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Capitolo 1 e 4: organizzazione

Organizzazione (dal greco organon, strumento, utensile: strumento per mezzo del quale si possono raggiungere determinati scopi o obiettivi):

  • 2 significati: istituzione, entità, organismo + azione organizzativa.
  • È un raffinato artefatto sociale che ci rende animali organizzati sul piano biologico, ma soprattutto su quello culturale.

Aristotele definisce gli uomini come animali politico-sociali.

Gli uomini sono animali organizzativi, da branco sul piano biologico ma soprattutto culturale (= una volta che lo strumento/utensile ha avuto successo, viene tramandato/trasmesso/insegnato non solo all’interno del branco).

Le 2 principali componenti di un’organizzazione del lavoro anche nell’organizzare un’azione guerresca sono la tecnologia e la componente umana.

Tutte le organizzazioni definiscono le regole di comportamento per i membri e tutte, seppur in forme diverse, affrontano gli stessi processi organizzativi che attengono all’ingresso (socializzazione), alla permanenza (fidelizzazione) e all’interazione con artefatti e persone.

Il problema dell’efficacia della forza militare è di tipo organizzativo (anche di organizzazione del lavoro).

Noi uomini contemporanei non abbiamo inventato le organizzazioni, nello specifico, quelle sul lavoro: siamo animali organizzativi.

Note storiche sull’organizzazione

Gli egizi furono i primi a porsi in modo programmato il problema della pianificazione e del controllo. È una visione errata quella che ricorda le piramidi come un’aggregazione brutale e mal diretta di forza lavoro umana.

Nella costruzione delle piramidi erano previsti protocolli di descrizione delle mansioni, venivano definiti i compiti e le precise procedure di trasporto, carico ed elevazione dei massi.

Uno dei migliori esempi dell’organizzazione militare è rappresentato dalla falange macedone. Costruita in modo tale per cui ogni componente della falange difende non sé stesso, ma colui che è accanto. La falange è efficace solo se vi è un indissolubile senso di appartenenza ad un gruppo e di orgoglio militare, infuso anche grazie alla grande personalità di Alessandro Magno.

I Romani appresero molto dai Macedoni (accolsero modelli di organizzazione, artefatti sociali dai nemici e li modificarono) e non solo e arrivarono ad affinare alcune importanti intuizioni di organizzazione del lavoro:

  • Inventarono il manipolo e spostarono il piano di combattimento per sconfiggere i Macedoni stessi (li costrinsero in zone disagiate del territorio).
  • Standardizzazione della tecnologia militare “ergonomicamente” concepita e realizzata: ad esempio, sono i primi a standardizzare la produzione delle armi (esistevano delle fabbricae con un apposito ufficio).
  • Inventarono armi e strumenti a misura di uomo come il gladio (dagli ispanici; arma pratica e più corta), lo scudo, il fodero a destra, le selle da cavallo, le scarpe con la suola chiodata, la sanità militare.
  • La superiorità romana nelle imprese belliche dipendeva dall’organizzazione, dal continuo addestramento, dal cambiamento innovativo dei mezzi delle armi e delle macchine belliche. I Romani, infatti, non avevano un fisico particolarmente prestante, erano piuttosto bassi e nemmeno feroci come i barbari.

Nonostante la raffinatezza dell’organizzazione militare, l’efficacia della struttura organizzativa, l’originale attenzione quasi ergonomica delle tecnologie, i Romani furono sconfitti dai barbari perché i soldati romani erano mercenari e non rischiavano la loro vita.

Mancava loro la componente umana/motivazionale, che era invece ben presente tra gli Unni. I Barbari, invece, anche se non erano organizzati, attaccavano e correvano qua e là in disordine, erano i più terribili fra tutti i guerrieri perché combattevano a distanza e a corpo a corpo rischiando la vita.

La loro forza non stava nella razionalità dell’organizzazione delle truppe/nella tecnologia, ma nella motivazione/entusiasmo che il loro leader sapeva infondere.

In un’organizzazione è fondamentale saper comporre in modo sapiente la componente tecnologica con quella umana e culturale. I materiali bellici, la loro evoluzione/sofisticatezza non sono sufficienti a spiegare l’efficacia di un esercito.

Ulteriori note storiche sull’organizzazione. Lo sviluppo degli eserciti va di pari passo con l’evoluzione del governo e della vita civile. Diocleziano affrontò il problema del decentramento e del controllo: divise in due parti l’impero, unite dal carattere sacrale degli imperatori. Divise ancora in altre due parti affidandole ai due cesari, subordinati ai due imperatori (tetrarchia). Queste suddivisioni permisero un maggior controllo sui confini e sui popoli vinti.

La Chiesa cattolica, invece, sviluppò un’organizzazione di autorità fortemente accentrata, con saldi legami di potere e responsabilità: definì più chiaramente la sua missione, i suoi fini, i suoi obiettivi; si diede regole, procedure e gerarchie.

Politica e management

Politica e management (Machiavelli e Mazzarino): il problema dell’organizzazione si interseca e si confonde ampiamente col problema della gestione della politica di una comunità. Ad esempio, Machiavelli nel suo Il principe espresse i principi fondamentali di una leadership destinata a gestire il potere in una società rinascimentale.

Egli afferma che in politica non si devono seguire criteri morali e che solo l’uomo è artefice assoluto della storia e del progresso. Dalla storia/esempi del passato è possibile ricavare leggi generali di comportamento: infatti il modello di organizzazione che propone è quello degli antichi romani.

Alcune affermazioni: l’esercito deve essere formato da cittadini; il principe deve avere l’astuzia della volpe e la forza del leone; per costruire uno stato serve l’azione energica di un capo.

L’uomo politico di Mazzarino (il breviario dei politici), invece, si dimostra cauto, negoziatore, deve saper entrare nelle grazie di uomini strategici, parlare solo in occasioni opportune, organizzato a tal punto da non lasciare nulla al caso.

Illusione: è insufficiente configurare modelli astratti formalmente e astrattamente perfetti, ma incapaci di accogliere fino in fondo le caratteristiche dell’umano. Le persone sono l’elemento fondamentale.

Management: non significa direzione, gestione, amministrazione. Deriva dal latino manus agere, che significa condurre per mano. Questa azione si manifesta in un luogo privilegiato: il maneggio (per guidare il cavallo bisogna conoscerlo).

➜ I generali romani non avevano consapevolezza che i soldati romani erano i mercenari, non cittadini romani. Gli esseri umani non agiscono secondo comportamenti automatici e determinabili, ma secondo comportamenti probabilistici.

Ordine gerarchico e processi organizzativi

Una delle caratteristiche di tutti i branchi/gruppi, in quanto animali organizzativi, è la presenza di un ordine gerarchico. Nello strutturarsi di un evento collettivo nel contesto umano e animale si manifesta un ordine gerarchico. La gerarchia garantisce la capacità di sopravvivere e di adattarsi.

Un’organizzazione è attraversata da due grandi processi, in continua dialettica tra loro:

  • Processo di differenziazione: una piccola impresa che cresce tende a differenziarsi. La differenziazione è intesa come distinzione tra gli uomini → differenziazione dei compiti: processo di attribuzione di responsabilità/compiti in modo commisurato a conoscenze/competenze.
  • Processo d’integrazione (ricondurre ad unum): permette di unificare tutte le componenti, garantisce l’azione collettiva comune verso un obiettivo → singole caratteristiche devono essere ricondotte all’unità.

L’organizzazione è un’unità composta da gruppi e individui, sorta per raggiungere obiettivi condivisi e distribuiti, attraverso processi di divisione del lavoro, cioè di differenziazione (parcellizzazione) ed integrazione dei compiti. La divisione del lavoro si articola a livello orizzontale (= i compiti si collocano sullo stesso piano) e verticale (= gerarchia in cui chi sta sopra controlla e comanda chi sta sotto).

I cittadini hanno discrezionalità di comportamento molto elevate (Italia è una democrazia), che non abbiamo come membri di un’organizzazione perché sottoposte a necessari processi di differenziazione e d’integrazione.

La differenziazione dei compiti comporta che questi debbano agire all’unisono per ottenere un obiettivo comune.

L’azione organizzativa, gerarchica e di potere nei contesti organizzativi è legittimata perché vale il principio di Cornell.

Assunto etico/economico di Cornell: “Lo sforzo di due o più individui che lavorano insieme verso un traguardo in comune è più efficace della somma degli sforzi di quegli stessi individui che lavorano separatamente”.

L’azione prescrittiva, costrittiva, autoritativa, di comando/controllo rispetto al principio di Cornell ha senso se il processo d’integrazione mi consente di trovare un obiettivo che viene raggiunto da tale azione con maggiore efficacia e/o efficienza di quanto non accadrebbe se quelli stessi membri del gruppo facessero la stessa azione agendo per conto proprio.

Scientific management: insieme coerente di criteri normativi e regole pratiche secondo le quali l’azienda viene organizzata in modo da rendere massima l’efficienza economica, attraverso i diversi livelli di responsabilità.

L’organizzazione funziona solamente se esiste una gerarchia, che riduce la libertà. Tale rinuncia deve garantire una maggior efficienza e/o efficacia di quanto non sarebbe stata la singola azione verso lo stesso obiettivo.

Considerazioni sull’organizzazione

Considerazioni sull’organizzazione:

  • Etzioni: “L’organizzazione è strumento e mezzo per rendere semplice e non conflittuale ciò che è complesso” → l’organizzazione obbliga i singoli a riconoscere una rigida strutturazione gerarchica e a sottomettervisi anche se essa viene percepita come finalizzata a soffocare ogni soggettività.
  • Bruno Maggi (docente di organizzazione aziendale): “L’organizzazione implica strutture costrittive in quanto, ogni atto che definisce compiti e responsabilità, è di per sé limitante” → interferendo con la spontaneità dell’individuo, possono costituire fonte di nocività per l’individuo stesso.
  • Parsons (sociologo dell’organizzazione): “L’organizzazione è un’unità complessa costruita per raggiungere fini specifici e soddisfare i bisogni di società e individui che la compongono”.
  • Schein: “L’organizzazione è il coordinamento razionale dell’attività di un certo numero di persone al fine del raggiungimento di un obiettivo comune ed esplicito mediante la divisione del lavoro e delle funzioni e mediante una gerarchia di autorità e responsabilità”.
  • Bernardi: “Organizzare significa passare da una situazione A ad una situazione B” (si pensi ad un’orchestra, dove si passa da una situazione A di confusione, dovuta all’assenza di un direttore, ad una situazione B di melodica, nella quale il direttore crea ordine e armonia).

Gli artefatti sociali/organizzazioni facevano e fanno ancora la differenza. L’attualità degli artefatti sociali: confrontiamo modelli organizzativi diversi, Israeliano/americano ed europeo, quelli dei paesi pragmatici (Israele e USA) si sono confrontati con quelli giuridici/razionale/legale (Italia). Alla base dei ritardi nella tematica vaccinale c’è una differenza di approccio.

Il pragmatismo è accompagnato da una certa fiducia nella pubblica amministrazione che rende possibile concederle una forte discrezionalità. L’attore amministrativo ha discrezionalità di decisione a fronte di un problema.

L’approccio giuridico razionale legale è basato spesso sulla necessità di limitare il più possibile la discrezionalità della pubblica amministrazione. L’efficienza e l’efficacia vengono meno a causa della burocrazia (i sistemi rigidi e burocratici non funzionano).

L’organizzazione si basa su processi dinamici fondamentali di differenziazione e d’integrazione: alcuni soggetti puntano sull’accentramento, altri sul decentramento. Vi è una continua dialettica dal punto di vista organizzativo tra l’accentramento e il decentramento.

Per permettere che tutti gli individui dell’organizzazione vadano nella stessa direzione, sono necessari mezzi che li uniscano/li leghino/li tengano tutti insieme e che venga dato un comando unico per tutti. Tale strategia è detta processo d’integrazione, inteso come esercizio del potere che indirizza il comportamento. Il processo d’integrazione si manifesta sempre come esercizio della discrezionalità.

Il sistema che concede maggiori discrezionalità agli esseri umani funziona meglio. Erroneo il comando accentrato e l’esecuzione decentrata.

Burocrazia, relazioni umane e adhocrazia

Weber: la burocrazia è la forma massima di organizzazione sia dello Stato sia delle imprese, le quali operano in base a norme universali e con finalità razionalizzanti.

Elton Mayo e Scuola delle Relazioni umane: scoperta della dimensione informale delle organizzazioni, della dimensione emotiva e motivazionale dei gruppi, che mostrano regole di comportamento peculiari.

Anche se non tutte le organizzazioni esistenti sono burocratiche, vi è in ciascuna una serie di adempimenti formali e ritualistici sovraordinati rispetto all’individuo che definiscono requisiti di accesso e permanenza nell’organizzazione.

Bennis: l’adhocrazia si contrappone alla burocrazia ed indica una forma di organizzazione fatta su misura per le persone e i gruppi di lavoro anche temporanei che in esso si formano, operano, vivono, lavorano e si sciolgono.

Classificazione di Etzioni

Classificazione di Etzioni: 3 forme di potere esercitato nelle organizzazioni cui corrispondono altrettanti tipi di impegno richiesto e mezzi di controllo → impegno → controllo.

  1. Potere coercitivo alienato fisico. Potere basato sull’utilizzo di sanzioni fisiche (contenimento alla libertà di movimento, di parola) o sulla minaccia di usarle, avendo la funzione di ledere il corpo. L’uso di mezzi fisici tende a costringere l’individuo.
  2. Potere remunerativo utilitaristico materiale. L’uso di mezzi materiali, come remunerazioni di beni o servizi, per il controllo costituisce la base del potere remunerativo. L’uso di mezzi materiali tende a far sorgere nell’individuo l’interesse personale ad obbedire.
  3. Potere normativo morale simbolico. Quando sono utilizzati simboli culturali per esercitare il controllo sociale, si parla di potere normativo (= esercitato da chi occupa una posizione elevata in una scala gerarchica rispetto a chi ne è subordinato), potere normativo-sociale (= esercitato per via indiretta dal superiore), potere sociale (= esercitato dal gruppo di pari ai suoi membri). L’uso di mezzi simbolico tende a convincere l’individuo.

La classificazione di Etzioni può anche essere letta rispetto al modello input-output:

  • Organizzazioni coercitive: vengono inclusi il carcere, la comunità di accoglienza e recupero (= riscoperta di sé e rimotivazione alla vita sociale). Le organizzazioni rispondono alla necessità di garantire la propria riproduzione, stabilità e il controllo degli elementi che perturbano l’equilibrio → l’elemento della coercizione può essere utilizzato in forme più pesanti o più blande.
  • Organizzazioni utilitaristiche: vengono incluse le aziende di produzione industriale e artigianale, aziende di servizi. Pongono come prioritari i propri output prodotti o servizi che producono un flusso economico. La necessità di un riscontro economico positivo è condizione necessaria alla stessa esistenza e permanenza sul mercato.
  • Organizzazioni normative: chiese, ospedali, partiti politici, istituzioni scolastiche. Sono riconducibili alla necessità del sistema sociale di provvedere alla propria riproduzione attraverso un sistema di valori che contribuisca a costruire cultura e identità per gli individui che ne fanno parte.

Tutte le organizzazioni trattate da Etzioni sono costituite da attività di persone che collaborano in funzione del raggiungimento di un obiettivo comune.

Particolarità: aziende di servizi → il servizio è una performance immateriale e intangibile, dipende fortemente dal fattore umano/soddisfazione del cliente/capacità dell’azienda stessa di adattarsi.

Classificazione di Bruscaglioni

Classificazione di Bruscaglioni: utilizzando come criterio di classificazione la distribuzione del potere all’interno dell’organizzazione, ripercorre le evoluzioni avute dalle organizzazioni, in particolare quelle produttive degli ultimi secoli.

Due parametri principali della distribuzione del potere, che vengono poi incrociati tra loro per ottenere 6 organizzazioni differenti:

  1. Fonte del potere: se è in alto/vertice della gerarchia, si ha una struttura organizzativa autocratica; se è in basso/nella base dell’organizzazione, si ha una struttura democratica.
  2. Criterio di distribuzione del potere: se distribuito tra i membri dell’organizzazione, sulla base della posizione gerarchica formale e del regolamento, si parla di cultura autoritaria; se è distribuito sulla base di legami personali, si parla di cultura paternalistico-clientelare; se è distribuito in base alle funzioni svolte da ciascun membro, si parla di cultura professionale.

Classificazione di Robbins

Classificazione di Robbins: classifica le organizzazioni sulla base di 3 componenti principali:

  • Complessità = grado di differenziazione delle attività.
  • Formalizzazione = livello di standardizzazione del lavoro.
  • Centralizzazione = fonte dell’autorità.

A partire da ciò individua 3 tipologie principali di struttura organizzativa:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DanielaCaldon16 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia d'impresa e organizzazione del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Favretto Giuseppe.
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