che permette la nascita di un ordine giuridico cosmopolitico predefinito da Immanuel Kant.

Il secondo, invece, è delineato da un intenso significato particolaristico. Di fronte a questo duplice significato, di profonda discendenza ciceroniana, la filosofia giuridica tedesca (Hofmann) ed italiana (Francesco Viola-Paolo Becchi) danno vita ad una pluralità di soluzioni.

Soluzione di Hofmann

L’aspetto maggiormente rilevante, all’interno della propria teoria, è rappresentato sicuramente dalla capacità dell’autore di aver reso contemporaneo il costrutto tedesco (dignità dell’uomo) all’interno del contesto della morale e della politica.

Questo carattere si concretizza letteralmente all’interno dell’incipit di apertura del saggio La promessa della dignità umana, che descrive il celebre processo berlinese del 1993 durante il quale vide implicato l’ex Presidente della Repubblica democratica tedesca Erich Honecker, considerato responsabile di aver permesso l’uccisione di 13 cittadini che desideravano chiedere asilo politico in Occidente.

La Corte stabilì che sottoporre l’ormai ottantenne e malato ex presidente fosse non solo contrario alla tutela dei propri diritti fondamentali, ma soprattutto rappresentasse una chiara ed evidente lesione della propria dignità personale. Alla conclusione della sentenza, però, i giudici costituzionali non ordinarono la liberazione del prigioniero in quanto sul provvedimento la decisione finale sarebbe spettata al Tribunale del Land di Berlino.

Il Tribunale si riunì e sospese il procedimento giudiziario che equivale alla concessione della libertà dell’accusato, nonostante durante la medesima giornata fosse fuoriuscito un nuovo capo d’accusa relativo alla poca chiarezza sulla gestione dei beni dello Stato.

La reale risoluzione del caso Honecker si evince, in realtà, nella decisione del Ministro della Giustizia (Bonn) di dichiarare che non sussistono ragioni adeguate e sufficienti al punto da concedere il passaporto d’espatrio all’ex presidente, in relazione al principio di intangibilità della dignità umana, confermando la decisione della Corte di Berlino.

La sentenza, come anche la questione morale legata inesorabilmente al principio di costituzionalità politica, si desumono attraverso la garanzia giuridica contenuta nell’art 1 della Legge fondamentale, all’interno del quale si afferma che la “dignità umana è intangibile”. L’intangibilità della dignità dell’uomo rappresenta la qualità essenziale dalla quale risulta essere concretamente desumibile l’ampio ventaglio dei diritti umani di cui la medesima dignità funge da robusta cornice. Infatti il secondo comma, sempre dell’art.1, sancisce che “il popolo tedesco professa i diritti umani inviolabili e inalienabili come fondamento di ogni comunità umana, della pace e della giustizia nel mondo”.

Attraverso queste modalità si comprende immediatamente che la relazione esistente tra la dignità umana ed i diritti è determinata da conseguenzialità e derivazione, in quanto la dignità non si riferisce solo ed esclusivamente al soggetto/all’individuo ma all’uomo in relazione alla sua qualità universale di appartenenza al genere umano.

Non raramente infatti, Hofmann sottolinea che durante la ritmica routine quotidiana le persone manifestano l’abitudine di appellarsi alla garanzia della dignità umana, non solo durante la propria vita, ma anche nella loro morte, nell’al di là. Questa considerazione, congiuntamente alla narrazione del caso giudiziario che coinvolse l’ex Presidente della Repubblica democratica tedesca, presenta un’interessante molteplicità di analogie con le v

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame Filosofia politica , Prof. Graziani Enrico, libro consigliato Dignità prismatica , Graziani  Pag. 1 Riassunto esame Filosofia politica , Prof. Graziani Enrico, libro consigliato Dignità prismatica , Graziani  Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filosofia politica , Prof. Graziani Enrico, libro consigliato Dignità prismatica , Graziani  Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SaraBaccini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Graziani Enrico.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community