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Teoria della giustizia e dei diritti

“L'impresa civile una via italiana all'economia di mercato” di Bruni.

Introduzione

PASOLINI: nessun centralismo fascista, dalle varie culture ottenere solo loro adesione a parole, è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi, adesione totale e incondizionata.

dell’ideologia

Tolleranza edonistica, identifica bene morale col piacere, riconoscendo in esso il fine ultimo dell'essere umano, voluta dal nuovo potere è la peggiore delle repressioni della storia.

Responsabilità, il nome nuovo dell’economia

Inizio 3º millennio: società e economia accelerazione straordinaria.

Impresa: deve cambiare per continuare a essere fattore di innovazione economica e civile.

Parola chiave capitalismo: responsabilità, offrire ragioni quando interpellati.

Cultura dominante impresa/economia è irresponsabile perché principio su cui è costruita cultura sull’uscita mercato/concorrenza è basato, HIRSCHMAN, 1970: nel mercato se non piace prodotto/S per protesta si cambia impresa così quelle inefficienti escono dal mercato.

Ultimi anni: cittadino responsabile, prima di uscire, protesta per cercare di ottenere cambiamento impresa.

Sfera politica: gente protesta e vuole risposte perché uscita è difficile/costosa.

Dell’anonimata

Cultura in ultimi anni più commercio è anonimo/grande/lontano da centro storico e meglio è per famiglie perché >varietà/<prezzi/...).

Dogma comunismo, XX: < relazioni personali/<prossimità nel consumo e >efficienza sistema economico.

Fenomeno opposto a quello del Novecento: tendenza ad accorciare filiera prodotti, <distanza tra produttore e consumatore e personalizzare incontri economici, soprattutto in campo alimentare riguardo ai rapporti umani nascosti nelle merci, MARX.

Richiesta di maggiore responsabilità e reazione contro prassi irresponsabile di rinviare risposte per problema a qualcun altro che è irraggiungibile, anonimo, assente.

Negozi intermedi: se crisi chiudono perché no vantaggi della grande distribuzione.

Aspettarci nuova stagione di mercati più relazionali e dove incontrare responsabili che rispondano alle domande, lasciando agli anonimi ipermercati prodotti semplici e standardizzati.

“non responsabile”

Evitare in mercato: sono io il dei dipendenti anonimi di anonima organizzazione e quindi irresponsabili ma serve qualcuno che si prenda cura dei problemi.

Per uscire da crisi serve nuova alleanza basata sulla responsabilità civile.

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Le sfide della longevità

Rivoluzione della longevità, maggiore speranza di vita.

Conseguenze:

  • Sistema pensionistico, tempo di lavoro/di vita: così da dedicare al lavoro meno della metà della vita. Tempi della vita come una clessidra: aumenta la giovinezza e la preparazione al lavoro ma anche la fase post lavorativa.
  • Ma se > anni giovinezza e vecchiaia, deve cambiare nostro rapporto con dimensione economica della vita per tre ragioni:
    • all’economia Tripartizione era legata della società fordista, centrata attorno alla fabbrica e dove lavorare era faticoso. Quando si usciva dalla fabbrica iniziava il momento della felicità. Lavoro era comunque il centro della vita perché occupava la maggior parte del tempo/vita. Ecco perché il lavoro fondava la vita civile e la Repubblica e attorno a esso ruotavano cooperazione e conflitti sociali.
    • Nella prima e terza età i beni più scarsi e rilevanti per la felicità sono i beni relazionali, priorità qualità relazioni tra persone e ridimensionare ruolo del mercato.
    • un’attività Lavoro concepito come, non come posto di lavoro. Le persone oggi chiedono libertà dalle attività non scelte liberamente. Mercato assicura che attività remunerate non sono quelle che ci piacciono ma quelle ritenute utili dagli altri, mercato inteso come forma di reciprocità perché ci dà segnali che indicano se le cose che ci piacciono interessano anche a qualcun altro. Sono poi da ridiscutere i dell’attività sistemi di remunerazione lavorativa per evitare che il tempo liberato dal lavoro venga occupato dalla noia.

L’economia civile e l’oggi

Aspetti tradizione economica italiana:

  • È anche la storia di un sentiero di sviluppo interrotto: umanesimo civile e 700 riformatore avevano dischiuso una via al mercato innovativa. Le vicende politiche/religiose/Fascismo hanno bloccato processo che poteva condurla su sentieri civili diversi.
  • Informata da cristianesimo comunitario e centrato sulla famiglia, non è stata vincente in Occidente che stava uscendo dal feudalesimo. Europa moderna: Umanesimo anglosassone centrato su individuo/sua libertà/richiesta uguaglianza diventa modello vincente. Ciò determina arretratezza economica e civile in Paesi come Italia che erano costruiti attorno diverso Umanesimo.
  • Umanesimo anglosassone di mercato: domina globalizzazione ma perso pubblica felicità: umani più liberi/uguali però viene meno fiducia che tiene assieme la società.

Oggi risorsa scarsa della società in Occidente è la relazione interumana genuina, fraternità.

Economia civile: reciprocità/fraternità/pubblica felicità non è economia del passato ma quella che ci attende, ma devono divenire progetto civile e politico, nuovo patto sociale.

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Il futuro che ci attende

Crisi sistema economico capitalistico:

  • Impresa/economia civile sono necessarie per sopravvivenza economia di mercato.
  • È opportunità perché si apra dibattito sulla sostenibilità del capitalismo e può creare condizioni culturali perché altre economie/finanze possano svilupparsi e cambiare natura economia di l’umano mercato. Sistemi economici cambiano con lo svilupparsi della cultura quindi quando l’economico. sopravanza
  • Oggi ci si sta accorgendo che mercati fondati su interessi individuali/mutua indifferenza/ricerca profitti e quindi sarà sete di vita/desiderio di felicità a trovare soluzioni a questa crisi, risultato dall’aspetto umano che ne uscirà dipenderà civile/politico/economico.

dell’economia

1. Sarà civile la 4ª fase di mercato?

L’economia e il mercato

Impresa medio-piccola è forse economia più sostenibile e a misura di persona di un certo capitalismo di tradizione anglosassone.

nell’Europa Questa economia ha problemi meridionale del 200 del 300 e nella sua civiltà cittadina nata dall’incontro l’emergente tra umanesimo cristiano orientale e occidentale e etica mercantile laica.

500, baricentro culturale che economico e politico si sposta verso Nord, tutto ciò termina grazie a: riforma/controriforma e scoperta nuovo mondo. Città protagoniste di questa prima economia.

600-700: etica protestante si allea con etica mercantile dando vita alla Modernità. Individuo diventa dell’illuminismo protagonista della nuova società, es. Hobbes. Stagione scozzese, es. Smith, e del mercato che diventa meccanismo di allocazione efficiente delle risorse e per far incontrare persone libere/uguali legate da interessi reciproci.

all’umanesimo Italia si sviluppa tradizione economica legata del 300-400: economia civile con baricentro a l’Ottocento Napoli, es. Genovesi/Vico. Ma non fu quella vincente in Europa perché si affermò per tutto l’economia sull’individuo di Smith fondata e interessi, e non su comunità e reciprocità.

dell’economia 900: terza stagione in continuità con il modello di Smith, finora vincente.

L’inclusione e la sterilizzazione del mercato

Questa nuova relazionalità del mercato ha permesso che individui, in mondo antico rimasti ai confini della civitas, venissero inclusi. Prezzo fa da mediatore.

Universalismo, depotenziare/livellare diversità umana fa sì che si possa scambiare con ogni altro: bastano desideri e bisogni reciproci: non sta creando rete di incontri tra diversi ma relazioni indifferenti tra soggetti resi omogenei per permettere lo scambio senza diversità. Quindi economia moderna determina innovazione/inclusione del mercato ma anche solitudine/infelicità. Relazione tra persone deve essere relegata nella sfera privata perché la fraternità nella sfera pubblica sarebbe pericolosa: bisogna accontentarsi di uguaglianza e libertà, possibile senza fraternità?.

po’ Metafora: economia moderna inserisce dentro società commerciale un di socialità e realtà è il veleno che ha come scopo sterilizzare rapporti vitali della comunità per trasformarla in società anonima di individui immuni. Questo tipo di socialità è antidoto per uccidere male che modernità vede nelle relazioni orizzontali perché illiberali/ineguali.

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Dono vero viene dal mercato sterilizzato con un pezzettino di dono, omaggi/sconti, ma senza questi incontri, l’umanità doni o sofferenze si spezza legame sociale che tiene assieme i mercati che sono bene pubblico che costruito sulla base della cultura ebraica/cristiana/araba.

Il modello europeo

Da fine 800 a 1GM: dibattito per evoluzione del capitalismo in capitalismo cooperativo quindi socializzazione del mercato, es. Mill/Marshall. Ma questo processo si interrompe con totalitarismo di dx e sx.

Italia: fascismo che con corporativismo, malattia della tradizione italiana di economia, si autoproclamò erede della tradizione italica dei comuni e delle corporazioni. Si riuscì a parlare di impresa come comunità solo grazie a OLIVETTI.

sull’impresa sull’impresa Dibattito in Europa socialmente responsabile e di comunità ripreso in Italia solo dopo il crollo del sistema sovietico, fine contrapposizioni ideologiche totalizzanti.

  • l’antica dell’economia Autore, BRUNI: convinto che tradizione italiana/europea civile possa offrire la dell’economia 4ª fase di mercato.

Un nuovo bisogno di comunità

Altro fatto di questo inizio di millennio è: nostalgia dello stato sociale.

nell’offerta Movimento società attuali: mercati si sostituiscono sempre più alla famiglia e alla comunità civile l’offerta dei sistemi di welfare, anche per cura/assistenza viene dal mercato che li trasforma in contratti.

l’ha XX: Europa ha tentato via mista ovvero stato sociale dove il posto della famiglia/comunità preso in buona parte dallo Stato che ha offerto tanti S di welfare. Si pensò che questo modello entrando in crisi perché insostenibilità dei costi/sussidiarietà.

Mercato: splendida invenzione per cose semplici ma se ci inoltriamo nelle relazioni umane più complesse non è buon sostituto né della comunità né del vecchio stato sociale, anche dello stato sociale perché non può funzionare se il paese è costituito da individui tenuti assieme solo dalla forza degli interessi ma ha bisogno di un popolo che si senta anche una comunità.

Quindi esprime legame di appartenenza a destino comune ed ecco perché evocato anche in questi tempi di crisi es. Tutela ambiente per future generazioni.

Vecchio Stato sociale: risponde a quel bisogno di sicurezza, a cui contratto non risponde bene, perché siamo consapevoli che momenti della vita in cui non saremmo in grado di contrattare perché malattia/vecchiaia. Ecco quindi nostalgia/nuovo bisogno di welfare.

Es. Badante, si vorrebbe quel qualcosa di veramente umano che nessuna clausola del contratto può imporre ma è esperienza di gratuità.

Vera sfida del welfare: inventare nuovi patti di cura dove quel di più non contrattabile ci sia perché nei c’è “di “di meno” rapporti umani non solo il più” o ma anche vuoto e infelicità. Quindi impresa dovrebbe dell’impresa occuparsi di equità e la società civile deve guardare il mondo come civiltà.

In sostanza bisogna dar vita a nuovo patto tra società civile, economia e politica perché infelicità/solitudine/crisi ambientale. Bisogna immaginare una vita sostenibile per le future generazioni.

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Questioni di parole?

Modello 3° settore, XX:

  • Europa realizzato per cura/assistenza era duale: famiglia-stato. Famiglia su occupava soprattutto della cura di bambini/anziani/malati e se i problemi erano troppo pesanti/complessi interveniva Stato con ospedali... è welfare state, poi sostituito dal modello pre-moderno basato sul binomio famiglia-comunità.
  • Nasce da crisi famiglia, movimenti femministi e cambiamento stili di vita sempre più centrati su diritti/desideri individuo, e Stato, insostenibilità sul piano dei costi quindi non riesce più a soddisfare i nuovi bisogni di cura/assistenza società.
  • Nascita democrazia cristiana e partito comunista determinato tentativi di rinascita del civile da all’interno parte partiti. È di questa storia che vanno collocati la nascita e ruolo del 3° settore.
  • all’ambito, “né oggi con questo termine, in Italia, si riferisce politico ed economico Stato né mercato”.
  • Espressione nata nel contesto anglosassone, es. reinserimento lavorativo/cooperazione sociale non sono né stato né mercato ma 3° settore perché terzo ovvero in mezzo tra stato e mercato.
  • Terzietà implica idea che il mercato è qualcosa di preciso e diverso rispetto al sociale. Così mercato è sinonimo di interesse personale e impresa di massimizzazione dei profitti: come conseguenza soggetti che sono mossi da altre passioni non possono generare imprese/soggetti di mercato, ma ciò è solo impossibilità culturale che nasce da visione del mercato ideologica/parziale che crea una teoria dei soggetti economici della società civile ed ecco perché queste organizzazioni chiamate non-profit.

dell’impresa Visione anglosassone e del mercato: scopo impresa è massimizzare il profitto e tutto il resto è mezzo. Sottostare a certi vincoli sociali è costo da pagare per raggiungere profitto. Reputazione/attenzione all’ambiente cercati perché orientate al profitto di medio-lungo periodo.

Italia e paesi cattolici hanno sviluppato modello ibrido: famiglia-comunità-chiesa perché Chiesa si occupa della cura/disagio in assenza dello Stato.

dell’economia In questi paesi Stato sociale nasce anche dalla crisi comunità e Chiesa: comunità con nascita di mercato si trasforma in società e lo Stato in laico e liberale.

Fine XX: reinventare società civile per rispondere a nuovi bisogni.

Eclissi del civile è dovuta a fattori culturali: ruolo politico della Chiesa cattolica e forte presenza del partito comunista.

Da Medioevo a Modernità Italia conosciuto fioritura di civile: movimenti religiosi fattori di innovatività sociale e civile, es. misericordie/società di mutuo soccorso. La presenza del potere temporale della Chiesa cattolica ha garantito sviluppo/continuità secolare di queste esperienze ma anche colorato ideologicamente questa componente del civile italiano. Con la rivoluzione liberale in Italia e il Risorgimento ci fu una reazione anticlericale e quindi anche la condanna di quel civile perché venne visto religioso.

900: Fascismo fece lotta al civile perseguitando libere associazioni/sindacati.

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2. La responsabilità sociale dell’impresa

Dov’è, se c’è, la novità?

Nel rapporto tra economia e società: società civile chiede a imprese di farsi carico anche di compiti che prima considerati competenza dello Stato/chiese/società civile/famiglia.

Cittadini chiedono:

  • Che rapporti umani celati dietro le merci si rivelino.
  • all’economia Più responsabilità civile.

Primo dato macroscopico per analisi di questo fenomeno: progressivo processo di convergenza verso il centro:

  • all’interno Imprese nate della tradizione liberale iniziato a prestare attenzione agli aspetti sociali.
  • l’esigenza Realtà associative nate con vocazione sociale avvertono di diventare impresa.
  • Impresa sociale sintetizza incontro tra culture organizzative che rimandano a visioni del mercato e della società distanti tra loro.
  • Fenomeno che raccoglie diverse tradizioni: impresa capitalistica che si inoltra nel sociale e il sociale che si fa impresa.

Impresa socialmente responsabile è fatto nuovo o meno? Opinioni diverse:

Per alcuni: impresa come istituzione è sempre stata socialmente responsabile visto che concepita/sviluppata all’interno di realtà sociali. Novità solo tecnologiche e di quantità e non culturale e di qualità, es. grandi imprese sorte tra ottocento e novecento che si interessavano alle case dei propri operai.

Ma differenza:

  • L’azione sociale del 1° capitalismo industriale o della grande impresa fordista era processo che partiva dall’alto dell’impresa, top-down: proprietario che se e quando voleva elargiva S a dipendenti, oltre a salario, quindi era solo la morale personale che lo spingeva a occuparsi del sociale.
  • Oggi processo parte dal basso, bottom-up, quindi nasce come risposta a pressione società civile e arriva alle imprese, questione ambientale è stata detonatore processo.

d’impresa l’accento sull’auto-regolazione Nel dibattito attuale sulla responsabilità sociale si mette molto e nell’intraprendere sulla libertà di iniziativa dei manager della proprietà pratiche di responsabilità sociale, che non possono essere im

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

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