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Appunti di Marta Cavagnini | @hellonotez su Etsy

Filosofia delle scienze

A.A. 2025/2026

Università Cattolica del Sacro Cuore

Scienze e tecniche psicologiche

Docente: G. Lo Dico

Libro: “Epistemologia delle scienze umane”

(A. Corradini)

INDICE

1. Teorie………………………………………………………………………………………….………….pag. 2

2. Spiegazione e previsione……………………………………………………………….……………pag. 6

3. Giustificazione……………………………………………………………………………….……....pag. 12

4. Dinamica della scienza…………………………………………………………………….……….pag. 25

5. Realismo e antirealismo nella scienza………………………………………………………….pag. 27

6. Spiegazione e comprensione…………………………………………………………………......pag. 30

1 Appunti di Marta Cavagnini | @hellonotez su Etsy

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1.

Teorie

────────────────────────────────────────────────────────────────────

INTRODUZIONE

COS’E’ LA FILOSOFIA DELLE SCIENZE?

La filosofia delle scienze riguarda la riflessione epistemologica sulle caratteristiche generali della

scienza e sul dibattito filosofico ad essa connesso. Essa tratta dunque di cos’è (o meno) la scienza

il tentativo di comprendere,

e di quali sono i suoi strumenti. Okasha definisce la scienza come: “ è

spiegare e fare previsioni sul mondo in cui viviamo

”. Tuttavia, la scienza non l’unica forma di

conoscenza che l’uomo possiede (es: religione, astrologia, chiaroveggenza, ecc…) -> come

sostiene Nagel, infatti, la conquista di conoscenze attendibili relative al mondo non ha di certo

atteso l'avvento della scienza moderna e l'uso consapevole dei suoi metodi. E’ dunque possibile

senza

procurarsi capacità tecniche e informazioni beneficiare della scienza o adottare

consapevolmente i suoi modi di procedere. Un altro quesito di base che possiamo porci a questo

è

punto : esiste un solo metodo scientifico? Alcuni pensatori sostengono di sì

, mentre altri

affermano il contrario.

UN PRIMO PASSO PER COMPRENDERE LA SCIENZA: LA NOZIONE DI TEORIA

è linguaggio universo oggettuale

Una teoria definita come un che parla di un :

• è

Linguaggio -> un insieme di proposizioni che si riferiscono alle proprietà e alle relazioni

tra gli oggetti costituenti l’universo oggettuale di riferimento;

• Universo oggettuale -> si definisce universo oggettuale (o ambito o dominio di realtà ) un

insieme di oggetti di varia natura (concreti o astratti) provvisti di proprietà e di relazioni

tra loro. Esempio: all’interno dell’universo oggettuale della matematica…

Oggetti -> i numeri naturali ;

o Linguaggio -> gli enunciati dell’aritmetica;

o Proprietà /relazioni -> l’essere maggiore, minore, multiplo di, l’essere un numero

o primo, ecc…

TEORIE COME SISTEMI ORGANIZZATI DI ENUNCIATI

sistemi organizzato di enunciati

Le teorie possono essere viste come dei , ovvero come un insieme

nesso di conseguenza logica

di assiomi che, attraverso il , portano ad un teorema. Ne consegue

che, dato il nesso di conseguenza logica, se gli assiomi sono veri, anche il teorema sarà vero. Il

è è

teorema , quindi, la conseguenza logica degli assiomi. Il nesso di conseguenza logica

fondamentale e presenta due aspetti:

spiegazione

1. Momento esplicativo (o ) -> riguarda un evento (fenomeno/comportamento);

nello specifico, spiegare un evento significa trovare la causa di tale evento;

giustificazione

2. Momento giustificativo (o ) -> riguarda una credenza (o convinzione); nello

é)

perch

specifico, giustificare una credenza significa trovare le ragioni (i per cui tale

credenza va ritenuta vera.

Esistono diversi modi di spiegare e giustificare i fenomeni.

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SCIENZA ARTISTOTELICA E SCIENZA GALILEIANA

E’ possibile distinguere due tipologie di scienza: la scienza aristotelica e la scienza galileiana.

scienza aristotelica coincide

➢ Nella il momento della spiegazione con quello della

giustificazione: in altre parole, non solo gli assiomi spiegano il teorema, ma lo giustificano

anche, ovvero portano le ragioni per cui il teorema deve essere ritenuto vero. Nella scienza

simmetria

aristotelica si riscontra quindi una tra spiegazione e giustificazione;

scienza galileiana non coincide

➢ Nella il momento della spiegazione con quello della

giustificazione: in altri termini, le leggi generali spiegano il dato empirico, ma quest’ultimo,

a sua volta, giustifica le leggi da cui viene dedotto, ovvero il dato fornisce le ragioni per cui

le leggi devono essere ritenute vere. Nella scienza galileiana, quindi, la giustificazione ha

à

controllo della veridicit

funzione di della teoria. La scienza galileiana si caratterizza per

asimmetria

l’ tra spiegazione e giustificazione.

RAPPORTO TRA SPIEGAZIONE E GIUSTIFICAZIONE

NELLE SCIENZE FORMALI ED EMPIRICHE

Nelle scienze formali (=studiano concetti astratti, non si basano sull’osservazione della realtà ->

es: matematica) si riscontra una simmetria di rapporto tra spiegazione e giustificazione, mentre

nelle scienze empiriche (=studiano fenomeni naturali e sociali, basandosi quindi sull’osservazione

è

della realtà -> es: biologia) questo rapporto asimmetrico. In linea generale, la maggioranza delle

teorie della scienza sono teorie empiriche (e, quindi, presentano un rapporto asimmetrico tra

spiegazione e giustificazione). LE TEORIE EMPIRICHE

Approfondiamo ora la struttura delle teorie empiriche. Esse possiedono due componenti, ovvero:

1. Una base empirica (osservativa) -> cioè un insieme di proposizioni che risultano vere in

base all’esperienza (=un insieme di proposizioni sperimentali);

2. Teoria -> le leggi della teoria stessa.

Osservazione e teoria sono, dunque, collegate (es: osservo un comportamento X e la teoria mi

spiega il perchè di quel comportamento). LINGUAGGIO

è vocabolari

In base a queste due componenti possibile fare una distinzione tra due tipologie di “ ”,

che compongono il linguaggio:

• osservabili

Vocabolario osservativo -> ovvero termini che fanno riferimento ad entità ,

è

riguardo ai quali, cioè

, possibile decidere, tramite osservazione o sperimentazione, se si

riferiscono o meno ad un oggetto empirico (es: l’immagine di un telescopio o il

comportamento osservabile);

• inosservabili

Vocabolario teorico -> ovvero termini che fanno riferimento ad entità (es: la

gravità o l’inconscio).

E’ necessaria una distinzione tra questi due vocabolari perchè quando si fa scienza non ci si

accontenta di una descrizione del fenomeno osservabile (non ci si limita ad utilizzare il vocabolario

osservativo), ma si cerca anche di spiegare la causa di tale fenomeno (utilizzando il vocabolario

teorico). In altri termini, la scienza mira a comprendere la costituzione e le cause sottostanti (e,

quindi, inosservabili) dei fenomeni palesi. 3 Appunti di Marta Cavagnini | @hellonotez su Etsy

DIVERSITA’ TRA MODELLO ARISTOTELICO E GALILEIANO DELLA SCIENZA

Vediamo ora le principali differenze tra il modello aristotelico e il modello galileiano della scienza:

MODELLO ARISTOTELICO DELLA SCIENZA MODELLO GALILEIANO DELLA SCIENZA

Scienza e filosofia sono la stessa cosa Scienza e filosofia non coincidono

Le teorie sono composte da assiomi da dimostrare Le teorie sono composte da leggi generali e da una

e dedurre base empirica/osservativa

Utilizza il metodo deduttivo Utilizza il metodo induttivo e/o il metodo ipotetico-

deduttivo

è è

La conoscenza scientifica certa e La conoscenza scientifica incerta e necessita di

autogiustificantesi una giustificazione esterna

è

La conoscenza scientifica continuamente

è

La conoscenza scientifica irrivedibile rivedibile

è è

La conoscenza scientifica “a priori”, ovvero non La conoscenza scientifica “a posteriori”, ovvero

necessita dell’esperienza o dell’esperimento necessita dell’esperienza o dell’esperimento

La principale differenza tra i due modelli riguarda la possibilità (o meno) di rivedere la conoscenza

scientifica: nel modello galileiano la scienza si può rivedere, ovvero sono ammessi degli sbagli. A

questo proposito, Popper afferma che le teorie sono giuste fin quando non arriva una nuova teoria

è è

a smentire la precedente. Nel modello aristotelico, invece, la scienza certa, non rivedibile perchè

non commette errori. PETER

KOSSO SU TEORIE, IPOTESI E LEGGI

Secondo Kosso, la scienza non vuole semplicemente descrivere il mondo osservabile, non vuole

essere solo una descrizione raffinata ed esatta dei fenomeni, ma vuole anche spiegarli. Tuttavia,

è

questo ritratto preciso della realtà uno strumento necessario per la scoperta e il controllo. Kosso

è è

evidenza dunque che, nell’impresa scientifica, fondamentale fare riferimento a ciò che

(direttamente meno) osservabile. Tuttavia, come dicevamo prima, per capire cosa sta “dietro le

quinte” dei fenomeni che osserviamo e per fornirne delle spiegazioni complete e adeguate la

scienza non può limitarsi ad utilizzare solamente il vocabolario osservativo (ovvero a descrivere i

fenomeni), ma deve fare riferimento a “qualcosa di più ”. Infatti, secondo Kosso, un rapporto

è non-visti

scientifico utile e interessante nella misura in cui descrive i costituenti del problema. In

è

sintesi, necessario che uno scienziato sappia descrivere il fenomeno che ha di fronte, ma la sola

è

descrizione non basta: bisogna fornire anche una spiegazione. Lo scopo della spiegazione svelare

inosservabile

ciò che non si vede, ovvero l’ (es: l’intelligenza o l’inconscio). Una teoria viene definita

ipotetica giustificazione

sulla base del suo grado di controllo (o ). Esistono quindi due tipi di teorie

scientifiche:

➢ Le teorie scientifiche che sono state controllate in maniera esauriente -> ovvero sono

passate attraverso quello che costituisce la risposta al problema della giustificazione;

non

➢ Le teorie scientifiche che sono state controllate in maniera esauriente -> non sono

passate per quello che costituisce la risposta al problema della giustificazione o sono

ancora nella fase preliminare di controllo. Queste teorie vengono definite “ipotesi”. Definire

una teoria “ipotesi” significa fare riferimento al suo status di giustificazione, qualificandola

come non-controllata o controllata solo minimamente.

Dunque, più una teoria sarà stata sottoposta alla giustificazione (=controllo), meno sarà

[N.B.: è

considerata ipotetica (e viceversa). importante ricordare che tutte le teorie, anche quelle

maggiormente giustificate/controllate, rimangono in certa misura ipotetiche.]

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LEGGI, GENERALIZZAZIONI ACCIDENTALI E PREVISIONI

Alcune teorie si distinguono dalle altre per due aspetti tra loro intrecciati:

• à

generalit generali

Il grado di -> le teorie possono essere nella misura in cui ignorano

fattori quali: la localizzazione spaziale (si applica ovunque), il tempo (vale sempre) o altri

aspetti irrilevanti per il processo descritto. Esse fanno questo specificando quali fattori

sono invece rilevanti per quel particolare comportamento.

• “generi naturali

Il fatto che facciano riferimento a proprietà specifiche (i ”) delle cose.

leggi

Queste teorie che generalizzano e descrivono generi di cose sono dette “ ”. In altri termini, una

è

legge una teoria che si applica a tutte le cose e che fa riferimento a una proprietà intrinseca

(genere naturale), la quale determina il perchè le cose descritte hanno quelle caratteristiche. N.B.:

à

alto grado di generalit

una teoria che presenta un (ovvero che vale per moltissimi casi, se non per

genere naturale

tutti) non può essere definita una legge se non fa anche riferimento a un -> in

generalizzazione accidentale

questo caso si parla infatti di “ ”. [Esempio: si consideri la

è

generalizzazione secondo la quale ognuno in questa stanza ha più dieci anni. Questa non una

legge poichè

, sebbene identifichi un certo genere di oggetti (le persone nella stanza), non si tratta

di un genere naturale. In altri termini, non ci sono caratteristiche esclusive di questo gruppo che

siano importanti per come funziona il mondo e non c’è alcuna connessione causale tra l’essere

nella stanza e l’avere più di dieci anni, come c’è

, invece, tra l’essere elettricamente carico e

l’esercitare una forza su altre cariche. Le cariche elettriche causano la forza, ma l’essere in questa

stanza non causa il fatto di avere più di dieci anni. Le cariche elettriche sono generi naturali in

quanto condividono proprietà intrinseche che determinano il loro comportamento ovunque

nell’universo. Le persone presenti in questa stanza, invece, non presentano nulla nella loro natura

che le porti ad avere una determinata età .] A differenza delle generalizzazioni accidentali, inoltre,

è

previsioni

una legge permette di fare : una previsione definibile come una conseguenza empirica

è è

di una teoria che non stata proposta nel momento in cui la teoria stata proposta. Infatti,

à

generalit genere naturale

essendo caratterizzata da e dal fatto di fare riferimento a un , a partire

è predire

da una legge possibile affermare in anticipo (ovvero ) come potrebbero avvenire certi

eventi/fenomeni. è

N.B.: una legge non un’affermazione indubitabile: come ogni altra affermazione interessante

della scienza, infatti, anche le leggi devono rispondere alla domanda della giustificazione. Ciò

significa che, contrariamente a quanto si pensa comunemente, il fatto che una teoria sia una legge

è

non dice nulla rispetto al suo grado di giustificazione o di controllo. In questo senso,

assolutamente legittimo parlare di “legge ipotetica” (una legge può essere un’ipotesi).

Riassumendo: è

➢ Una teoria un’affermazione su eventi che non sono palesi all’esperienza;

è

➢ Una legge una teoria che ha la forma di una generalizzazione su un genere naturale di

oggetti; è è

➢ Un’ipotesi una teoria che, a prescindere dal fatto che sia una legge o meno, non ben

controllata;

➢ Teorie, ipotesi e leggi sono concetti ortogonali, ovvero descrivono aspetti diversi delle

affermazioni fatte dagli scienziati. 5 Appunti di Marta Cavagnini | @hellonotez su Etsy

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2. Spiegazione e previsione

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IL RAGIONAMENTO DEDUTTIVO

deduttivo

Vediamo un esempio di ragionamento :

1. Premessa 1 (vera) -> A tutti i francesi piace il vino rosso;

è

2. Premessa 2 (vera) -> Pierre francese;

───────────────────────── -> nesso di congiunzione logica;

3. Conclusione (necessariamente vera) -> A Pierre piace il vino rosso.

deduttiva

Un’inferenza si dice quando, se le premesse sono vere, allora deve essere vera anche la

è è

conclusione. In questo caso, quindi, se vero che a tutti i francesi piace il vino rosso e se vero

è

che Pierre francese, allora ne segue (logicamente) che anche a Pierre piace il vino rosso. E’ il

nesso di conseguenza logica a permetterci di collegare le premesse e la conclusione.

IL RAGIONAMENTO INDUTTIVO

induttivo

Vediamo ora un esempio di ragionamento :

1. Premessa 1 (vera) -> Le prime cinque uova nella confezione erano marce;

2. Premessa 2 (vera) Tutte le uova hanno lo stesso timbro che riporta la stessa data di

scadenza;

╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌╌ -> nesso induttivo;

3. Conclusione (?) -> Anche il sesto uovo della confezione sarà marcio.

In questo caso, l’inferenza che viene fatta non può essere deduttiva poichè le premesse non

è

implicano la conclusione; dunque logicamente possibile che, da premesse vere, si arrivi a

conclusio

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martaa.cavagnini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia delle scienze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lo Dico Giuseppe.
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